Fatti di primo e secondo grado

Sono arrabbiato per tutto ciò che continua a succedere in questo strano Paese, dove ogni cittadino non ha alcuna garanzia da parte dello Stato circa una giustizia sana e corretta così come previsto nella Costituzione Italiana. Il povero magistrato Giovanni Falcone aveva ragione quando diceva di avere più paura di alcuni personaggi appartenenti alle istituzioni rispetto alla pericolosa malavita organizzata: sì, aveva proprio ragione. Dico tutto questo dopo l’annullamento della sentenza di condanna di Berlusconi perché il fatto non sussiste. Ed io che sono una vittima, avendo subito ingenti danni da parte della Corte d’Appello di Milano, che non risponde alle mie missive A/R, come se non fosse al servizio dei cittadini, come dovrei sentirmi? Tornando all’infame fatto di pochi giorni fa, penso si siano innescate tutte le condizioni per dare il via a una guerra civile selvaggia, perché io (come tutti) voglio sapere se all’“ospedale”, intendendo con esso il mondo della giustizia, ci sono medici che hanno il diritto di uccidere e medici che possono curare secondo i canoni stabiliti dalla legge. Ciascuno di noi vuole conoscere chi ha sbagliato: coloro che hanno inflitto la condanna oppure quelli che l’hanno annullata? Tanto nel primo caso quanto nel secondo, è giusto che tutti sappiano la verità dei fatti. Ognuno di noi ha diritto a essere risarcito, particolarmente il sottoscritto, per tutti i danni subiti, che sono presenti sul mio sito, per una cifra che ammonta a cento milioni di euro.

Coloro che hanno sbagliato devono essere urgentemente processati e messi in galera come prevede la legge. Lo stesso dovrà accadere qualora ci si trovasse davanti all’occultamento o alla contaminazione dei fatti, magari da parte di legali o politici; quest’ultimi dovranno essere smascherati, processati e radiati dall’albo professionale. Tornando al discorso iniziale, sono convinto che il marciume vada cercato tra i “medici” di primo e di secondo grado. Per quanto mi riguarda, ho sempre pensato di vivere in uno Stato democratico e repubblicano, sia pure con qualche anomalia, ma non che fosse in mano a dittature piene di potere ai livelli a cui stiamo assistendo adesso. Tutto ciò è scritto dall’arrabbiato scienziato Santi Scuderi – www.autotelesos.it.

Caso Ustica: 27/06/1980

Il caso Ustica riguarda l’abbattimento di un aereo con a bordo ottantuno passeggeri, tutti morti nell’incidente di cui, a distanza di trentaquattro anni, sono completamente sconosciute le cause. Ricordo che quando accadde questa strage, mi trovavo a Milano, e da scienziato provavo ad avere contatti con degli imprenditori per proporre alcune delle mie tecnologie di successo già brevettate; seguivo dunque l’andamento democratico e politico del nostro Paese, in realtà mai messo in pratica né da parte delle forze politiche di destra, né da quelle di centro o di sinistra. È sempre esistita una parte dei politici che ha agito nella completa illegalità, nella “Fantapolitica”, che pensava alle proprie ricche seggiole, favorendo solo gli amici, senza alcun rispetto per la massa lavoratrice che creava ricchezza e che a stento aveva, e ha tuttora, quello che le serve per sopravvivere. Insomma, una politica incapace e illegale, così come tante altre istituzioni, che governa solo per il fatto di aver occupato posti di comando grazie allo scambio di voti.

Basta pensare che molti personaggi ai vertici della magistratura erano collusi e corrotti, specie quelli della procura di Milano, tanto che moltissimi sono stati indagati o arrestati, e che ancora ce ne sono altri che svolgono la loro attività ma che dovrebbero essere immediatamente sospesi dai propri incarichi per essere processati; credevano di farla franca e di potermi utilizzare come capro espiatorio, oltre ad avermi causato ingenti danni (mi hanno sottratto il libretto di risparmio per poi incassarlo). Per il mio caso, archiviato dopo il giudizio della Cassazione, ho scritto alla Corte d’Appello di Milano con raccomandata A/R, ma purtroppo ho potuto constatare che chi di dovere non vuole rispondere per ciò che ha fatto a me e a tanta altra povera gente.

Tornando al discorso del DC9, evento che ricordo benissimo, soprattutto perché ho pensato che la responsabilità fosse da attribuire al governo dell’epoca, si tratta di un discorso ormai vecchio, perché, come dicevo, la democrazia in Italia non è mai esistita; basta guardare la condotta di vita nei Paesi democratici dove gli scioperi non esistono materialmente, perché i vari problemi si risolvono democraticamente a tavolino. Invece, in Italia, tutte le incapacità politiche venivano e vengono caricate sulle spalle della povera gente, facendola scioperare e danneggiandola. Comincia proprio da ciò la questione relativa alla fine del DC9; ecco che cosa avvenne secondo la mia analisi dell’epoca: il giorno della scomparsa dell’aereo si era verificato uno sciopero nazionale; nello stesso tempo nei cieli italiani doveva transitare l’aereo di Gheddafi che le truppe americane, italiane e francesi stavano tenendo sotto controllo forse per abbatterlo, perché in quegli anni i rapporti dell’occidente con il dittatore libico non erano affatto buoni, essendo un personaggio abbastanza pericoloso. Per una strana coincidenza, avvenne che proprio quando si attendeva il transito dell’aereo di Gheddafi, solcasse i cieli il DC9, in ritardo a causa di uno sciopero generale (con la colpa, dunque, del governo). La sventura volle che tutte le forze militari in allerta scambiassero l’aereo passeggeri con quello del dittatore libico e che quindi lo abbattessero.

Questa è la conclusione a cui sono giunto; ci sarebbe stato dunque un terribile errore determinato da una politica infame. Purtroppo, nel nostro Paese i responsabili non pagano mai e cercano di dare la colpa a chi non ce l’ha. La causa di molti problemi va ricercata nell’Italia “democratica dei partiti” e non tra i militari americani, italiani o francesi, pertanto i responsabili della politica dovranno pagare tutti i danni che in cinquant’anni hanno causato al popolo italiano. Inoltre, devono essere ricordati e calcolati i danni da me subiti, che ammontano a parecchi milioni di euro. Come se ciò non bastasse, sottolineo che diversi personaggi appartenenti alle istituzioni continuano ad agire come dittatori infami e anarchici, facendo finta che nulla sia accaduto.

Santi Scuderi

Cavaliere sì, Cavaliere no: a chi vanno i premi nazionali

A vantaggio di chi vanno i riconoscimenti del lavoro in Italia?
La ricchezza è ciò che viene prodotto per la comunità con reale valore aggiunto. È ricchezza pura la creatività, ma solamente se comporta la dovuta quota di utile accessibile a tutti.

Nel mondo, ogni anno, gli Stati assegnano numerosi riconoscimenti e titoli onorifici a personaggi nazionali o internazionali. Per esempio, in Italia, a Milano, viene assegnato l’Ambrogino d’oro per coloro che si sono distinti nella creazione di ricchezza sociale per la città e il Paese. I destinatari di questi riconoscimenti sono considerati quasi come “cittadini benemeriti”. Spesso per l’ottenimento di questi titoli entrano in gioco meccanismi politici.
Sta di fatto che, per tutti questi riconoscimenti, come il “Cavaliere del lavoro”, non viene mai verificato se la ricchezza sociale prodotta è o meno frutto del leale e corretto lavoro.
È fuori discussione che esistono numerose persone che meritano riconoscimenti dallo Stato o dai Comuni, ma bisognerebbe controllare se quella da loro generata sia ricchezza da lavoro realmente realizzato.
Facciamo un esempio che servirà a chiarire il discorso, senza offendere o condannare nessuno. Numerosi imprenditori assumono personale per la propria attività, cosa che può essere di interesse, per così dire, “sociale”, per la diminuzione della disoccupazione, in particolare quella giovanile, che è elevata. Da qui deriva anche una ricchezza industriale, con i relativi utili. Così, i commercianti al dettaglio otterranno un guadagno, in un certo senso “controllato” sia dalla ditta, sia dalla concorrenza, sia dal consumatore.
La ricchezza pura, invece, è quella derivante dai prodotti tecnologici di assoluta novità, frutto della creatività degli inventori. Ne è un esempio la Microsoft nella produzione dei software e degli hardware, che ha la possibilità di interessare, col suo potenziale, l’intero pianeta. Ma è ricchezza pura anche quella che riguarda la lavorazione dei “prodotti naturali”, come i settori dell’ittica e dell’agricoltura, che vanno avanti grazie all’impegno umano.
Un esempio negativo è quello di coloro che, attraverso metodi speculativi, sono riusciti a crearsi una “notorietà commerciale”, che però sfrutta una sorta di “rete d’affari” nel terzo mondo, con industrie di loro proprietà. Inoltre, vengono fatti produrre articoli a nome degli industriali che acquistano o producono merce nei Paesi in via di sviluppo, incrementando poi notevolmente il prezzo finale. Un orologio, ad esempio, del valore di 10 euro, magari viene poi rivenduto all’acquirente a 200 euro. Così per un paio di scarpe, che vengono acquistate a 5 o 10 euro e rivendute a 200.
Problema analogo è quello dei prodotti alimentari: ad esempio nel nostro Paese c’è qualcuno che vende caffè tostato di origine indonesiana in grani (definito “raro”) a 360 euro al chilo. Un’altra qualità, proveniente dal Sud America, viene messa in vendita a un prezzo del 10% inferiore, ma pur sempre carissimo. Le fettuccine di grano duro fatte su trafila di bronzo hanno un costo di 4,60 euro la confezione da 250 grammi, il che significa che vanno a 18,40 euro al chilo. Non intendo criticare il venditore, ma l’acquirente, perché, acquistando quel prodotto, difatti manderà in fumo giorni e giorni di ricchezza vera prodotta col sudore della propria fronte.
Sfortunatamente, attività commerciali di questo tipo ce ne sono a bizzeffe ed è per questo che l’economia del nostro amato Paese non funziona.
Una possibile soluzione – almeno per tenere informato il consumatore – sta nel segnalare con apposite etichette sia il prezzo di partenza (a cui il venditore l’ha acquistato), sia quello finale, al quale lo acquisterà il consumatore.
Tornando ai numerosi riconoscimenti che in Italia vengono assegnati, è bene precisare che esistono vari imprenditori che hanno costruito la propria ricchezza in modo illecito, sulle spalle dei poveri lavoratori che hanno prestato la propria forza lavoro.
La ricchezza, per essere definita tale, deve essere frutto di alta creatività e deve produrre un altissimo valore aggiunto che vada a vantaggio del consumatore.

Il mio è un caso particolare: sinceramente non so quanti altri ne esistano in Italia. Inspiegabilmente, non ho mai ricevuto alcun riconoscimento dallo Stato per le mie scoperte e il mio impegno, ma, nonostante questo, sono stato insignito, dall’Accademia Guglielmo Marconi di Roma, del titolo di “Cavaliere Della Fede e del Progresso. Omaggio a San Francesco d’Assisi Patrono d’Italia”.
Difatti ho realizzato numerose tecnologie nuove e innovative, ricevendo riconoscimenti da giurie internazionali, ma non ottenendo alcunché dall’Italia, per via della corruzione che da sempre si annida tra le istituzioni.
Per questo motivo, qualunque giornalista che voglia avere la possibilità di entrare in contatto con una storia unica nel nostro Paese, potrà lavorare con me a un’intervista.
Il mio titolo di “Cavaliere” è reale e meritato, perché sono stato in grado di generare ricchezza sociale e per il mondo grazie alla mia creatività.
Sono molto orgoglioso di avere un carattere che mi ha sempre permesso di mantenere l’autocontrollo, nonostante le provocazioni subite da vili personaggi delle istituzioni, che devono anche capire che il titolo di “Cavaliere”, che utilizzo all’interno dei miei scritti, è stato riconosciuto dall’Accademia sopraddetta. Tra l’altro, anche mio padre godeva di questo titolo, attribuito dal Comune di Vittorio Veneto.
Per comprendere la mia storia, sarebbe sufficiente visitare il mio sito web (www.autotelesos.it) e leggere l’articolo: “Un caso curioso: scienziato italiano sconosciuto in Italia, ma conosciuto in America”.
Da anni, per concludere, ho rapporti di stima con importanti professionisti e personalità degli Stati Uniti.

Santino Scuderi

PIL di tutti non per tutti

Quanto segue potrebbe sembrare una provocazione ma, al contrario, si tratta di una lunga riflessione su quale sia la vera ricchezza per ogni persona che rispetta e ama il prossimo, nel proprio Paese e nel mondo. Quello che penso sia giusto è che non si debba possedere ricchezza liquida oltre il necessario; il denaro in eccesso va investito per creare lavoro e benessere per tutti. Se ciò non avviene, vuol dire che della vera ricchezza se n’è appropriato chi non l’ha prodotta, causando disuguaglianza e impoverimento sociale.

Da alcuni anni si continua a parlare degli esorbitanti guadagni realizzati dai dirigenti delle pubbliche istituzioni, guadagni che, come sappiamo, non sono il frutto di creatività e inventiva, né di un lavoro basato sulla concorrenza e, quindi, sulla meritocrazia professionale. Se, infatti, si trattasse di un’azienda privata, allora si parlerebbe di professionalità in grado di generare arricchimento frutto del merito degli amministratori. Invece voglio soffermarmi su chi lavora o dirige le varie istituzioni statali, politiche e giuridiche, e che riceve un compenso prestabilito.
Io ritengo che le scale di attribuzione di questo compenso debbano essere suddivise in cinque livelli, così da non generare stipendi talmente alti da minare il sistema di autocontrollo dei prezzi degli esercenti. A causa della cattiva amministrazione della ricchezza, infatti, i prezzi dei prodotti venduti nei negozi subiscono un notevole incremento, a danno dei consumatori e, in particolare, di chi percepisce uno stipendio fisso e lavora in maniera onesta. Per questo motivo, lo Stato dovrebbe effettuare maggiori controlli.
La causa di tutto questo è lo squilibrio esistente tra stipendi estremamente elevati e stipendi talmente bassi da non permettere delle volte alle famiglie di arrivare alla quarta settimana del mese. A patirne le conseguenze sono principalmente i pensionati, che percepiscono una pensione decisamente esigua – soprattutto se la si considera in rapporto a quelle particolarmente alte – e che non possono acquistare comodamente neanche i beni di prima necessità, per via di prezzi troppo elevati, che sarebbe necessario controllare attraverso un sistema simile all’annonaria di un tempo.

