Alimenti in pericolo e senza controllo

PRODUZIONE E QUALITÀ SCADENTI; CIBI VECCHI DA NON COMMERCIALIZZARE

Da qualche anno, si discute sull’inquinamento delle acque nel nostro Paese, un problema di enormi proporzioni rispetto agli altri stati europei, in quanto la razionalizzazione delle acque non è disciplinata con attenzione. Non voglio fare la figura del saccente, ma tali questioni le ho già affrontate quasi mezzo secolo fa, quando contestavo il famoso modo di dire: “tutto si crea e nulla si distrugge”. A quei tempi, contestavo tale detto sostenendo che: “tutto si crea” stava a indicare qualcosa di confuso che avviene senza rispetto per le cose, mentre “nulla si distrugge” era un concetto terribilmente sbagliato anche solo a citarlo. Andiamo al dunque: ciò su cui polemizzavo era la cattiva abitudine di sporcare le acque con gli scarichi delle fognature e questo avveniva, e avviene ancora oggi, anche nelle grandi città che, pur avendo i purificatori, riescono a smaltire solo parte di tutti i derivati chimici, che rimangono depositati nelle falde acquifere. Mi riferisco ai detersivi, alle medicine assunte dalla popolazione e dagli animali domestici. Quindi, se sommiamo tutte queste sostanze, possiamo osservare che, nel tempo, si è verificato un cambiamento fisiologico e chimico dei mari, sia pure in piccole percentuali, tale da incidere sulla vita biologica marina e non solo, e purtroppo non in positivo. Quando ero ragazzo, contestavo il fatto che, seppure il mare fosse grandissimo e la nostra pipì non si vedesse, la sua immissione, negli anni, avrebbe potuto provocare sicuramente qualche danno. Il ragionamento è molto semplice: se in un bicchiere d’acqua versiamo alcune gocce di vino, queste non gli faranno del male, ma è pur vero che un cambiamento nell’acqua, anche se minimo, avverrà. È un dato di fatto: già da un po’ di anni tutto sta morendo; questa situazione non è una barzelletta. La famosa uva Italia oppure la Baresana non sono più prodotte secondo gli standard qualitativi che ne esaltano la fragranza; prima, grazie a insetti di vario genere, come le stesse api, alcuni frutti e piante venivano modificati in modo naturale mutando nella loro consistenza, a differenza di quanto avviene oggi, poiché i vini vengono prodotti con l’aggiunta di sostanze chimiche. Purtroppo, molti insetti non esistono più, mentre altri potrebbero essere in fase di estinzione. Tutti questi grandi mutamenti generali hanno comportato stravolgimenti non indifferenti sull’ittica, danneggiando, in maniera quasi irreversibile, la fauna marina a causa del proliferare di malattie. Di conseguenza, il pescato diminuisce.

È da un po’ che osservo tale situazione, notando un aggravamento tale da rilevare persino dei tumori in pesci di grandi dimensioni. Sarebbe stato il mio sogno svolgere delle ricerche in questo campo, ma ho subito degli impedimenti da parte di mascalzoni che hanno fatto di tutto per fermarmi. Spero che quanto affermerò non sia messo in dubbio; potrebbe apparire forse esagerato, ma non privo di fondamento. Si tratterebbe solo di fare ricerca in merito a quanto appena descritto per vedere se si possono riscontrare fatti interessanti che permettano di condurre ulteriori indagini. Dell’impollinazione e del sistema degli innesti, ne parlo in uno dei capitoli nel mio sito: negli anni Cinquanta riuscii, con successo, a realizzare il primo limone mignon, unico al mondo: un tipo di limone bonsai ibridato con innesti germogliati di altri agrumi su un alberello di kunquatus, giocando anche sui tagli periodici delle radici affinché si stabilizzasse in altezza. Produceva limoni con cinque fioriture all’anno; lo tenevo in casa con il clima che normalmente è idoneo per le persone.

Riferendomi sempre alle impollinazioni, adesso parlerò di qualcosa che potrebbe sembrare inverosimile, ma che in realtà non lo è. Come abbiamo visto, tutto funziona tramite il sistema delle impollinazioni, nel bene e nel male. Allora dico: l’uomo può essere soggetto a impollinazioni? Conosciamo solo quelle negative compiute dalla zanzara tigre, dal serpente velenoso, conosciamo i morsi fatti da bestie tra le più diverse e da tanti altri insetti, anche ignorati dall’uomo. Insomma, tra tanti insetti e vermi come le sanguisughe, che pare stiano ritornando in uso, è possibile che questi esseri viventi, che vengono a contatto con il nostro sistema biologico e che non ci infettano, succhino e modifichino il metabolismo del nostro corpo? Può essere che si ritorni a utilizzare cure usate in tempi passati? Non è dato saperlo.

