Snobismo che crea miseria

VADEMECUM
SULLA RICCHEZZA PRODOTTA IN ITALIA CALCOLATA SU CINQUE PARAMETRI, PER UNA UGUAGLIANZA SOCIALE E PER UNA SUDDIVISIONE MERITOCRATICA

Lo diceva anche il principe De Curtis, in arte Totò, che il consorzio umano va diviso in due categorie: miseria e nobiltà. L’unica cosa che ha omesso è di dire che la miseria è indispensabile per la classe della nobiltà, che deve sempre tenere costante il tasso di povertà.
Come è risaputo, sia la ricchezza prodotta dalla creatività umana sia quella generata dalla trasformazione di materie prime sono necessarie per la sopravvivenza dell’umanità. Ad esempio, Bill Gates, grazie alla sua creatività, ha generato ricchezza per l’informatica mondiale, senza che nessuno ci speculasse e producendo quindi un valore aggiunto “controllato”. Ciò appartiene alla categoria della nobiltà perché realizza ricchezza dando lavoro a soggetti di categorie povere, producendo servizi e beni utili a tutti. Così facendo Bill Gates ha creato posti di lavoro generando unione e benessere sociale.
C’è anche chi produce ricchezza accumulando beni nel tempo e mettendo in movimento gli utili ottenuti per generare altri posti di lavoro, a vantaggio dell’intera collettività.
Non deve essere definito nobile colui che non utilizza la propria ricchezza per produrne altra, ma solamente per accumularla senza investirla per lo sviluppo sociale e del lavoro. I veri nobili sono coloro che producono ricchezza – cioè i dipendenti delle aziende –, mentre il titolare appartiene spesso alla “miseria” umana, essendo colui che si appropria della ricchezza prodotta da altri senza rinvestirla per lo sviluppo sociale.
Non può essere definito nobile colui che si arricchisce in poche decine di anni, esclusivamente accumulando, ma senza aver creato reale valore aggiunto, anzi ricorrendo solamente alla compravendita di merce, il cui prezzo al dettaglio è spesso incrementato del 500% rispetto a quello iniziale.
Poi ci sono imprenditori che trasferiscono le loro immense ricchezze nei paradisi fiscali, spesso investite in pubblicità interattiva, qualche volta anche ingannevole, e che risulta solamente una ricchezza bruciata.
Ogni cittadino dovrebbe stare attento quando fa la spesa, anche perché su molti prodotti non c’è ancora l’obbligo di scrivere il prezzo finale né tantomeno il “costo” iniziale di chi lo ha prodotto. Solo se a conoscenza di quest’ultimo dato i consumatori potrebbero essere in grado di scegliere se servirsi da quel venditore o rivolgersi a qualcun altro.
Nei giorni scorsi, intorno a Natale, passeggiando per le vie della moda di Milano, vedevo uscire numerose persone da negozi che esponevano nelle vetrine abiti con costi da capogiro, anche se a ben guardare non sembravano prodotti particolarmente più preziosi rispetto a quelli presenti nei negozi più economici.
Questi clienti, che non apparivano particolarmente facoltosi e che uscivano dai negozi con borse piene di acquisti, avranno fatto una spesa compresa tra quattro e diecimila euro. Se avessero acquistato gli stessi abiti fuori dal cosiddetto “quadrilatero della moda”, avrebbero speso un decimo dell’importo.
Questi negozi, in realtà, non possono far parte della categoria della nobiltà, poiché chi realmente ha realizzato quegli abiti appartiene alla classe della miseria, ricevendo pochi spiccioli per il lavoro fatto. Il denaro “guadagnato” andrà quindi in fumo, perché questi commercianti si rivolgeranno sempre ai dipendenti sottopagati che producono per loro.
Ciò che è necessario è che l’economia cambi direzione, rinunciando allo sfruttamento di tante persone, per il proprio esclusivo interesse. Quel denaro appartiene a tutti e per il vantaggio di tutti deve essere rimesso in circolazione.

Per contribuire alla risoluzione della questione è necessario che venga emanata una legge che stabilisca cinque differenti livelli di paghe e pensioni. Innanzitutto le tasse da versare allo Stato da parte dei cittadini non devono superare l’importo del 12% annuo del reddito necessario per tutti i servizi sociali che si vogliono garantire.
I livelli di stipendio dovranno essere cinque, da quello più basso percepito dagli operari generici a quello più alto per le cariche con importanti responsabilità, come i Presidenti delle Istituzioni. Sono esclusi gli industriali e i commercianti, che hanno il dovere di investire nuovamente il denaro che supera la quota necessaria per la conduzione di una vita dello standard previsto dal quinto livello di reddito. Con questa modalità si contribuisce a rimettere la ricchezza in circolazione per creare lavoro, permettendo un’equa suddivisione del lavoro e del denaro tra tutti i cittadini.
L’importo delle tasse da pagare da parte degli imprenditori dovrà essere in linea con quello presente nei Paesi occidentali, cioè del 36%. Il surplus dovrà essere investito nuovamente per migliorare lo sviluppo produttivo dell’azienda.
In Italia, per condurre una vita dignitosa è necessario uno stipendio di circa 20.000 euro annui, che dovrebbe essere l’importo percepito dai cittadini che appartengono al primo livello di ricchezza.
Gli altri livelli di reddito sono stabiliti in funzione della specializzazione, della responsabilità dell’individuo e della capacità professionale. Gli altri livelli non dovranno comunque superare i 40.000 euro annui.
Questi stipendi devono essere corrisposti sia ai dipendenti delle aziende private che agli impiegati statali. Il quinto livello non dovrà superare l’importo di 100.000 euro.
Lo stesso sistema è previsto per le pensioni, che dovranno avere un importo del 20% inferiore rispetto allo stipendio percepito durante l’attività lavorativa.
Questo sistema di suddivisione degli stipendi e delle pensioni permetterà di avere una ricchezza ben divisa e senza che nessuno debba ricorrere alla delinquenza per sopravvivere.
Anche i ragazzi che seguono l’apprendistato, di età compresa tra i sedici e i diciotto anni, dovranno ricevere un sussidio dell’importo del 20% rispetto allo stipendio percepito dal mestiere corrispondente che inizieranno a svolgere al termine dell’apprendistato stesso.

Santino Scuderi

Pensiero filosofico rivolto a Sua Santità Papa Francesco, riguardo al quale sarei lieto di ricevere un Suo giudizio

Santità, recentemente ho sognato mio nonno – uomo nato nel 1882 – piangere per aver visto tutte le uova rotte all’interno di un paniere. Diceva inoltre che le persone del terzo millennio, donne, uomini e bambini, adorano e tengono tra le braccia cani di piccola e media taglia, mentre i bambini appena nati vengono gettati nella spazzatura o uccisi senza pietà se vicini alla pubertà.

Mi domando quindi se l’umanità abbia perso la ragione e il rispetto verso la vita umana, oppure se non nutra più quel senso di rispetto nei confronti dell’essere umano e della sua creatività, necessaria per la prosecuzione della civiltà.
In questi anni, la mancanza di rispetto nei confronti della vita umana è aumentata, anche per via della “crisi” economica che ha colpito numerose famiglie, che ora si ritrovano senza denaro, incapaci di continuare una vita nella normalità e nella dignità, costrette, delle volte, ad arrangiarsi in modo umiliante. Spesso neanche le istituzioni si preoccupano di queste persone, lasciandole in uno stato di abbandono.
Nella zona in cui abitato, a Milano, ci sono i portici di alcuni palazzi che la mattina sono occupati da numerose persone con i loro cenci, che vivono senza cibo ed esposti a una temperatura di tre gradi sotto lo zero. Qualcuno, come il sottoscritto, nutre pietà nei loro confronti, lasciando nella loro ciotolina qualche centesimo, sottratto a sua volta da una pensione molto bassa. Molti altri, invece, non li degnano neanche di uno sguardo, nell’indifferenza più totale, pur vivendo in uno stato di grande benessere. Alcuni, inoltre, con giudizi superficiali e frettolosi, affermano che è loro scelta vivere in quelle condizioni, senza però pensare che a Milano esistono decine di migliaia di appartamenti sfitti e che loro non avrebbero i soldi per prenderli in affitto. Nei supermercati, inoltre, mentre sono presenti numerosissimi prodotti per le persone che stanno bene, e che quindi hanno la possibilità di spendere, non è presente alcunché per la gente povera o che è stata colpita dalla crisi.
Ci si dimentica, come sostiene anche il Movimento Cinque Stelle, di offrire il diritto di cittadinanza e alla vita, che in occidente è anche necessario per far sì che le persone non si mettano a delinquere o a rubare.
Ma lo scandalo più grande, di cui nessuno tiene conto, che è di natura morale prima che economica, è che per i cani – e gli animali “da compagnia” in generale – aumentano sempre più le adozioni all’interno delle abitazioni, anche se tenuti in realtà in uno stato di “cattività” rispetto alla loro natura. Per loro, delle volte, vengono persino preparate stanze di lusso, riscaldate d’inverno e condizionate d’estate, con l’uso di ricorrere al cosiddetto dog sitter – spesso vedo che svolgono questa mansione persone extracomunitarie –, che gestisce otto cagnolini di razza e altri due grossi cani per una famiglia facoltosa, con costi da capogiro. Per non parlare poi della nuova generazione di ragazze – e non solo loro – che girano con cani tra le braccia, sbaciucchiandoli più di quanto farebbero se fossero dei bambini, proponendo quindi insegnamenti assurdi e devianti.
Io sono certamente per il diritto alla vita di ogni creatura, ma credo debba essere tenuto in considerazione l’ordine presente nel creato: prima l’umanità, poi gli animali, quindi la natura. Il numero degli “abitanti” dell’Italia, tenuto conto del numero di animali presenti nelle abitazioni e considerati “da compagnia” supera i cento milioni (sul mio sito personale, www.autotelesos.it, è presente un articolo di grande rilevanza, dal titolo “Come deve essere fatto il censimento 2011”).

Questa breve riflessione è stata da me scritta in questi ultimi giorni, malgrado le grandi sofferenze per tutto ciò che ho subito e che ha minato la mia salute fisica e psicologica (tutto è riportato nel sito che ho citato sopra).

Auguro quindi a tutti – e a Sua Santità – un 2015 istituzionale migliore, che possa portare un reale miglioramento per la società italiana e le persone perbene.

Santi Scuderi

Eternit, la Cassazione ribalta la sentenza: “Reato prescritto, Schmidheiny assolto”

Il magnate svizzero Schmidheiny era stato condannato in Appello a 18 anni di reclusione, per disastro doloso ambientale. Adesso, con la decisione della Cassazione, i parenti delle vittime si ribellano, gridando vergogna al magistrato che ha annullato la sentenza precedente perché il reato commesso è caduto in prescrizione. Perciò non ci sarà alcun risarcimento o giustizia.
Chi dà questo giudizio sull’infame vicenda è uno scienziato che è stato vittima per trent’anni di una magistratura malata e corrotta, e che non è mai riuscito a far processare i magistrati e i politici che hanno perseguito solo il proprio interesse, dimenticandosi delle necessità del popolo.
Ai parenti delle povere vittime va tutta la mia solidarietà, sia per le sofferenze patite in passato, sia per questa ingiusta sentenza.
Per quanto riguarda il magnate svizzero Schmidheiny, devo riconoscere che le colpe vanno molto oltre e riguardano questioni che vengono tenute nascoste all’opinione pubblica.
Tutti ricordiamo il caso della diossina dell’Icmesa, l’azienda veneta della ditta svizzera Roche, e i numerosi operai morti per avvelenamento. Anche in questo caso, i veri responsabili sono stati tenuti all’oscuro.
Un altro esempio è quello di Milazzo, cittadina in provincia di Messina, che negli anni ’50 ha visto scomparire una riviera “paradisiaca” per far posto a una grande raffineria, in grado, sì, di dare lavoro a qualche centinaio di operai, ma sulla quale ci sarebbe da discutere.
Così, non bisogna dimenticare i morti di Priolo: anche lì, dove sorgeva una riviera da sogno, i politici dell’epoca, o per ignoranza o per corruzione, scelsero di realizzare una raffineria che, fino a pochi anni fa, era al centro dell’attenzione di testate giornalistiche internazionali a causa dei numerosi morti di cancro per via dell’inquinamento.
Di tutti questi fatti, i veri responsabili sono i politici, che mai hanno saputo intervenire in modo professionale, per salvaguardare la salute umana e l’ambiente. Alla base di tutto ciò, probabilmente ci sono stati voti di scambio per garantire un posto di lavoro che, in fondo, non era una “garanzia di lavoro”, ma una “garanzia di morte”.
Alla luce di tutto questo, dovrebbero essere condannati i politici delle Istituzioni, che non hanno mai segnalato la pericolosità di queste aziende, oltre a vari magistrati che, per incuria o corruzione, non hanno applicato le dovute pene in tempi utili, facendo cadere i reati in prescrizione, così com’è stato predisposto nelle leggi da chi desiderava solamente coprire le proprie malefatte.
Perciò, non dobbiamo scandalizzarsi se le cose non vanno per il verso giusto: ciò che bisognerebbe fare è “rottamare” molti politici del passato, che, essendo ancora attivi nella vita politica, continuano a causare danni a molti, non intervenendo in aiuto di chi ha bisogno, così come denuncio all’interno del mio libro autobiografico presente su questo sito.
Ribadisco ancora la mia solidarietà nei confronti dei parenti delle vittime dell’amianto e del giudice che ha dovuto annullare la sentenza per via della decadenza dei termini.

Voglio esortare tutti a combattere contro le ingiustizie umane, denunciando coloro che dovevano servire il Paese ma che non l’hanno fatto. Io lotterò per riuscire a creare la “Fondazione Scuderi”, un ente che avrà l’obiettivo di battersi contro le ingiustizie del passato, del presente e del futuro; se riuscirò nel mio intento, allora arriverà giustizia verso tutti coloro che fanno del servizio pubblico solamente una poltrona per ottenere uno stipendio garantito.