Tornando al discorso iniziale, è evidente che la ricchezza è positiva solo quando è il frutto del merito e non deriva da meccanismi illeciti o da dirigenze statali. Infatti, è a dir poco scandaloso che molti politici e magistrati percepiscano uno stipendio di gran lunga superiore a quello del Presidente degli Stati Uniti Barack Obama, che rappresenta oltre 300 milioni di persone.
A tal proposito, poco tempo fa, Padre Raniero Cantalamessa ha proposto che nessuno debba avere uno stipendio superiore a cento volte quello del proprio dipendente. Camillo Olivetti, quando realizzò la famosa macchina da scrivere M24, disse che nessuno dei dirigenti industriali avrebbe dovuto superare di dieci volte (rapporto valido solo se ben meritato) lo stipendio percepito da un operaio. Papa Francesco, sin dal primo giorno di pontificato, ha sempre fatto capire di essere contro il desiderio di arricchimento di chi approfitta dei propri dipendenti. Ha persino definito sterco il denaro, definizione sicuramente adatta quando la ricchezza non è stata realizzata dalla propria e onesta fatica.
Di tutto questo parlo da diversi anni sul mio sito. Inoltre, digitando “Partito di giustizia umana e sociale autotelesos” su Google, troverete quanto detto.
Va anche ricordato che in Italia (e forse in pochi altri Paesi) esiste un “clientelismo di Stato”, in cui si hanno dipendenti e amministratori statali che non producono ricchezza, ma che, senza meriti, vengono remunerati con il denaro di chi, al contrario, la ricchezza la produce. A differenza del dipendente pubblico a cui è assicurato un lavoro stabile, e che sembra quasi non possa essere richiamato ai doveri quando non svolge il suo compito (in questi casi si ha un abuso dell’articolo 18), il dipendente di un’azienda privata può divenire disoccupato da un momento all’altro, senza stipendio e senza alcuna sicurezza. È per questo che la ricchezza del lavoro dovrebbe essere garantita a tutti, senza discriminazioni e privilegi.

Adesso voglio fare una grande provocazione. Riguarda l’infame ricchezza accumulata da tante persone, nel passato e nel presente; ricchezza prodotta non dalle proprie capacità materiali e intellettive, ma sottratta a chi l’ha realmente realizzata in modo onesto e con fatica. Inoltre, è bene considerare la ricchezza basata su progetti e brevetti. Quest’ultima è ricchezza culturale destinata a essere trasformata in ricchezza materiale dalla massa, sia per la progettazione sia per la commercializzazione.
L’Italia è un Paese ricco più di quanto si possa immaginare. Purtroppo la ricchezza è divisa in modo errato o viene fatta sparire da furbi e disonesti, che confondono le ricchezze proprie con quelle prodotte da altri, non contribuendo, tra l’altro, all’erario. Le industrie producono ricchezza, ma i costi di gestione sono elevatissimi. Molte aziende, infatti, lavorano in uno stato di grande difficoltà, non sapendo spesso come rimanere sul mercato e cercando di resistere solamente per amore dei propri dipendenti.
Numerose, poi, per avidità di denaro o per difficoltà economiche, lasciano l’Italia, spostandosi in quei Paesi in cui potranno produrre a costi bassissimi (ad esempio nei settori delle calzature, dell’abbigliamento, dell’auto, etc.). Questo modo di produrre all’estero mi fa ripensare all’inizio degli anni ’50, quando molte industrie – come quelle delle famose moto italiane – finirono in estremo Oriente, modificando persino il nome del marchio, e quindi facendo arricchire quell’area geografica.
Tutto ciò sta avvenendo nuovamente con numerose aziende che continuano ad andare via o a delocalizzare.
I responsabili sono in tanti, a esclusione degli industriali e dei dipendenti vittime della situazione attuale.

Prima di concludere, voglio accennare a un’altra notizia. Sui media è stato riportato che, nonostante la crisi economica esistente in Italia, la ricchezza prodotta da 600.000 persone finisce esattamente nelle mani di 10.000. Se è così (ed io non ne ho dubbi), bisogna approfondire e trovare chi approfitta di questa situazione infame, impoverendo chi produce pura ricchezza.

Allo stato attuale, il PIL italiano – nonostante la disoccupazione e le industrie che chiudono – è di circa 30.900 € pro capite, compresi bambini e anziani. Da questa cifra va sottratta la somma di tutti i servizi che lo Stato ci deve assicurare che è di circa il 38%. Rimangono così 19.158 € pro capite. Questo vuol dire che ognuno di noi dovrebbe avere le risorse necessarie per vivere più che dignitosamente. Ma, al contrario, esistono persone che rischiano di morire di fame, che non sanno dove dormire e che non hanno neanche i beni di prima necessità.
Infatti, lo Stato, con il denaro che “incamera”, dovrebbe assistere tutti i cittadini che ne hanno bisogno.
Tra l’altro, considero molto negativamente tutti i “falsi commercianti” che, nei Paesi del terzo mondo, comprano o producono oggetti con un “investimento” minimo (5/10 €), per poi rivenderli in Italia a caro prezzo (anche 500 €), realizzando così un doppio sfruttamento: il primo nei confronti dei lavoratori costretti a vivere con una ciotola di riso; il secondo verso tutti noi, che veniamo depredati del denaro prodotto col sudore della fronte. Anche su questo argomento ci sarebbe molto da dire: ad esempio di come la ricchezza sia sempre finita in mano a persone disoneste che impongono, in particolar modo ai giovani, di acquistare determinati prodotti a prezzi esorbitanti, che in realtà provengono da Paesi in cui vengono realizzati a basso costo.

Ad ogni modo, non bisogna dimenticare che le tasse vengono riscosse non solo perché lo Stato deve mantenere tutti i servizi necessari per il Paese, ma anche perché rappresentano l’equilibrio della ricchezza prodotta come se fosse divisa fra tutti: quando l’imprenditore produce ricchezza, tenendo per sé quella necessaria alla sua vita, il resto non dovrà essere accumulato, ma messo in circolazione, creando lavoro per il bene sociale, senza nasconderlo in paradisi fiscali come frequentemente è accaduto in questi ultimi decenni. Ciò fa pensare che le persone che si comportano in questo modo sono immorali e senza dignità né umana né sociale, e che agiscono senza il controllo della legge o, paradossalmente, sono da quest’ultima agevolati.
La ricchezza che eccede al fabbisogno di ognuno di noi deve essere impiegata per creare benessere sociale e sviluppo. Perciò non deve essere accumulata per arricchimento personale. Anche il profitto dell’azienda va sempre rimesso in circolo per creare nuovi posti di lavoro.
Così facendo si creerà ricchezza e benessere per tutti, evitando l’ammasso spropositato nelle mani di pochi individui, a discapito di chi ha realmente prodotto.
Fermo restando quanto sopra detto, non va dimenticato che la ricchezza che proviene dalla natura e dalla manipolazione dell’uomo è comune e va divisa fra tutti, secondo parametri di merito; in particolare ogni retribuzione non dovrà superare di dieci volte la prima mensilità dell’operaio semplice, mentre il professionista potrà effettuare risparmi maggiori di quelli del semplice operaio. L’industriale per vivere avrà bisogno degli stessi prodotti di cui necessita il suo dipendente, ma potrà effettuare maggiori risparmi; inoltre, non dovrà tenere il surplus per sé, poiché il denaro prodotto è ricchezza comune, che deve essere rimessa in circolo per modernizzare l’azienda e creare lavoro e ricchezza per il bene di tutti.

Santino Scuderi

Curriculum di Santi Scuderi, scienziato e ricercatore

Vorrei parlare delle mie conoscenze in ambito scolastico e come ricercatore, acquisite un po’ per passione e un po’ grazie al modesto DNA che ho ereditato dai miei genitori.
Le scuole da me frequentate sono state quelle dell’obbligo, conseguendo un semplice diploma di disegnatore tecnico. Poi ho frequentato per quattro anni il corso di avviamento professionale e di specializzazione all’istituto tecnico “Verona Trento” di Messina, che mi ha perfezionato, dandomi le basi per le avventure che mi avrebbero atteso in futuro. Non ho un diploma di scuola superiore, non ho una laurea, ma moltissimi riconoscimenti con medaglie d’oro consegnati da giurie internazionali, presenti in tutte le fiere dove ho esposto le mie ricerche tecnologiche. Spesso, non mi riconosco negli appellativi che molti mi attribuiscono, quali “ingegnere e dottore”, poiché non ho mai intrapreso gli studi universitari. Quindi, anche se qualità d’ingegneria ci possono essere, visto che i riconoscimenti internazionali li ho ricevuti, essi mi sono stati dati per le invenzioni e i progetti pronti per essere realizzati in serie. Il tutto rappresenta farina del mio sacco, ho sempre studiato grazie alle basi delle scuole tecniche. Perciò, le qualità pratiche da me possedute per le realizzazioni delle mie invenzioni, non ce l’hanno i freschi laureati, se non imparano a entrare in una materialità produttiva. Le ricerche e le innovazioni da me effettuate sono state tantissime e nei campi più vari, da invenzioni e progetti, alla scoperta di molecole in alcuni cibi per i diabetici in ambito farmacologico, dopo averle isolate. La definizione di scienziato è il termine più appropriato, essendo tantissime le cose da me scoperte e create, alcune tra le quali le presenterò più avanti.

Ho iniziato con piccolissime cose senza molta importanza, ad esempio il fazzoletto di carta camoscio, lo stuzzicadenti angolare, il filo per buste ad apertura rapida, la macchinetta rudimentale taglia tabacco da foglie a (capello d’angelo) per sigarette; quest’ultima quand’ero ragazzo, subito dopo la guerra. Questi sono state le prime invenzioni, fatte in giovinezza. Da lì in poi ho cominciato ad avventurarmi nella ricerca tecnologica, sulle ibridazioni dei vegetali come la realizzazione, negli anni ’50, dei primi esperimenti d’innesti vari: ad esempio il primo limone mignon al mondo, un vero e proprio successo in assoluto, fino all’inizio degli anni ’60, dandomi la forza di capire di andare avanti nelle ricerche più varie. L’incrocio d’ibridazione l’ho realizzata attraverso un limone innestato sul kumquat e nel giro di qualche anno, ritagliando continuamente le radici, e alcuni fuscelli, la pianta si è poi stabilizzata a circa 35 centimetri d’altezza fino a produrre limoni con 5 fioriture annue. Tutto questo l’ho potuto fare grazie a mio padre che era un grandissimo esperto circa gli innesti, la lavorazione e l’impollinazione degli agrumi.

All’inizio degli anni ’50, ho inventato e realizzato un’importante macchina che consentiva di separare la buccia delle arance, “cloro naturale e vitamine”, dall’albero, dopo aver tolto il succo contenuto all’interno del frutto. Detta macchina ha avuto grande successo, tanto che ne sono state costruite alcune dozzine. Per quanto riguarda l’alberello di limone mignon, all’inizio degli anni ’60 lo portai a Berna, dove ha vissuto due anni in casa, facendo cinque fioriture l’anno, con regolare produzione; è morto perché non è stato sostituito il piccolo vasetto che lo conteneva, in cui c’era pochissima terra. Una cosa che non ho approfondito è stato il fatto di aver visto un giorno afflosciarsi le foglie, dopo averla tenuta fuori per qualche ora all’aria fresca, sul balcone. In tale occasione ho subito un primo dispiacere perché pensavo che sarebbe morta. Dopo aver osservato la posizione di uno dei limoni, ho pensato che modificando quella dell’azimut, avrei ottenuto un effetto diverso. Fatto questo spostamento, si riprese. Tale fenomeno mi ha fatto pensare che, se lo stesso principio viene applicato all’uomo, si potrebbero ottenere importanti risultati. Coincidenza: un giorno ho avuto un mal di testa dalle cause incerte e ho dormito all’opposto di 180°; sarà pure uno strano fenomeno, ma l’indomani il malessere era sparito, (sicuramente una pura coincidenza). Ma pensandoci attentamente, potrebbe essere lo spunto per una importante ricerca medica: se i biologi andassero in questa direzione, sicuramente si scoprirebbero fenomeni di mutamenti d’assetti sul riposo notturno, semplicemente cambiando la posizione dello stesso letto; mutamenti dell’organismo umano, anche biologici, con il metodo azimut e sfruttando il magnetismo terrestre. Sono tuttavia convinto che quanto ho appena esposto, non debba essere trascurato ai fini di una possibile ricerca.

 

ALTRI FATTI PERSONALI

Tra gli altri miei successi d’importanza mondiale (che sono diversi) c’è stato il brevetto della famosa siringa di plastica e del clisma monouso a perdere per evacuazioni intestinale e vaginale, compresa quella per il lavaggio del canale auricolare uditivo delle orecchie in caso di infiammazioni o disturbi vari, come per il cerume. In campo automobilistico, le ricerche sono state diverse tra cui il lampeggiatore posteriore dei monoposto di formula uno, che brevettai negli anni ’60 e che verso gli anni ’80 fu montato sui lunotti di tutte le auto di serie del mondo. Sulle vetture sono parecchie le tecnologie da me inventate ed è difficile elencarle tutte. Nel 2012 ho contribuito alle innovazioni tecnologiche della gloriosa Ferrari monoposto di F1, inviando quattro progetti; quello dello “scalino” è stato subito applicato e anche le altre ditte lo hanno utilizzato per un miglioramento sull’aerodinamica. Detto scalino, vista l’utilità, è stato inserito anche alle altre monoposto, pochi mesi dopo il mio invio. Poi, ci sono altri tre progetti di cui uno concernente gli scarichi dei due collettori – belli alla vista ma con leggere strozzature –, uno sulla convergenza automatica da utilizzare nelle curve per una maggiore sicurezza, e infine uno che riguardava la possibilità di realizzare un nuovo tipo di gomme per il “bagnato asciutto”.

Per quanto riguarda il titolo di Cavaliere, esso mi è stato assegnato come riconoscimento nel “Premio Internazionale Diritti Umani e Libertà”, intitolato a Madre Teresa di Calcutta, presso l’Accademia Guglielmo Marconi di Roma, il cui Presidente era il compianto Dott. Giorgio Mancini insieme altrettanto compianto Cardinale Pimpo. Questo titolo, se volete, è giunto in eredità da parte del Cavalierato Vittorio Veneto a mio padre, del quale è stato insignito per la partecipazione alla Seconda Guerra Mondiale.
Tutti questi riconoscimenti non sono giunti dall’Italia politica, democratica e repubblicana. Al contrario, questa Italia mi ha vigliaccamente addossato un infame peso, essendo ancora in attesa di poter vedere condannati i responsabili malavitosi, presenti in grassetto su mio sito web www.autotelesos.it, addetti alle istituzioni, che controllavano e controllano ancora tutta la ricchezza che il popolo produce e che avrei dovuto produrre anche io per allargare la ricerca e quindi il lavoro.
L’onorificenza di cui parlavo, mi è stata consegnata dall’Accademia Guglielmo Marconi di Roma negli anni ’80, su segnalazione dell’On. Giorgio Almirante e del compianto Presidente dell’Accademia Dott. Giorgio Mancini, inventore e scienziato, che divenne subito Accademico Benemerito, e successivamente Accademico d’Onore multidisciplinare nella stessa Accademia internazionale.

Non possiedo titoli universitari, come detto in precedenza, ma ho ricevuto riconoscimenti da commissioni internazionali, che hanno onorato l’impegno e il sacrificio di un ricercatore come me. Altri importanti riconoscimenti mi furono dati sempre come scienziato e ricercatore, e come commendatore. Ho ricevuto tanti complimenti, tra cui quelli della Nasa negli anni ’60, quando fu esposto il famoso telecomando, presso il PATEXPO 69 di New York, che determinava il cambiamento delle luci da abbaglianti ad anabbaglianti, a distanza tra le auto.
Tanto per essere più chiaro, devo dire che nel mio curriculum sarò senza un titolo universitario, ma sono orgogliosamente autodidatta, poiché ho studiato da ragazzo, per tre anni, musica e canto, interrompendo il tutto a causa della malattia di mia madre, cui ero molto legato; mi sono dedicato alla pittura, alla scultura, alla grafica, a modesti progetti industriali, ho scritto otto libri vari, autobiografici, di cui uno contenente degli epigrammi rimati con molte migliaia di rime. Dalla scuola tecnica ho conseguito il diploma di disegnatore tecnico.
Purtroppo – e la riporto come un’occasione persa per arricchire ulteriormente il mio curriculum –, non mi è stato possibile incontrare il Re Baldovino di Svezia nel lontano aprile del 1986, quando fui segnalato dal Presidente di allora tra gli inventori di alto merito; questo a causa degli impegni relativa alla ditta 3.S.r.t. che in passato possedevo.

