Biologia modificata

Gli effetti del continuo mutamento biologico e vegetale naturale, oltre a quello volontario e involontario dell’uomo. Tutto il creato, sia quello biologico sia quello vegetale, tramite l’impollinazione e gli innesti vari, è soggetto a modifiche che possono migliorare o peggiorare la specie.

Con il termine “impollinazione” o “innesto” si intende la mescolanza delle specie o la riproduzione di altre, sia in ambito biologico sia in quello vegetale.
Da sempre, nell’umanità si è avuta una naturale mescolanza tra le varie specie dei singoli continenti. Lo stesso si può dire per i vegetali.
Nel campo biologico avveniva, e continua ad avvenire, l’“impollinazione” – si fa per dire – dove il germe del maschio, lo “spermatozoo” “puro o alterato”, giunge all’interno dell’utero della donna. In passato tutto procedeva secondo processi naturali, mentre con l’evoluzione dei tempi le cose si sono trasformate, determinando una continua modifica a tutto il creato, nel bene e nel male.

Come sappiamo, ogni essere biologico vivente ha nel suo corpo milioni di particelle che possono essere i globuli bianchi o rossi, che con le loro organizzazioni lavorano con una precisione impeccabile, adoperandosi nei loro specifici settori e contribuendo così alla vita biologica (anche a quella dell’uomo), facendola funzionare alla perfezione. I mutamenti avvengono quando i loro gruppi recettori interni o esterni, di qualunque genere, intercettano segnali di pericolo generati da intrusi o alterazioni; comunicheranno, così, la loro direzione e a loro volta trasmetteranno un segnale alla centrale, quella celebrale. Questo è in poche parole il meccanismo del sistema biologico vivente. Tali mutamenti possono avvenire in maniera naturale, oppure per mezzo di interventi della stessa comunità d’appartenenza, mediante prodotti e strumenti quali le erbe o gli antibiotici, con il ricorso alle tecnologie che l’uomo ha sviluppato.

Dopo aver parlato della biologia dell’essere vivente in generale, della sua grande complessità, vanno citate anche le cosiddette malattie rare che sono tantissime, tra le quali parecchie sconosciute; mentre alcune sono apparentemente scomparse, altre si sono soltanto evolute. Basti pensare alla famosa sifilide, debellata con la scoperta della penicillina; in realtà ha aumentato la sua resistenza. Infatti, negli anni ’50, per curare una determinata malattia infettiva erano necessarie 4.000 unità di penicillina, oggi la stessa malattia per essere curata ne richiede 50.000, poiché si e organizzata divenendo più resistente alla forza dell’uomo. Ma la sifilide, come detto, non è sparita, si è trasformata ed è più difficile da sconfiggere: si tratta dell’aids.

Insomma, sono tutte metamorfosi che ogni essere vivente mette in atto per sopravvivere. Si parla spesso di malattie genetiche ereditarie, ma non si capisce bene da dove provengano. Un mutamento nella futura creatura con una malformazione genetica può avvenire con certezza matematica in seguito all’intrusione di un microorganismo, o di una molecola proveniente da altri animali domestici, oppure per la mancanza di igiene anche in riferimento al partner; pertanto può accadere che al momento della fecondazione, in qualche modo, questi germi si introducano nella zona che conduce al canale uterino e che va a inserirsi tra i due gameti uomo-donna per poi creare il nuovo essere, che sarà così portatore di una malattia genetica ereditaria, quale mongolismo o, solo a titolo d’esempio, le malformazioni dentarie (che notiamo in parecchie giovani). Una cosa che non bisogna mai dimenticare è che la creatura femminile, dal punto di vista genetico, rappresenta il laboratorio biologico per eccellenza che, con tutte le virtù che la natura le ha donato, creerà la nuova vita umana insieme alle caratteristiche morfologiche che l’essere avrà al momento della nascita. Senza voler diminuire le qualità femminili, essendo la donna un laboratorio biologico, si possono creare anche delle metamorfosi batteriologiche per possibili introduzioni di microorganismi che, se si dovessero casualmente installare, potrebbero anche diminuire quegli enzimi protettori che periodicamente sono presenti nel canale uterino e che automaticamente lo inumidiscono in attesa di accogliere il germe che sarà poi fecondato.