Santi Scuderi

Cinquant’anni di scioperi e il caso Fiat

La Repubblica democratica Italiana, che, come recita la Costituzione, è fondata sul lavoro, dovrebbe proteggere i lavoratori, le industrie e gli imprenditori di ogni settore, riconoscendo il diritto al lavoro e, quindi, alla vita sociale. Quando queste regole non vengono rispettate, significa che nessuno di noi ha più garanzie nella vita di tutti i giorni. Non capisco come in questi ultimi tempi, i politici e i sindacati non riescano a porre fine a tutti gli scioperi che ci sono da oltre cinquant’anni, scioperi che non permettono di concludere niente e che, al contrario, fanno andare in fumo milioni di ore di lavoro, con il conseguente danno per i lavoratori, che, anche quando riescono a ottenere qualche risultato, questo avrà effetto solo per pochi mesi – o forse anche per pochi giorni –, a causa dei mancati controlli dei prodotti di consumo, il cui prezzo così lievita, con la conseguenza che i risultati diventano negativi. A questo punto dovrebbero entrare in campo le forze dell’ordine, segnalando l’inutilità e il danno degli scioperi.
C’è da dire che chi doveva vincere – cioè i lavoratori – non ha vinto, mentre ha vinto lo Stato, risparmiando sui mezzi pubblici, che per una giornata non hanno viaggiato, e sugli stipendi dei lavoratori che hanno aderito allo sciopero.
Come risolvere dunque il problema dei falsi e inutili scioperi?
In realtà è molto semplice: sarebbe sufficiente applicare le norme democratiche contenute nella Costituzione e, qualora non ci fossero tutte quelle necessarie, apportare qualche piccola correzione. Infatti, come tutti sanno, lo sciopero è un diritto civile sancito dalla Costituzione, presente nei Paesi democratici e con lo scopo di tutelare i lavoratori che producono ricchezza e salvaguardare l’imprenditore, che non deve apparire come uno sfruttatore.
Lo sciopero, inoltre, dovrebbe essere messo in atto solo dopo aver utilizzato gli altri due livelli: il primo è quello della segnalazione del disagio economico dei lavoratori, il secondo consiste nel concludere a tavolino la questione – con il dialogo tra gli organi competenti (politici, sindacati, imprenditori) –, tentando di non arrivare mai al terzo livello, cioè al vero e proprio sciopero.
Non dobbiamo dimenticare che l’imprenditore sarà sempre interessato al proprio dipendente, perché è proprio quest’ultimo a produrre ricchezza attraverso il suo valore aggiunto; se ciò non avviene, è chiaro che l’imprenditore non potrà tenerlo al lavoro oltre i tre mesi di rodaggio del rendimento lavorativo, licenziandolo o allontanandolo, in particolare quando si tratta di piccole aziende. Quando si verifica questa circostanza, interviene lo Stato, che garantisce lo stipendio mancante attraverso il denaro versato dai contribuenti; quest’ultimo “fondo”, infatti, è giusto che venga impiegato per il sostentamento del cittadino, soddisfacendo tutti i bisogni primari, proprio come avviene nei Paesi democratici.
Nonostante questo Stato sia amministrato prevalentemente da persone incapaci e molto ignoranti, sarei comunque disponibile a ricoprire il ruolo di primo consigliere politico della Camera dei Deputati. Sono molte, infatti, le persone che, sentendomi parlare, nonostante io abbia un’età avanzata, rimangono stupefatti per i grandi pensieri e i sani insegnamenti da mettere in pratica. Ciò che manca alle scuole di oggi è l’esperienza moderna e la saggezza che il sottoscritto scienziato Scuderi possiede sin nel profondo del proprio DNA.

Adesso, vorrei spendere qualche parola a favore della Fiat (azienda e operai).
La maggior parte delle persone italiane ha sempre criticato questa azienda per aver ricevuto finanziamenti dallo Stato Italiano ed essersi adesso trasferita negli Stati Uniti. Ma, se ciò è avvenuto, è stato solo per evitare il fallimento della storica ditta; in Italia, infatti, i dipendenti percepivano retribuzioni di un importo inferiore alla metà di quello percepito in Paesi come la Germania, ma, nonostante questo, le automobili, di media qualità, avevano un costo finale superiore al 10% del valore reale, quindi fuori mercato.
L’accusa relativa ai finanziamenti statali è ingiusta perché questa azienda è un orgoglio nazionale che ha prodotto auto per il mercato mondiale, dando ricchezza e benessere sociale a centinaia di realtà industriali collegate.
Oggi la produzione non avviene più in Italia, ma in diversi Paesi, compresi gli Stati Uniti, dove la manodopera è il doppio di quella italiana, riuscendo così a fare mercato. La Fiat, in realtà, era – e forse ancora è – una delle realtà di produzione più importanti, in grado di trasferire nuove tecnologie a molte industrie.
Bisogna anche sfatare il mito che la Fiat “fregasse” lo Stato Italiano con i finanziamenti a fondo perduto. In realtà, la Fiat riceveva soldi dallo Stato per via della mancata produttività, causata dall’assenza di dialogo tra le forze politiche, i sindacati e l’impresa prima di giungere allo sciopero; inoltre, essendo un’azienda privata e non potendo produrre i propri prodotti, da molto tempo minacciava trasferimenti produttivi nei Paesi in cui già era presente con una buona produttività.
Per questo motivo molti politici concedevano centinaia di milioni di lire a fondo perduto, per evitare che l’azienda chiudesse e spingesse alla rovina l’Italia intera, con tutte le centinaia di ditte collegate.
La chiusura di questa gloriosa industria è stata completata forse da “occulti tradimenti”, dall’ignoranza degli esponenti politici – che viaggiavano con automobili straniere anziché con quelle italiane –, oppure da precise scelte? Questo non lo so, ma certamente il danno verificatosi lo stiamo patendo tutti, incrementato dalla cosiddetta crisi mondiale.

Santi Scuderi

Lampadine multiled per ogni tipo di illuminazione

Nella prima decade di ottobre del 2014, l’Accademia delle Scienze svedese ha assegnato il premio Nobel per la fisica a tre scienziati giapponesi: Shuji Nakamura, cittadino statunitense, Hirachi Amano e Isamu Akasaki, studiosi di chimica e fisica presso la Nagoya University del Giappone. Nel 2012 hanno scoperto che sui diodi led di colore blu, dopo aver applicato un nuovo materiale semiconduttore, si era prodotta una luce molto intensa e chiara; questa importante e innovativa applicazione gli ha permesso l’assegnazione del premio Nobel per la fisica. Infatti il led diodo luminoso fu realizzato nel 1929 nel coloro rosso, e veniva impiegato come segnalatore nell’elettronica.

Successivamente, grazie a numerose innovazioni, sono stati realizzati i diodi led di colore giallo e verde, impiegati sempre come segnalatori.
All’inizio degli anni ’90 si ebbero altre innovazioni: prima di tutto si ottenne una luminescenza maggiore e, contemporaneamente, si ebbe la creazione del diodo led di colore blu – in entrambi i casi l’impiego era ancora quello di segnalatore nei circuiti elettronici.

Io, scienziato Santi Scuderi, mi sono dedicato per anni a questo campo tecnologico, non giungendo a ottenere una elevatissima luminescenza, ma riuscendo a creare la lampadina del futuro a bassissimo consumo, che, nel mio prototipo, era in grado di emettere una luce di colore giallo chiaro, con una luminescenza mediocre, non tale, quindi, da poter avviare la produzione per il mercato.
Non avendo avuto la possibilità di brevettare queste lampadine a diodi multiled, le resi pubbliche il 25.05.2006 inviandone i progetti all’Agenzia ANSA e al Corriere della Sera. Dopo appena sei anni, ecco che fanno il loro ingresso sul mercato le prime lampadine multiled, nella stessa linea da me proposta.

Tornando a quanto detto in apertura, nel 2012 i tre ricercatori giapponesi applicano sul diodo led di colore blu un nuovo materiale semiconduttore, che impedisce la dispersione di energia e permette di ottenere un’intensità di luce chiara. Questo passo avanti rappresenta una grande evoluzione produttiva e commerciale, che prosegue il progetto dei multiled frutto dello spirito creativo dello scienziato Santi Scuderi.
Il successo mondiale di questa invenzione è stato enorme, sia per l’utilizzo che per l’applicazione per numerose esigenze.
A entrambi gli scienziati vanno tutti i meriti e i riconoscimenti internazionali. Nello specifico, il gruppo giapponese ha meritato il Premio Nobel per l’applicazione del nuovo semiconduttore, mentre a Santi Scuderi va il merito della perseveranza nella ricerca e della realizzazione dei multiled in vari voltaggi e quindi per ogni applicazione. Infatti, grazie all’ultima scoperta del semiconduttore da parte dei tre giapponesi e grazie all’incremento dei lumen sono stati prevalentemente impiegati, per via della piccola dimensione applicativa, nei componenti elettronici dei computer e dei telefonini.

Il sottoscritto Santi Scuderi, già accademico della Guglielmo Marconi di Roma, è impegnato sin dagli anni ’50 nella ricerca tecnologica (più varia e di successo) e nel campo dell’illuminazione, con il fine di poter raggiungere i costi di produzione e consumo più bassi possibili.
Per quanto riguarda l’illuminazione, ricordo con un po’ di rabbia che le lampadine a incandescenza di casa si esaurivano in poco tempo, e ciò avveniva perché erano a filamento ferroso semplice e non a filamento di tungsteno, cosa che, al contrario, avrebbe garantito una lunga durata.
Per questo motivo, all’inizio degli anni ’70 realizzai il primo prototipo della lampadina con multiampolle tipo led a normale avvitatura, per sostituire quelle a incandescenza e quelle tubolari, ma i lumen ottenuti non erano ancora sufficienti e i costi erano troppo elevati per un ampio inserimento sul mercato. Così resi pubblico quel prototipo, tanto che, dieci anni dopo, i tecnici di alcune
multinazionali lo realizzarono, rendendo una realtà su scala mondiale, nella versione “a fluorescenza a vite”, la cosiddetta lampadina a basso consumo, che vanta un buon numero di lumen, ma che presenta costi eccessivi di produzione, rispetto a quelle a diodi multiled che successivamente cominciarono a essere prodotte e di cui, cinque anni prima, avevo diffuso gratuitamente il progetto sui giornali: così fu possibile incominciare a sostituire le lampadine a incandescenza e quelle tubolari a neon. Solo negli ultimi anni, e in particolare intorno al 2010, i classici diodi led sono stati migliorati sia nell’intensità dei lumen sia nella chiarezza della luce emessa, grazie, nello specifico, all’invenzione dei tre ricercatori giapponesi.

Alla fine degli anni ’80 ho creato i primi prototipi, realizzando delle normali lampadine a diodi multiled, in serie e in paralleli luminosi a vite, a vari voltaggi (da 3 a 220 Volt), a corrente continua e alternata, certo che sarebbe giunto presto anche il successo mondiale, che avvenne con i diodi led luminosi, ma non di ultima generazione a luce chiara, cosa che si ottenne solo con i tre premi Nobel nel 2013, che ha portato un vantaggio al mercato e ai produttori.
Questo riconoscimento, in realtà, sarebbe andato a me se avessi potuto brevettarli e svilupparli personalmente, così da portare avanti anche altre ricerche, ma lo Stato, o chi lo amministra, ostacola chi vuole creare ricchezza di lavoro per il bene sociale, così come ha fatto con il sottoscritto.

Non avendo più denaro per la ricerca né per la salute, e a causa dell’età avanzata, ho deciso di diffondere gratuitamente diversi progetti, come quello delle lampadine di cui ho scritto.
Così, il 25 maggio del 2006, come già sottolineato, ho inviato all’Agenzia ANSA e al Corriere della Sera il progetto, allegando le immagini del campionario dei prototipi realizzati, con il fine di contribuire alla ricerca sull’illuminazione generale. Infatti, anche se non sono riuscito a brevettarle, è indubbio il merito di averne ceduto gratuitamente il progetto per il bene dell’umanità.
Detto questo, è fuori di dubbio che i tre scienziati hanno ricevuto meritatamente il premio Nobel per aver saputo aggiornare l’utilizzo dei diodi led già esistenti – “inventandone” di più piccoli sempre in formato singolo. È comunque doveroso ricordare che l’invenzione dell’illuminazione multiled va ricondotta esclusivamente a me, considerati i numerosi anni di lavoro spesi su questa ricerca.

I tre vincitori del Nobel hanno il grande merito di aver individuato un nuovo materiale in grado di aumentare i lumen, semplificando l’utilizzo e compiendo un passo avanti negli studi – che comunque va collocato sulla scia degli importanti miglioramenti già ottenuti in precedenza – e riuscendo anche a diminuire i costi. La loro invenzione va quindi considerata sotto il punto di vista del continuo miglioramento tecnologico, partendo dall’originale, che risale al lontano 1929. A quei tempi il diodo led esisteva solamente nel colore rosso. Solo in seguito vennero realizzati altri “miglioramenti”, come la sequenza di led (con led di vari colori e dimensioni), i led lampeggianti, i nuovi led colorati (giallo, verde e, negli anni ’90, blu). Negli ultimi tempi si è giunti a una maggiore luminescenza, che ha permesso un migliore sviluppo applicativo.

Ricapitolando, dunque, l’ampia diffusione industriale delle lampadine multiled è da attribuire esclusivamente a me, Santi Scuderi, pur riconoscendo i grandi meriti dei tre scienziati giapponesi, che sono stati in grado di ottenere un ulteriore “aggiornamento” nell’utilizzo di questa tecnologia. Infatti, come già accennato, la nuova invenzione non consiste nel sostituire la normale lampadina a incandescenza o quella a neon, ricerca che, moralmente e materialmente, già appartiene al sottoscritto. Sono stato infatti io a realizzare i prototipi con una serie di diodi led, utilizzando questa tecnologia nel campo dell’illuminazione e creando lampadine in vari voltaggi (sottolineo comunque che i diodi led erano già molto utilizzati – e lo sono ancora – nei circuiti fissi e saldati, in ambito industriale).

Ricordo anche che con i microled sono stati realizzati, oltre ai segnalatori, anche i televisori di ultima generazione, compresi parte dei telefonini.
Tra le mie invenzioni di successo divenut
e una realtà mondiale ci sono i telecomandi a onde radio per l’inversione delle luci delle auto, da abbagliante ad anabbagliante e viceversa, e che oggi è un’importante realtà, che ebbi modo di esporre al Patexpo di New York nel 1969.
Per quest’ultima ricerca, corredata di prototipi, ricevetti la medaglia d’oro e i graditissimi complimenti della Nasa, che esponeva nello stand accanto al mio.
Infine, utilizzando le nuove onde radio FM, si sono sviluppati tantissimi telecomandi (esclusi quelli a infrarossi), con un significativo impulso tecnologico dato all’industria del settore, per moltissime applicazioni su scala mondiale.

Voglio concludere sperando che tutti i giornalisti esperti di tecnologia e invenzioni, verso i quali nutro un profondo rispetto, considerino con attenzione quanto appena letto prima di elaborare commenti e attribuire meriti – naturalmente senza offendere nessuno, così come neanche io mi sento offeso –, e che, a questo punto, cerchino di conoscere più approfonditamente le mie ricerche, riportate in parte all’interno del mio sito web (www.autotelesos.it).

