Idea per pneumatici

Pneumatici con battistrada a mescola dura e mescola morbida a strisce trasversali da due centimetri l’una dall’altra, non circolari. non fusi tra di loro ma appoggiati come lama di coltello. per le moto, possono essere costruiti anche a scacchiera quadrati, particolarmente utili per la tenuta nelle curve.

A qualcuno potrà sembrare un progetto da fantascienza, ad altri un progetto infantile per lo strano tipo di battistrada da realizzare. Comunque mi rendo conto della reazione che può suscitare questo progetto nell’uomo comune o in chi non abbia consapevolezza del senso logico che sta alla base dell’aderenza e della trazione del battistrada sull’asfalto. Ma, in realtà, gli addetti del settore si renderanno conto che, una volta portata a compimento la realizzazione dei prototipi, sarà possibile capire l’importanza dell’utilità del prodotto finito per il mercato.

Essi dovranno essere destinati alle auto di formula uno e a quelle commerciali, oltre che alle moto. Il vantaggio che si otterrà sarà di poterli utilizzare nelle quattro stagioni dell’anno: dall’estate all’inverno, anche sul suolo bagnato.

La composizione dovrà essere composta da due mescole di gommatura sul battistrada, che avrà anche il vantaggio di diminuire lo scivolamento alla partenza e portare a un’aderenza maggiore sull’asfalto. Come si può ben capire, la mescola dura farà da traino e da resistenza sull’asfalto, mentre quella molle si aggrapperà a quest’ultimo. Quindi avranno anche il vantaggio di adattarsi in tutte le situazioni climatiche e meteorologiche.

Mi rendo conto delle difficoltà che si potranno incontrare nella loro realizzazione, ma sicuramente, dopo un attento studio, sarà possibile realizzarli. Altri tipi, per il mercato generale, possono essere prodotti per moto con battistrada a scacchiera quadrata, composta da mescole dure e morbide che potranno avere anche una forza centrifuga, traducendosi in una maggior tenuta e sicurezza per il pilota. Sulle curve si avrà maggior aderenza e minor scivolo di slittamento per l’effetto centrifugo.

Sono presente da cinquant’anni nei campi più diversi della ricerca tecnologica, con successi di fatto indiscutibili.

Negli anni ‘60 realizzai e brevettai uno strumento automatico multifunzione per la sicurezza, chiamato “Autotelesos”, includendo nel brevetto anche il telecomando a distanza con l’abbagliante-anabbagliante, l’arresto del motore in caso d’incidente e l’antifurto, grande successo internazionale. Da questo brevetto sono nati tutti i vari telecomandi in uso oggi, utilizzati in parecchi settori. Altro brevetto da me realizzato negli anni ’60 è stato il lampeggiatore posteriore per le auto di formula uno, che è utilizzato da una decina d’anni da tutte le auto esistenti sul mercato mondiale di serie, con la luce rossa presente sul lunotto posteriore che s’accende alla frenata.

Inoltre, devo dire che già nel gennaio del 1977 ho avuto un contatto con l’ing. Enzo Ferrari, proponendo un apparecchio per la sicurezza stradale che piacque non solo a lui, ma anche a Ferruccio Lamborghini, come pure alla Fiat (apprezzamenti ricevuti in date differenti). L’oggetto parve a tutti interessante, ma la produzione non era di loro interesse. Solo in seguito compresi che l’oggetto sarebbe stato negativo per loro. Il perché è stato facile capirlo.

 

Spero di aver fatto cosa gradita alla ricerca e che la mia idea sia di buon auspicio produttivo industriale e commerciale. In fatto d’esperienza motociclistica e d’auto, durante gli anni della mia gioventù, sono stato uno di quei rari ragazzi pronti a rischiare nel provare la grossa moto Guzzi 500, esperienza che, a quell’epoca, era una rarità. Infatti, solitamente, l’avventura stava, per chi aveva la fortuna di possederla, nell’utilizzare la bicicletta.

Insomma, dalla metà degli anni ‘40, iniziai l’esperienza con le moto, mentre con le auto, dal 1962 al 1978, avrò percorso circa 2.000 chilometri, viaggiando per tutta l’Europa, con qualunque condizione meteorologica, senza mai aver causato nessun incidente stradale.

Concludendo, di esperienze stradali ne ho fatte in abbondanza per poter esprimere quanto sopra scritto, avendo avuto anche diverse auto di media cilindrata.

Santino Scuderi. In Autotelesos

 

Allo staff di progettazione corse dell’azienda di formula 1 Ferrari.

Vorrei segnalare o suggerire qualcosa che possa essere di miglioramento e di recupero tempi di velocità dell’auto da corsa, sia pure se di pochi decimi rispetto a quelli attuali. Mi riferisco alla dinamica della resistenza d’attrito all’aria di penetrazione in velocità. Io suggerirei di apportare un’importante piccola modifica sul muso della vettura. Questa deve avvenire almeno nei primi cinquanta centimetri che dovrebbero avere una superficie più livellata possibile con l’uscita degli ultimi dieci centimetri, inclinata leggermente verso l’alto, in modo che l’aria, scivolando verso su, non vada a investire il pilota e le parti a lui adiacenti. Infatti, la superficie attuale è curva e non devia l’aria verso l’alto, ma scarica l’attrito sulle superfici che incontra.

Vorrei, inoltre, proporre una novità: il progetto dei pneumatici per tutte la stagioni, a strisce trasversali o a scacchi gomma tenera, con il compito di aderire pienamente all’asfalto e risultare, quindi, antiscivolo, mentre la gomma dura farebbe da traino e avrebbe effetto di resistenza di durata.

Grazie per l’attenzione. Faccio presente che la parte superiore è già stata inserita nel mio sito web: www.autotelesos.it.

Distinti saluti Santino Scuderi.