L’evoluzione umana come pure quella di alcuni animali, per merito dell’uomo in questi ultimi decenni, ha comportato alcune alterazioni e modifiche biologiche nel bene o nel male, che ancora sono da verificare scientificamente in alcuni particolari casi.
Dagli anni ’40 in poi, in Europa, dall’America, è arrivato il famoso D.D.T., potente insetticida che è riuscito a debellare tanti insetti naturali fastidiosi per l’uomo, come pulci, pidocchi, zecche, cimici, senza parlare di altri microorganismi che sono presenti sulla loro superficie. Detti insetti non sappiamo se siano di quelli che apparentemente convivono con l’uomo, visto che riescono a stare con esso senza che i ricettori piliferi, posti nelle parti intime, come pure quelli delle ascelle, riescano a impedirgli di entrare per succhiare il sangue, mischiando le cellule di una persona con un’altra, come se le infettassero. Tali peli sensori faranno da barriera ad altri insetti, come la mosca cavallina. Tornando al discorso precedente, dobbiamo domandarci quale metamorfosi ha subito l’uomo nella sua evoluzione, considerando anche le numerose malattie esistenti, nuove e meno nuove.

In passato, l’intera umanità veniva “impollinata” in maniera universale attraverso gli insetti. In particolare c’erano le pulci che trasmettevano batteri all’uomo, oppure le zecche e le cimici che succhiavano il sangue all’essere umano e non solo.
Ricordo che, quando ero un ragazzo, un uomo robusto (visto con i miei occhi) riusciva a tenere tra le braccia due sacchi di farina da circa cento chili ciascuno, mentre oggi sarebbe impossibile trovare un giovane così forte. Inoltre, mentre in passato gli uomini non si infettavano gli uni con gli altri, oggi ciò accade facilmente, in particolare attraverso la mediazione di mosche, zanzare o pulci.
Ad ogni modo, i giovani per fortuna conoscono “poco” questi insetti, grazie alla possibilità di ricorrere agli insetticidi.
Ciò che i ricercatori della microbiologia molecolare dovrebbero cercare di fare è isolare la molecola che possiede la “CIMICE da letto” dell’uomo, dal momento che, dalla sera alla mattina, si nutre di pochissimo sangue – circa mezzo chicco di riso – e il liquido che nefuoriesce, se schiacciata, è terribilmente sgradevole e puzzolente e che, passando da una persona all’altra, trasmette molecole di cui non si conoscono gli effetti biologici, se si pensa che altri insetti come la mosca o la zanzara sono portatori di malattie.

Poiché non esistono più detti insetti che causano tutto questo, creando un continuo incrocio “bene o male” per la comunità umana, anche nei luoghi più frequentati, gli studiosi di microbiologia dovrebbero condurre delle specifiche indagini, per capire cosa generano nell’uomo con le mescolanze cellulari. Forse è possibile che succhino dall’uomo quelle molecole dannose per quest’ultimo come la sostanza del diabete, della colesterolemia e tante altre. Oppure potrebbero essere portatrici di malattie non conosciute. O, ancora, si potrebbe creare una mescolanza di sangue buono trasformandolo in una molecola nuova per altri sconosciuti fini. Quindi, sarebbe il caso che i ricercatori biomolecolari andassero in questa direzione per capire se detti insetti fanno impollinazioni benefiche, eventualmente utili, anche per scopi terapeutici, oppure se estraggono sangue cattivo, come lo zucchero dei diabetici, il colesterolo, LDL o HDL, o la molecola che produce il cancro e tante altre malattie. Voglio ricordare che la femmina in biologia e il più grande laboratorio biologico che la natura abbia creato, laboratorio dove esistono tutte le materie per creare vite umane sane e non solo; tra di esse, quelle biologicamente degenerate come pure microorganismi negativi dannosi per l’uomo. Da non dimenticare è che la donna possiede l’immensa ricchezza del genoma umano (vedi cellule staminali) che si trova nell’utero, lì dove viene costruita la vita. Insomma, spero e sono certo di aver dato i giusti spunti perché si possano arrivare a scoprire cose ancore sconosciute.

Santino Scuderi