Ora parlerò di ciò che ho pensato da bambino, quando cercavo di capire se per l’uomo fosse buono essere sottoposto alle impollinazioni di tanti insetti esistenti in natura per ottenere una vita più regolare. Una cosa è certa, in un passato non molto lontano, l’uomo conviveva con degli insetti la cui presenza veniva considerata normale: per esempio le zecche, le pulci, le cimici che crescevano, da un giorno l’altro, pronte a succhiare sangue, divenendo poi maleodoranti. Domanda: era una forma d’innesto quando succhiavano il sangue da una persona all’altra, oppure semplicemente si nutrivano di sangue ricco di sostanze (come per esempio zucchero antidiabetico)? E come mai non ci si ammalava in massa? Insomma, l’umanità era tutta vaccinata in maniera naturale. Credo che si tratti di argomenti da rivedere per capire se bisogna andare a ricercare enzimi e molecole che detti insetti sicuramente possiedono. Se si compisse un’attenta analisi, si noterebbe che l’umanità, a seconda delle zone geografiche, ha subito dei mutamenti che non so se definire in meglio o in peggio. Sono sicuro che, senza andare molto lontano nel tempo, dagli ultimi cento anni a oggi, nel nostro Paese la popolazione sia cambiata fisicamente e psicologicamente; se la vita si è allungata, ciò è dovuto alla continua assunzione di medicine (o, se volete, di sostanze chimiche) che ha dilatato le aspettative di vita. Un tempo, tutto questo non esisteva. Spesso, si moriva giovani, ma è pur vero che mancavano gli alimenti necessari per tutti; non vi era la possibilità di compiere abbondanti produzioni alimentari e i cibi non potevano essere conservati a lungo, se non sotto sale. Sulla base di quanto appena esposto, la ricerca, in futuro, potrebbe rivolgersi verso questa direzione per cercare di ottenere dei risultati sicuramente interessanti e sorprendenti per garantire una vita e una salute più ordinata, facendo diminuire l’assunzione di prodotti chimici che non fa propriamente bene.

Vorrei, perciò, invitare tutti i responsabili delle Istituzioni, addetti ai controlli, a essere attenti circa l’origine e la qualità dei cibi, osservandone il giorno della raccolta e il grado di maturazione; sarebbe importante valutarne l’origine nazionale o d’importazione. Inoltre, occorrerebbe raccomandare l’acquisto dei prodotti di provenienza nazionale, senza discriminare quelli stranieri (solo se buoni). Già da qualche tempo, ho segnalato che, su tutta la merce venduta al dettaglio, dovrebbe essere indicato, oltre alla qualità (prima, seconda, terza), anche il prezzo base del produttore per capire il sistema dei rincari finali. Questo non lo dico a caso, ma perché è inconcepibile vedere dei prodotti alimentari, come ad esempio il formaggio, costare quarantacinque euro al chilo, l’equivalente di novantamila lire. Senza considerare che si è avuto il coraggio di vendere dei prodotti ittici vecchi e marci a parecchie decine di euro al chilo. Credo che questo sia uno scandalo: poiché il latte è pagato a cinquanta centesimi al chilo, il formaggio non dovrebbe superare i dieci euro al chilo. Invece, è venduto a cifre esorbitanti e, in virtù del periodo di recessione che stiamo attraversando, se non si sta attenti, con lo stipendio non si arriva alla seconda settimana del mese. Non va dimenticato che, se sul mercato esistono prodotti (alimentari e non) con prezzi così esorbitanti (e comunque si vendono), vuol dire che ci sono molte persone che, senza produrre alcun bene, si impadroniscono della ricchezza prodotta da chi ha faticato con il sudore e la sprecano senza alcun rispetto. Conclusione: chi fa parte delle Istituzioni dovrebbe fare il proprio dovere secondo le leggi in vigore nei Paesi civili avanzati. Nel momento in cui ciò non si realizza, tali individui dovrebbero essere rimossi dalla loro funzione, con l’auspicio di un ricambio che ponga ai vertici cittadini semplici e capaci di svolgere i compiti assegnatigli.

Santino Scuderi