La cosa più curiosa che sto per dire è la seguente: questo Paese in cui sono nato, dopo le tante cose importanti che ho creato e cercato di fare, mi ha sempre impedito, insieme a chi avrebbe dovuto difendermi e accogliermi con onore e gioia, di avere una vita serena. Questo non solo in Sicilia, ma in tutta l’Italia. Troverete tutto questo, sul web sotto la voce: “scienziato italiano sconosciuto in Italia, conosciuto in America”. L’articolo indica come questo Paese, l’Italia, sia un Paese formato da persone invidiose e incoscienti a tutti i livelli, che sanno solo fare del male. Infatti, i rapporti di stima e di civiltà umana e sociale esistenti in America, in Italia nemmeno si riescono a immaginare. Qui si scrive a esponenti delle istituzioni, come il Presidente della Corte d’Appello di Milano, ponendo domande importanti tramite lettere raccomandate; questi, non solo non intervengono, ma non si degnano nemmeno di rispondere. Dimenticano il loro dovere oppure fanno prepotentemente i mafiosi dello Stato? Lo stesso vale per il Presidente della Repubblica: lui che dovrebbe dare l’esempio, non lo fa; quando ho scritto cose di suo interesse, mi ha ringraziato, quando ho citato alcuni tra i tanti onorevoli quali, Nicola Mancino, entrambi non si sono degnati né d’intervenire, né di rispondere. Come dice qualcuno: i politici, in politica, sono per conto proprio. Conclusione: l’Italia è un Paese incivile e mafioso.

Da qualche tempo, ho intrapreso rapporti di simpatia con il Presidente Barack Obama e persino con la sua dolce moglie, la First Lady Michelle; la simpatia e il rispetto è nato fin dal primo giorno dell’ascesa alla presidenza, al punto tale che, oltre a interloquire con loro tramite e-mail, ci scambiamo gli auguri di Natale e di Capodanno. Come se non bastasse, ho i numeri dei loro telefonini e il numero verde della Casa Bianca, con l’autorizzazione a poter chiamare quando voglio. Il mio unico problema è quello di non conoscere la lingua inglese, pertanto ci sentiamo tramite la posta elettronica, grazie al traduttore linguistico. La dolce signora Michelle Obama, alcuni mesi fa, mi ha anche telefonato sul mio telefonino, ma io, stando molto male, non ho potuto dialogare con lei. Gli ho poi risposto tramite sms. Allo stesso modo, per mezzo delle e-mail, comunico con molti personaggi politici e delle istituzioni americane, anche importanti, inviando commenti, dopo aver letto e tradotto i vari articoli, e pareri su ciò che dovrebbero fare.
Mi sento, dunque, molto più vicino alla civiltà americana, rispetto a quella italiana; non nascondo che lascerei questo Paese, per andare a trascorrere gli ultimi anni della mia vita lì in America.
Tuttavia, c’è una certa età, le patologie, oltre l’attesa che la giustizia faccia urgentemente il suo corso con la restituzione del denaro delle banche denunciate l’8.02.2011, presso il tribunale di Milano, con numero di registrazione: 937719509 9 9, insieme alla restituzione del mio libretto di risparmio al portatore con la somma di £. 6.700.000, sicuramente impiegata negli scandali avvenuti e che continuano ad accadere presso la Corte d’Appello di Milano; forse sarà questo il motivo per cui il Presidente Giovanni Canzio non risponde alle mie urgenti lettere raccomandate! Credo che questo comportamento evidenzi come tangentopoli continui ai giorni nostri.

 

Santi Scuderi

Biologia modificata

Gli effetti del continuo mutamento biologico e vegetale naturale, oltre a quello volontario e involontario dell’uomo. Tutto il creato, sia quello biologico sia quello vegetale, tramite l’impollinazione e gli innesti vari, è soggetto a modifiche che possono migliorare o peggiorare la specie.

Con il termine “impollinazione” o “innesto” si intende la mescolanza delle specie o la riproduzione di altre, sia in ambito biologico sia in quello vegetale.
Da sempre, nell’umanità si è avuta una naturale mescolanza tra le varie specie dei singoli continenti. Lo stesso si può dire per i vegetali.
Nel campo biologico avveniva, e continua ad avvenire, l’“impollinazione” – si fa per dire – dove il germe del maschio, lo “spermatozoo” “puro o alterato”, giunge all’interno dell’utero della donna. In passato tutto procedeva secondo processi naturali, mentre con l’evoluzione dei tempi le cose si sono trasformate, determinando una continua modifica a tutto il creato, nel bene e nel male.

Come sappiamo, ogni essere biologico vivente ha nel suo corpo milioni di particelle che possono essere i globuli bianchi o rossi, che con le loro organizzazioni lavorano con una precisione impeccabile, adoperandosi nei loro specifici settori e contribuendo così alla vita biologica (anche a quella dell’uomo), facendola funzionare alla perfezione. I mutamenti avvengono quando i loro gruppi recettori interni o esterni, di qualunque genere, intercettano segnali di pericolo generati da intrusi o alterazioni; comunicheranno, così, la loro direzione e a loro volta trasmetteranno un segnale alla centrale, quella celebrale. Questo è in poche parole il meccanismo del sistema biologico vivente. Tali mutamenti possono avvenire in maniera naturale, oppure per mezzo di interventi della stessa comunità d’appartenenza, mediante prodotti e strumenti quali le erbe o gli antibiotici, con il ricorso alle tecnologie che l’uomo ha sviluppato.

Dopo aver parlato della biologia dell’essere vivente in generale, della sua grande complessità, vanno citate anche le cosiddette malattie rare che sono tantissime, tra le quali parecchie sconosciute; mentre alcune sono apparentemente scomparse, altre si sono soltanto evolute. Basti pensare alla famosa sifilide, debellata con la scoperta della penicillina; in realtà ha aumentato la sua resistenza. Infatti, negli anni ’50, per curare una determinata malattia infettiva erano necessarie 4.000 unità di penicillina, oggi la stessa malattia per essere curata ne richiede 50.000, poiché si e organizzata divenendo più resistente alla forza dell’uomo. Ma la sifilide, come detto, non è sparita, si è trasformata ed è più difficile da sconfiggere: si tratta dell’aids.

Insomma, sono tutte metamorfosi che ogni essere vivente mette in atto per sopravvivere. Si parla spesso di malattie genetiche ereditarie, ma non si capisce bene da dove provengano. Un mutamento nella futura creatura con una malformazione genetica può avvenire con certezza matematica in seguito all’intrusione di un microorganismo, o di una molecola proveniente da altri animali domestici, oppure per la mancanza di igiene anche in riferimento al partner; pertanto può accadere che al momento della fecondazione, in qualche modo, questi germi si introducano nella zona che conduce al canale uterino e che va a inserirsi tra i due gameti uomo-donna per poi creare il nuovo essere, che sarà così portatore di una malattia genetica ereditaria, quale mongolismo o, solo a titolo d’esempio, le malformazioni dentarie (che notiamo in parecchie giovani). Una cosa che non bisogna mai dimenticare è che la creatura femminile, dal punto di vista genetico, rappresenta il laboratorio biologico per eccellenza che, con tutte le virtù che la natura le ha donato, creerà la nuova vita umana insieme alle caratteristiche morfologiche che l’essere avrà al momento della nascita. Senza voler diminuire le qualità femminili, essendo la donna un laboratorio biologico, si possono creare anche delle metamorfosi batteriologiche per possibili introduzioni di microorganismi che, se si dovessero casualmente installare, potrebbero anche diminuire quegli enzimi protettori che periodicamente sono presenti nel canale uterino e che automaticamente lo inumidiscono in attesa di accogliere il germe che sarà poi fecondato.

L’evoluzione umana come pure quella di alcuni animali, per merito dell’uomo in questi ultimi decenni, ha comportato alcune alterazioni e modifiche biologiche nel bene o nel male, che ancora sono da verificare scientificamente in alcuni particolari casi.
Dagli anni ’40 in poi, in Europa, dall’America, è arrivato il famoso D.D.T., potente insetticida che è riuscito a debellare tanti insetti naturali fastidiosi per l’uomo, come pulci, pidocchi, zecche, cimici, senza parlare di altri microorganismi che sono presenti sulla loro superficie. Detti insetti non sappiamo se siano di quelli che apparentemente convivono con l’uomo, visto che riescono a stare con esso senza che i ricettori piliferi, posti nelle parti intime, come pure quelli delle ascelle, riescano a impedirgli di entrare per succhiare il sangue, mischiando le cellule di una persona con un’altra, come se le infettassero. Tali peli sensori faranno da barriera ad altri insetti, come la mosca cavallina. Tornando al discorso precedente, dobbiamo domandarci quale metamorfosi ha subito l’uomo nella sua evoluzione, considerando anche le numerose malattie esistenti, nuove e meno nuove.

In passato, l’intera umanità veniva “impollinata” in maniera universale attraverso gli insetti. In particolare c’erano le pulci che trasmettevano batteri all’uomo, oppure le zecche e le cimici che succhiavano il sangue all’essere umano e non solo.
Ricordo che, quando ero un ragazzo, un uomo robusto (visto con i miei occhi) riusciva a tenere tra le braccia due sacchi di farina da circa cento chili ciascuno, mentre oggi sarebbe impossibile trovare un giovane così forte. Inoltre, mentre in passato gli uomini non si infettavano gli uni con gli altri, oggi ciò accade facilmente, in particolare attraverso la mediazione di mosche, zanzare o pulci.
Ad ogni modo, i giovani per fortuna conoscono “poco” questi insetti, grazie alla possibilità di ricorrere agli insetticidi.
Ciò che i ricercatori della microbiologia molecolare dovrebbero cercare di fare è isolare la molecola che possiede la “CIMICE da letto” dell’uomo, dal momento che, dalla sera alla mattina, si nutre di pochissimo sangue – circa mezzo chicco di riso – e il liquido che nefuoriesce, se schiacciata, è terribilmente sgradevole e puzzolente e che, passando da una persona all’altra, trasmette molecole di cui non si conoscono gli effetti biologici, se si pensa che altri insetti come la mosca o la zanzara sono portatori di malattie.

Poiché non esistono più detti insetti che causano tutto questo, creando un continuo incrocio “bene o male” per la comunità umana, anche nei luoghi più frequentati, gli studiosi di microbiologia dovrebbero condurre delle specifiche indagini, per capire cosa generano nell’uomo con le mescolanze cellulari. Forse è possibile che succhino dall’uomo quelle molecole dannose per quest’ultimo come la sostanza del diabete, della colesterolemia e tante altre. Oppure potrebbero essere portatrici di malattie non conosciute. O, ancora, si potrebbe creare una mescolanza di sangue buono trasformandolo in una molecola nuova per altri sconosciuti fini. Quindi, sarebbe il caso che i ricercatori biomolecolari andassero in questa direzione per capire se detti insetti fanno impollinazioni benefiche, eventualmente utili, anche per scopi terapeutici, oppure se estraggono sangue cattivo, come lo zucchero dei diabetici, il colesterolo, LDL o HDL, o la molecola che produce il cancro e tante altre malattie. Voglio ricordare che la femmina in biologia e il più grande laboratorio biologico che la natura abbia creato, laboratorio dove esistono tutte le materie per creare vite umane sane e non solo; tra di esse, quelle biologicamente degenerate come pure microorganismi negativi dannosi per l’uomo. Da non dimenticare è che la donna possiede l’immensa ricchezza del genoma umano (vedi cellule staminali) che si trova nell’utero, lì dove viene costruita la vita. Insomma, spero e sono certo di aver dato i giusti spunti perché si possano arrivare a scoprire cose ancore sconosciute.

Santino Scuderi

Decadenza umana

Il titolo di questa mia relazione potrebbe sembrare una provocazione, ma purtroppo è la situazione in cui le persone appartenenti al “mondo avanzato” si trovano. Spesso, sento parlare di moda, una parola che sta a indicare le modifiche e le trasformazioni di determinati fatti di varia natura che non sempre sono positivi, anzi, il più delle volte, sono fortemente negativi. La bellezza dell’epoca in cui stiamo vivendo risiede nelle scoperte tecnologiche che in passato non c’erano, nei sistemi di comunicazione di massa che sono quelli digitali e che permettono a tutti di potersi facilmente relazionare. Anche in questo ambito, però, occorre stare attenti, perché si possono trasmettere una moltitudine di notizie importanti, come possono anche giungere informazioni dannose se non immediatamente smentite da chi ha il potere politico, sociale, culturale e, se volete, anche religioso. Un tipo di decadenza umana, che negli ultimi decenni si è sviluppata sempre di più, è rappresentata dallo sbandamento che molti giovani stanno vivendo, senza che nessuno riesca a dar loro una mano. Sto parlando della categoria dei “gay”, termine che non accetto nella lingua italiana perché va contro la natura e il solo fatto di pronunciarlo favorisce l’avanzare di questa forma degenerativa. In questi ultimi giorni il Presidente Barack Obama ha approvato una legge che riguarda il matrimonio omosessuale; purtroppo negli Stati Uniti (e non solo) l’epidemia “trasgressiva” ha talmente preso piede che il Presidente americano non ha potuto fare altro che prenderne atto dal punto di vista politico, a causa, appunto, della sua diffusione tra la popolazione, facendo venire meno tutti i modelli naturali di vita. A mio modesto avviso, il Presidente Obama, se avesse potuto scegliere, non sarebbe stato favorevole alla legge sui matrimoni omosessuali perché egli è rispettoso della natura e di ciò che la natura crea, come la bella e amorevole famiglia che ha con la dolce moglie Michelle e le figlie Malia e Sasha. Comunque, nel mondo, la maggioranza delle famiglie sono quelle classiche, formate da un uomo e una donna e la prole per crescere bene, così come natura vuole, ha bisogna che ci siano un papà e una mamma; se questi ultimi dovessero mancare, i figli potrebbero avere una vita infelice e malinconica. Quanto sto affermando, lo posso confermare con certezza, anche tramite i mezzi telematici perché ho instaurato con lui un rapporto affettuoso, sin dal primo giorno della sua ascesa alla Presidenza degli Stati Uniti, cinque anni fa. Perciò, viva la famiglia Obama e viva l’America.

