Dal “Tribunale penale” al “Tribunale ospedale di giustizia umana”

Il titolo di questa mia riflessione potrà sembrare sciocco e senza senso. In realtà, se ci si addentra nella logica dei fatti accaduti e che continuano ad accadere, si capisce che non è così. Infatti, in una democrazia vera e matura sarebbe giusto parlare di “Tribunale ospedale” in quanto il Tribunale è un luogo dove viene tutelato l’innocente senza mai formulare giudizi affrettati e applicando la logica e il Diritto. Anche nei casi in cui una persona viene condannata all’ergastolo non bisogna dimenticare che l’obiettivo principale dovrebbe essere il recupero della sua persona e il reinserimento nella società: questo è ciò che avviene nelle democrazie. Se non accade, allora significa che viviamo in un’orrenda dittatura, come quelle del passato, in cui magistrati e personaggi che esercitavano il potere provavano piacere nel comminare una condanna, ancor più se prevedeva la morte a causa delle bestie feroci, come nell’antica Roma.

Fortunatamente l’umanità ha quasi completamente debellato la pena di morte, vile forma di condanna, ad eccezione però della formula che si può definire “pena lenta e a lungo termine”, che viene praticata ancora con alcuni personaggi scomodi, come il sottoscritto galantuomo Santi Scuderi, protagonista di un caso curioso, in quanto famoso all’estero e in America, e sconosciuto in Italia. Nel nostro Paese, infatti, davo fastidio, rischiando di diventare l’uomo più ricco d’Italia.

Dunque, ci sono alcuni magistrati che possiedono lo stesso DNA presente nelle dittature dell’antichità, che svolgono il proprio lavoro privi di quella sensibilità che invece hanno molti loro colleghi, che non godono delle condanne comminate ai responsabili, che infatti dovrebbero risultare come delle cure psicologiche e mediche necessarie per il caso in questione.

Non molto tempo fa, ho proposto al Presidente degli Stati Uniti Barack Obama, per via degli ottimi rapporti di stima e di amicizia che intercorrono tra di noi, di intervenire contro la pena di morte poiché, anche se è da considerare un deterrente, non può essere presente in una democrazia: la condanna a morte dovrebbe essere subito convertita in condanna all’ergastolo, con conseguente cura finalizzata al recupero sociale.
Sono comunque convinto che io e il presidente Obama condividiamo lo stesso tipo di DNA, per via della condivisione di numerose idee sociali. Ottimi rapporti ho anche con diverse istituzioni americane che sono a conoscenza, grazie ai servizi segreti, degli infami fatti di cui sono stato vittima mio malgrado.

Sulla base di quanto detto, e traendo ispirazione dal diritto degli antichi Romani, il Tribunale non dovrà più essere definito “penale”, ma “Tribunale ospedale di giustizia umana”, in cui i condannati vengono curati come se fossero affetti da una malattia. Questo deve essere un modello per tutto il mondo, in quanto i rapporti umani vanno curati nel miglior modo possibile, considerando che ogni istituzione è legata alla giustizia e alla legalità umana. Nessuno, infatti, deve esercitare alcuna forma di autorità, né i semplici cittadini né, in particolare, coloro che collaborano con la magistratura, comprese le forze dell’ordine (Polizia, Carabinieri, Guardia di finanza). Sarebbe bene, inoltre, che tutti loro – compresi magistrati e avvocati – acquisissero, oltre alle competenze nei rispettivi ambiti di lavoro, anche una laurea in discipline psicologiche e umanistiche, avendo così la possibilità di comprendere molto meglio il colpevole, evitando il compiacimento nel vedere il male altrui e comminando una pena vera e giusta. Tutti coloro che lavorano in questo ambito dovrebbero agire con lo spirito missionario di un medico o un religioso. Allo stesso modo, le forze dell’ordine dovrebbero svolgere le indagini con estrema attenzione e cautela, affinché non si rallegrino mai del male altrui, ma comprendano le reali motivazioni alla base di ogni comportamento o reato, riferendo il tutto con estrema professionalità al magistrato che elaborerà i dati tenendo conto dello spirito e dell’animo dell’accusato, e delle dichiarazioni che forniranno gli inquirenti affinché venga creato un fascicolo veritiero.

Se tutto questo avvenisse con professionalità e umanità, allora molte sgradevoli situazioni dovute a problemi di asocialità verrebbero meno, e resterebbero soltanto quelle causate da disturbi di natura patologica.

