Caso Ustica: 27/06/1980

Il caso Ustica riguarda l’abbattimento di un aereo con a bordo ottantuno passeggeri, tutti morti nell’incidente di cui, a distanza di trentaquattro anni, sono completamente sconosciute le cause. Ricordo che quando accadde questa strage, mi trovavo a Milano, e da scienziato provavo ad avere contatti con degli imprenditori per proporre alcune delle mie tecnologie di successo già brevettate; seguivo dunque l’andamento democratico e politico del nostro Paese, in realtà mai messo in pratica né da parte delle forze politiche di destra, né da quelle di centro o di sinistra. È sempre esistita una parte dei politici che ha agito nella completa illegalità, nella “Fantapolitica”, che pensava alle proprie ricche seggiole, favorendo solo gli amici, senza alcun rispetto per la massa lavoratrice che creava ricchezza e che a stento aveva, e ha tuttora, quello che le serve per sopravvivere. Insomma, una politica incapace e illegale, così come tante altre istituzioni, che governa solo per il fatto di aver occupato posti di comando grazie allo scambio di voti.

Basta pensare che molti personaggi ai vertici della magistratura erano collusi e corrotti, specie quelli della procura di Milano, tanto che moltissimi sono stati indagati o arrestati, e che ancora ce ne sono altri che svolgono la loro attività ma che dovrebbero essere immediatamente sospesi dai propri incarichi per essere processati; credevano di farla franca e di potermi utilizzare come capro espiatorio, oltre ad avermi causato ingenti danni (mi hanno sottratto il libretto di risparmio per poi incassarlo). Per il mio caso, archiviato dopo il giudizio della Cassazione, ho scritto alla Corte d’Appello di Milano con raccomandata A/R, ma purtroppo ho potuto constatare che chi di dovere non vuole rispondere per ciò che ha fatto a me e a tanta altra povera gente.

Tornando al discorso del DC9, evento che ricordo benissimo, soprattutto perché ho pensato che la responsabilità fosse da attribuire al governo dell’epoca, si tratta di un discorso ormai vecchio, perché, come dicevo, la democrazia in Italia non è mai esistita; basta guardare la condotta di vita nei Paesi democratici dove gli scioperi non esistono materialmente, perché i vari problemi si risolvono democraticamente a tavolino. Invece, in Italia, tutte le incapacità politiche venivano e vengono caricate sulle spalle della povera gente, facendola scioperare e danneggiandola. Comincia proprio da ciò la questione relativa alla fine del DC9; ecco che cosa avvenne secondo la mia analisi dell’epoca: il giorno della scomparsa dell’aereo si era verificato uno sciopero nazionale; nello stesso tempo nei cieli italiani doveva transitare l’aereo di Gheddafi che le truppe americane, italiane e francesi stavano tenendo sotto controllo forse per abbatterlo, perché in quegli anni i rapporti dell’occidente con il dittatore libico non erano affatto buoni, essendo un personaggio abbastanza pericoloso. Per una strana coincidenza, avvenne che proprio quando si attendeva il transito dell’aereo di Gheddafi, solcasse i cieli il DC9, in ritardo a causa di uno sciopero generale (con la colpa, dunque, del governo). La sventura volle che tutte le forze militari in allerta scambiassero l’aereo passeggeri con quello del dittatore libico e che quindi lo abbattessero.

Questa è la conclusione a cui sono giunto; ci sarebbe stato dunque un terribile errore determinato da una politica infame. Purtroppo, nel nostro Paese i responsabili non pagano mai e cercano di dare la colpa a chi non ce l’ha. La causa di molti problemi va ricercata nell’Italia “democratica dei partiti” e non tra i militari americani, italiani o francesi, pertanto i responsabili della politica dovranno pagare tutti i danni che in cinquant’anni hanno causato al popolo italiano. Inoltre, devono essere ricordati e calcolati i danni da me subiti, che ammontano a parecchi milioni di euro. Come se ciò non bastasse, sottolineo che diversi personaggi appartenenti alle istituzioni continuano ad agire come dittatori infami e anarchici, facendo finta che nulla sia accaduto.

Santi Scuderi