Tornando al discorso del problema dell’omosessualità, posso dire che non odio i gay, ma li compatisco in quanto vittime di una società politica e, se volete, anche religiosa che non ha tenuto conto, né saputo capire i mutamenti che stavano avvenendo rispetto al passato e prendere i provvedimenti necessari per correggere determinate condotte di vita che erano e sono fuori luogo. A tal proposito si dovrebbero far intervenire quattro branche della medicina per controllare e far curare queste persone: psicologi, sociologi, sessuologi e psichiatri. Potrebbero avere un ruolo importante anche i parroci, i religiosi monoteisti sani, come anche gli stessi genitori che godono di una buona moralità e di una modesta cultura. Questa era ed è la medicina che bisogna applicare appena si hanno i primi sentori della devianza, perché di devianza si tratta. Rarissimi, invece, sono i casi genetici. Mi sento obbligato a fare una provocazione: se la continuità della specie si ha grazie all’unione tra donna e uomo, quindi tra una vagina e un pene, come può essere possibile che ci siano rapporti tra persone dello stesso sesso, quando occorre, appunto, un organo femminile che riceva quello maschile per procreare? Va ricordato che la donna rappresenta un “laboratorio biologico” molto importante dove si crea la vita, un qualcosa di delicato ed essenziale per il DNA della catena genetica. Pertanto, il modo di vivere la sessualità non deve essere una vile devianza schifosa. Secondo me si tratta di un problema psichiatrico. Lo stesso vale per alcune donne che non sempre riescono a trovare un equilibrio nella vita, pur riconoscendo, onestamente, che la donna per natura ha maggiori problemi rispetto all’uomo quando compie atti perversi e innaturali con tutte le conseguenze che ne possono derivare. Riferendomi in particolar modo alle ragazze, cui voglio bene, consiglio di stare attente nel cercare piaceri e divertimenti facili, che si presentano come apparenti amicizie, accorgendosi spesso tardi di essere incappate in situazioni pericolose e senza ritorno. Questo potrebbe accadere anche ai ragazzi, sia pure sotto forme diverse e meno pericolose, portandoli a vivere relazioni losche, inseguendo falsi desideri.

Santino Scuderi

Visioni e apparizioni simili a miracoli

Non voglio presentare questa mia scoperta con la presunzione di possederne la certezza matematica, ma se non è tale, di sicuro si tratta di qualcosa che l’umanità ha da sempre cercato di capire, definendola spesso miracolo quando si trovava dinanzi ad apparizioni di immagini sacre e situazioni simili.

Fin dagli anni ’50 ho iniziato la ricerca di una possibile verità nel campo delle apparizioni; in quel periodo si cominciava a parlare delle grandi sofferenze di padre Pio (oggi santo) a causa delle stimmate che la stessa Chiesa non considerava patologia umana, ma, essendo mandate da Dio, manifestazioni divine col fine di calamitare l’attenzione dell’opinione pubblica. La mia povera mamma, ragazza molto credente, in quegli anni fu vittima di un ictus e, a causa delle ancora scarse conoscenze in materia da parte della medicina, non aveva la possibilità di acquisire gli strumenti per autogestirsi. Decise così di scrivere a padre Pio, che si diceva facesse miracoli a coloro che lo consultavano. Avvisò anche alcuni sacerdoti di quei tempi. Il frate gli inviò tre lettere nell’arco di otto mesi e la risposta fu sempre uguale: “pregare, pregare”.

Il mio DNA, che sin da ragazzo mi ha portato a cercare di capire il mondo in cui mi trovavo, mi spingeva ad andare oltre le considerazioni legate alla religione, facendo delle mie ipotesi. Mi chiesi dunque se le stimmate di cui tanto si parlava e che venivano considerate come un prodigio non potessero invece essere semplicemente frutto di una malattia, visto che la ricerca scientifica in campo medico dichiarava che esistevano parecchie patologie ancora sconosciute. La mia mente ha sempre avuto delle difficoltà a comprendere questi fenomeni, anche perché allora ero un ragazzo. Anni dopo, si verificò il fenomeno della lacrimazione della Madonna di Siracusa.

Capii quindi che esistevano strani fenomeni che dovevano essere oggetto di studi e di ricerca. La mia povera mamma, purtroppo, morì e non godette della guarigione. Trascorsero gli anni e, piano piano, cominciai a capire il mondo del bene e del male in cui ognuno di noi vive, comprendendo che è un mondo affascinante e allo stesso tempo misterioso. Col tempo ho cercato di approfondire gli studi su alcuni fenomeni, come anche su alcune malattie psichiatriche (la schizofrenia, ad esempio), che professori di fama internazionale, quale il Prof. Motta dell’Università di Messina, con cui da ragazzo ho avuto un dibattito per una ventina di minuti, hanno sempre considerato congenite, laddove io sostenevo che in realtà si trattava di malattie sociali. Con orgoglio posso dichiarare che nell’ambito psichiatrico avevo ragione io, dato che sostenevo già quaranta anni prima che la medicina ufficiale lo riconoscesse, che la schizofrenia fosse una patologia sociale.

Tornando allo scopo per cui mi sono dilungato con questo mio preambolo e al riferimento alle apparizioni e ai miracoli, le mie esperienze di ricerca mi hanno condotto a formulare una teoria. Le apparizioni sono immagini visive collegate alla memoria non visiva, provenienti dalla memoria che ognuno di noi possiede e che riemerge nel momento che un determinato stato d’animo lo richiede. Ognuno di noi può avere un certo stato d’animo ed è quello che nei momenti di dolore e di profondo dispiacere può generare delle immagini che sono memorie più complesse collegate tra di loro. Per affermare ciò ufficialmente, sono passate parecchie decine di anni, considerate l’importanza e la delicatezza dell’argomento. Dagli articoli del mio sito si possono evincere il grande dolore e i numerosi dispiaceri vissuti. La mia forte personalità e l’indomita resistenza ai fatti accadutimi mi hanno permesso di non fermarmi mai non abbattendomi né psicologicamente, né fisicamente.

Tra i tanti fenomeni di memoria accompagnati da quella visiva, posso raccontare di quando mi trovai ad attendere il tram; io ero pronto e sovrappensiero e, mentre girai gli occhi, per un attimo, il tram scomparve. Questi casi visivi li ho potuti catalogare e accertare con scrupolo matematico essendo una cosa molto delicata che andrebbe a toccare tutte quelle persone che sostengono di aver avuto “miracoli visivi”. Mi sono poi accadute tante altre situazioni simili. Quanto sto affermando, non riguarda solo le apparizioni visive, ma anche coloro che sono oggetto di miracoli. Si tratta comunque di meccanismi che vanno profondamente capiti, e di sicuro che fanno bene allo spirito al punto tale da poter modificare situazioni apparentemente immodificabili. Un circuito (elettrico o nervoso) che non fa contatto si riprenderà solo dopo che gli impulsi torneranno a essere ritrasmessi. Questi sono i meccanismi che valgono sia per un essere umano sia per le macchine. Basti pensare agli stessi sogni: essi possono essere ripresi dalla memoria dopo essere stati immagazzinati e possono anche essere rielaborati con elementi nuovi e sconosciuti, mai visti prima, costruiti nuovamente con fantasie derivanti dalla scheda contenente tutte le immagini memorizzate.

Perciò, grazie alla memoria si acquisisce una miriade di informazioni, dalle cose che riguardano la matematica alle immagini visive, dai rumori agli odori che possono venire alla ribalta nel momento in cui il meccanismo psico-biologico si trova nella condizione di ricevere o di trasmettere. Questi meccanismi entrano in funzione quando lo spirito si trova nella situazione adeguata; se lo spirito è in una fase gioiosa e di tranquillità, si avvieranno meccanismi di pensiero gioiosi, mentre se lo stato psicologico è sofferente e turbato, prenderanno il via quei meccanismi del dolore e del dispiacere che possono essere di vario genere, ma sempre collegati alla sofferenza che in quel momento si sta provando. Quindi, se la persona è felice, tale stato di gioia è captato dalle persone vicine. Si tratta di una specie di radiosegnale a frequenze del bene e del male, non ancora conosciuto e studiato. Attenzione alle immagini che appaiono durante le visioni: anch’esse sono registrate in memoria e per essere visualizzate occorre trasmetterle con il pensiero ottico, oscuro e immaginario. Ciò avviene durante il sonno, oppure, se si è svegli, quando si cerca di ricordare un’immagine, per cui l’istinto è quello di chiudere gli occhi. Provare per credere!

Quindi, l’immagine visiva è la più difficile da ricordare perché collegata alle stesse immagini, mentre quella legata alla parola o all’udito non presenta le stesse difficoltà. In seguito a quest’ultime note, credo che tutto sia molto più comprensivo per capire qual è la fonte della memoria umana e non solo, visto che ogni essere biologico possiede una scheda di memoria che definirei “entità di memoria biologica” universale per tutti.

Santino Scuderi

Avvocati potenti: un mito da sfatare

Semplice abuso di potere

L’idea che ci siano avvocati potenti, capaci di risolvere tutti i problemi giuridici, civili o penali, è un mito da sfatare una volta per tutte. Circa quest’ultimi, che svolgono la loro attività nell’ambito del diritto, stando alle leggi della giurisprudenza e della giustizia italiana, bisogna tener conto che prima di esercitare la professione devono laurearsi sostenendo gli esami previsti dall’ordinamento. Dopo di ciò, dovranno iniziare a svolgere la pratica nelle aule di giustizia per apprendere concretamente la dialettica, il linguaggio che, poi, da avvocati, dovranno utilizzare. Fatta detta pratica legale, dovrà essere superato, infine, l’esame di abilitazione. Eseguite tutte quaste fasi, l’avvocato potrà operare legalmente a tutti gli effetti.
Se questi requisiti vengono a mancare, vuol dire che il soggetto in questione non è un avvocato autorizzato a esercitare la libera professione e quindi potrà svolgere solo incarichi di segreteria presso uno studio legale.
Tuttavia, ci sono avvocati definiti di “primo ordine”, capaci di seguire processi di qualunque genere in cui la vittoria è quasi sempre assicurata. Mi chiedo come possa avvenire tutto ciò.
Cercherò di spiegare perché si verifica che in uno studio legale (civile o penale che sia) uno di nome Peppone è definito un avvocato più potente rispetto a tanti altri, mentre questi ultimi non hanno la fama che possiede il primo che, in teoria, è in grado di risolvere problemi difficili a cui altri avvocati non riuscirebbero a dare una soluzione. Ciò accade soprattutto in Italia, mentre è molto difficile che succeda in altri Paesi, come, ad esempio, l’America, dove l’ordinamento giudiziario è rigoroso e la corruzione tra avvocati, giudici e polizia giudiziaria non trova posto con la manipolazione dei reati; se ciò dovesse avvenire, è prevista una pena pesantissima non solo per l’imputato, ma anche per i legali e persino per i poliziotti.
Tutti, perciò, agiscono seguendo le norme legali. Nel nostro Paese, invece, per chi non lo sapesse, avvocati, giudici e polizia giudiziaria si macchiano di reati al pari dei delinquenti, accordandosi tra loro per ottenere una diminuzione della pena o l’assoluzione. Questi fatti non sono mai verificati, ma una cosa è certa: quando il rispetto delle leggi non viene controllato dallo Stato e, soprattutto, dai cittadini, la corruzione viene posta in essere sottobanco, con annullamenti delle pene e il conseguente incremento della popolarità dell’avvocato che ha seguito quel determinato processo.
Tutto ciò non poteva che verificarsi in Italia, mentre non può avvenire in America o in luoghi in cui la giustizia è applicata per tutti coloro che compiono atti illegali, siano essi giudici o avvocati.

Quindi, in Italia, essendo un Paese in cui persone corrotte e corruttrici sono presenti nelle istituzioni, assistiamo al fatto che, quando uno viene assolto grazie all’intervento di avvocati (cosiddetti di “vaglia”), anche in diverse preture, vuol dire che sotto ci sono situazioni poco chiare. Va evidenziato che tale corruzione si ha perché ci sono persone in grado di “regalare” ingenti somme (ad esempio dieci milioni di euro) per modificare la propria situazione personale. Tale situazione esiste in Italia dall’avvento della repubblica democratica libertina, cosa che non si verifica, invece, in altri Paesi democratici o sotto regime dittatoriale.

Conclusione: avvocati, giudici, come anche la polizia giudiziaria, sono tutti uguali davanti alla legge; se la loro fama cresce in maniera sospetta, bisogna approfondirne il perché, indagare sulle loro particolari capacità e sui meriti ottenuti.

Chi ha scritto quanto sopra lo ha fatto dopo trent’anni di studi e ricerche effettuate a spese e sofferenze proprie (vedi Autobiografia sul sito: www.autotelesos.it), per poter fare in modo che abbiano la giusta condanna coloro che, macchiatisi di comportamenti infami, non sono stati ancora processati per offesa all’ordinamento giudiziario e violazione del Diritto. Quanto sopra riportato il sottoscritto lo mette a disposizione di tutti affinché si possa stare in guardia rispetto agli individui che si presentano come i risolutori di tutti i problemi, in un Paese come l’Italia dove la vita è semplice solo e soltanto per quelle persone che incamerano denaro facile, rubato a chi l’ha prodotto, lasciandolo povero e disperato al punto tale da non arrivare a fine mese e non permettendogli di condurre una vita dignitosa.

Santino Scuderi

Il Pianeta in pericolo: la terra ha bisogno di aiuto

Da alcune decine di anni, il Pianeta è in pericolo: è diventato inquieto e arrabbiato perché disturbato dalle attività dell’uomo che non ha nessun rispetto per esso. Molti sono stati i meteorologi che hanno cercato di capire il perché dei continui cambiamenti climatici che, puntualmente, si presentano facendoci passare dalla primavera all’autunno e viceversa. Le quattro stagioni, così come si conoscevano dal dopoguerra in poi, non esistono più. Infatti, in seguito allo sviluppo industriale in Europa, cominciato sin dalla fine dell’ultima guerra mondiale, le stagioni non sono state più le stesse, così come le ricordo io e gli anziani dell’epoca, ma hanno iniziato a manifestarsi vari e bruschi fenomeni climatici. Tali eventi, nel nostro Paese, hanno avuto inizio nel Nord, sicuramente a causa dell’industrializzazione che ha contribuito a creare il cosiddetto effetto serra. Quest’ultimo si è sviluppato anche nel Sud Italia, non a causa delle fabbriche, ma per effetto del moltiplicarsi delle autovetture che, con i loro scarichi pieni di smog, hanno contribuito alla formazione di tale fenomeno anche se in misura ridotta rispetto al Nord. Ho iniziato a notare tutto ciò negli anni ’60, quando ho avuto la possibilità di viaggiare per l’Europa e negli Stati Uniti, precisamente a New York, rendendomi conto degli effetti negativi che si stavano verificando sul clima con lo sviluppo industriale; questo avveniva, indistintamente, sia in Europa sia negli Usa, con fenomeni che comportavano la formazione di tempeste quali tifoni, tornado e uragani che provocano enormi danni alle coste. Tutti questi fenomeni non si verificano solo nelle zone sopra citate, ma in tutti i continenti del nostro Pianeta in pericolo. Con il nuovo millennio, seppure lo sviluppo industriale ha avuto inizio molto tempo fa in vari Paesi dell’Occidente, tali eventi catastrofici sono in crescita sull’intero pianeta. Così, tutta la terra non riesce più a mantenere quell’equilibrio geologico che c’era prima.