Santi Scuderi

Multi effetto serra ancora sconosciuto e funzioni dell’atmosfera

È almeno una ventina d’anni che si parla dell’effetto serra causato dalla grande quantità di smog, immesso nell’aria dalle industrie di smaltimento dei rifiuti o da altre attività che producono fumi tossici. A tal proposito mi sembra opportuno citare il fatto che, poco tempo fa, ho consigliato agli Stati Uniti come poter risolvere il problema mediante il ricorso a centrifughe continue automatiche, in grado di separare l’aria dalle molecole tossiche.
In generale, sarei molto contento se il problema dell’effetto serra fosse causato “solamente” dalle ciminiere delle industrie che bruciano rifiuti, ma purtroppo non è così.
Oltre a questo tipo di inquinamento bisogna prendere in considerazione anche quello chimico causato dai detersivi che finiscono nelle fognature, con il risultato di un forte avvelenamento dei mari e delle falde acquifere terrestri. Inoltre sono presenti anche dei fumi tossici prodotti dalle frenate delle automobili e dalle frizioni: il consumo delle pastiglie dei freni a disco, della “nafra” dei ferodi a base di mica, di miscele di amianto indurito. Tutte queste nanoparticelle, invisibili e spesso inodore, sono sparse per terra e nell’aria che respiriamo, portando a un’intensificazione del fenomeno dell’effetto serra.
Un altro problema molto grave è l’usura degli pneumatici composti da materiale chimico. Considerata l’usura giornaliera di milioni di tonnellate di gomme che si trasformano in nanoparticelle che si spargono nell’aria e per terra, per poi finire nei laghi e nei mari, è chiaro quanto la questione sia grave.
Dunque, l’effetto serra di cui si continua a parlare è un problema molto rilevante, ma la situazione, come adesso è chiaro, è più complessa di quanto si possa immaginare.

A questo grave problema va sommato anche il danno causato dal consumo di carburante di ogni tipo, necessario per produrre l’energia meccanica in grado di far muovere le automobili sparse su tutto il pianeta. Bruciando il carburante, queste auto producono un’enorme quantità di energia termica, tanto che io impropriamente parlo di “pianeta Terra pieno di falò”. Quindi ogni vettura per muoversi dovrà “accendere” il “falò”, producendo calore. Analoga situazione avviene per il fabbisogno energetico domestico, con i vari tipi di gas (ad es. il metano) che servono per produrre energia meccanica e di riscaldamento per le abitazioni: anche in questo caso si può parlare di “falò” che producono calore e che contribuiscono al riscaldamento dell’atmosfera. Questa direzione di ricerca l’ho intrapresa circa cinquant’anni fa, quando mi accorgevo che nelle città – dotate di un numero elevato di automobili – la temperatura era più alta rispetto alle zone rurali. Allora ho pensato che se avessimo unito tutti questi “falò”, non avremmo più avuto, appunto, un “falò” soltanto, ma un enorme vulcano che produce una grandissima quantità di energia termica che si diffonde su tutto il pianeta.
Le attività dell’uomo, anche se non producono gas tossici, generano comunque energia termica, causando un riscaldamento che contrasta il naturale clima dell’atmosfera. Questa, infatti, è caratterizzata da più strati, di cui il più vicino è la stratosfera (che è posta a circa dieci chilometri di altezza e che rappresenta la principale difesa della Terra), che è una sorta di “placenta” del pianeta, lo strato più importante perché tutto ciò che viene “prodotto” sulla Terra – soprattutto in termini chimici – rimane al suo interno. Bisogna comunque accennare anche alle missioni spaziali che hanno fatto sì che molti “prodotti” siano fuoriusciti dalla stratosfera, non si sa con quali risultati per il pianeta.
Oltre ad essa, ci sono altri strati che hanno compiti protettivi specifici: protezione dai raggi cosmici e ultravioletti, da radiazioni cosmiche e, soprattutto, da oggetti presenti nello spazio, come meteoriti o “rottami spaziali” lasciati dall’uomo. Lo strato più esterno, infatti, non permette il passaggio di questi corpi, neutralizzandoli con l’alta temperatura da questi acquisita per via della grande velocità assunta al loro ingresso nell’atmosfera.
Al contrario, i meteoriti di grandi dimensioni possono acquisire una loro posizione geostazionaria nell’universo, sempre che questi non vadano in collisione con altri satelliti posti nello spazio. Infatti, l’universo è pieno di piccoli satelliti posizionati nelle loro orbite fuori dall’atmosfera terreste.

Questa mia breve relazione è diretta alle nuove generazioni, affinché possa essere dato sempre nuovo impulso alla ricerca, per il bene del pianeta e di tutta la flora e la fauna.