Santi Scuderi

Come s’impoverì l’Italia

CON LA DISTRUZIONE DELL’INDUSTRIA E DEL MERCATO, E CON LA DIFFICOLTÀ DI RIPRESA

Il termine ricchezza possiede mille diverse sfumature, applicabili sia al bene che al male. Quella più importante si riferisce al materialistico accumulo di ciò che l’uomo produce, spesso convertendolo in beni stabili e di riserva come garanzia per il domani: questa è la formula personale di chi produce ricchezza e la conserva per il futuro (come la formica).
Tutto questo potrebbe essere valido se la ricchezza fosse rimessa in circolazione impiegandola per lo sviluppo del lavoro, senza tenerla interamente ferma in banca, caso in cui, al contrario, si creerebbe un eccessivo accumulo di denaro e quindi un danno sociale.
La moneta è di tutti e tutti devono partecipare alla produzione di ricchezza, anche per semplici servizi, nessuno escluso. Non si tratta di ricchezza quando qualcuno si arricchisce con servizi o beni a costi troppo elevati, caratterizzati da sproporzionati valori aggiunti, dopo che sono stati prodotti da persone che hanno ricevuto una retribuzione bassissima, e tutto questo senza che l’acquirente se ne renda conto. Il sistema concorrenziale nazionale è un sistema valido, purché rimanga nelle giuste proporzioni di guadagno dichiarato dai contributi per lo Stato. È chiaro che, a livello locale, se un’azienda o un semplice bar lavora bene e magari aggiunge qualcosa sul prezzo lo fa per sviluppare la propria attività: in questo caso è una giusta ricchezza.
Dunque, purché un Paese stia bene è necessario che tutta la popolazione partecipi alle forme di guadagno e alla vita sociale.

Ricordo come se fosse oggi quando, durante l’ultima guerra mondiale, i rapporti con i Paesi stranieri erano stati interrotti a causa della crisi presente in Italia; per questo era necessario utilizzare prodotti nazionali e locali.
Con malinconia e dolore ricordo il mio povero nonno materno che diceva di essere amareggiato e di non poter più mangiare, prima di morire, lo stoccafisso, cibo che gli piaceva moltissimo, ma che doveva essere importato dai Paesi Bassi. Giunse solo dopo la fine della guerra, quando i rapporti commerciali tornarono alla normalità.
Insomma, all’epoca, il Paese per non cadere nel baratro della povertà assoluta, mise in atto la famosa “autarchia”.
Voglio fare un accostamento interessante.
Una sera, durante una delle cene a cui venivo periodicamente invitato – in questo caso in Svizzera, presso una famiglia medio-borghese – venne servito un dessert a base di fragole. Mentre lo assaggiavo, mi venne chiesto come lo trovavo; io risposi che era buonissimo ma che le fragole non erano quella che avevo visto prima al supermercato di zona. Chiesi allora dove le avessero comprate: non erano le fragole provenienti da Cesenatico, mature, belle e profumate che avevo visto io; venendo a conoscenza anche del prezzo, gli feci notare come le fragole locali costassero il doppio e fossero persino poco mature. Da perfetti Svizzeri mi risposero: “È vero, ma noi Svizzeri la pensiamo diversamente! Aiutiamo prima di tutto la nostra agricoltura, che altrimenti morirebbe”. Io fui d’accordo.
Purtroppo in Italia questo non avviene – mancando anche persone con cui avere questo tipo di scambi “culturali” e di “civiltà”.
Un Paese può crescere solamente se tutti collaborano, con il rispetto reciproco l’uno per l’altro, con la creatività e il dovuto pagamento delle tasse.
Anche l’amore per il proprio Paese è molto importante, in mancanza di questo, infatti, la nazione non solo non cresce, ma va verso la povertà, come è avvenuto da noi in questi ultimi trent’anni.

Poi è bene accennare agli inserimenti di prodotti commerciali. Per esempio: se in un film o in una soap si vede spesso un marchio di un determinato prodotto, il telespettatore sarà orientato ad acquistarlo anche se il corrispondente prodotto nazionale potrebbe essere migliore; così si allargherà il mercato di quel prodotto che in realtà non è superiore al nostro. Questo avviene per mancanza di cultura del popolo italiano, di sviluppo del lavoro e di ricchezza sociale del Paese.
All’inizio degli anni ’50, c’è stata un’auto francese che si chiamava Daufin; il mercato italiano ne venne talmente invaso che questa macchina fu venduta molto più della Fiat 600, di maggiore qualità: per fortuna, il successo commerciale della Daufin durò poco.
Inoltre, in quegli stessi anni, moltissimi preti, come se fossero azionisti della Volkswagen, possedevano questa auto, così che anche molti italiani la acquistavano, ma la Fiat, grazie alla qualità della sua produzione, riuscì a reggere.
All’inizio degli anni ’60 la popolarità dell’automobile italiana era al massimo nel mondo sia per il designer che per alte qualità. La Fiat ha poi esteso la sua produzione in Europa e non solo, giungendo persino in Russia. Anche l’Alfa Romeo era un’auto di successo.
A causa dell’esterofilia degli italiani, si è verificata una perdita dei nostri prodotti: sono stati i politici i primi a non utilizzare, per i loro spostamenti, le automobili italiane.
Ed ecco cosa avvenne: gli stranieri, attenti osservatori e simpatizzanti per i prodotti italiani – auto comprese – misero in atto una forma di imprinting commerciale, decidendo di non acquistare più auto italiane, con una conseguente perdita sul mercato internazionale.
Ma la cosa più grave è stata la simpatia degli italiani verso automobili straniere, che ha innescato la povertà commerciale e lavorativa italiana. Così, non solo la nostra industria dell’auto si ferma, ma si ferma tutta l’economia del Paese, dal momento che numerosissime fabbriche sono legate al settore automobilistico, come l’Ilva.
Se si dovesse riprendere l’economia, esiste un’altra questione problematica: la distruzione dell’industria. Oggi, e almeno per i prossimi vent’anni, è necessario acquistare i ricambi per milioni di auto di lusso, con costi elevatissimi e sproporzionati.
Di questo danno ne risponderà solo la povera gente che pagherà le sofferenze del lavoro e della disperazione dopo che i politici – tutti o quasi – si sono resi responsabili dell’utilizzo di queste macchine, incentivando inoltre l’acquisto di prodotti esteri, anziché suggerire di viaggiare su auto italiane, che sono state e sono ancora regine indiscusse di qualità e di bellezza.

Santi Scuderi

Scienziato messinese famoso in America

Ho avuto importanti rapporti con i personaggi più potenti degli Stati Uniti d’America: infatti, grazie ai servizi segreti, gli USA conoscono bene tutte le vicende delle persone di riguardo. Sono stato maltrattato a Messina e perseguitato dalla giustizia di Milano. La mia storia può essere letta sul sito web www.autotelesos.it.
Sul sito c’è la possibilità di effettuare una donazione, che mi consentirà di raccogliere fondi per la creazione di una Fondazione finalizzata a smascherare coloro che violano a loro piacimento le leggi dello Stato. Fare pulizia dei malviventi e prepotenti è un’urgente necessità della società, proprio mentre il popolo sofferente patisce le infami ingiustizie senza potersi difendere.
Particolari qualità mi sono sempre state riconosciute da molti e credo che il DNA che porto dentro ha sempre fatto la differenza. Ma l’invidia – o ignoti scopi – mi ha sempre disturbato, anche quando vivevo nella casa di mio padre. Un esempio affine al mio è quello di uno zio paterno che, trasferitosi a New York nella seconda o terza decade del secolo scorso, a causa dell’eleganza e della sua bellezza fisica, ha dovuto abbandonare la gestione del famoso Cotton Club di New York, perché connazionali gli causavano danni all’interno del locale. Negli anni Sessanta, quando andai a trovarlo, l’invitai a trasferirsi a casa nostra, ma lui rifiutò. A ottantacinque anni conviveva con una ragazza di ventisei, mentre la moglie – donna del cinema – morì dieci anni prima senza lasciargli alcun figlio.
Ho riportato questo fatto solo per sottolineare come la famiglia Scuderi sia ben conosciuta dallo Stato americano.
La popolarità che ho negli Stati Uniti è un dato di fatto, lo dimostra la corrispondenza con gli USA, che necessiterebbe di una persona impiegata alla sua gestione e alla scrittura dei commenti, che in parte faccio io stesso, traducendoli “automaticamente” in lingua inglese (lingua che, purtroppo, non conosco). Delle volte mi sento rispondere: auguri, che onore parlare con uno scienziato amico della famiglia più potente del mondo (la famiglia Obama).
Al momento con la mia modestia non ci faccio caso, ma di fatto mi ritrovo in una posizione non comune a tutti, nemmeno agli stessi diplomatici, se consideriamo le ricerche, le invenzioni e i progetti brevettati che sono una realtà nel mondo.
Tutto questo in cambio di nulla: in parte per via di una mia “scelta”, in parte a causa dello Stato italiano, che si trova in mano a chi vive con la ricchezza che producono gli altri.

Qui di seguito riporto alcune importanti email di riconoscimento e di affetto ricevute dal Presidente Obama e di cui posso essere orgoglioso (lo sono anche dei numeri di telefono privati a cui ogni tanto invio degli sms, delle volte tradotti in lingua inglese).
Concludendo, sono riconosciuto come scienziato da tutti questi importanti personaggi, che ammirano le persone che nella vita si sacrificano per il bene altrui.

Faccio alcune precisazioni.
Non bisogna confondere gli scritti che provengono dall’ufficio della Presidenza con i rapporti di stima e di rispetto esistenti tra me e la famiglia Obama, perché ciò che lo staff scrive lo fa perché esistono realmente rapporti di simpatia e stima tra il sottoscritto e la famiglia Obama. Se non ci fossero, infatti, non avrebbero inviato messaggi simili a questi. Inoltre, non bisogna confondere gli sms ricevuti sul telefonino personale e che vanno avanti da anni con le email. È chiaro che tutta la corrispondenza viene gestita e inviata dallo staff della Presidenza.

Santi Scuderi

Inglese

Santi —
Think about where we were five years ago, right around this time.
The pundits were declaring health care reform dead.
Today, now that reform is the law of the land, millions of Americans are better off — without having to fear going bankrupt or losing their coverage just because they, or someone they love, got sick.
That’s because people like you never gave up. You refused to be scared off by cynics or powerful special interests.
I’ll always be grateful for that, as are Americans across the country who now have access to affordable, quality health insurance — many for the first time in their lives.
That’s something I hope you remember whenever your days get long: The work you’re doing has the power to make history.
Thank you,
Barack Obama

Italiano

Santi–
Pensi circa dove eravamo cinque anni fa noi, diritto circa questa durata.
Gli esperti stavano dichiarando riforma di assistenza sanitaria morto.
Oggi, ora quella riforma è la legge della terra, millions di americani sono migliori via–senza dovere temere andando in bancarotta o perdere solo la loro copertura perché loro, o qualcuno che loro amano, diventò ammalato.
Quello è perché persone come Lei non abbandonarono mai. Lei rifiutò di essere spaventato via da cinici o interessi speciali e potenti.
Io sarò grato per quello sempre, come è americani attraverso il paese che ora ha accesso ad economico, assicurazione contro le malattie di qualità–molti per la prima volta in vite loro.
Quello è qualche cosa che io spero che Lei ricorda ogni qualvolta i Suoi giorni ottengono da molto: Il lavoro che Lei sta facendo ha il potere per fare storia.
Grazie,
Barack Obama

Inglese
Santi —
OK picture this: You, your best friend, President Obama, First Lady Michelle Obama, Vice President Joe Biden, and Secretary Hillary Clinton. All in the same place.
I want to make that happen, so we’ll fly out a lucky winner to an event with all FOUR of them and put you and your friend up in a nice hotel while you’re in D.C. I’m telling you all this because I really do want you to have this chance (and it’s worth mentioning: As a staff member here at DNC HQ, I’m not eligible to win).

Italiano
Santi–
Ritratto di OK questo: Lei, il Suo più buon amico, Presidente Obama Prima la Signora Michelle Obama, Vicepresidente Joe Biden, e Segretario Hillary Clinton. Tutto nello stesso luogo.
Io voglio fare quell’accadere, così noi voleremo fuori un vincitore fortunato ad un evento con tutti i Quattro di loro e metteremo Lei ed il Suo amico su in un bel albergo mentre Lei è in D.C. io sto dicendogli tutti questo perché io realmente voglio che Lei abbia questa opportunità (e è valore menzionando: Come un membro di personale qui a DNC HQ, io non sono eleggibile per vincere).

Fatti di primo e secondo grado

Sono arrabbiato per tutto ciò che continua a succedere in questo strano Paese, dove ogni cittadino non ha alcuna garanzia da parte dello Stato circa una giustizia sana e corretta così come previsto nella Costituzione Italiana. Il povero magistrato Giovanni Falcone aveva ragione quando diceva di avere più paura di alcuni personaggi appartenenti alle istituzioni rispetto alla pericolosa malavita organizzata: sì, aveva proprio ragione. Dico tutto questo dopo l’annullamento della sentenza di condanna di Berlusconi perché il fatto non sussiste. Ed io che sono una vittima, avendo subito ingenti danni da parte della Corte d’Appello di Milano, che non risponde alle mie missive A/R, come se non fosse al servizio dei cittadini, come dovrei sentirmi? Tornando all’infame fatto di pochi giorni fa, penso si siano innescate tutte le condizioni per dare il via a una guerra civile selvaggia, perché io (come tutti) voglio sapere se all’“ospedale”, intendendo con esso il mondo della giustizia, ci sono medici che hanno il diritto di uccidere e medici che possono curare secondo i canoni stabiliti dalla legge. Ciascuno di noi vuole conoscere chi ha sbagliato: coloro che hanno inflitto la condanna oppure quelli che l’hanno annullata? Tanto nel primo caso quanto nel secondo, è giusto che tutti sappiano la verità dei fatti. Ognuno di noi ha diritto a essere risarcito, particolarmente il sottoscritto, per tutti i danni subiti, che sono presenti sul mio sito, per una cifra che ammonta a cento milioni di euro.

Coloro che hanno sbagliato devono essere urgentemente processati e messi in galera come prevede la legge. Lo stesso dovrà accadere qualora ci si trovasse davanti all’occultamento o alla contaminazione dei fatti, magari da parte di legali o politici; quest’ultimi dovranno essere smascherati, processati e radiati dall’albo professionale. Tornando al discorso iniziale, sono convinto che il marciume vada cercato tra i “medici” di primo e di secondo grado. Per quanto mi riguarda, ho sempre pensato di vivere in uno Stato democratico e repubblicano, sia pure con qualche anomalia, ma non che fosse in mano a dittature piene di potere ai livelli a cui stiamo assistendo adesso. Tutto ciò è scritto dall’arrabbiato scienziato Santi Scuderi – www.autotelesos.it.