Adesso, vi esporrò le mie idee, idee che potrebbero sembrare inverosimili, ma che, in realtà, corrispondono alla verità dei fatti. In questi ultimi decenni, si è verificato l’aumento dei terremoti, anche in zone non a rischio sismico, degli uragani, degli tsunami e delle tempeste di vario genere che, quando avvengono, creano ingenti e imprevedibili danni; tali fenomeni possono raggiungere una velocità di 300 km l’ora, cosa che non accadeva in passato. In seguito ai dati raccolti e sulla base di uno studio che ho condotto, ho scoperto che alcuni “comportamenti” potrebbero procurare effetti negativi all’intero Pianeta, ora in pericolo.
La ricerca di cui parlerò riguarda il nostro pianeta che continua a perdere il suo giusto equilibrio rispetto a quello centrifugo terrestre. Che cosa è avvenuto in questi ultimi anni sull’equilibrio della terra? Come ben sappiamo, oramai il terzo e il quarto mondo si sono sviluppati industrialmente (nel bene e nel male), com’è giusto che sia; ma il punto centrale è dato dalla grande concorrenza dei prodotti industriali relativamente pesanti, la cui vendita non viene compensata in maniera adeguata. Esempio dei danni che si possono verificare sulla base del nuovo sviluppo industriale pesante si hanno con lo spostamento di risorse e prodotti tra i diversi continenti, senza che ci sia un bilanciamento tra l’esportazione e l’importazione.
Esempio: se il terzo mondo esporta in Europa 1.000.000 di tonnellate di materiali statici e in cambio ne riceve solo 100.000, si verificherà uno squilibrio di 900.000 tonnellate che andrà, di conseguenza, a squilibrare il globo terrestre, considerando anche che non in tutte le zone del mondo vi sono oceani atti a riequilibrare l’effetto centrifugo che eviterebbe gli sbandamenti della terra stessa. Dove non vi sono oceani che possano far sfogare tali squilibri con fenomeni sismici e simili, si verificheranno eventi quali tempeste violente provenienti da altre latitudini che scaricheranno energie equilibranti.
Va ricordato che il globo terrestre è retto su due poli: il polo nord e il polo sud. Per entrambi i poli, al punto zero si può dire che le stagioni, i giorni e le notti sono tutti uguali perché si trovano in un punto fermo, mentre, man mano che da sud ci si sposta verso nord, o da quest’ultimo, viceversa, si va verso sud, cambiano le gradazioni equatoriali.

Per esempio: se la terra all’equatore ha un diametro di km 12.742 X Л = km 40.009 su 24 ore ÷ 24 ore abbiamo 1648,500 km l’ora. Questo accade andando dall’equatore verso il polo nord o scendendo verso il polo sud. Tanto per avere un’idea di massima, mentre in Italia si viaggerà attorno a una velocità di 1.100 km l’ora, al di fuori di essa si cominceranno a notare i punti più suscettibili alle resistenze degli equilibri centrifughi, fino a quando si arriverà all’equatore, dove la forza centrifuga resiste alla velocità di 1648,500 km l’ora; quindi si noterà che vi sarà una vulnerabilità maggiore agli equilibri delle forze centrifughe. È quasi il doppio della velocità di un aereo di linea a reazione.
Credo quindi che bisognerebbe tenere sotto controllo tutte quelle merci solide e statiche che non vengono sostituite con delle altre per creare quell’equilibrio terrestre tale, da non fare squilibrare la forza centrifuga della terra che, nell’universo, rappresenta una specie di trottola e che, per poter girare in maniera equilibrata, deve essere perfettamente in linea così come la natura l’ha creata.
Se così non fosse, dovrebbero essere gli oceani a regolare l’equilibrio mancante e, se questo non avvenisse, si verificherebbero delle catastrofi naturali come gli tsunami, nelle zone costiere, e i terremoti dove non c’è il mare.
Tuttavia, anche nel caso di eruzioni vulcaniche, saranno le acque o i rovesciamenti terrestri rocciosi a compensare l’ammanco derivante dalla fuoruscita di lava.
Insomma, bisogna avere grande rispetto per questa “trottola” che è la terra; bisogna custodirla e rispettarla così come la natura l’ha creata. Non bisogna dissestarla, distruggere i continenti, svuotarla dai suoi “liquidi” per i nostri egoistici interessi, estraendo petrolio e gas, la cui fuoriuscita non è compensata da altrettante sostanze.
Altrimenti, il Pianeta in pericolo sarà costretto a reagire a quello che sta avvenendo ed è avvenuto in questi ultimi decenni.

Santino Scuderi

 

 

Coscienza sporca e pericolosa

Maledizione è un brutto termine, ma potrebbe essere rivolto contro ciascuno di noi. Tale fenomeno avrebbe origine ogni qualvolta un individuo commette delle azioni malefiche verso qualcuno o qualche cosa; esso prende il nome di scrupolo di coscienza o di “coscienza sporca”.

Questa parola l’ho imparato da mio nonno che, di aneddoti (anékdotos), ne sapeva un’infinità. Quindi, se una persona ha fatto del male a qualcuno e questi rimane addolorato e offeso e apparentemente non reagisce verbalmente o giuridicamente, la sua memoria inconscia mantiene sempre aperto un canale vendicativo. Quest’ultimo andrà in direzione di quella lunghezza d’onda che si lega alla scheda della sua coscienza sporca che ne modifica, così, il sistema metabolico biologico, il quale andrà a riversarsi anche verso le proprie cose più care, più intime e innocenti. Tale situazione potrebbe sembrare diabolica, ma purtroppo, in seguito alle mie esperienze e alle ricerche effettuate in questo campo, credo che non ci sia alcun dubbio circa la sua esistenza. Se si pensa ai luoghi comuni tramandati dalle popolazioni passate, ma anche da quelle di oggi, si hanno una serie di figure: chiaroveggenti, maghi, indovini, fattucchiere, streghe e cosi via, tutte che mirano a fare del male o del bene (solo per soldi), che non possiedono alcuna formazione scientifica, ma che sono a conoscenza di fenomeni malefici e della loro esistenza senza però capirne l’intreccio di trasmissione psico-biologica tra gli esseri viventi.

Se qualcuno fosse interessato, leggendo questo mio capitolo su un argomento così difficile da credere, vorrei invitarlo a fare un’analisi della realtà: si accorgerà che fenomeni come quelli che ho descritto sopra, li potrà verificare nell’ambito delle proprie conoscenze perché ognuno di noi, nella propria vita, avrà sicuramente avuto dei momenti di abbassamento dell’umore o di miglioramento e che saranno stati o totalmente fastidiosi o a volte gradevoli e, in entrambi i casi, completamente inconsci da parte delle due persone contattate dal pensiero. Se poi un individuo dovesse trasmettere cattivi pensieri, chi li dovesse ricevere sarebbe sopraffatto dal dolore. Questo non è altro che la ricezione di un segnale di memoria diretta, come quella indiretta, che andranno a finire insieme in quella da archiviare.

Voglio precisare che quanto sopra esposto, essendo una materia delicata che può infastidire chi è particolarmente suscettibile, deve essere preso con le pinze poiché, anche se fosse un argomento scientificamente appurato, non dovrebbe essere considerato come definitivo e di fatto.

Darei un suggerimento importante: nella vita bisogna cercare di non fare cattive azioni contro nessuna creatura o specie (se non appartiene a quella umana), perché lo scrupolo di coscienza che rimarrebbe potrebbe fare dei brutti scherzi al proprio sistema biologico, persino contro i propri cari colpendoli quando meno se l’aspettano (mistero della vita).

Ancora tutto ciò è solo all’inizio della conoscenza e della consapevolezza degli esseri umani.

Santino Scuderi

 

L’attentato di Preiti e la labilità psichica umana

Sono sgomento, sgomento per il mondo in cui l’umanità sta vivendo; nessuno si preoccupa della situazione, né gli addetti alle istituzioni né, ancor peggio, gli intellettuali, gli psicologi, gli psichiatri, che dovrebbero interessarsi di tutto ciò che riguarda la stabilità emotiva e comportamentale degli individui.

La cosa che mi fa rabbia è che nelle università italiane e non solo non si insegna la “materia” della labilità umana – che appartiene in maniera trasversale a diverse discipline tutte collegate tra di loro come la psicologia –, per la tranquillità dell’uomo e di tutte le classi biologiche esistenti. Tutti gli esseri viventi, per vivere nel migliore dei modi ed essere socialmente tranquilli, devono avere una serenità interiore che la natura richiede. In mancanza di questa, subentrano delle patologie psicologiche e comportamenti asociali. Da ciò, si può giungere al compimento di azioni pericolose con la perdita dell’autocontrollo che può avvenire su tre livelli (questo per me rappresenta la porta di accesso alla psichiatria). Il primo livello consiste in un continuo stato di odio mentale e in un desiderio di vendetta verso chi ha fatto del male, riuscendo però a celare il tutto grazie al proprio carattere. Il secondo livello è quello in cui si giunge a riflettere sul modo in cui farsi giustizia da soli, se quella dello Stato non risulta soddisfacente. Il terzo livello è quello della labilità del pensiero umano che scatta in un istante imprecisato, tale da non poterlo più controllare, portando al compimento di insani gesti. Innescato quest’ultimo livello, dopo aver compiuto l’azione folle, la labilità rientra e lascia il posto alla coscienza razionale (con rare eccezioni); lo dimostrano i tanti fatti accaduti, in quanto, subito dopo aver commesso l’atto, vi è un ritorno “alla realtà”.

Si possono verificare pianto disperato e persino uno stato confusionale in cui non ci si ricorda quello che si è fatto. Tutto questo discorso è per dire che meritano rispetto sia le vittime di molte azioni folli – in primis i due carabinieri feriti, sperando che quello più grave possa recuperare al più presto – sia quel povero sventurato che non è riuscito più a controllare la propria labilità mentale facendo ciò che non avrebbe dovuto fare.

Il povero Preiti (scrivo questo con molto rispetto per i due innocenti carabinieri) ha cercato di spiegare i momenti salienti delle sue azioni prima di arrivare alle tre fasi finali. Stando alle dichiarazioni dei conoscenti, dei parenti e degli amici, Preiti è una persona normalissima, tranquilla, lavoratore con una moglie e dei figli. In seguito alla crisi politico-economica, ha perso il lavoro e, non essendo molto giovane, sono iniziate a mancare le forze per andare avanti insieme con la famiglia. Gioca a biliardo considerandolo un passatempo non dispendioso, ma che ammazza il tempo e i pensieri. Alle slot-machine gioca sperando di ottenere qualche fortunata vincita, ma queste gli svuotavano le tasche dei pochi spiccioli che possiede.

A predisporre il tutto per il compimento dell’insano gesto sono stati tutta una serie di fattori negativi che hanno aggravato la sua situazione psichica già sovraccaricata dalle continue sconfitte sociali: un divorzio, il fatto che si era nuovamente trasferimento nel paese d’origine a vivere dai suoi genitori non più giovani e probabilmente con una pensione esigua. Tutto questo va a incidere sulla sua personalità che comincia a traballare; inizia così a organizzare la sua azione per rivendicare le ingiustizie che non avrebbe dovuto ricevere; pensa alla politica che ha distrutto questo Paese facendo solo del male, senza provvedere a ciò che avrebbero dovuto fare. La vita dei politici si è sempre basata su lauti stipendi da nababbi, su divertimenti e “bunga bunga”; hanno saccheggiato lo Stato e quindi il popolo. Era contro tutto questo che voleva sfogarsi; era contro di loro, la casta – che per giunta ha il coraggio di farsi proteggere da poveri innocenti carabinieri –, che lo sventurato Preiti voleva rivolgersi uccidendo dei politici. Tuttavia, i carabinieri, quali difensori dell’ordine pubblico, dovevano proteggere anche questi ultimi, nonostante fossero corrotti e avessero derubato la loro stessa nazione.

La relazione sopra citata è frutto di un’attenta ricerca che potremmo definire scientifica: è stata fatta anche con l’esperienza vissuta sulla mia pelle. Conoscendo ciò che può generare la mente umana, la sua estrema labilità, ho cercato sempre di dominarla perché, anche se le ingiustizie da me subite sono state di proporzioni ancora maggiori di quelle di Preiti, sono riuscito a gestire la situazione, facendo prevalere la mia coscienza morale. Tale importante relazione è stata scritta dallo scienziato Santino Scuderi che, con sessanta anni di studi e ricerche, ha voluto dare alla scienza medica, politica e sociale ufficiale un contributo di cui possa fare tesoro per il bene dell’umanità, pur se ancora sconosciuto alla maggior parte delle persone.

Approfitto di questa occasione per dire a coloro che vivono di ricchezze lasciate dagli eredi di prima, seconda e terza generazione, di cercare di non legarsi psicologicamente come pure materialmente ai propri beni facendosi servire da nababbi dalla nascita fino alla morte, senza essere minimamente partecipi alle necessità della società: anche questo fa parte del vivere sociale. Occorre non far pesare queste diversità a chi la ricchezza la produce con sacrifici, e che con tanta sofferenza e difficoltà riesce a comprare piccole cose come il caffè (caffè in grani) che costa € 360 al chilo. Si tratta di ricchezza bruciata a danno di chi l’ha prodotta.
Casi di questo tipo ve ne sono tanti, ma la critica che faccio non è rivolta verso chi vende il prodotto, ma verso chi lo compra, perché situazioni di questo tipo sono troppo numerose e danneggiano lo stato psicologico e la vita di coloro che producono ricchezze reali, che non riescono ad arrivare alla quarta settimana del mese e che vedono sprecare tanto da persone incoscienti che non riflettono sul loro incivile e disumano comportamento.

Santino Scuderi

Cos’è la gelosia? Un bene o un male?

La gelosia: il problema è capire se occorre considerarla un bene o un male. Credo che essa derivi dalla necessità di preservare i rapporti umani e la riproduzione che non è a favore di giochetti di carattere liberale.

Cos’è la gelosia? La gelosia rappresenta un grattacapo che l’umanità, da sempre, ha avuto e di cui non ha mai compreso, con certezza matematica, la causa e il perché. Ancora, dopo generazioni, non si spiega il vero motivo per cui l’umanità ne soffra; in molti ci hanno provato, semplici studiosi, professionisti specializzati nel pensiero umano come psicologi, sociologi, psichiatri e tanti altri in tutto il mondo. Questi specialisti, con le loro teorie freudiane e di altri studiosi, continuano a ripetere che la gelosia è una sorta di “mania” spesso utilizzata da persone poco civilizzate e incolte. Persone che vengono definite anche, da taluni, “malate d’inciviltà sociale”; persone non moderne, ma primitive e ignoranti.

Ci sono dei grattacapi a cui non si riesce a dare una spiegazione e che deviano il pensiero naturale; essi, generalmente, non possiedono fondamenti logici e scientifici, come nel caso della gelosia di cui adesso parlerò. Dimostrerò, in seguito a un profondo studio che ho condotto sin da ragazzo sul pensiero umano, che tale sentimento non si prova per un caso fortuito e che appartiene non solo alle persone ignoranti, ma anche a quelle di cultura. Vediamo, quindi, cos’è la gelosia.

Tutti gli esseri viventi, i mammiferi umani e non solo (animali, volatili, insetti, microorganismi e batteri), vivono in colonie, spesso di grandissime dimensioni. Si può dire che non esista un essere vivente che non viva in una comunità, salvo rari casi di creature abbandonate dalla madre o dalla famiglia. Tutti hanno, per istinto naturale, la necessità di vivere in una comunità sociale. Ciò vale anche per gli esseri acquatici che, oltre ad avere un senso del gruppo molto forte e organizzato, comunicano perfettamente tra loro tramite le basse frequenze radio che l’uomo non è ancora capace di controllare e misurare. Tuttavia, anche l’uomo comunica, in un certo qual modo, per mezzo di radio frequenze: basti ricordare la cosiddetta telepatia o trasmissione del pensiero. Spesso accade di sentirsi dire: “Ieri ti ho pensato” e di rispondere: “Anch’io l’ho fatto!”. Oppure si pensi allo sbadiglio che spesso ci si contagia (contaminazione da trasmissione) anche senza che si veda la persona che lo fa. Insomma, sono tutte delle energie che si accumulano nella memoria e che partono al momento del pensiero aperto.