Santi Scuderi

Come generare corrente elettrica dalle cascate delle acque

ANCHE DA QUELLE DI PICCOLE DIMENSIONI, COME QUELLE DEL NAVIGLIO IN PIAZZA XXIV MAGGIO A MILANO

È possibile produrre energia elettrica sfruttando le piccole cascate (“cadute”) a lingue di acqua presenti nel naviglio di Piazza XXIV maggio a Milano. Il progetto prevedrebbe l’applicazione di una multipala basculante e ruotante con alternatore collegato, in grado di produrre energia elettrica alternata o continua, che verrà immessa nella rete Enel, fornendo un contributo gratuito non trascurabile, considerata la quantità di acqua che, per quasi tutto l’anno, è presente in quella zona e in tante altre piccole o grandi “cascate” di fontane nelle città. L’apporto continuo per quasi tutto l’anno fornirebbe un prezioso contributo di energia elettrica gratis, con un costo di ammortamento dell’impianto molto basso. Bisogna infatti ricordare che quando la produzione di energia elettrica era ancora un sogno, l’acqua di queste fonti veniva impiegata non solo per annaffiare i terreni, ma anche per alimentare i mulini ad acqua con secchi ruotanti (che si riempivano e svuotavano ripetutamente), presenti in molti villaggi d’Italia, utilizzati per la produzione della farina

Il brevetto di questo progetto, insieme a molti altri, è stato vigliaccamente bloccato dai responsabili delle istituzioni, che dovranno rispondere non solo del notevole danno causato a me, lo scienziato Santi Scuderi, ma soprattutto all’Italia e agli Italiani per la grande ricchezza di lavoro mancata.
Affiderò la rivendicazione di tutti i danni causatimi e il progetto in questione – per un risarcimento che dovrà ammontare a centinaia di milioni di euro che lo Stato dovrà versarmi – al Movimento 5 Stelle e ai numerosi giovani politici – compresi giovani avvocati – che hanno la volontà di mettere in ordine uno Stato italiano purtroppo mai esistito. Io mi renderò disponibile al M5S e per il bene del popolo, dando il mio contributo per la creazione di lavoro “utile” al Paese e allo sviluppo dell’occupazione. Ho a disposizione da più di trent’anni una mezza dozzina di prodotti tecnologici nuovi e innovativi, alcuni ancora da brevettare e da mettere in produzione, e sono anche disponibile a realizzare, con i mezzi economici, il progetto suddetto per la cascatella di Piazza XXIV maggio.

La quantità di energia elettrica in kWh che si può produrre con circa 100/150 litri d’acqua al secondo è notevole, soprattutto se si considera l’utilizzo dell’apparato a “sena” creato con pale ruotanti o con multi-contenitori ruotanti, o ancora con contenitori unici da applicare come prolungamento in larghezza della cascata. È chiaramente un progetto da non sottovalutare, che potrebbe permettere di produrre moltissima energia gratis.
Inoltre metterò a disposizione una parte del denaro che lo Stato dovrà risarcirmi (il cui importo sarà ingente) per i danni creatimi e per le malversazioni malavitose esistenti presso la Corte d’Appello di Milano nei miei confronti, che hanno vilipeso la mia persona a scopo di mercimonio. Impiegherò il resto del denaro per lo sviluppo del lavoro e per l’apertura di un ufficio internazionale che si occuperà di combattere contro le azioni dei politici e della magistratura che vanno a danno degli innocenti.
Tutti responsabili di quanto accadutomi dovranno essere processati e messi in galera, come previsto dalla legge (i loro nomi sono presenti nel libro autobiografico pubblicato e consegnatogli quindici anni fa, presente sul sito). Si tratta, infatti, di privati e addetti delle istituzioni che dovranno rispondere di ben trent’anni di persecuzioni, compresi gli avvocati imbroglioni e azzeccagarbugli che tanto hanno danneggiato il popolo italiano e me, che sono stato il maggiore galantuomo d’Italia, scienziato poliedrico con un’enorme ricchezza di brevetti, inventiva e creatività.
I processi che dovranno essere istruiti non riguarderanno solamente comuni cittadini, ma persino alcuni Presidenti della Repubblica, che hanno mancato ai doveri assegnatigli dal popolo italiano (vedi allegati). Desidero che venga fatta giustizia a mio favore per via di parecchie centinaia di migliaia di persone nel mondo che vogliono – anche esprimendo il loro parere attraverso internet – che venga ripristinata la legalità, tenuta ignobilmente occultata da molto tempo, e che venga smantellata la malavita associata in affari e mercimoni, composta da numerosi componenti delle istituzioni che nessuno, mai, ha avuto il coraggio di contestare e denunciare.

