Auto elettrica con batteria ricaricata pronta

In questi giorni, è stata messa in commercio una colonnina per la ricarica delle auto a batteria elettrica, che dovranno rimanere in sosta qualche ora prima di poter essere utilizzate. Posso quindi ritornare a parlare di quando ho esposto il mio progetto all’ex industria automobilistica Leyland Innocenti i cui ingegneri, Astori e Trinetti, ne avevano riconosciuto l’importanza, anche se non è stato poi messo in produzione. I tempi non erano maturi per investire in tali tecnologie, di cui parlo nel capitolo del mio sito Motore elettrico bivalente da traino, da me progettato nel 1974, ma che ho presentato all’Innocenti l’8 luglio del 1980.

Il progetto che intendo ora esporre sarà il più rivoluzionario nel campo automobilistico e per lo sviluppo del lavoro e del benessere sociale. Rivoluzionario perché vi saranno immensi sviluppi per le nuove auto grazie alle stazioni per il rifornimento elettrico anziché per quello a benzina; sarà sufficiente ricevere una batteria carica in cambio di quella scarica, che poi verrà ricaricata e consegnata ai successivi clienti.

Perciò, il classico gestore dei carburanti, anziché benzina, potrebbe vendere, per l’auto a batteria, la ricarica della batteria stessa ricevuta da un cliente precedente. Le batterie saranno standard, per esempio a 24/12 volt e di uguali dimensioni per ciascun veicolo. La sostituzione sarà rapida e facilitata come se si dovesse fare rifornimento in una normale area di servizio. Il meccanismo della sostituzione delle batterie sarà come quello che un tempo veniva effettuato per le carrozze delle ferrovie, solo che per le auto a batteria avverrà più velocemente essendo stati predisposti dei sistemi automatici che saranno gestiti dagli addetti delle stazioni di servizio. Queste ultime avranno delle centrali di ricarica elettrica per le diverse batterie da ricaricare.

Questo progetto sarà innovativo, tanto da poter aspirare al premio Nobel per lo sviluppo mondiale del lavoro e il benessere sociale che potrebbe portare, oltre al fatto di non immettere più tanto gas nocivo nell’atmosfera, causa dell’effetto serra. Lo sviluppo riguarderà l’industria automobilistica (oggi in crisi), il settore del lavoro e delle vendite. Avverrà un grande sviluppo industriale grazie alla produzione di accumulatori, uno sviluppo dell’elettronica e di tutto ciò che ad essa è connesso; si amplierà il mercato e il sistema delle demolizioni di tutte quelle auto che non saranno più utilizzate.

Santino Scuderi