Caso Ustica: 27/06/1980

Il caso Ustica riguarda l’abbattimento di un aereo con a bordo ottantuno passeggeri, tutti morti nell’incidente di cui, a distanza di trentaquattro anni, sono completamente sconosciute le cause. Ricordo che quando accadde questa strage, mi trovavo a Milano, e da scienziato provavo ad avere contatti con degli imprenditori per proporre alcune delle mie tecnologie di successo già brevettate; seguivo dunque l’andamento democratico e politico del nostro Paese, in realtà mai messo in pratica né da parte delle forze politiche di destra, né da quelle di centro o di sinistra. È sempre esistita una parte dei politici che ha agito nella completa illegalità, nella “Fantapolitica”, che pensava alle proprie ricche seggiole, favorendo solo gli amici, senza alcun rispetto per la massa lavoratrice che creava ricchezza e che a stento aveva, e ha tuttora, quello che le serve per sopravvivere. Insomma, una politica incapace e illegale, così come tante altre istituzioni, che governa solo per il fatto di aver occupato posti di comando grazie allo scambio di voti.

Basta pensare che molti personaggi ai vertici della magistratura erano collusi e corrotti, specie quelli della procura di Milano, tanto che moltissimi sono stati indagati o arrestati, e che ancora ce ne sono altri che svolgono la loro attività ma che dovrebbero essere immediatamente sospesi dai propri incarichi per essere processati; credevano di farla franca e di potermi utilizzare come capro espiatorio, oltre ad avermi causato ingenti danni (mi hanno sottratto il libretto di risparmio per poi incassarlo). Per il mio caso, archiviato dopo il giudizio della Cassazione, ho scritto alla Corte d’Appello di Milano con raccomandata A/R, ma purtroppo ho potuto constatare che chi di dovere non vuole rispondere per ciò che ha fatto a me e a tanta altra povera gente.

Tornando al discorso del DC9, evento che ricordo benissimo, soprattutto perché ho pensato che la responsabilità fosse da attribuire al governo dell’epoca, si tratta di un discorso ormai vecchio, perché, come dicevo, la democrazia in Italia non è mai esistita; basta guardare la condotta di vita nei Paesi democratici dove gli scioperi non esistono materialmente, perché i vari problemi si risolvono democraticamente a tavolino. Invece, in Italia, tutte le incapacità politiche venivano e vengono caricate sulle spalle della povera gente, facendola scioperare e danneggiandola. Comincia proprio da ciò la questione relativa alla fine del DC9; ecco che cosa avvenne secondo la mia analisi dell’epoca: il giorno della scomparsa dell’aereo si era verificato uno sciopero nazionale; nello stesso tempo nei cieli italiani doveva transitare l’aereo di Gheddafi che le truppe americane, italiane e francesi stavano tenendo sotto controllo forse per abbatterlo, perché in quegli anni i rapporti dell’occidente con il dittatore libico non erano affatto buoni, essendo un personaggio abbastanza pericoloso. Per una strana coincidenza, avvenne che proprio quando si attendeva il transito dell’aereo di Gheddafi, solcasse i cieli il DC9, in ritardo a causa di uno sciopero generale (con la colpa, dunque, del governo). La sventura volle che tutte le forze militari in allerta scambiassero l’aereo passeggeri con quello del dittatore libico e che quindi lo abbattessero.

Questa è la conclusione a cui sono giunto; ci sarebbe stato dunque un terribile errore determinato da una politica infame. Purtroppo, nel nostro Paese i responsabili non pagano mai e cercano di dare la colpa a chi non ce l’ha. La causa di molti problemi va ricercata nell’Italia “democratica dei partiti” e non tra i militari americani, italiani o francesi, pertanto i responsabili della politica dovranno pagare tutti i danni che in cinquant’anni hanno causato al popolo italiano. Inoltre, devono essere ricordati e calcolati i danni da me subiti, che ammontano a parecchi milioni di euro. Come se ciò non bastasse, sottolineo che diversi personaggi appartenenti alle istituzioni continuano ad agire come dittatori infami e anarchici, facendo finta che nulla sia accaduto.

Santi Scuderi

Cavaliere sì, Cavaliere no: a chi vanno i premi nazionali

A vantaggio di chi vanno i riconoscimenti del lavoro in Italia?
La ricchezza è ciò che viene prodotto per la comunità con reale valore aggiunto. È ricchezza pura la creatività, ma solamente se comporta la dovuta quota di utile accessibile a tutti.

Nel mondo, ogni anno, gli Stati assegnano numerosi riconoscimenti e titoli onorifici a personaggi nazionali o internazionali. Per esempio, in Italia, a Milano, viene assegnato l’Ambrogino d’oro per coloro che si sono distinti nella creazione di ricchezza sociale per la città e il Paese. I destinatari di questi riconoscimenti sono considerati quasi come “cittadini benemeriti”. Spesso per l’ottenimento di questi titoli entrano in gioco meccanismi politici.
Sta di fatto che, per tutti questi riconoscimenti, come il “Cavaliere del lavoro”, non viene mai verificato se la ricchezza sociale prodotta è o meno frutto del leale e corretto lavoro.
È fuori discussione che esistono numerose persone che meritano riconoscimenti dallo Stato o dai Comuni, ma bisognerebbe controllare se quella da loro generata sia ricchezza da lavoro realmente realizzato.
Facciamo un esempio che servirà a chiarire il discorso, senza offendere o condannare nessuno. Numerosi imprenditori assumono personale per la propria attività, cosa che può essere di interesse, per così dire, “sociale”, per la diminuzione della disoccupazione, in particolare quella giovanile, che è elevata. Da qui deriva anche una ricchezza industriale, con i relativi utili. Così, i commercianti al dettaglio otterranno un guadagno, in un certo senso “controllato” sia dalla ditta, sia dalla concorrenza, sia dal consumatore.
La ricchezza pura, invece, è quella derivante dai prodotti tecnologici di assoluta novità, frutto della creatività degli inventori. Ne è un esempio la Microsoft nella produzione dei software e degli hardware, che ha la possibilità di interessare, col suo potenziale, l’intero pianeta. Ma è ricchezza pura anche quella che riguarda la lavorazione dei “prodotti naturali”, come i settori dell’ittica e dell’agricoltura, che vanno avanti grazie all’impegno umano.
Un esempio negativo è quello di coloro che, attraverso metodi speculativi, sono riusciti a crearsi una “notorietà commerciale”, che però sfrutta una sorta di “rete d’affari” nel terzo mondo, con industrie di loro proprietà. Inoltre, vengono fatti produrre articoli a nome degli industriali che acquistano o producono merce nei Paesi in via di sviluppo, incrementando poi notevolmente il prezzo finale. Un orologio, ad esempio, del valore di 10 euro, magari viene poi rivenduto all’acquirente a 200 euro. Così per un paio di scarpe, che vengono acquistate a 5 o 10 euro e rivendute a 200.
Problema analogo è quello dei prodotti alimentari: ad esempio nel nostro Paese c’è qualcuno che vende caffè tostato di origine indonesiana in grani (definito “raro”) a 360 euro al chilo. Un’altra qualità, proveniente dal Sud America, viene messa in vendita a un prezzo del 10% inferiore, ma pur sempre carissimo. Le fettuccine di grano duro fatte su trafila di bronzo hanno un costo di 4,60 euro la confezione da 250 grammi, il che significa che vanno a 18,40 euro al chilo. Non intendo criticare il venditore, ma l’acquirente, perché, acquistando quel prodotto, difatti manderà in fumo giorni e giorni di ricchezza vera prodotta col sudore della propria fronte.
Sfortunatamente, attività commerciali di questo tipo ce ne sono a bizzeffe ed è per questo che l’economia del nostro amato Paese non funziona.
Una possibile soluzione – almeno per tenere informato il consumatore – sta nel segnalare con apposite etichette sia il prezzo di partenza (a cui il venditore l’ha acquistato), sia quello finale, al quale lo acquisterà il consumatore.
Tornando ai numerosi riconoscimenti che in Italia vengono assegnati, è bene precisare che esistono vari imprenditori che hanno costruito la propria ricchezza in modo illecito, sulle spalle dei poveri lavoratori che hanno prestato la propria forza lavoro.
La ricchezza, per essere definita tale, deve essere frutto di alta creatività e deve produrre un altissimo valore aggiunto che vada a vantaggio del consumatore.

Il mio è un caso particolare: sinceramente non so quanti altri ne esistano in Italia. Inspiegabilmente, non ho mai ricevuto alcun riconoscimento dallo Stato per le mie scoperte e il mio impegno, ma, nonostante questo, sono stato insignito, dall’Accademia Guglielmo Marconi di Roma, del titolo di “Cavaliere Della Fede e del Progresso. Omaggio a San Francesco d’Assisi Patrono d’Italia”.
Difatti ho realizzato numerose tecnologie nuove e innovative, ricevendo riconoscimenti da giurie internazionali, ma non ottenendo alcunché dall’Italia, per via della corruzione che da sempre si annida tra le istituzioni.
Per questo motivo, qualunque giornalista che voglia avere la possibilità di entrare in contatto con una storia unica nel nostro Paese, potrà lavorare con me a un’intervista.
Il mio titolo di “Cavaliere” è reale e meritato, perché sono stato in grado di generare ricchezza sociale e per il mondo grazie alla mia creatività.
Sono molto orgoglioso di avere un carattere che mi ha sempre permesso di mantenere l’autocontrollo, nonostante le provocazioni subite da vili personaggi delle istituzioni, che devono anche capire che il titolo di “Cavaliere”, che utilizzo all’interno dei miei scritti, è stato riconosciuto dall’Accademia sopraddetta. Tra l’altro, anche mio padre godeva di questo titolo, attribuito dal Comune di Vittorio Veneto.
Per comprendere la mia storia, sarebbe sufficiente visitare il mio sito web (www.autotelesos.it) e leggere l’articolo: “Un caso curioso: scienziato italiano sconosciuto in Italia, ma conosciuto in America”.
Da anni, per concludere, ho rapporti di stima con importanti professionisti e personalità degli Stati Uniti.

Santino Scuderi

PIL di tutti non per tutti

Quanto segue potrebbe sembrare una provocazione ma, al contrario, si tratta di una lunga riflessione su quale sia la vera ricchezza per ogni persona che rispetta e ama il prossimo, nel proprio Paese e nel mondo. Quello che penso sia giusto è che non si debba possedere ricchezza liquida oltre il necessario; il denaro in eccesso va investito per creare lavoro e benessere per tutti. Se ciò non avviene, vuol dire che della vera ricchezza se n’è appropriato chi non l’ha prodotta, causando disuguaglianza e impoverimento sociale.

Da alcuni anni si continua a parlare degli esorbitanti guadagni realizzati dai dirigenti delle pubbliche istituzioni, guadagni che, come sappiamo, non sono il frutto di creatività e inventiva, né di un lavoro basato sulla concorrenza e, quindi, sulla meritocrazia professionale. Se, infatti, si trattasse di un’azienda privata, allora si parlerebbe di professionalità in grado di generare arricchimento frutto del merito degli amministratori. Invece voglio soffermarmi su chi lavora o dirige le varie istituzioni statali, politiche e giuridiche, e che riceve un compenso prestabilito.
Io ritengo che le scale di attribuzione di questo compenso debbano essere suddivise in cinque livelli, così da non generare stipendi talmente alti da minare il sistema di autocontrollo dei prezzi degli esercenti. A causa della cattiva amministrazione della ricchezza, infatti, i prezzi dei prodotti venduti nei negozi subiscono un notevole incremento, a danno dei consumatori e, in particolare, di chi percepisce uno stipendio fisso e lavora in maniera onesta. Per questo motivo, lo Stato dovrebbe effettuare maggiori controlli.
La causa di tutto questo è lo squilibrio esistente tra stipendi estremamente elevati e stipendi talmente bassi da non permettere delle volte alle famiglie di arrivare alla quarta settimana del mese. A patirne le conseguenze sono principalmente i pensionati, che percepiscono una pensione decisamente esigua – soprattutto se la si considera in rapporto a quelle particolarmente alte – e che non possono acquistare comodamente neanche i beni di prima necessità, per via di prezzi troppo elevati, che sarebbe necessario controllare attraverso un sistema simile all’annonaria di un tempo.

Tornando al discorso iniziale, è evidente che la ricchezza è positiva solo quando è il frutto del merito e non deriva da meccanismi illeciti o da dirigenze statali. Infatti, è a dir poco scandaloso che molti politici e magistrati percepiscano uno stipendio di gran lunga superiore a quello del Presidente degli Stati Uniti Barack Obama, che rappresenta oltre 300 milioni di persone.
A tal proposito, poco tempo fa, Padre Raniero Cantalamessa ha proposto che nessuno debba avere uno stipendio superiore a cento volte quello del proprio dipendente. Camillo Olivetti, quando realizzò la famosa macchina da scrivere M24, disse che nessuno dei dirigenti industriali avrebbe dovuto superare di dieci volte (rapporto valido solo se ben meritato) lo stipendio percepito da un operaio. Papa Francesco, sin dal primo giorno di pontificato, ha sempre fatto capire di essere contro il desiderio di arricchimento di chi approfitta dei propri dipendenti. Ha persino definito sterco il denaro, definizione sicuramente adatta quando la ricchezza non è stata realizzata dalla propria e onesta fatica.
Di tutto questo parlo da diversi anni sul mio sito. Inoltre, digitando “Partito di giustizia umana e sociale autotelesos” su Google, troverete quanto detto.
Va anche ricordato che in Italia (e forse in pochi altri Paesi) esiste un “clientelismo di Stato”, in cui si hanno dipendenti e amministratori statali che non producono ricchezza, ma che, senza meriti, vengono remunerati con il denaro di chi, al contrario, la ricchezza la produce. A differenza del dipendente pubblico a cui è assicurato un lavoro stabile, e che sembra quasi non possa essere richiamato ai doveri quando non svolge il suo compito (in questi casi si ha un abuso dell’articolo 18), il dipendente di un’azienda privata può divenire disoccupato da un momento all’altro, senza stipendio e senza alcuna sicurezza. È per questo che la ricchezza del lavoro dovrebbe essere garantita a tutti, senza discriminazioni e privilegi.