Torniamo, però, al tema del mio scritto: cos’è la gelosia. Essa non appartiene solo agli uomini, ma a tutti gli esseri viventi, perché la natura vuole assicurarsi una sua continuità della specie e nel migliore dei modi.

In ogni comunità di qualunque specie biologica, e forse anche vegetale, esistono questi fenomeni presenti soprattutto nel capo, si tratta generalmente di un maschio se ci si riferisce agli esseri umani (femmina nel caso dell’ape regina e di qualche altra specie animale), che indica con il proprio pensiero come bisogna svolgere determinate attività. Le stesse formiche hanno una loro organizzazione simile a quella del nostro genio civile, grazie alla quale riescono a costruire ponti per passare da una sponda all’altra, anche se ovviamente si parla di pochi millimetri di percorso che permettono loro di evitare lunghi giri. Insomma, salgono l’una sull’altra ammucchiandosi, affinché, unite le sponde, possano trasportare il loro cibo. Per l’essere umano ciò fa parte dell’ingegneria civile.

Circa la gelosia, essa, a volte, può generare un comportamento anche cruento; va evidenziato che la civiltà umana, nel corso del tempo, ha fatto molti progressi sociali e tecnologici, con uno sviluppo spesso positivo, e di tanto in tanto negativo, in parecchi settori. Perciò, non sempre si è seguita la giusta direzione indicata dalla natura e dal creato e, sicuramente, in qualche caso, essa è stata offesa, non essendo state rispettate le sue leggi. L’egoismo umano l’ha trascurata quando invece avrebbe dovuto rispettarla, tutelarla e conservarla. Come si può notare, adesso la natura si sta ribellando (si pensi ai cambiamenti climatici, agli tsunami e ai tanti fenomeni che tutti i giorni si manifestano).

Per spiegare cos’è la gelosia, vorrei far comprendere come essa possa generarsi e come possa essere considerata un bene o un male a seconda delle situazioni. Nel ragionamento appena esposto, ho parlato delle varie comunità degli esseri viventi che, come l’uomo, sono naturalmente portate a condividere la loro vita con i propri simili. Per esempio, ogni creatura si può paragonare a un’arnia che contiene tante comunità al suo interno. Comunità che sono tra di loro organizzate e gestite, sia all’interno che all’esterno, dalla carcassa chiamata appunto “arnia” e che, quando ricevono un segnale trasmesso tramite il trigemino, entrano in azione e reagiscono sia in positivo che in negativo. Ma l’incapacità e l’incoscienza umana, che non è consapevole dell’origine di questo fenomeno, parla genericamente di gelosia, di ignoranza; insomma, un uomo geloso è incivile, perché non conoscendo la realtà e la vera provenienza di tale sentimento, non comprende che esso deriva dalla comunità biologica cellulare presente all’interno dell’arnia che è, in questo caso, “il corpo umano”. Tutto avviene attraverso il trigemino che controlla e trasmette gli impulsi alle centraline delle diverse comunità biologiche che costituiscono nell’uomo tutto un insieme comunitario che elaborerà producendo una reazione. Quindi, l’uomo è un essere vivente con una “entità” nella quale esiste una memoria che verrà mantenuta quando si ritornerà a vivere in un altro corpo biologico.

Spero che, dopo aver descritto tutto questo, qualcuno possa capire l’importanza della gelosia, da dove essa provenga e perché esista; che comprenda il perché si ritrovi in grandi quantità nella donna e soprattutto nell’uomo, che ne ha bisogno per la sua nascita, per far sì che, dal punto di vista biologico, non vi siano inquinamenti, e per essere allevato come la natura impone. Un esempio: si pensi all’impasto del pane; se la madia non è igienicamente perfetta, può produrre chiazze di mollica infetta, ricca di batteri sporigini del genere Bacillus, quindi ciò che si formerà non sarà puro, ma con particelle basali extra. Quindi con impurezze non naturali che in questi casi possono comportare patologie congenite, a volte anche vistose. Come si può vedere, la donna, essendo la madia dove si genererà la vita, dovrà essere più pura possibile per l’impasto e la creazione del pane. Quindi, la gelosia viene recepita dal trigemino umano; in esso si trovano tante comunità microbiologiche presenti nella parte corpuscolare del sangue che riceveranno i segnali dal trigemino stesso (vista, odori e udito) e che li elaboreranno per poi accogliere quei germi che dovranno essere ospitati nell’utero per lo sviluppo della nuova futura vita. Alla luce di quanto sopra, la natura è perfetta, mentre l’uomo è un essere imperfetto che trova spesso spiegazioni mediche alle varie cose che accadono credendo di saperne di più della natura. Perciò, tutti i comportamenti che si tengono, anche quelli inconsci, possono essere dominati nonostante il fatto che modificare la volontà non è facile, perché gli impulsi al sistema biologico nervoso centrale arrivano da comunità cellulari che il mammifero e altri animali non sempre possono cambiare rispetto a quanto hanno predisposto i rispettivi gruppi microbiologici, dopo aver elaborato ciò che il trigemino deve trasmettere, e se questi ultimi vengono contrastati, possono subire traumi con conseguenti malesseri. Va inoltre ricordato che l’uomo, per vivere bene, deve vivere più tranquillamente possibile, perché altrimenti potrebbe ammalarsi e le comunità delle cellule subirne le conseguenze.

Così, la medicina umana tampona da sempre con i farmaci. Tuttavia, in un prossimo futuro si potranno utilizzare le famose cellule staminali che, come ho già scritto in altre mie relazioni, contengono le basi rigenerative di quelle cellule ammalate o parzialmente morte (basti pensare ai tumori, alle malattie  degenerative dell’arnia o carcassa di ogni essere biologico e, in particolare, dell’essere umano).

Santi Scuderi

Un caso curioso: scienziato italiano sconosciuto in Italia ma conosciuto in America

Potrà sembrare incredibile quanto sto per dire, ma, in realtà, è un dato di fatto; grazie a Dio e ai miei genitori, che mi hanno lasciato questo atteggiamento come eredità, io affronto ciò che mi succede sempre con un pizzico di filosofia. Il caso curioso consiste nel fatto che, andando al seggio elettorale per le ultime elezioni del 25.02.2013 – da trenta anni vado regolarmente a votare –, dopo essermi assentato e dopo una lunga chiacchierata svoltasi tra gli scrutatori, questi ultimi hanno deciso di sovrascrivere a mano la mia scheda elettorale. Le stranezze non finiscono qui e mi chiedo in che mondo io stia vivendo e in quale repubblica noi tutti ci troviamo; forse in quella di Franceschiello? Tuttavia, il 22.10.2012 ho fatto una caduta accidentale e mi sono slogato la spalla destra tanto da dover rimanere a letto dolorante. Ecco che adesso arriva la strana coincidenza: alle ore 22,10 ho ricevuto un’inattesa, graziosa e importante telefonata sul mio telefonino da parte della First Lady Michelle Obama, alla quale non ho potuto rispondere a causa del dolore insopportabile che avevo, e per il fatto di dovere parlare una lingua a me sconosciuta. In seguito, grazie al traduttore, ho potuto chiarire il tutto, inviando una e-mail con la quale mi scusavo per non avere risposto alla telefonata e ringraziando comunque Michelle Obama per avermela fatta. Allora mi sono detto: il sottoscritto Scuderi Santi di nazionalità italiana, personaggio non comune – che ha dato tante ricchezze al mondo –, non è conosciuto in Italia, ma lo è in altri Paesi, come l’America, dove importanti personaggi lo riconoscono e lo ricordano simpaticamente. Con Obama, tale simpatia è iniziata cinque anni fa, in seguito al primo mandato presidenziale, fino ad arrivare al nuovo incarico, successo al quale, nel mio piccolo, sento di avere contribuito. Certamente, rapporti di tale livello non sono comuni a tutti e non avvengono per caso; tuttavia essi si sono sviluppati in occasione del mio appoggio alla prima vittoria presidenziale di Obama, con il quale mi sono congratulato, e che hanno determinato la nascita del nostro reciproco rispetto. Ho, poi, collaborato alla seconda Convention. Io, Santino Scuderi, scienziato italiano, in America sono presente per le autorità sin dagli anni Sessanta; presente all’accademia delle ricerche per aver partecipato al Patexpo di New York e ad altre esposizioni tecnologiche internazionali. Perciò, sono convinto che personaggi di questo livello – quale appunto il presidente degli Stati Uniti – non facilmente comunicherebbero con chiunque e se ciò avviene vuol dire che vi è una certa tranquillità data dagli addetti alla sicurezza. Come già accennavo in precedenza, con il presidente Obama, la simpatia ha avuto inizio sin dalla sua prima ascesa alla Casa Bianca nel novembre del 2008; da allora mi sono affezionato anche alla moglie, inviando a entrambi, tramite e-mail, epigrammi poetici rimati ad personam. In questa sua seconda ascesa, avrebbero voluto che fossi presente, ma le mie condizioni generali di salute non me l’hanno permesso. Le spese, comunque, sarebbero state a loro carico. I miei epigrammi poetici rimati ad personam sono stati particolarmente graditi non solo dal presidente e dalla sua graziosa moglie, ma anche da altri personaggi illustri. Basti pensare che il professore che mi ha impiantato la protesi al ginocchio mi nominò suo poeta preferito, tanto da incorniciare e affiggere i miei epigrammi nella bacheca del suo studio. Ciò avvenne alcuni anni fa; risposi che non meritavo così tanto, e che ero tutt’altro che poeta.
Questo rappresenta l’altra curiosità di cui parlavo all’inizio di questo mio scritto. In Italia, da parte di personaggi quali i due ex pontefici Wojtyla e Ratzinger, ho ricevuto ossequi e sante benedizioni dopo aver inviato dei volumi-denuncia già pubblicati. Gli stessi scritti li ho mandati a tutti gli esponenti politici delle istituzioni, che però non si sono degnati d’intervenire e, come se non bastasse, non mi hanno dato alcun riscontro circa il ricevimento di quanto gli avevo inviato. Insomma, degli italiani sui generis.
Il mio curriculum è grandioso: si compone di tanti bei fatti e di avvenimenti dolorosi anche in ambito familiare a partire dagli anni ’50: infatti, persone, che in modo mafioso si sono insinuate nell’intimità della mia famiglia, hanno causato tanto male, per motivi a me ignoti. Purtroppo, non sono stato in grado di tenere sotto controllo tale situazione dopo la morte della mia povera mamma. Se non ci fossero state quelle “infiltrazioni”, la famiglia Scuderi sarebbe stata quella economicamente più potente della provincia di Messina. Un altro comportamento infame lo ha tenuto un assessore messinese nel lontano 1978: quest’ultimo non si degnò di chiamarmi per permettermi di ritirare una missiva contenente una medaglia d’oro, quale riconoscimento inviatomi dal sindaco di Bruxelles Dott. Cantel, che avrebbe dovuto consegnarmi con tutti gli onori del caso per gli alti meriti acquisiti con le mie ricerche, dopo che avevo esposto alla fiera internazionale. Io, per impegni, non mi ero potuto presentare alla cerimonia. Avevo esposto anche il clisma e la siringa di plastica da me brevettate, che sono divenute successi mondiali poi prodotte da altri per la mancanza di mezzi economici. Anche questa mia situazione economica di precarietà è stata una vigliaccata ordita dai rappresentanti delle istituzioni. Perciò, ritornando al fatto che stavo raccontando, sia il sindaco di Messina che l’assessore addetto mi hanno ignorato causando tanto male anche alla città stessa, facendo mancare lo sviluppo lavorativo ed economico. Insomma, una “vigliaccata comunale”, non pensando al bene della loro stessa comunità. L’anno scorso, ho collaborato con la Ferrari circa le problematiche inerenti l’aerodinamica delle automobili; venti giorni dopo, vista l’utilità delle mie invenzioni, ciò che ho scoperto è stato applicato quasi a tutte le altre marche. L’immediata applicazione è avvenuta grazie alla fiducia che mi hanno dimostrato, perché in fatto di tecnologie per auto me la cavo bene e sono presente nel settore da ben cinquant’anni; sin dall’inizio degli anni ’70 avevo offerto all’ingegnere Enzo Ferrari qualche brevetto che gli era piaciuto ma che, in quel particolare periodo storico, non era interessato ad acquistare. Lo stesso valse per Ferruccio Lamborghini che per vari motivi – giustissimi secondo lui –, si disinteressò del brevetto; si trattava di sicurezza stradale, di antifurti, di una lampada posteriore per le auto di F1 e di quella del lunotto. Particolarmente famoso divenne l’antifurto; si passò poi al segnalatore automatico di pericolo del cambio delle luci abbaglianti e anabbaglianti, oggi rimpiazzato dai vari telecomandi di frequenze e di radiosegnali. Occorre ricordare anche le parecchie decine d’invenzioni e i diversi brevetti nazionali e internazionali, oramai diffusi in tutto il mondo. Insomma, ho dato importanti impulsi tecnologici all’industria mondiale, in cambio di niente e tutto per colpa d’infami personaggi delle istituzioni italiane. La stirpe Scuderi è stata da sempre presa di mira da individui invidiosi. Pare che negli anni ’30, anche un mio zio, un certo Domenico – un po’ dongiovanni per quei tempi –, abbia gestito, per un po’, il famoso Cotton Club di Broadway; anch’egli fu preso di mira da conoscenti, al punto tale da dover abbandonare la sua attività. Era costantemente disturbato, non riusciva a lavorare e ha dovuto cedere ad altri il locale. Aveva sposato una donna del cinema americano dell’epoca, ma non ebbero figli; lei morì negli anni ’50, a lui l’ho ritrovato negli anni Sessanta ultra ottantenne che conviveva con una donna sotto i trent’anni. Insomma, l’intera generazione Scuderi è sempre stata presa di mira e disturbata da persone invidiose.
In questi giorni ho letto la pagina di un libro di Danilo Mainardi in cui si parlava di Charles Darwin; quest’ultimo nell’Ottocento concordava con lo scienziato svedese dell’inizio del Settecento, Carlo Linneo, sull’idea che l’essere umano fosse uguale a tutti gli altri animali. Detta teoria era empirica e non del tutto definita. Anch’io, modestamente, senza aver mai letto cose di questo genere, la conoscevo sin da quando ero bambino e l’ho riportata in alcuni scritti, un po’ di tempo fa. Leggendola su di un libro, il mio cuore si è riempito di gioia perché cose che pensavo sin dall’infanzia erano state dette da altri scienziati del settore senza che io lo sapessi. Vuol dire che ciò che penso del mio DNA è corretto, con qualche aggiunta in più rispetto a quanto esposto dai due famosi scienziati sopra citati, Linneo e Darwin. Io ho sempre considerato l’uomo uguale a tutti gli animali, ma differente circa la composizione biologica cellulare; penso che l’essere biologico vivente possieda un’Entità che assomiglia a una scheda di memoria. Dopo la morte fisica, l’Entità si va a collocare presso la fecondazione di una qualsiasi nuova vita biologica che apprenderà dalle stesse cellule e che si mescolerà con la specie che nascerà, dopo essere diventata feto. Con il tempo, imparerà gli usi e i costumi della specie di cui farà parte. Di tutto ciò, ne parlo nel mio sito alla voce Pensiero filosofico: anima e spirito come Entità. Inoltre, sono convinto che gli animali capiscano quasi tutto come l’uomo primitivo, che imparino molte cose e che, a volte, non rispondano con atteggiamenti mansueti, come il servo con il padrone. Infatti, anche gli animali si arrabbiano perché, come l’uomo, perdono il controllo; non potranno rispondere con un linguaggio umano perché non possiedono le corde vocali, ma utilizzeranno un loro linguaggio: se si tratterà di un cane, questo abbaierà, se si tratterà di un gatto, magari farà le fusa etc. Se analizziamo attentamente il tutto, noteremo che l’espressione “gli manca solo la parola” è un dato di fatto.

