Avvocati potenti: un mito da sfatare

Semplice abuso di potere

L’idea che ci siano avvocati potenti, capaci di risolvere tutti i problemi giuridici, civili o penali, è un mito da sfatare una volta per tutte. Circa quest’ultimi, che svolgono la loro attività nell’ambito del diritto, stando alle leggi della giurisprudenza e della giustizia italiana, bisogna tener conto che prima di esercitare la professione devono laurearsi sostenendo gli esami previsti dall’ordinamento. Dopo di ciò, dovranno iniziare a svolgere la pratica nelle aule di giustizia per apprendere concretamente la dialettica, il linguaggio che, poi, da avvocati, dovranno utilizzare. Fatta detta pratica legale, dovrà essere superato, infine, l’esame di abilitazione. Eseguite tutte quaste fasi, l’avvocato potrà operare legalmente a tutti gli effetti.
Se questi requisiti vengono a mancare, vuol dire che il soggetto in questione non è un avvocato autorizzato a esercitare la libera professione e quindi potrà svolgere solo incarichi di segreteria presso uno studio legale.
Tuttavia, ci sono avvocati definiti di “primo ordine”, capaci di seguire processi di qualunque genere in cui la vittoria è quasi sempre assicurata. Mi chiedo come possa avvenire tutto ciò.
Cercherò di spiegare perché si verifica che in uno studio legale (civile o penale che sia) uno di nome Peppone è definito un avvocato più potente rispetto a tanti altri, mentre questi ultimi non hanno la fama che possiede il primo che, in teoria, è in grado di risolvere problemi difficili a cui altri avvocati non riuscirebbero a dare una soluzione. Ciò accade soprattutto in Italia, mentre è molto difficile che succeda in altri Paesi, come, ad esempio, l’America, dove l’ordinamento giudiziario è rigoroso e la corruzione tra avvocati, giudici e polizia giudiziaria non trova posto con la manipolazione dei reati; se ciò dovesse avvenire, è prevista una pena pesantissima non solo per l’imputato, ma anche per i legali e persino per i poliziotti.
Tutti, perciò, agiscono seguendo le norme legali. Nel nostro Paese, invece, per chi non lo sapesse, avvocati, giudici e polizia giudiziaria si macchiano di reati al pari dei delinquenti, accordandosi tra loro per ottenere una diminuzione della pena o l’assoluzione. Questi fatti non sono mai verificati, ma una cosa è certa: quando il rispetto delle leggi non viene controllato dallo Stato e, soprattutto, dai cittadini, la corruzione viene posta in essere sottobanco, con annullamenti delle pene e il conseguente incremento della popolarità dell’avvocato che ha seguito quel determinato processo.
Tutto ciò non poteva che verificarsi in Italia, mentre non può avvenire in America o in luoghi in cui la giustizia è applicata per tutti coloro che compiono atti illegali, siano essi giudici o avvocati.

Quindi, in Italia, essendo un Paese in cui persone corrotte e corruttrici sono presenti nelle istituzioni, assistiamo al fatto che, quando uno viene assolto grazie all’intervento di avvocati (cosiddetti di “vaglia”), anche in diverse preture, vuol dire che sotto ci sono situazioni poco chiare. Va evidenziato che tale corruzione si ha perché ci sono persone in grado di “regalare” ingenti somme (ad esempio dieci milioni di euro) per modificare la propria situazione personale. Tale situazione esiste in Italia dall’avvento della repubblica democratica libertina, cosa che non si verifica, invece, in altri Paesi democratici o sotto regime dittatoriale.

Conclusione: avvocati, giudici, come anche la polizia giudiziaria, sono tutti uguali davanti alla legge; se la loro fama cresce in maniera sospetta, bisogna approfondirne il perché, indagare sulle loro particolari capacità e sui meriti ottenuti.

Chi ha scritto quanto sopra lo ha fatto dopo trent’anni di studi e ricerche effettuate a spese e sofferenze proprie (vedi Autobiografia sul sito: www.autotelesos.it), per poter fare in modo che abbiano la giusta condanna coloro che, macchiatisi di comportamenti infami, non sono stati ancora processati per offesa all’ordinamento giudiziario e violazione del Diritto. Quanto sopra riportato il sottoscritto lo mette a disposizione di tutti affinché si possa stare in guardia rispetto agli individui che si presentano come i risolutori di tutti i problemi, in un Paese come l’Italia dove la vita è semplice solo e soltanto per quelle persone che incamerano denaro facile, rubato a chi l’ha prodotto, lasciandolo povero e disperato al punto tale da non arrivare a fine mese e non permettendogli di condurre una vita dignitosa.

Santino Scuderi