Adesso voglio fare una grande provocazione. Riguarda l’infame ricchezza accumulata da tante persone, nel passato e nel presente; ricchezza prodotta non dalle proprie capacità materiali e intellettive, ma sottratta a chi l’ha realmente realizzata in modo onesto e con fatica. Inoltre, è bene considerare la ricchezza basata su progetti e brevetti. Quest’ultima è ricchezza culturale destinata a essere trasformata in ricchezza materiale dalla massa, sia per la progettazione sia per la commercializzazione.
L’Italia è un Paese ricco più di quanto si possa immaginare. Purtroppo la ricchezza è divisa in modo errato o viene fatta sparire da furbi e disonesti, che confondono le ricchezze proprie con quelle prodotte da altri, non contribuendo, tra l’altro, all’erario. Le industrie producono ricchezza, ma i costi di gestione sono elevatissimi. Molte aziende, infatti, lavorano in uno stato di grande difficoltà, non sapendo spesso come rimanere sul mercato e cercando di resistere solamente per amore dei propri dipendenti.
Numerose, poi, per avidità di denaro o per difficoltà economiche, lasciano l’Italia, spostandosi in quei Paesi in cui potranno produrre a costi bassissimi (ad esempio nei settori delle calzature, dell’abbigliamento, dell’auto, etc.). Questo modo di produrre all’estero mi fa ripensare all’inizio degli anni ’50, quando molte industrie – come quelle delle famose moto italiane – finirono in estremo Oriente, modificando persino il nome del marchio, e quindi facendo arricchire quell’area geografica.
Tutto ciò sta avvenendo nuovamente con numerose aziende che continuano ad andare via o a delocalizzare.
I responsabili sono in tanti, a esclusione degli industriali e dei dipendenti vittime della situazione attuale.

Prima di concludere, voglio accennare a un’altra notizia. Sui media è stato riportato che, nonostante la crisi economica esistente in Italia, la ricchezza prodotta da 600.000 persone finisce esattamente nelle mani di 10.000. Se è così (ed io non ne ho dubbi), bisogna approfondire e trovare chi approfitta di questa situazione infame, impoverendo chi produce pura ricchezza.

Allo stato attuale, il PIL italiano – nonostante la disoccupazione e le industrie che chiudono – è di circa 30.900 € pro capite, compresi bambini e anziani. Da questa cifra va sottratta la somma di tutti i servizi che lo Stato ci deve assicurare che è di circa il 38%. Rimangono così 19.158 € pro capite. Questo vuol dire che ognuno di noi dovrebbe avere le risorse necessarie per vivere più che dignitosamente. Ma, al contrario, esistono persone che rischiano di morire di fame, che non sanno dove dormire e che non hanno neanche i beni di prima necessità.
Infatti, lo Stato, con il denaro che “incamera”, dovrebbe assistere tutti i cittadini che ne hanno bisogno.
Tra l’altro, considero molto negativamente tutti i “falsi commercianti” che, nei Paesi del terzo mondo, comprano o producono oggetti con un “investimento” minimo (5/10 €), per poi rivenderli in Italia a caro prezzo (anche 500 €), realizzando così un doppio sfruttamento: il primo nei confronti dei lavoratori costretti a vivere con una ciotola di riso; il secondo verso tutti noi, che veniamo depredati del denaro prodotto col sudore della fronte. Anche su questo argomento ci sarebbe molto da dire: ad esempio di come la ricchezza sia sempre finita in mano a persone disoneste che impongono, in particolar modo ai giovani, di acquistare determinati prodotti a prezzi esorbitanti, che in realtà provengono da Paesi in cui vengono realizzati a basso costo.

Ad ogni modo, non bisogna dimenticare che le tasse vengono riscosse non solo perché lo Stato deve mantenere tutti i servizi necessari per il Paese, ma anche perché rappresentano l’equilibrio della ricchezza prodotta come se fosse divisa fra tutti: quando l’imprenditore produce ricchezza, tenendo per sé quella necessaria alla sua vita, il resto non dovrà essere accumulato, ma messo in circolazione, creando lavoro per il bene sociale, senza nasconderlo in paradisi fiscali come frequentemente è accaduto in questi ultimi decenni. Ciò fa pensare che le persone che si comportano in questo modo sono immorali e senza dignità né umana né sociale, e che agiscono senza il controllo della legge o, paradossalmente, sono da quest’ultima agevolati.
La ricchezza che eccede al fabbisogno di ognuno di noi deve essere impiegata per creare benessere sociale e sviluppo. Perciò non deve essere accumulata per arricchimento personale. Anche il profitto dell’azienda va sempre rimesso in circolo per creare nuovi posti di lavoro.
Così facendo si creerà ricchezza e benessere per tutti, evitando l’ammasso spropositato nelle mani di pochi individui, a discapito di chi ha realmente prodotto.
Fermo restando quanto sopra detto, non va dimenticato che la ricchezza che proviene dalla natura e dalla manipolazione dell’uomo è comune e va divisa fra tutti, secondo parametri di merito; in particolare ogni retribuzione non dovrà superare di dieci volte la prima mensilità dell’operaio semplice, mentre il professionista potrà effettuare risparmi maggiori di quelli del semplice operaio. L’industriale per vivere avrà bisogno degli stessi prodotti di cui necessita il suo dipendente, ma potrà effettuare maggiori risparmi; inoltre, non dovrà tenere il surplus per sé, poiché il denaro prodotto è ricchezza comune, che deve essere rimessa in circolo per modernizzare l’azienda e creare lavoro e ricchezza per il bene di tutti.

Santino Scuderi

Curriculum di Santi Scuderi, scienziato e ricercatore

Vorrei parlare delle mie conoscenze in ambito scolastico e come ricercatore, acquisite un po’ per passione e un po’ grazie al modesto DNA che ho ereditato dai miei genitori.
Le scuole da me frequentate sono state quelle dell’obbligo, conseguendo un semplice diploma di disegnatore tecnico. Poi ho frequentato per quattro anni il corso di avviamento professionale e di specializzazione all’istituto tecnico “Verona Trento” di Messina, che mi ha perfezionato, dandomi le basi per le avventure che mi avrebbero atteso in futuro. Non ho un diploma di scuola superiore, non ho una laurea, ma moltissimi riconoscimenti con medaglie d’oro consegnati da giurie internazionali, presenti in tutte le fiere dove ho esposto le mie ricerche tecnologiche. Spesso, non mi riconosco negli appellativi che molti mi attribuiscono, quali “ingegnere e dottore”, poiché non ho mai intrapreso gli studi universitari. Quindi, anche se qualità d’ingegneria ci possono essere, visto che i riconoscimenti internazionali li ho ricevuti, essi mi sono stati dati per le invenzioni e i progetti pronti per essere realizzati in serie. Il tutto rappresenta farina del mio sacco, ho sempre studiato grazie alle basi delle scuole tecniche. Perciò, le qualità pratiche da me possedute per le realizzazioni delle mie invenzioni, non ce l’hanno i freschi laureati, se non imparano a entrare in una materialità produttiva. Le ricerche e le innovazioni da me effettuate sono state tantissime e nei campi più vari, da invenzioni e progetti, alla scoperta di molecole in alcuni cibi per i diabetici in ambito farmacologico, dopo averle isolate. La definizione di scienziato è il termine più appropriato, essendo tantissime le cose da me scoperte e create, alcune tra le quali le presenterò più avanti.

Ho iniziato con piccolissime cose senza molta importanza, ad esempio il fazzoletto di carta camoscio, lo stuzzicadenti angolare, il filo per buste ad apertura rapida, la macchinetta rudimentale taglia tabacco da foglie a (capello d’angelo) per sigarette; quest’ultima quand’ero ragazzo, subito dopo la guerra. Questi sono state le prime invenzioni, fatte in giovinezza. Da lì in poi ho cominciato ad avventurarmi nella ricerca tecnologica, sulle ibridazioni dei vegetali come la realizzazione, negli anni ’50, dei primi esperimenti d’innesti vari: ad esempio il primo limone mignon al mondo, un vero e proprio successo in assoluto, fino all’inizio degli anni ’60, dandomi la forza di capire di andare avanti nelle ricerche più varie. L’incrocio d’ibridazione l’ho realizzata attraverso un limone innestato sul kumquat e nel giro di qualche anno, ritagliando continuamente le radici, e alcuni fuscelli, la pianta si è poi stabilizzata a circa 35 centimetri d’altezza fino a produrre limoni con 5 fioriture annue. Tutto questo l’ho potuto fare grazie a mio padre che era un grandissimo esperto circa gli innesti, la lavorazione e l’impollinazione degli agrumi.

All’inizio degli anni ’50, ho inventato e realizzato un’importante macchina che consentiva di separare la buccia delle arance, “cloro naturale e vitamine”, dall’albero, dopo aver tolto il succo contenuto all’interno del frutto. Detta macchina ha avuto grande successo, tanto che ne sono state costruite alcune dozzine. Per quanto riguarda l’alberello di limone mignon, all’inizio degli anni ’60 lo portai a Berna, dove ha vissuto due anni in casa, facendo cinque fioriture l’anno, con regolare produzione; è morto perché non è stato sostituito il piccolo vasetto che lo conteneva, in cui c’era pochissima terra. Una cosa che non ho approfondito è stato il fatto di aver visto un giorno afflosciarsi le foglie, dopo averla tenuta fuori per qualche ora all’aria fresca, sul balcone. In tale occasione ho subito un primo dispiacere perché pensavo che sarebbe morta. Dopo aver osservato la posizione di uno dei limoni, ho pensato che modificando quella dell’azimut, avrei ottenuto un effetto diverso. Fatto questo spostamento, si riprese. Tale fenomeno mi ha fatto pensare che, se lo stesso principio viene applicato all’uomo, si potrebbero ottenere importanti risultati. Coincidenza: un giorno ho avuto un mal di testa dalle cause incerte e ho dormito all’opposto di 180°; sarà pure uno strano fenomeno, ma l’indomani il malessere era sparito, (sicuramente una pura coincidenza). Ma pensandoci attentamente, potrebbe essere lo spunto per una importante ricerca medica: se i biologi andassero in questa direzione, sicuramente si scoprirebbero fenomeni di mutamenti d’assetti sul riposo notturno, semplicemente cambiando la posizione dello stesso letto; mutamenti dell’organismo umano, anche biologici, con il metodo azimut e sfruttando il magnetismo terrestre. Sono tuttavia convinto che quanto ho appena esposto, non debba essere trascurato ai fini di una possibile ricerca.

 

ALTRI FATTI PERSONALI

Tra gli altri miei successi d’importanza mondiale (che sono diversi) c’è stato il brevetto della famosa siringa di plastica e del clisma monouso a perdere per evacuazioni intestinale e vaginale, compresa quella per il lavaggio del canale auricolare uditivo delle orecchie in caso di infiammazioni o disturbi vari, come per il cerume. In campo automobilistico, le ricerche sono state diverse tra cui il lampeggiatore posteriore dei monoposto di formula uno, che brevettai negli anni ’60 e che verso gli anni ’80 fu montato sui lunotti di tutte le auto di serie del mondo. Sulle vetture sono parecchie le tecnologie da me inventate ed è difficile elencarle tutte. Nel 2012 ho contribuito alle innovazioni tecnologiche della gloriosa Ferrari monoposto di F1, inviando quattro progetti; quello dello “scalino” è stato subito applicato e anche le altre ditte lo hanno utilizzato per un miglioramento sull’aerodinamica. Detto scalino, vista l’utilità, è stato inserito anche alle altre monoposto, pochi mesi dopo il mio invio. Poi, ci sono altri tre progetti di cui uno concernente gli scarichi dei due collettori – belli alla vista ma con leggere strozzature –, uno sulla convergenza automatica da utilizzare nelle curve per una maggiore sicurezza, e infine uno che riguardava la possibilità di realizzare un nuovo tipo di gomme per il “bagnato asciutto”.

Per quanto riguarda il titolo di Cavaliere, esso mi è stato assegnato come riconoscimento nel “Premio Internazionale Diritti Umani e Libertà”, intitolato a Madre Teresa di Calcutta, presso l’Accademia Guglielmo Marconi di Roma, il cui Presidente era il compianto Dott. Giorgio Mancini insieme altrettanto compianto Cardinale Pimpo. Questo titolo, se volete, è giunto in eredità da parte del Cavalierato Vittorio Veneto a mio padre, del quale è stato insignito per la partecipazione alla Seconda Guerra Mondiale.
Tutti questi riconoscimenti non sono giunti dall’Italia politica, democratica e repubblicana. Al contrario, questa Italia mi ha vigliaccamente addossato un infame peso, essendo ancora in attesa di poter vedere condannati i responsabili malavitosi, presenti in grassetto su mio sito web www.autotelesos.it, addetti alle istituzioni, che controllavano e controllano ancora tutta la ricchezza che il popolo produce e che avrei dovuto produrre anche io per allargare la ricerca e quindi il lavoro.
L’onorificenza di cui parlavo, mi è stata consegnata dall’Accademia Guglielmo Marconi di Roma negli anni ’80, su segnalazione dell’On. Giorgio Almirante e del compianto Presidente dell’Accademia Dott. Giorgio Mancini, inventore e scienziato, che divenne subito Accademico Benemerito, e successivamente Accademico d’Onore multidisciplinare nella stessa Accademia internazionale.

Non possiedo titoli universitari, come detto in precedenza, ma ho ricevuto riconoscimenti da commissioni internazionali, che hanno onorato l’impegno e il sacrificio di un ricercatore come me. Altri importanti riconoscimenti mi furono dati sempre come scienziato e ricercatore, e come commendatore. Ho ricevuto tanti complimenti, tra cui quelli della Nasa negli anni ’60, quando fu esposto il famoso telecomando, presso il PATEXPO 69 di New York, che determinava il cambiamento delle luci da abbaglianti ad anabbaglianti, a distanza tra le auto.
Tanto per essere più chiaro, devo dire che nel mio curriculum sarò senza un titolo universitario, ma sono orgogliosamente autodidatta, poiché ho studiato da ragazzo, per tre anni, musica e canto, interrompendo il tutto a causa della malattia di mia madre, cui ero molto legato; mi sono dedicato alla pittura, alla scultura, alla grafica, a modesti progetti industriali, ho scritto otto libri vari, autobiografici, di cui uno contenente degli epigrammi rimati con molte migliaia di rime. Dalla scuola tecnica ho conseguito il diploma di disegnatore tecnico.
Purtroppo – e la riporto come un’occasione persa per arricchire ulteriormente il mio curriculum –, non mi è stato possibile incontrare il Re Baldovino di Svezia nel lontano aprile del 1986, quando fui segnalato dal Presidente di allora tra gli inventori di alto merito; questo a causa degli impegni relativa alla ditta 3.S.r.t. che in passato possedevo.