Santino Scuderi

Democrazia anarchica o istituzioni mafiose?

Come avvocati d’ufficio, mi furono indicati due fratelli del foro di Milano, d’origine calabrese. Con loro si è instaurato un rapporto di amicizia fraterna e questo non mi consente di dubitare della loro attività anche se, dopo tredici anni, non è stata fatta la revisione del processo così come si era stabilito sin dal primo giorno in cui si è presentato un funzionario (palermitano e amico) della stessa Corte d’Appello di Milano.

I presupposti per fare la revisione del processo ci sono tutti, anzi, ce ne sono alcuni non comuni: sono stato aggredito dal presidente del processo di primo grado e dalla segretaria della Corte d’Appello che mi procurò dieci giorni di prognosi al dito; c’è poi la sparizione del libretto di risparmio che all’epoca, 1987, conteneva £ 6.700.000. Poi, bisogna punire i vari magistrati che hanno commesso abusi di potere e continuate persecuzioni infami tramite il blocco di tutti i miei risparmi depositati presso varie banche, blocco che non mi ha permesso di pagare né gli avvocati di fiducia né quelli d’ufficio per essere stato difeso.

La Corte d’Appello di Milano tarda a disporre il dissequestro del mio libretto che le banche chiedono per la restituzione dei conti correnti con blocco conservativo; non esistono creditori, né alcuno che rivendichi nulla; si sono tenute due camere di consiglio e nessuno si è presentato. Quindi, i conti correnti andavano e vanno liberati. Stando così le cose, le banche rimangono in attesa della mia morte (vista l’età avanzata) per impadronirsi del denaro da loro detenuto. La Corte d’Appello di Milano continua a rifiutare la mia richiesta di dissequestro dei conti, perché sono nei guai avendomi rubato il libretto di risparmio al portatore e avendolo incassato. Per quanto riguarda la mia ditta, tutte le operazioni sono state sempre effettuate nella massima legalità, sia con la presenza di avvocati che di notai. Anche ammesso che io abbia potuto ricevere del denaro illecito o rubato, non va dimenticato che vi è stata una amnistia per i reati di truffa.

Altro punto: il personaggio (falso industriale) che si era avvicinato a me e ai miei affari è stato scoperto e ha dichiarato di essere stato lui a truffare diversi imprenditori, tra cui il sottoscritto. Quindi, se la matematica non è una opinione, e comunque in base a un semplice ragionamento logico, il sottoscritto – così come qualche altro individuo ingannato e truffato – va automaticamente liberato da ogni responsabilità, visto anche che la Cassazione, quale terzo grado di giudizio, ha annullato la sentenza pronunciata dalla Corte d’Appello di Milano, in precedenza, e senza rinvio. Altra negazione da me subita è stata quella di non essermi potuto rivolgere a un avvocato a pagamento per essere difeso come sarebbe invece stato giusto e legittimo; ogni volta che andavo da qualche legale (non d’ufficio), mi chiedeva se avevo degli immobili e, quando dicevo che non ne avevo, il suo interesse veniva subito meno. Qualche altro avvocato, che avrebbe dovuto difendermi, si è invece comportato da azzeccagarbugli (forse è stato corrotto) e, da infame, non ha continuato la difesa, pur sapendo che il denaro c’era ed era solo da dissequestrare. Aggiungo che mi sono rivolto alla Corte Europea di Strasburgo per i diritti dell’uomo e mi hanno risposto di far inviare al mio avvocato il materiale necessario per intervenire contro lo Stato italiano. Ma anche ciò è venuto meno perché gli avvocati cui mi rivolgevo chiedevano denaro immediato che non possedevo. Il difensore d’ufficio non interveniva, vuoi per non mettersi contro la Corte d’Appello, vuoi perché mi era stato assegnato dal funzionario della stessa Corte che io ritenevo persona corretta e legata al diritto e alla legalità (era anche mio corregionale). Forse, da persona perbene quale sono sempre stato, credevo troppo nella fraternità del mio prossimo. L’autobiografia dei fatti, che resi pubblica e che consegnai a parecchi esponenti politici appartenenti anche alle istituzioni, riporta quasi tutto ciò che successe. Non riporta, però, queste ultime situazioni inerenti la Corte d’Appello di Milano.

Democrazia anarchica o istituzioni mafiose?

Al nuovo Presidente della Corte d’Appello di Milano, Giovanni Canzio, ho mandato delle lettere, alcune delle quali su carta intestata; non l’ho fatto per grandezza (che non ho mai avuta), ma per modestia. Pensavo che questo presidente fosse una persona perbene, legata al diritto e alla legalità, ma purtroppo non è intervenuto e non si è degnato di dare alcun riscontro alla mia missiva. Ecco perché nel titolo di questo articolo è presente un punto interrogativo: si vede che molte associazioni sono, come in passato, ancora oggi dedite all’illegalità e alla corruzione, oppure sono spaventate dalle istituzioni. Le lettere allegate sono la testimonianza di ciò che chiedevo al presidente in carica Dr. Giovanni Canzio.
Anche in questo scritto voglio inserire l’IBAN per richiedere fondi per denunciare questi infami, disumani e illegali fatti, con lo scopo di riportare la democrazia italiana a funzionare, anche se in realtà, dopo l’ultima Guerra Mondiale, non è mai esistita veramente.

Santino Scuderi

Per le donazioni: IBAN: IT66R0311101632000000020641

Le dimissioni di Sua Santità Papa Benedetto XVI

Grande sgomento ha causato, in tutta la comunità cattolica e non solo, la notizia delle dimissioni di Papa Benedetto XVI, studioso, uomo di altissima cultura, di fede religiosa e spiritualità, oltre che filosofo della laicità umana. La scelta di abbandonare il suo ruolo di capo della Chiesa Cattolica non è avvenuta per caso o solo per problemi legati alla sua salute, ma soprattutto perché la sua grande spiritualità non concorda più con quello che la Chiesa oggi è diventata. Il Papa è di origine tedesca, con una mentalità per la quale è fedele alle regole delle norme DIN, ISO e ad altre che fanno parte del gruppo UNI e che rappresentano una specie di vademecum di tutte le attività umane presenti nei Paesi sviluppati. Che cosa voglio dire con questo? Che ogni cosa deve essere omologata per poter essere utilizzata e consumata: senza delle regole precise tutto diventerebbe fuori legge e nulla potrebbe essere prodotto e venduto. Non a caso, tutte le norme di cui sopra sono state studiate in Germania, poiché la disciplina e l’educazione sono nel DNA dei Tedeschi e rappresentano l’orgoglio di questo popolo. Diceva mio nonno: un posto per ogni cosa e ogni cosa al suo posto. Con ciò intendo dire che un Papa deve a qualunque costo rappresentare la Cristianità nella sua divinità umana e che non potrebbe stringere la mano ad alcuno se ciò venisse meno. Lo stesso vale per chi si arricchisce in maniera sproporzionata ed esagerata, spesso senza aver prodotto alcunché, sulle spalle di coloro che hanno effettivamente lavorato. Per non parlare, poi, dei casi d’immoralità inconcepibili per un Papa consacrato alla divinità. Quindi, Benedetto XVI non poteva fingere di non sapere e di non vedere, senza intervenire nei confronti dei deboli bisognosi di aiuto. Vi sono tante persone che saccheggiano la povera gente che produce ricchezza, sperperando tutto per infami capricci a danno di chi lavora con sudore e non riesce a vivere dignitosamente. Se poi parliamo di scelleratezza umana, anche nell’ambito della Chiesa essa è stata presente: basti pensare al caso di alcuni preti che non solo si sono indebitamente arricchiti, ma hanno anche compiuto azioni terribilmente immorali verso tanti bambini.

Conclusione: tutte queste vili vicende le doveva portare il Papa sulle proprie spalle in maniera inaccettabile. I suoi occhi e le sue orecchie non potevano evitare di vedere e di udire certe cose. Farò un esempio: il Papa rappresentava in Italia, e specialmente nelle zone rurali, Dio in terra, mentre Dio in realtà era solo in cielo. Così molti consideravano il Papa; era questa l’importanza (sia pure esagerata) che si dava al capo della Chiesa Cattolica, in Italia e nel mondo. Oggi il Papa non può più vivere, come avveniva in passato, senza uscire pubblicamente dal Vaticano; tutti i viaggi iniziati per merito di Papa Pacelli, chiamati “uscite internazionali”, dovranno necessariamente continuare e quindi occorrerà che ci siano le forze fisiche e mentali perché ciò avvenga. Se, a causa della vecchiaia, tali viaggi non potessero più essere realizzati, un altro Papa dovrebbe vigilare sulla continuità dei rapporti internazionali, una volta effettuati.

Ciò che mi permetto di suggerire alla Santa Chiesa Cattolica è che, dopo aver svolto la dovuta “pulizia” all’interno della stessa Chiesa per le vicende che tutti conosciamo, o ritorni ai tempi in cui il Papa non usciva dalle mura vaticane e non aveva rapporti né economico-sociali né di altra natura con l’esterno, oppure vari una legge di diritto canonico che permetta al Pontefice di andare in pensione a una età stabilita, poiché altrimenti, venendo a mancare le forze, potrebbe essere impossibilitato a svolgere viaggi e impegni internazionali. In questa ipotesi, raggiunta l’età suddetta, verrà svolto il Conclave, così come la Chiesa ha sempre fatto.

Nella Chiesa Cattolica e nel sistema politico italiano c’erano, e in parte ancora ci sono, gli insegnamenti dei Vangeli, fondamentali per una buona convivenza civile e sociale, per lo sviluppo e quindi per la fratellanza umana. Oggi tutto questo non ricopre più alcuna importanza a causa della confusione socio-politica e umana. A questo punto, il Papa, uomo amante dei Vangeli, del diritto e dell’amore fra gli individui, ha giustamente fatto una riflessione responsabile quale primo religioso della Chiesa Cattolica, che conta oltre un miliardo di fedeli nel mondo e, anche considerando gli altri miliardi di laici e chi appartiene a una fede diversa, ha dovuto prendere la dolorosa decisione di abbandonare la propria carica papale per non essere criticato e per non subire battute ironiche da parte di tutti. Credo che non occorrano molti altri commenti, se ci si riflette attentamente. Il Papa, Sua Santità Benedetto XVI, deve rappresentare tutta l’umanità e la fede nel mondo insieme con tutti i suoi ministri che dovrebbero dare un buon esempio di rettitudine all’uomo guidandolo durante la sua vita. Tutto questo è venuto meno a causa delle situazioni che tutti noi conosciamo. Tutte quelle necessarie premesse sono venute a mancare, generando una forma d’anarchia scostumata e selvaggia che non poteva concordare con la spiritualità di un Papa d’origine tedesca, con un DNA di un Paese che vive di leggi, regole e discipline. Se Papa Giovanni Paolo II ha potuto, nel bene e nel male, trasformare l’Unione Sovietica da uno stato comunista in uno repubblicano-democratico, è pur vero che non è riuscito a risolvere la piaga degli scandali nella stessa Chiesa Cattolica. Non è potuto intervenire sui fedeli in merito ai malcostumi e alle cattive azioni tenute anche dai laici. Papa Ratzinger, con la sua grande disciplina tedesca, avrebbe dovuto risolvere anche i problemi legati alla morale dei fedeli italiani a tutti i livelli. Ora, le tante difficoltà presenti sono divenute più grandi e difficili da risolvere e rappresentano uno dei motivi che hanno condotto il Papa alla decisione di abbandonare la sua carica, unitamente, come ho sopra esposto, a tutte quelle situazioni non più concordanti con il grande spirito di fede cui è fortemente legato da buon tedesco quale egli è.

Concludendo, vorrei esprimere un mio pensiero: probabilmente il mondo del capitalismo sviscerato tra pochi anni sarà alla conclusione, e ognuno di noi, nessuno escluso, dovrà contribuire alla partecipazione della ricchezza sociale. Questo segnale credo che l’abbia ben recepito Papa Benedetto XVI, e quindi, assieme a tutte le altre cose, forze mancanti comprese, ha deciso di ritirarsi.

Santino Scuderi

Moria di delfini

Un mistero relativamente inspiegabile

STIAMO SOTTOVALUTANDO LA GRAVITÀ DELL’INQUINAMENTO DEI MARI DEL NOSTRO PIANETA

Si è parlato tanto della grande moria di delfini, insieme con la perdita d’orientamento di tanti altri animali marini, senza conoscere ancora la natura di tali pericolosi fenomeni che colpiscono non solo i cetacei, ma addirittura l’intera fauna marina comprese le balene.

Da anni, la scienza internazionale cerca di capire l’origine di questa situazione che oggi si verifica in maniera crescente e sempre più preoccupante. I risultati degli studi condotti sulla moria di tutti questi animali attribuiscono la responsabilità ad alcune forme d’infezioni batteriche di tipo photobacterium damselae, o al morbilli virus, che è il cimurro dei cetacei. Sicuramente gli studiosi della fauna marina stanno facendo di tutto per comprendere l’origine di questa grave situazione che non coinvolge solo gli animali, ma anche l’uomo, che dei pesci si ciba. Chi vi parla non è un esperto della materia, ma è un attento osservatore e uno studioso di tutti i piccoli problemi sociali inerenti alla ricerca. Infatti, come osservatore e fruitore dei prodotti ittici, da cinquant’anni tengo sotto controllo detta fauna che, lentamente, ha subito un grave deterioramento circa la vivacità del suo aspetto e la salubrità delle sue stesse carni che, spesso, potrebbero non essere commestibili. Spero che ciò che sto cercando di segnalare non produca terrorismo alimentare, ma una certa cautela nel consumo del pesce dal momento in cui non è sottoposto ai dovuti controlli degli operatori. Andando ad analizzare in dettaglio, esistono molte specie apparentemente sane, ma anche molte altre malate, che vivono in acque che sembrano pulite; è pur vero che, se le acque perdono la loro naturale composizione, la fauna si alimenterà con sostanze contaminate da agenti chimici utilizzati quotidianamente dall’uomo. Perciò la fauna marina assume tali sostanze che poi verranno assorbite anche dall’uomo nel momento in cui si ciberà dei vari prodotti ittici. Stando così le cose, quali danni comporterebbero all’umanità? Non è dato conoscerli al momento. Alcuni decenni fa, ho segnalato al pescivendolo stesso la presenza di un tumore in un pesce spada di circa cento chili, cosa della quale lui non si era accorto; mi disse che l’anomalia (il tumore) presente in quel pesce da taglio l’aveva notata altre volte, anche in altri pesci messi in vendita. Molto spesso, si possono notare delle anomalie anche osservando la loro cute malaticcia e non uniforme. Come dicevo in precedenza, parlo da diversi decenni delle malattie che colpiscono la fauna marina e non solo, come, ad esempio, in uno dei miei libri di pensieri filosofici dal titolo Italia malata, scritto e pubblicato nel 1998. In quest’opera, ho trattato dell’inquinamento del mare nel tempo, che ha danneggiato sempre di più i pesci. Nessuno pensa alle enormi quantità di sostanze chimiche presenti nelle attività di tutti i giorni e a tutti gli usi e gli abusi che ne facciamo: dal detersivo per i piatti a quello per la biancheria, dallo shampoo ai bagnoschiuma. Questi sono i prodotti più comuni e che vengono utilizzati più facilmente, ma non bisogna dimenticare quelli industriali particolarmente tossici e velenosi. Gli scarichi industriali e le comuni attività umane portano tutte queste sostanze nei mari; anche i prodotti degli ospedali, che dovrebbero essere controllati e depurati (anche se non dagli agenti chimici) da parte degli addetti, andranno a inquinare le acque marine. C’è poi un tipo di inquinamento più subdolo che sfugge all’uomo: pensiamo alle medicine che utilizza per curarsi; spesso finiscono in mare, espulse dalle urine. In mare andranno non solo quelle dell’uomo, ma anche quelle degli animali domestici (che sono tanti!). Poi vi sono le urine degli animali da stalla che, seppure purificate, insieme con vari escrementi, a volte possono essere contaminate da sostanze chimiche e mediche assunte, che, in parte, finiranno in mare attraverso le fogne, o, come avviene in agricoltura biologica, verranno trasformate in concime (si fa per dire). Tutto questo ha avuto inizio dagli anni cinquanta con lo sviluppo di massa. Non devono essere dimenticate le microparticelle molecolari dell’usura degli pneumatici (chimici) non più realizzati con derivati naturali quali la gomma arabica e altri. Tutti gli pneumatici, sotto forma di microparticelle, finiranno in mare o assorbiti (nel bene o nel male) da alcuni prodotti della terra. Insomma, chimica e veleni a più non posso sono costantemente utilizzati dall’uomo per sé e per cose d’assurda voluttuosità, andando poi a finire nel povero mare che non può difendersi da solo. Basti pensare che l’uomo di Neanderthal, non utilizzando sostanze chimiche, ma solo ciò che la natura gli aveva dato, non inquinava né il mare né la terra, anche perché non utilizzava nulla di artificiale e riponeva le evacuazioni e le urine non in mare ma per terra, come natura ci ha da sempre insegnato.