La cosa più curiosa che sto per dire è la seguente: questo Paese in cui sono nato, dopo le tante cose importanti che ho creato e cercato di fare, mi ha sempre impedito, insieme a chi avrebbe dovuto difendermi e accogliermi con onore e gioia, di avere una vita serena. Questo non solo in Sicilia, ma in tutta l’Italia. Troverete tutto questo, sul web sotto la voce: “scienziato italiano sconosciuto in Italia, conosciuto in America”. L’articolo indica come questo Paese, l’Italia, sia un Paese formato da persone invidiose e incoscienti a tutti i livelli, che sanno solo fare del male. Infatti, i rapporti di stima e di civiltà umana e sociale esistenti in America, in Italia nemmeno si riescono a immaginare. Qui si scrive a esponenti delle istituzioni, come il Presidente della Corte d’Appello di Milano, ponendo domande importanti tramite lettere raccomandate; questi, non solo non intervengono, ma non si degnano nemmeno di rispondere. Dimenticano il loro dovere oppure fanno prepotentemente i mafiosi dello Stato? Lo stesso vale per il Presidente della Repubblica: lui che dovrebbe dare l’esempio, non lo fa; quando ho scritto cose di suo interesse, mi ha ringraziato, quando ho citato alcuni tra i tanti onorevoli quali, Nicola Mancino, entrambi non si sono degnati né d’intervenire, né di rispondere. Come dice qualcuno: i politici, in politica, sono per conto proprio. Conclusione: l’Italia è un Paese incivile e mafioso.

Da qualche tempo, ho intrapreso rapporti di simpatia con il Presidente Barack Obama e persino con la sua dolce moglie, la First Lady Michelle; la simpatia e il rispetto è nato fin dal primo giorno dell’ascesa alla presidenza, al punto tale che, oltre a interloquire con loro tramite e-mail, ci scambiamo gli auguri di Natale e di Capodanno. Come se non bastasse, ho i numeri dei loro telefonini e il numero verde della Casa Bianca, con l’autorizzazione a poter chiamare quando voglio. Il mio unico problema è quello di non conoscere la lingua inglese, pertanto ci sentiamo tramite la posta elettronica, grazie al traduttore linguistico. La dolce signora Michelle Obama, alcuni mesi fa, mi ha anche telefonato sul mio telefonino, ma io, stando molto male, non ho potuto dialogare con lei. Gli ho poi risposto tramite sms. Allo stesso modo, per mezzo delle e-mail, comunico con molti personaggi politici e delle istituzioni americane, anche importanti, inviando commenti, dopo aver letto e tradotto i vari articoli, e pareri su ciò che dovrebbero fare.
Mi sento, dunque, molto più vicino alla civiltà americana, rispetto a quella italiana; non nascondo che lascerei questo Paese, per andare a trascorrere gli ultimi anni della mia vita lì in America.
Tuttavia, c’è una certa età, le patologie, oltre l’attesa che la giustizia faccia urgentemente il suo corso con la restituzione del denaro delle banche denunciate l’8.02.2011, presso il tribunale di Milano, con numero di registrazione: 937719509 9 9, insieme alla restituzione del mio libretto di risparmio al portatore con la somma di £. 6.700.000, sicuramente impiegata negli scandali avvenuti e che continuano ad accadere presso la Corte d’Appello di Milano; forse sarà questo il motivo per cui il Presidente Giovanni Canzio non risponde alle mie urgenti lettere raccomandate! Credo che questo comportamento evidenzi come tangentopoli continui ai giorni nostri.

 

Santi Scuderi

Biologia modificata

Gli effetti del continuo mutamento biologico e vegetale naturale, oltre a quello volontario e involontario dell’uomo. Tutto il creato, sia quello biologico sia quello vegetale, tramite l’impollinazione e gli innesti vari, è soggetto a modifiche che possono migliorare o peggiorare la specie.

Con il termine “impollinazione” o “innesto” si intende la mescolanza delle specie o la riproduzione di altre, sia in ambito biologico sia in quello vegetale.
Da sempre, nell’umanità si è avuta una naturale mescolanza tra le varie specie dei singoli continenti. Lo stesso si può dire per i vegetali.
Nel campo biologico avveniva, e continua ad avvenire, l’“impollinazione” – si fa per dire – dove il germe del maschio, lo “spermatozoo” “puro o alterato”, giunge all’interno dell’utero della donna. In passato tutto procedeva secondo processi naturali, mentre con l’evoluzione dei tempi le cose si sono trasformate, determinando una continua modifica a tutto il creato, nel bene e nel male.

Come sappiamo, ogni essere biologico vivente ha nel suo corpo milioni di particelle che possono essere i globuli bianchi o rossi, che con le loro organizzazioni lavorano con una precisione impeccabile, adoperandosi nei loro specifici settori e contribuendo così alla vita biologica (anche a quella dell’uomo), facendola funzionare alla perfezione. I mutamenti avvengono quando i loro gruppi recettori interni o esterni, di qualunque genere, intercettano segnali di pericolo generati da intrusi o alterazioni; comunicheranno, così, la loro direzione e a loro volta trasmetteranno un segnale alla centrale, quella celebrale. Questo è in poche parole il meccanismo del sistema biologico vivente. Tali mutamenti possono avvenire in maniera naturale, oppure per mezzo di interventi della stessa comunità d’appartenenza, mediante prodotti e strumenti quali le erbe o gli antibiotici, con il ricorso alle tecnologie che l’uomo ha sviluppato.

Dopo aver parlato della biologia dell’essere vivente in generale, della sua grande complessità, vanno citate anche le cosiddette malattie rare che sono tantissime, tra le quali parecchie sconosciute; mentre alcune sono apparentemente scomparse, altre si sono soltanto evolute. Basti pensare alla famosa sifilide, debellata con la scoperta della penicillina; in realtà ha aumentato la sua resistenza. Infatti, negli anni ’50, per curare una determinata malattia infettiva erano necessarie 4.000 unità di penicillina, oggi la stessa malattia per essere curata ne richiede 50.000, poiché si e organizzata divenendo più resistente alla forza dell’uomo. Ma la sifilide, come detto, non è sparita, si è trasformata ed è più difficile da sconfiggere: si tratta dell’aids.

Insomma, sono tutte metamorfosi che ogni essere vivente mette in atto per sopravvivere. Si parla spesso di malattie genetiche ereditarie, ma non si capisce bene da dove provengano. Un mutamento nella futura creatura con una malformazione genetica può avvenire con certezza matematica in seguito all’intrusione di un microorganismo, o di una molecola proveniente da altri animali domestici, oppure per la mancanza di igiene anche in riferimento al partner; pertanto può accadere che al momento della fecondazione, in qualche modo, questi germi si introducano nella zona che conduce al canale uterino e che va a inserirsi tra i due gameti uomo-donna per poi creare il nuovo essere, che sarà così portatore di una malattia genetica ereditaria, quale mongolismo o, solo a titolo d’esempio, le malformazioni dentarie (che notiamo in parecchie giovani). Una cosa che non bisogna mai dimenticare è che la creatura femminile, dal punto di vista genetico, rappresenta il laboratorio biologico per eccellenza che, con tutte le virtù che la natura le ha donato, creerà la nuova vita umana insieme alle caratteristiche morfologiche che l’essere avrà al momento della nascita. Senza voler diminuire le qualità femminili, essendo la donna un laboratorio biologico, si possono creare anche delle metamorfosi batteriologiche per possibili introduzioni di microorganismi che, se si dovessero casualmente installare, potrebbero anche diminuire quegli enzimi protettori che periodicamente sono presenti nel canale uterino e che automaticamente lo inumidiscono in attesa di accogliere il germe che sarà poi fecondato.

L’evoluzione umana come pure quella di alcuni animali, per merito dell’uomo in questi ultimi decenni, ha comportato alcune alterazioni e modifiche biologiche nel bene o nel male, che ancora sono da verificare scientificamente in alcuni particolari casi.
Dagli anni ’40 in poi, in Europa, dall’America, è arrivato il famoso D.D.T., potente insetticida che è riuscito a debellare tanti insetti naturali fastidiosi per l’uomo, come pulci, pidocchi, zecche, cimici, senza parlare di altri microorganismi che sono presenti sulla loro superficie. Detti insetti non sappiamo se siano di quelli che apparentemente convivono con l’uomo, visto che riescono a stare con esso senza che i ricettori piliferi, posti nelle parti intime, come pure quelli delle ascelle, riescano a impedirgli di entrare per succhiare il sangue, mischiando le cellule di una persona con un’altra, come se le infettassero. Tali peli sensori faranno da barriera ad altri insetti, come la mosca cavallina. Tornando al discorso precedente, dobbiamo domandarci quale metamorfosi ha subito l’uomo nella sua evoluzione, considerando anche le numerose malattie esistenti, nuove e meno nuove.

In passato, l’intera umanità veniva “impollinata” in maniera universale attraverso gli insetti. In particolare c’erano le pulci che trasmettevano batteri all’uomo, oppure le zecche e le cimici che succhiavano il sangue all’essere umano e non solo.
Ricordo che, quando ero un ragazzo, un uomo robusto (visto con i miei occhi) riusciva a tenere tra le braccia due sacchi di farina da circa cento chili ciascuno, mentre oggi sarebbe impossibile trovare un giovane così forte. Inoltre, mentre in passato gli uomini non si infettavano gli uni con gli altri, oggi ciò accade facilmente, in particolare attraverso la mediazione di mosche, zanzare o pulci.
Ad ogni modo, i giovani per fortuna conoscono “poco” questi insetti, grazie alla possibilità di ricorrere agli insetticidi.
Ciò che i ricercatori della microbiologia molecolare dovrebbero cercare di fare è isolare la molecola che possiede la “CIMICE da letto” dell’uomo, dal momento che, dalla sera alla mattina, si nutre di pochissimo sangue – circa mezzo chicco di riso – e il liquido che nefuoriesce, se schiacciata, è terribilmente sgradevole e puzzolente e che, passando da una persona all’altra, trasmette molecole di cui non si conoscono gli effetti biologici, se si pensa che altri insetti come la mosca o la zanzara sono portatori di malattie.

Poiché non esistono più detti insetti che causano tutto questo, creando un continuo incrocio “bene o male” per la comunità umana, anche nei luoghi più frequentati, gli studiosi di microbiologia dovrebbero condurre delle specifiche indagini, per capire cosa generano nell’uomo con le mescolanze cellulari. Forse è possibile che succhino dall’uomo quelle molecole dannose per quest’ultimo come la sostanza del diabete, della colesterolemia e tante altre. Oppure potrebbero essere portatrici di malattie non conosciute. O, ancora, si potrebbe creare una mescolanza di sangue buono trasformandolo in una molecola nuova per altri sconosciuti fini. Quindi, sarebbe il caso che i ricercatori biomolecolari andassero in questa direzione per capire se detti insetti fanno impollinazioni benefiche, eventualmente utili, anche per scopi terapeutici, oppure se estraggono sangue cattivo, come lo zucchero dei diabetici, il colesterolo, LDL o HDL, o la molecola che produce il cancro e tante altre malattie. Voglio ricordare che la femmina in biologia e il più grande laboratorio biologico che la natura abbia creato, laboratorio dove esistono tutte le materie per creare vite umane sane e non solo; tra di esse, quelle biologicamente degenerate come pure microorganismi negativi dannosi per l’uomo. Da non dimenticare è che la donna possiede l’immensa ricchezza del genoma umano (vedi cellule staminali) che si trova nell’utero, lì dove viene costruita la vita. Insomma, spero e sono certo di aver dato i giusti spunti perché si possano arrivare a scoprire cose ancore sconosciute.

Santino Scuderi

Decadenza umana

Il titolo di questa mia relazione potrebbe sembrare una provocazione, ma purtroppo è la situazione in cui le persone appartenenti al “mondo avanzato” si trovano. Spesso, sento parlare di moda, una parola che sta a indicare le modifiche e le trasformazioni di determinati fatti di varia natura che non sempre sono positivi, anzi, il più delle volte, sono fortemente negativi. La bellezza dell’epoca in cui stiamo vivendo risiede nelle scoperte tecnologiche che in passato non c’erano, nei sistemi di comunicazione di massa che sono quelli digitali e che permettono a tutti di potersi facilmente relazionare. Anche in questo ambito, però, occorre stare attenti, perché si possono trasmettere una moltitudine di notizie importanti, come possono anche giungere informazioni dannose se non immediatamente smentite da chi ha il potere politico, sociale, culturale e, se volete, anche religioso. Un tipo di decadenza umana, che negli ultimi decenni si è sviluppata sempre di più, è rappresentata dallo sbandamento che molti giovani stanno vivendo, senza che nessuno riesca a dar loro una mano. Sto parlando della categoria dei “gay”, termine che non accetto nella lingua italiana perché va contro la natura e il solo fatto di pronunciarlo favorisce l’avanzare di questa forma degenerativa. In questi ultimi giorni il Presidente Barack Obama ha approvato una legge che riguarda il matrimonio omosessuale; purtroppo negli Stati Uniti (e non solo) l’epidemia “trasgressiva” ha talmente preso piede che il Presidente americano non ha potuto fare altro che prenderne atto dal punto di vista politico, a causa, appunto, della sua diffusione tra la popolazione, facendo venire meno tutti i modelli naturali di vita. A mio modesto avviso, il Presidente Obama, se avesse potuto scegliere, non sarebbe stato favorevole alla legge sui matrimoni omosessuali perché egli è rispettoso della natura e di ciò che la natura crea, come la bella e amorevole famiglia che ha con la dolce moglie Michelle e le figlie Malia e Sasha. Comunque, nel mondo, la maggioranza delle famiglie sono quelle classiche, formate da un uomo e una donna e la prole per crescere bene, così come natura vuole, ha bisogna che ci siano un papà e una mamma; se questi ultimi dovessero mancare, i figli potrebbero avere una vita infelice e malinconica. Quanto sto affermando, lo posso confermare con certezza, anche tramite i mezzi telematici perché ho instaurato con lui un rapporto affettuoso, sin dal primo giorno della sua ascesa alla Presidenza degli Stati Uniti, cinque anni fa. Perciò, viva la famiglia Obama e viva l’America.

Tornando al discorso del problema dell’omosessualità, posso dire che non odio i gay, ma li compatisco in quanto vittime di una società politica e, se volete, anche religiosa che non ha tenuto conto, né saputo capire i mutamenti che stavano avvenendo rispetto al passato e prendere i provvedimenti necessari per correggere determinate condotte di vita che erano e sono fuori luogo. A tal proposito si dovrebbero far intervenire quattro branche della medicina per controllare e far curare queste persone: psicologi, sociologi, sessuologi e psichiatri. Potrebbero avere un ruolo importante anche i parroci, i religiosi monoteisti sani, come anche gli stessi genitori che godono di una buona moralità e di una modesta cultura. Questa era ed è la medicina che bisogna applicare appena si hanno i primi sentori della devianza, perché di devianza si tratta. Rarissimi, invece, sono i casi genetici. Mi sento obbligato a fare una provocazione: se la continuità della specie si ha grazie all’unione tra donna e uomo, quindi tra una vagina e un pene, come può essere possibile che ci siano rapporti tra persone dello stesso sesso, quando occorre, appunto, un organo femminile che riceva quello maschile per procreare? Va ricordato che la donna rappresenta un “laboratorio biologico” molto importante dove si crea la vita, un qualcosa di delicato ed essenziale per il DNA della catena genetica. Pertanto, il modo di vivere la sessualità non deve essere una vile devianza schifosa. Secondo me si tratta di un problema psichiatrico. Lo stesso vale per alcune donne che non sempre riescono a trovare un equilibrio nella vita, pur riconoscendo, onestamente, che la donna per natura ha maggiori problemi rispetto all’uomo quando compie atti perversi e innaturali con tutte le conseguenze che ne possono derivare. Riferendomi in particolar modo alle ragazze, cui voglio bene, consiglio di stare attente nel cercare piaceri e divertimenti facili, che si presentano come apparenti amicizie, accorgendosi spesso tardi di essere incappate in situazioni pericolose e senza ritorno. Questo potrebbe accadere anche ai ragazzi, sia pure sotto forme diverse e meno pericolose, portandoli a vivere relazioni losche, inseguendo falsi desideri.

Santino Scuderi

Visioni e apparizioni simili a miracoli

Non voglio presentare questa mia scoperta con la presunzione di possederne la certezza matematica, ma se non è tale, di sicuro si tratta di qualcosa che l’umanità ha da sempre cercato di capire, definendola spesso miracolo quando si trovava dinanzi ad apparizioni di immagini sacre e situazioni simili.

Fin dagli anni ’50 ho iniziato la ricerca di una possibile verità nel campo delle apparizioni; in quel periodo si cominciava a parlare delle grandi sofferenze di padre Pio (oggi santo) a causa delle stimmate che la stessa Chiesa non considerava patologia umana, ma, essendo mandate da Dio, manifestazioni divine col fine di calamitare l’attenzione dell’opinione pubblica. La mia povera mamma, ragazza molto credente, in quegli anni fu vittima di un ictus e, a causa delle ancora scarse conoscenze in materia da parte della medicina, non aveva la possibilità di acquisire gli strumenti per autogestirsi. Decise così di scrivere a padre Pio, che si diceva facesse miracoli a coloro che lo consultavano. Avvisò anche alcuni sacerdoti di quei tempi. Il frate gli inviò tre lettere nell’arco di otto mesi e la risposta fu sempre uguale: “pregare, pregare”.

Il mio DNA, che sin da ragazzo mi ha portato a cercare di capire il mondo in cui mi trovavo, mi spingeva ad andare oltre le considerazioni legate alla religione, facendo delle mie ipotesi. Mi chiesi dunque se le stimmate di cui tanto si parlava e che venivano considerate come un prodigio non potessero invece essere semplicemente frutto di una malattia, visto che la ricerca scientifica in campo medico dichiarava che esistevano parecchie patologie ancora sconosciute. La mia mente ha sempre avuto delle difficoltà a comprendere questi fenomeni, anche perché allora ero un ragazzo. Anni dopo, si verificò il fenomeno della lacrimazione della Madonna di Siracusa.

Capii quindi che esistevano strani fenomeni che dovevano essere oggetto di studi e di ricerca. La mia povera mamma, purtroppo, morì e non godette della guarigione. Trascorsero gli anni e, piano piano, cominciai a capire il mondo del bene e del male in cui ognuno di noi vive, comprendendo che è un mondo affascinante e allo stesso tempo misterioso. Col tempo ho cercato di approfondire gli studi su alcuni fenomeni, come anche su alcune malattie psichiatriche (la schizofrenia, ad esempio), che professori di fama internazionale, quale il Prof. Motta dell’Università di Messina, con cui da ragazzo ho avuto un dibattito per una ventina di minuti, hanno sempre considerato congenite, laddove io sostenevo che in realtà si trattava di malattie sociali. Con orgoglio posso dichiarare che nell’ambito psichiatrico avevo ragione io, dato che sostenevo già quaranta anni prima che la medicina ufficiale lo riconoscesse, che la schizofrenia fosse una patologia sociale.

Tornando allo scopo per cui mi sono dilungato con questo mio preambolo e al riferimento alle apparizioni e ai miracoli, le mie esperienze di ricerca mi hanno condotto a formulare una teoria. Le apparizioni sono immagini visive collegate alla memoria non visiva, provenienti dalla memoria che ognuno di noi possiede e che riemerge nel momento che un determinato stato d’animo lo richiede. Ognuno di noi può avere un certo stato d’animo ed è quello che nei momenti di dolore e di profondo dispiacere può generare delle immagini che sono memorie più complesse collegate tra di loro. Per affermare ciò ufficialmente, sono passate parecchie decine di anni, considerate l’importanza e la delicatezza dell’argomento. Dagli articoli del mio sito si possono evincere il grande dolore e i numerosi dispiaceri vissuti. La mia forte personalità e l’indomita resistenza ai fatti accadutimi mi hanno permesso di non fermarmi mai non abbattendomi né psicologicamente, né fisicamente.

Tra i tanti fenomeni di memoria accompagnati da quella visiva, posso raccontare di quando mi trovai ad attendere il tram; io ero pronto e sovrappensiero e, mentre girai gli occhi, per un attimo, il tram scomparve. Questi casi visivi li ho potuti catalogare e accertare con scrupolo matematico essendo una cosa molto delicata che andrebbe a toccare tutte quelle persone che sostengono di aver avuto “miracoli visivi”. Mi sono poi accadute tante altre situazioni simili. Quanto sto affermando, non riguarda solo le apparizioni visive, ma anche coloro che sono oggetto di miracoli. Si tratta comunque di meccanismi che vanno profondamente capiti, e di sicuro che fanno bene allo spirito al punto tale da poter modificare situazioni apparentemente immodificabili. Un circuito (elettrico o nervoso) che non fa contatto si riprenderà solo dopo che gli impulsi torneranno a essere ritrasmessi. Questi sono i meccanismi che valgono sia per un essere umano sia per le macchine. Basti pensare agli stessi sogni: essi possono essere ripresi dalla memoria dopo essere stati immagazzinati e possono anche essere rielaborati con elementi nuovi e sconosciuti, mai visti prima, costruiti nuovamente con fantasie derivanti dalla scheda contenente tutte le immagini memorizzate.

Perciò, grazie alla memoria si acquisisce una miriade di informazioni, dalle cose che riguardano la matematica alle immagini visive, dai rumori agli odori che possono venire alla ribalta nel momento in cui il meccanismo psico-biologico si trova nella condizione di ricevere o di trasmettere. Questi meccanismi entrano in funzione quando lo spirito si trova nella situazione adeguata; se lo spirito è in una fase gioiosa e di tranquillità, si avvieranno meccanismi di pensiero gioiosi, mentre se lo stato psicologico è sofferente e turbato, prenderanno il via quei meccanismi del dolore e del dispiacere che possono essere di vario genere, ma sempre collegati alla sofferenza che in quel momento si sta provando. Quindi, se la persona è felice, tale stato di gioia è captato dalle persone vicine. Si tratta di una specie di radiosegnale a frequenze del bene e del male, non ancora conosciuto e studiato. Attenzione alle immagini che appaiono durante le visioni: anch’esse sono registrate in memoria e per essere visualizzate occorre trasmetterle con il pensiero ottico, oscuro e immaginario. Ciò avviene durante il sonno, oppure, se si è svegli, quando si cerca di ricordare un’immagine, per cui l’istinto è quello di chiudere gli occhi. Provare per credere!

Quindi, l’immagine visiva è la più difficile da ricordare perché collegata alle stesse immagini, mentre quella legata alla parola o all’udito non presenta le stesse difficoltà. In seguito a quest’ultime note, credo che tutto sia molto più comprensivo per capire qual è la fonte della memoria umana e non solo, visto che ogni essere biologico possiede una scheda di memoria che definirei “entità di memoria biologica” universale per tutti.

Santino Scuderi

Avvocati potenti: un mito da sfatare

Semplice abuso di potere

L’idea che ci siano avvocati potenti, capaci di risolvere tutti i problemi giuridici, civili o penali, è un mito da sfatare una volta per tutte. Circa quest’ultimi, che svolgono la loro attività nell’ambito del diritto, stando alle leggi della giurisprudenza e della giustizia italiana, bisogna tener conto che prima di esercitare la professione devono laurearsi sostenendo gli esami previsti dall’ordinamento. Dopo di ciò, dovranno iniziare a svolgere la pratica nelle aule di giustizia per apprendere concretamente la dialettica, il linguaggio che, poi, da avvocati, dovranno utilizzare. Fatta detta pratica legale, dovrà essere superato, infine, l’esame di abilitazione. Eseguite tutte quaste fasi, l’avvocato potrà operare legalmente a tutti gli effetti.
Se questi requisiti vengono a mancare, vuol dire che il soggetto in questione non è un avvocato autorizzato a esercitare la libera professione e quindi potrà svolgere solo incarichi di segreteria presso uno studio legale.
Tuttavia, ci sono avvocati definiti di “primo ordine”, capaci di seguire processi di qualunque genere in cui la vittoria è quasi sempre assicurata. Mi chiedo come possa avvenire tutto ciò.
Cercherò di spiegare perché si verifica che in uno studio legale (civile o penale che sia) uno di nome Peppone è definito un avvocato più potente rispetto a tanti altri, mentre questi ultimi non hanno la fama che possiede il primo che, in teoria, è in grado di risolvere problemi difficili a cui altri avvocati non riuscirebbero a dare una soluzione. Ciò accade soprattutto in Italia, mentre è molto difficile che succeda in altri Paesi, come, ad esempio, l’America, dove l’ordinamento giudiziario è rigoroso e la corruzione tra avvocati, giudici e polizia giudiziaria non trova posto con la manipolazione dei reati; se ciò dovesse avvenire, è prevista una pena pesantissima non solo per l’imputato, ma anche per i legali e persino per i poliziotti.
Tutti, perciò, agiscono seguendo le norme legali. Nel nostro Paese, invece, per chi non lo sapesse, avvocati, giudici e polizia giudiziaria si macchiano di reati al pari dei delinquenti, accordandosi tra loro per ottenere una diminuzione della pena o l’assoluzione. Questi fatti non sono mai verificati, ma una cosa è certa: quando il rispetto delle leggi non viene controllato dallo Stato e, soprattutto, dai cittadini, la corruzione viene posta in essere sottobanco, con annullamenti delle pene e il conseguente incremento della popolarità dell’avvocato che ha seguito quel determinato processo.
Tutto ciò non poteva che verificarsi in Italia, mentre non può avvenire in America o in luoghi in cui la giustizia è applicata per tutti coloro che compiono atti illegali, siano essi giudici o avvocati.

Quindi, in Italia, essendo un Paese in cui persone corrotte e corruttrici sono presenti nelle istituzioni, assistiamo al fatto che, quando uno viene assolto grazie all’intervento di avvocati (cosiddetti di “vaglia”), anche in diverse preture, vuol dire che sotto ci sono situazioni poco chiare. Va evidenziato che tale corruzione si ha perché ci sono persone in grado di “regalare” ingenti somme (ad esempio dieci milioni di euro) per modificare la propria situazione personale. Tale situazione esiste in Italia dall’avvento della repubblica democratica libertina, cosa che non si verifica, invece, in altri Paesi democratici o sotto regime dittatoriale.

Conclusione: avvocati, giudici, come anche la polizia giudiziaria, sono tutti uguali davanti alla legge; se la loro fama cresce in maniera sospetta, bisogna approfondirne il perché, indagare sulle loro particolari capacità e sui meriti ottenuti.

Chi ha scritto quanto sopra lo ha fatto dopo trent’anni di studi e ricerche effettuate a spese e sofferenze proprie (vedi Autobiografia sul sito: www.autotelesos.it), per poter fare in modo che abbiano la giusta condanna coloro che, macchiatisi di comportamenti infami, non sono stati ancora processati per offesa all’ordinamento giudiziario e violazione del Diritto. Quanto sopra riportato il sottoscritto lo mette a disposizione di tutti affinché si possa stare in guardia rispetto agli individui che si presentano come i risolutori di tutti i problemi, in un Paese come l’Italia dove la vita è semplice solo e soltanto per quelle persone che incamerano denaro facile, rubato a chi l’ha prodotto, lasciandolo povero e disperato al punto tale da non arrivare a fine mese e non permettendogli di condurre una vita dignitosa.

Santino Scuderi

Nuova scoperta per conservare gli alimenti

Un suggerimento da attuare

Quanto esporrò, riguarda i prodotti alimentari confezionati e freschi, la frutta e i vari ortaggi, per aumentarne le difese contro i batteri presenti nei cibi pronti per l’uso e a media conservazione.

Come per tutti gli esseri viventi, anche l’uomo percepisce odori che possono essere gradevoli o sgradevoli; in questo ultimo caso si ha quella che volgarmente viene definita “puzza”; per alcuni animali, invece, essa costituisce un vero e proprio profumo.
Vorrei così proporre, per il mantenimento più a lungo possibile delle derrate alimentari, frutta compresa, di aggiungere delle sostanze odorose, non pericolose per l’uomo, che contrastino quegli insetti, quei batteri e quei virus che, generalmente, si insinuano in un prodotto per divorarlo o farlo ammuffire. Insomma, consiglierei di utilizzare odori antagonisti per le singole specie. Oppure, dentro le confezioni alimentari presenti nei supermercati, si potrebbero inserire piccoli sacchetti con granelli dei prodotti più vari (spezie naturali) che possano contrastare quei piccoli divoratori dei nostri alimenti.

La scoperta in questione potrebbe sembrare cosa da poco o senza valore, ma al contrario rappresenta una trovata di immensa importanza e utilità per tutti. Essa è priva di risultati pratici, anche perché, come già avvenuto per altre mie ricerche, non possiedo i fondi necessari per realizzarla a causa del subdolo tentativo di bloccare la mia nobile e instancabile attività scientifica, procurando, così, anche un grande danno all’umanità e allo sviluppo del lavoro. Il tutto consiste nel realizzare e utilizzare degli appositi contenitori, sacchetti o vaschette di ogni genere e materiale che siano idonei per la commercializzazione e per la conservazione di prodotti alimentari; come sappiamo, conservare gli alimenti può avvenire in diversi modi: con il freddo, in ambienti trattati chimicamente ecc. Tanti altri prodotti che sono venduti al mercato, come per esempio la frutta fresca, sono aggrediti da microorganismi che cambiano a seconda dei diversi alimenti, che si insediano in un determinato tipo di cibo di cui poi si nutrono, organizzandosi in colonie per la loro sopravvivenza. Tutti i prodotti alimentari che l’uomo utilizza sono soggetti a deterioramento, specie se sono venduti freschi senza essere conservati: in particolar modo, la frutta e tutto ciò che contiene energia come gli zuccheri di cui sia gli uomini che i batteri hanno bisogno per sopravvivere. Tantissimi prodotti poi, come quelli caseari, sono a conservazione non protetta. Ma vi chiederete: qual è la scoperta a cui mi riferisco?