Santino Scuderi

Alimenti in pericolo e senza controllo

PRODUZIONE E QUALITÀ SCADENTI; CIBI VECCHI DA NON COMMERCIALIZZARE

Da qualche anno, si discute sull’inquinamento delle acque nel nostro Paese, un problema di enormi proporzioni rispetto agli altri stati europei, in quanto la razionalizzazione delle acque non è disciplinata con attenzione. Non voglio fare la figura del saccente, ma tali questioni le ho già affrontate quasi mezzo secolo fa, quando contestavo il famoso modo di dire: “tutto si crea e nulla si distrugge”. A quei tempi, contestavo tale detto sostenendo che: “tutto si crea” stava a indicare qualcosa di confuso che avviene senza rispetto per le cose, mentre “nulla si distrugge” era un concetto terribilmente sbagliato anche solo a citarlo. Andiamo al dunque: ciò su cui polemizzavo era la cattiva abitudine di sporcare le acque con gli scarichi delle fognature e questo avveniva, e avviene ancora oggi, anche nelle grandi città che, pur avendo i purificatori, riescono a smaltire solo parte di tutti i derivati chimici, che rimangono depositati nelle falde acquifere. Mi riferisco ai detersivi, alle medicine assunte dalla popolazione e dagli animali domestici. Quindi, se sommiamo tutte queste sostanze, possiamo osservare che, nel tempo, si è verificato un cambiamento fisiologico e chimico dei mari, sia pure in piccole percentuali, tale da incidere sulla vita biologica marina e non solo, e purtroppo non in positivo. Quando ero ragazzo, contestavo il fatto che, seppure il mare fosse grandissimo e la nostra pipì non si vedesse, la sua immissione, negli anni, avrebbe potuto provocare sicuramente qualche danno. Il ragionamento è molto semplice: se in un bicchiere d’acqua versiamo alcune gocce di vino, queste non gli faranno del male, ma è pur vero che un cambiamento nell’acqua, anche se minimo, avverrà. È un dato di fatto: già da un po’ di anni tutto sta morendo; questa situazione non è una barzelletta. La famosa uva Italia oppure la Baresana non sono più prodotte secondo gli standard qualitativi che ne esaltano la fragranza; prima, grazie a insetti di vario genere, come le stesse api, alcuni frutti e piante venivano modificati in modo naturale mutando nella loro consistenza, a differenza di quanto avviene oggi, poiché i vini vengono prodotti con l’aggiunta di sostanze chimiche. Purtroppo, molti insetti non esistono più, mentre altri potrebbero essere in fase di estinzione. Tutti questi grandi mutamenti generali hanno comportato stravolgimenti non indifferenti sull’ittica, danneggiando, in maniera quasi irreversibile, la fauna marina a causa del proliferare di malattie. Di conseguenza, il pescato diminuisce.

È da un po’ che osservo tale situazione, notando un aggravamento tale da rilevare persino dei tumori in pesci di grandi dimensioni. Sarebbe stato il mio sogno svolgere delle ricerche in questo campo, ma ho subito degli impedimenti da parte di mascalzoni che hanno fatto di tutto per fermarmi. Spero che quanto affermerò non sia messo in dubbio; potrebbe apparire forse esagerato, ma non privo di fondamento. Si tratterebbe solo di fare ricerca in merito a quanto appena descritto per vedere se si possono riscontrare fatti interessanti che permettano di condurre ulteriori indagini. Dell’impollinazione e del sistema degli innesti, ne parlo in uno dei capitoli nel mio sito: negli anni Cinquanta riuscii, con successo, a realizzare il primo limone mignon, unico al mondo: un tipo di limone bonsai ibridato con innesti germogliati di altri agrumi su un alberello di kunquatus, giocando anche sui tagli periodici delle radici affinché si stabilizzasse in altezza. Produceva limoni con cinque fioriture all’anno; lo tenevo in casa con il clima che normalmente è idoneo per le persone.

Riferendomi sempre alle impollinazioni, adesso parlerò di qualcosa che potrebbe sembrare inverosimile, ma che in realtà non lo è. Come abbiamo visto, tutto funziona tramite il sistema delle impollinazioni, nel bene e nel male. Allora dico: l’uomo può essere soggetto a impollinazioni? Conosciamo solo quelle negative compiute dalla zanzara tigre, dal serpente velenoso, conosciamo i morsi fatti da bestie tra le più diverse e da tanti altri insetti, anche ignorati dall’uomo. Insomma, tra tanti insetti e vermi come le sanguisughe, che pare stiano ritornando in uso, è possibile che questi esseri viventi, che vengono a contatto con il nostro sistema biologico e che non ci infettano, succhino e modifichino il metabolismo del nostro corpo? Può essere che si ritorni a utilizzare cure usate in tempi passati? Non è dato saperlo.

Ora parlerò di ciò che ho pensato da bambino, quando cercavo di capire se per l’uomo fosse buono essere sottoposto alle impollinazioni di tanti insetti esistenti in natura per ottenere una vita più regolare. Una cosa è certa, in un passato non molto lontano, l’uomo conviveva con degli insetti la cui presenza veniva considerata normale: per esempio le zecche, le pulci, le cimici che crescevano, da un giorno l’altro, pronte a succhiare sangue, divenendo poi maleodoranti. Domanda: era una forma d’innesto quando succhiavano il sangue da una persona all’altra, oppure semplicemente si nutrivano di sangue ricco di sostanze (come per esempio zucchero antidiabetico)? E come mai non ci si ammalava in massa? Insomma, l’umanità era tutta vaccinata in maniera naturale. Credo che si tratti di argomenti da rivedere per capire se bisogna andare a ricercare enzimi e molecole che detti insetti sicuramente possiedono. Se si compisse un’attenta analisi, si noterebbe che l’umanità, a seconda delle zone geografiche, ha subito dei mutamenti che non so se definire in meglio o in peggio. Sono sicuro che, senza andare molto lontano nel tempo, dagli ultimi cento anni a oggi, nel nostro Paese la popolazione sia cambiata fisicamente e psicologicamente; se la vita si è allungata, ciò è dovuto alla continua assunzione di medicine (o, se volete, di sostanze chimiche) che ha dilatato le aspettative di vita. Un tempo, tutto questo non esisteva. Spesso, si moriva giovani, ma è pur vero che mancavano gli alimenti necessari per tutti; non vi era la possibilità di compiere abbondanti produzioni alimentari e i cibi non potevano essere conservati a lungo, se non sotto sale. Sulla base di quanto appena esposto, la ricerca, in futuro, potrebbe rivolgersi verso questa direzione per cercare di ottenere dei risultati sicuramente interessanti e sorprendenti per garantire una vita e una salute più ordinata, facendo diminuire l’assunzione di prodotti chimici che non fa propriamente bene.

Vorrei, perciò, invitare tutti i responsabili delle Istituzioni, addetti ai controlli, a essere attenti circa l’origine e la qualità dei cibi, osservandone il giorno della raccolta e il grado di maturazione; sarebbe importante valutarne l’origine nazionale o d’importazione. Inoltre, occorrerebbe raccomandare l’acquisto dei prodotti di provenienza nazionale, senza discriminare quelli stranieri (solo se buoni). Già da qualche tempo, ho segnalato che, su tutta la merce venduta al dettaglio, dovrebbe essere indicato, oltre alla qualità (prima, seconda, terza), anche il prezzo base del produttore per capire il sistema dei rincari finali. Questo non lo dico a caso, ma perché è inconcepibile vedere dei prodotti alimentari, come ad esempio il formaggio, costare quarantacinque euro al chilo, l’equivalente di novantamila lire. Senza considerare che si è avuto il coraggio di vendere dei prodotti ittici vecchi e marci a parecchie decine di euro al chilo. Credo che questo sia uno scandalo: poiché il latte è pagato a cinquanta centesimi al chilo, il formaggio non dovrebbe superare i dieci euro al chilo. Invece, è venduto a cifre esorbitanti e, in virtù del periodo di recessione che stiamo attraversando, se non si sta attenti, con lo stipendio non si arriva alla seconda settimana del mese. Non va dimenticato che, se sul mercato esistono prodotti (alimentari e non) con prezzi così esorbitanti (e comunque si vendono), vuol dire che ci sono molte persone che, senza produrre alcun bene, si impadroniscono della ricchezza prodotta da chi ha faticato con il sudore e la sprecano senza alcun rispetto. Conclusione: chi fa parte delle Istituzioni dovrebbe fare il proprio dovere secondo le leggi in vigore nei Paesi civili avanzati. Nel momento in cui ciò non si realizza, tali individui dovrebbero essere rimossi dalla loro funzione, con l’auspicio di un ricambio che ponga ai vertici cittadini semplici e capaci di svolgere i compiti assegnatigli.

Santino Scuderi

Comparsa di odori, rumori e visioni

Sono tre le scoperte di cui si cerca di parlare da tempo, ma nessuno ha potuto mai accertarne la natura e l’origine; questi fenomeni per certi versi possono essere clamorosi e per altri sconcertanti. In questa relazione, cercherò di dimostrare, a tutti coloro che non credono, che questi fenomeni sono reali e non invenzioni.

Non parlo di scoperte vere e proprie, ma sicuramente di questo si tratta. La raccolta da me effettuata non avvenne per caso, ma in seguito a un’attenta ricerca che iniziò a partire dagli anni ’50, esattamente dopo la morte della mia povera mamma che mi amava moltissimo, più degli altri suoi figli. Di questo prima rivelazione, ne parlo in uno dei capitoli presenti all’interno del mio sito “Autotelesos”, alla voce “Pensiero filosofico anima e spirito come entità”. Infatti, nel capitolo racconto di odori che mia madre mi trasmetteva tramite i cibi che mi piacevano. Non ho mai capito se ciò avvenisse con il pensiero oppure se provenissero dalla “memoria” di un’entità propria. Fenomeni di questo tipo ne ho visti manifestarsi numerose volte (credo che ognuno di noi li abbia visti nella propria vita) e li ho in gran parte conservati nella memoria. Ma i fenomeni non riguardano soltanto gli odori; le mie ricerche si sono spinte oltre, proseguendo, per ciò che riguarda la mente umana e, se volete, anche quella animale, verso i tre sensi più importanti della vita biologica: l’olfatto, l’udito e la vista.
Sono trascorsi sessant’anni prima di poter finalmente comprendere questi fenomeni, che ognuno di noi ha provato durante la propria esistenza considerandoli però di poca importanza oppure frutto di strane coincidenze.
Come dicevo, sono parecchie decine d’anni che raccolgo esperienze, che compio ricerche personali in quest’ambito, e posso oggi, con ragion di causa, dire che le apparizioni, gli odori e i rumori non presenti materialmente esistono realmente ma non fisicamente, un po’ come i miracoli. Verso questi ultimi ho il massimo rispetto, mentre i fenomeni di cui parlo sono stati oggetto di studi e ricerche importanti: ne ho elencati moltissimi tipi sui quali mi sono pronunciato sin dall’inizio, avendoli osservati nei minimi particolari. Se poi qualcuno dubitasse circa le mie analisi (maniacali), vorrei evidenziare che alcune delle mie teorie sono state acquisite da un professore di psichiatria di fama mondiale e riconosciute nell’ambito della psichiatria moderna dopo gli anni ’70. Avevo ragione da vendere! (Si veda il sito www.Autotelesos.it alla voce: “Psichiatria e malattie varie da tenere sotto controllo”) Sicuramente sono fenomeni simili a quelli relativi alla fede e bisogna avere rispetto per tutti coloro che credono, anche se non tutti riconoscono il loro verificarsi. Perciò, dopo aver effettuato una lunga serie di analisi, posso affermare che si tratta di fatti avvenuti. Ora passo la parola a tutti i ricercatori che si occupano delle materie inerenti l’olfatto, la vista e l’udito, per approfondire le indagini che sicuramente daranno ulteriori risultati. Una cosa importante, che bisogna cercare di capire, riguarda lo stato d’animo in cui l’individuo versa: infatti, perché questi fenomeni accadano, occorre che ci si trovi in momenti di silenzio, di particolare tranquillità, soprattutto se nella vita quotidiana si è soggetti a problemi di tipo sociale non facilmente risolvibili. Perciò, rumori, odori, visioni possono riemergere dalla scheda di memoria della propria entità anche più volte durante la stessa giornata; poi, al momento in cui si verificano i particolari del fenomeno, ci si accorge che erano immagini e sensazioni già presenti in memoria all’interno della scheda dell’entità cerebrale, come quella di un normale computer. Non vanno dimenticate le famose credenze o aneddoti popolari secondo cui l’individuo sogna a occhi aperti: si tratta di visioni provenienti da quell’entità o “scheda di memoria” che ognuno di noi possiede e che, in certi momenti e in particolari condizioni psicologiche, possono venire alla luce.
Voglio citare l’ultima apparizione che ho “vissuto”: si trattava di un tram distante da me venti metri, che viaggiava verso la mia persona, ma che, dopo un attimo di distrazione, scomparve. Da non dimenticare che anche il ricordo di dolori agli organi mancanti a persone che hanno subito amputazioni o parti di organi non più presenti, come se fossero presenti, provengono dall’entità di memoria. Anche queste sono apparizioni o sensazioni provenienti dalla memoria dell’entità. Persino una violenta martellata in casa proviene dalla memoria del vecchio passato, lo stesso per gli odori; non sono fantasie, sono fatti reali esistenti nella scheda della memoria umana e vissuti nel passato che, se non si è tranquilli e con la mente riposata, possono riaffiorare quale segnale per prestare attenzione alla propria vita.

Santino Scuderi