Come ben si sa, conservanti per antonomasia sono stati, da sempre, il sale, l’aceto, l’alcool e i sistemi di sterilizzazione per creare il vuoto d’aria e quelli ad alta concentrazione di zuccheri. Anche questi ultimi possono essere conservati sottovuoto per non essere aggrediti da insetti o microorganismi. Molti batteri sono ghiotti e si nutrono di determinati prodotti che sono utilizzati dall’uomo e perciò, per evitare che si insedino all’interno del prodotto stesso, che l’uomo raccoglie e poi commercializza, e per proteggerlo, bisogna che la conservazione, anche giornaliera, interagisca con i loro gusti, creando degli odori a loro graditi che li inducano ad avvicinarsi all’elemento inserito non intaccando il prodotto.

Perché si realizzi l’allontanamento o l’avvicinamento di uno sciame di api, da un’arnia all’altra, occorrono degli odori diversi: uno gradevole per attrarlo e uno sgradevole per respingerlo. In quest’ultimo caso, sarebbe sufficiente l’odore della stoffa bruciata, mentre per avvicinarlo basterebbe il profumo dei fiori e di piante che sono portatrici di zuccheri. Lo stesso avviene per tutti gli altri insetti. Anche in ambito medico, è facile notare che i disinfettanti, oltre a uccidere i batteri, allontanano quelli che si vogliono avvicinare. Per esempio: un importante antibatterico per le vie respiratorie è costituito dalle gocce di essenza di eucalipto che allontana i microorganismi; anche un famoso animale come il panda che vive mangiando carni si protegge con foglie di bambù di cui va ghiotto perché hanno proprietà antinfluenzali. Quindi, molti batteri non si avvicinerebbero agli uomini se si utilizzasse, ad esempio, dell’aglio. Tuttavia, come già evidenziato, la respirazione dell’uomo è tutelata da detta essenza d’eucalipto, che non va assunta per via orale, ma attraverso gocce per via nasale.

Insomma, ciò che bisogna fare è ricercare quei pochi batteri o insetti che sono allergici a determinati odori, a sostanze naturali che non generino tossicità nei prodotti alimentari. In conclusione, la scoperta in questione consiste nel realizzare dei prodotti confezionati con sostanze leggermente odorose che contrastino determinati batteri come lo stesso aglio, le foglie del basilico o altre tra le numerose spezie utilizzate in cucina. In molti prodotti che, per loro caratteristica sono “portatori” di batteri o di insetti, si potrebbero utilizzare detti odori che non sono pericolosi per l’uomo e hanno un prezzo assai contenuto.

Gli odori che andranno a contrastare gli insetti e i vari batteri saranno circa mezza dozzina e potranno essere impiegati per tutti gli alimenti, per salvaguardarli, per impedire che vengano danneggiati come spesso accade. Questa mia relazione non deve essere considerata una scoperta, ma un semplice contributo per la conservazione naturale degli alimenti freschi e confezionati, per eliminare la possibilità che siano intaccati da microorganismi tra i più vari; applicando la macrobiotica e avendo conoscenza dei vari insetti, dei batteri, dei protozoi e dei virus e quant’altro, bisogna individuare le loro preferenze alimentari e quali invece costituiscono un repellente. Pertanto, ricapitolando: una volta presi gli alimenti, sia freschi sia confezionati, sarà necessario inserire una sostanza aromatica naturale o soltanto odorosa non dannosa per l’uomo, che impedirà a quel determinato organismo di attaccare il cibo.

Un esempio empirico, come già detto, lo si può rinvenire nell’influenza umana: si pensi alla conseguente rinite virale, che si può curare con l’odore dell’eucalipto. Se l’uomo unge le proprie narici con tale prodotto è difficile che il batterio vi si introduca.

Ricordo che ogni essere vivente “possiede” una gamma di odori: alcuni gli sono graditi altri invece no. Ad esempio, gli alimenti affumicati non sono attaccati dagli insetti. Vi è anche la botrytis cinerea che attacca e ammuffisce parecchi tipi di frutta fresca e verdura; per superare tale problema, occorrerebbe conoscere quella particolare essenza, non nociva per l’uomo, per allontanare simili batteri che procurano ingenti danni alle coltivazioni e agli orti. Sarebbe sufficiente conoscere, e non è difficile, le spezie adatte da inserire nelle confezioni dei vari prodotti destinati ai supermercati, per risolvere i problemi del rapido deterioramento degli alimenti che comporta costi elevatissimi per i produttori, per i commercianti e, soprattutto, per l’acquirente, che subirà il conseguente aumento del costo finale del prodotto di oltre il 50%. Se quanto esposto non sarà approfondito, continueranno a verificarsi ingenti danni agli alimenti e, soprattutto, all’economia, con la perdita di un risparmio che potrebbe ammontare a parecchi miliardi di euro e potrebbe andare a sfavore dell’intera collettività.

Santino Scuderi

Il Pianeta in pericolo: la terra ha bisogno di aiuto

Da alcune decine di anni, il Pianeta è in pericolo: è diventato inquieto e arrabbiato perché disturbato dalle attività dell’uomo che non ha nessun rispetto per esso. Molti sono stati i meteorologi che hanno cercato di capire il perché dei continui cambiamenti climatici che, puntualmente, si presentano facendoci passare dalla primavera all’autunno e viceversa. Le quattro stagioni, così come si conoscevano dal dopoguerra in poi, non esistono più. Infatti, in seguito allo sviluppo industriale in Europa, cominciato sin dalla fine dell’ultima guerra mondiale, le stagioni non sono state più le stesse, così come le ricordo io e gli anziani dell’epoca, ma hanno iniziato a manifestarsi vari e bruschi fenomeni climatici. Tali eventi, nel nostro Paese, hanno avuto inizio nel Nord, sicuramente a causa dell’industrializzazione che ha contribuito a creare il cosiddetto effetto serra. Quest’ultimo si è sviluppato anche nel Sud Italia, non a causa delle fabbriche, ma per effetto del moltiplicarsi delle autovetture che, con i loro scarichi pieni di smog, hanno contribuito alla formazione di tale fenomeno anche se in misura ridotta rispetto al Nord. Ho iniziato a notare tutto ciò negli anni ’60, quando ho avuto la possibilità di viaggiare per l’Europa e negli Stati Uniti, precisamente a New York, rendendomi conto degli effetti negativi che si stavano verificando sul clima con lo sviluppo industriale; questo avveniva, indistintamente, sia in Europa sia negli Usa, con fenomeni che comportavano la formazione di tempeste quali tifoni, tornado e uragani che provocano enormi danni alle coste. Tutti questi fenomeni non si verificano solo nelle zone sopra citate, ma in tutti i continenti del nostro Pianeta in pericolo. Con il nuovo millennio, seppure lo sviluppo industriale ha avuto inizio molto tempo fa in vari Paesi dell’Occidente, tali eventi catastrofici sono in crescita sull’intero pianeta. Così, tutta la terra non riesce più a mantenere quell’equilibrio geologico che c’era prima.

Adesso, vi esporrò le mie idee, idee che potrebbero sembrare inverosimili, ma che, in realtà, corrispondono alla verità dei fatti. In questi ultimi decenni, si è verificato l’aumento dei terremoti, anche in zone non a rischio sismico, degli uragani, degli tsunami e delle tempeste di vario genere che, quando avvengono, creano ingenti e imprevedibili danni; tali fenomeni possono raggiungere una velocità di 300 km l’ora, cosa che non accadeva in passato. In seguito ai dati raccolti e sulla base di uno studio che ho condotto, ho scoperto che alcuni “comportamenti” potrebbero procurare effetti negativi all’intero Pianeta, ora in pericolo.
La ricerca di cui parlerò riguarda il nostro pianeta che continua a perdere il suo giusto equilibrio rispetto a quello centrifugo terrestre. Che cosa è avvenuto in questi ultimi anni sull’equilibrio della terra? Come ben sappiamo, oramai il terzo e il quarto mondo si sono sviluppati industrialmente (nel bene e nel male), com’è giusto che sia; ma il punto centrale è dato dalla grande concorrenza dei prodotti industriali relativamente pesanti, la cui vendita non viene compensata in maniera adeguata. Esempio dei danni che si possono verificare sulla base del nuovo sviluppo industriale pesante si hanno con lo spostamento di risorse e prodotti tra i diversi continenti, senza che ci sia un bilanciamento tra l’esportazione e l’importazione.
Esempio: se il terzo mondo esporta in Europa 1.000.000 di tonnellate di materiali statici e in cambio ne riceve solo 100.000, si verificherà uno squilibrio di 900.000 tonnellate che andrà, di conseguenza, a squilibrare il globo terrestre, considerando anche che non in tutte le zone del mondo vi sono oceani atti a riequilibrare l’effetto centrifugo che eviterebbe gli sbandamenti della terra stessa. Dove non vi sono oceani che possano far sfogare tali squilibri con fenomeni sismici e simili, si verificheranno eventi quali tempeste violente provenienti da altre latitudini che scaricheranno energie equilibranti.
Va ricordato che il globo terrestre è retto su due poli: il polo nord e il polo sud. Per entrambi i poli, al punto zero si può dire che le stagioni, i giorni e le notti sono tutti uguali perché si trovano in un punto fermo, mentre, man mano che da sud ci si sposta verso nord, o da quest’ultimo, viceversa, si va verso sud, cambiano le gradazioni equatoriali.

Per esempio: se la terra all’equatore ha un diametro di km 12.742 X Л = km 40.009 su 24 ore ÷ 24 ore abbiamo 1648,500 km l’ora. Questo accade andando dall’equatore verso il polo nord o scendendo verso il polo sud. Tanto per avere un’idea di massima, mentre in Italia si viaggerà attorno a una velocità di 1.100 km l’ora, al di fuori di essa si cominceranno a notare i punti più suscettibili alle resistenze degli equilibri centrifughi, fino a quando si arriverà all’equatore, dove la forza centrifuga resiste alla velocità di 1648,500 km l’ora; quindi si noterà che vi sarà una vulnerabilità maggiore agli equilibri delle forze centrifughe. È quasi il doppio della velocità di un aereo di linea a reazione.
Credo quindi che bisognerebbe tenere sotto controllo tutte quelle merci solide e statiche che non vengono sostituite con delle altre per creare quell’equilibrio terrestre tale, da non fare squilibrare la forza centrifuga della terra che, nell’universo, rappresenta una specie di trottola e che, per poter girare in maniera equilibrata, deve essere perfettamente in linea così come la natura l’ha creata.
Se così non fosse, dovrebbero essere gli oceani a regolare l’equilibrio mancante e, se questo non avvenisse, si verificherebbero delle catastrofi naturali come gli tsunami, nelle zone costiere, e i terremoti dove non c’è il mare.
Tuttavia, anche nel caso di eruzioni vulcaniche, saranno le acque o i rovesciamenti terrestri rocciosi a compensare l’ammanco derivante dalla fuoruscita di lava.
Insomma, bisogna avere grande rispetto per questa “trottola” che è la terra; bisogna custodirla e rispettarla così come la natura l’ha creata. Non bisogna dissestarla, distruggere i continenti, svuotarla dai suoi “liquidi” per i nostri egoistici interessi, estraendo petrolio e gas, la cui fuoriuscita non è compensata da altrettante sostanze.
Altrimenti, il Pianeta in pericolo sarà costretto a reagire a quello che sta avvenendo ed è avvenuto in questi ultimi decenni.

Santino Scuderi

 

 

Coscienza sporca e pericolosa

Maledizione è un brutto termine, ma potrebbe essere rivolto contro ciascuno di noi. Tale fenomeno avrebbe origine ogni qualvolta un individuo commette delle azioni malefiche verso qualcuno o qualche cosa; esso prende il nome di scrupolo di coscienza o di “coscienza sporca”.

Questa parola l’ho imparato da mio nonno che, di aneddoti (anékdotos), ne sapeva un’infinità. Quindi, se una persona ha fatto del male a qualcuno e questi rimane addolorato e offeso e apparentemente non reagisce verbalmente o giuridicamente, la sua memoria inconscia mantiene sempre aperto un canale vendicativo. Quest’ultimo andrà in direzione di quella lunghezza d’onda che si lega alla scheda della sua coscienza sporca che ne modifica, così, il sistema metabolico biologico, il quale andrà a riversarsi anche verso le proprie cose più care, più intime e innocenti. Tale situazione potrebbe sembrare diabolica, ma purtroppo, in seguito alle mie esperienze e alle ricerche effettuate in questo campo, credo che non ci sia alcun dubbio circa la sua esistenza. Se si pensa ai luoghi comuni tramandati dalle popolazioni passate, ma anche da quelle di oggi, si hanno una serie di figure: chiaroveggenti, maghi, indovini, fattucchiere, streghe e cosi via, tutte che mirano a fare del male o del bene (solo per soldi), che non possiedono alcuna formazione scientifica, ma che sono a conoscenza di fenomeni malefici e della loro esistenza senza però capirne l’intreccio di trasmissione psico-biologica tra gli esseri viventi.

Se qualcuno fosse interessato, leggendo questo mio capitolo su un argomento così difficile da credere, vorrei invitarlo a fare un’analisi della realtà: si accorgerà che fenomeni come quelli che ho descritto sopra, li potrà verificare nell’ambito delle proprie conoscenze perché ognuno di noi, nella propria vita, avrà sicuramente avuto dei momenti di abbassamento dell’umore o di miglioramento e che saranno stati o totalmente fastidiosi o a volte gradevoli e, in entrambi i casi, completamente inconsci da parte delle due persone contattate dal pensiero. Se poi un individuo dovesse trasmettere cattivi pensieri, chi li dovesse ricevere sarebbe sopraffatto dal dolore. Questo non è altro che la ricezione di un segnale di memoria diretta, come quella indiretta, che andranno a finire insieme in quella da archiviare.

Voglio precisare che quanto sopra esposto, essendo una materia delicata che può infastidire chi è particolarmente suscettibile, deve essere preso con le pinze poiché, anche se fosse un argomento scientificamente appurato, non dovrebbe essere considerato come definitivo e di fatto.

Darei un suggerimento importante: nella vita bisogna cercare di non fare cattive azioni contro nessuna creatura o specie (se non appartiene a quella umana), perché lo scrupolo di coscienza che rimarrebbe potrebbe fare dei brutti scherzi al proprio sistema biologico, persino contro i propri cari colpendoli quando meno se l’aspettano (mistero della vita).

Ancora tutto ciò è solo all’inizio della conoscenza e della consapevolezza degli esseri umani.

Santino Scuderi