I primi quindici anni sono stato seguito da avvocati corrotti, che avevano a cuore solamente i propri interessi e i miei soldi. Successivamente, quindici anni fa sono stato affidato, per essere difeso, a degli avvocati indicatimi dal funzionario della Corte d’Appello, ma che non hanno mai fatto sì che venissero sbloccati i miei conti correnti dal decaduto sequestro conservativo al tempo del mio processo, né il libretto di risparmio al portatore (il cui valore era pari a quello di un monolocale) trattenuto presso la Corte d’Appello e che probabilmente è stato incassato privatamente.
Il magistrato Maurizio Grigo, che aveva avviato l’istruttoria finché si trovava a Milano – da alcuni anni è stato trasferito, è evidente che a Milano dava fastidio a qualcuno! –, mi ha sempre detto che se lui fosse stato avvocato li avrebbe certamente sbloccati. Forse anche per questa mia situazione la malavita lo ha trasferito in un’altra regione: avrebbe potuto far venire a galla la verità. Se lui ha sottolineato la fattibilità dello sblocco, perché gli avvocati che mi sono stati indicati dal funzionario della Corte e che si sono presi l’impegno della mia difesa e della restituzione delle somme di denaro non sono in grado di sbloccarli? Perché, inoltre, se era possibile denunciare i responsabili che si macchiarono di colpe nei miei confronti, non l’hanno fatto?

Adesso desidero che con urgenza, e senza perdere altro tempo, vengano posti sotto inchiesta coloro che hanno impedito la restituzione del mio denaro e lo sblocco dei miei conti, e che vengano presto processati e condannati per i trent’anni di infami atti persecutori commessi ai miei danni. Io, che con le mie invenzioni e progetti avrei potuto portare grande ricchezza di lavoro e innovazione in questo Paese, sono stato ostacolato dalla malavita “istituzionale”, che mi ha impedito di produrre per l’Italia moltissimi posti di lavoro e da questo impedimento sono state agevolate solamente le nazioni straniere. Adesso che il mondo del web è a conoscenza dell’immensa letteratura a mio riguardo e degli infami e dolorosi atti subiti, i tempi sono maturi per cui riesca a scoperchiare tutte le malversazioni istituzionali e ottenere il risarcimento che mi spetta per gli ingenti danni economici subiti.

Santi Scuderi

Lampadine multiled per ogni tipo di illuminazione

Nella prima decade di ottobre del 2014, l’Accademia delle Scienze svedese ha assegnato il premio Nobel per la fisica a tre scienziati giapponesi: Shuji Nakamura, cittadino statunitense, Hirachi Amano e Isamu Akasaki, studiosi di chimica e fisica presso la Nagoya University del Giappone. Nel 2012 hanno scoperto che sui diodi led di colore blu, dopo aver applicato un nuovo materiale semiconduttore, si era prodotta una luce molto intensa e chiara; questa importante e innovativa applicazione gli ha permesso l’assegnazione del premio Nobel per la fisica. Infatti il led diodo luminoso fu realizzato nel 1929 nel coloro rosso, e veniva impiegato come segnalatore nell’elettronica.

Successivamente, grazie a numerose innovazioni, sono stati realizzati i diodi led di colore giallo e verde, impiegati sempre come segnalatori.
All’inizio degli anni ’90 si ebbero altre innovazioni: prima di tutto si ottenne una luminescenza maggiore e, contemporaneamente, si ebbe la creazione del diodo led di colore blu – in entrambi i casi l’impiego era ancora quello di segnalatore nei circuiti elettronici.

Io, scienziato Santi Scuderi, mi sono dedicato per anni a questo campo tecnologico, non giungendo a ottenere una elevatissima luminescenza, ma riuscendo a creare la lampadina del futuro a bassissimo consumo, che, nel mio prototipo, era in grado di emettere una luce di colore giallo chiaro, con una luminescenza mediocre, non tale, quindi, da poter avviare la produzione per il mercato.
Non avendo avuto la possibilità di brevettare queste lampadine a diodi multiled, le resi pubbliche il 25.05.2006 inviandone i progetti all’Agenzia ANSA e al Corriere della Sera. Dopo appena sei anni, ecco che fanno il loro ingresso sul mercato le prime lampadine multiled, nella stessa linea da me proposta.

Tornando a quanto detto in apertura, nel 2012 i tre ricercatori giapponesi applicano sul diodo led di colore blu un nuovo materiale semiconduttore, che impedisce la dispersione di energia e permette di ottenere un’intensità di luce chiara. Questo passo avanti rappresenta una grande evoluzione produttiva e commerciale, che prosegue il progetto dei multiled frutto dello spirito creativo dello scienziato Santi Scuderi.
Il successo mondiale di questa invenzione è stato enorme, sia per l’utilizzo che per l’applicazione per numerose esigenze.
A entrambi gli scienziati vanno tutti i meriti e i riconoscimenti internazionali. Nello specifico, il gruppo giapponese ha meritato il Premio Nobel per l’applicazione del nuovo semiconduttore, mentre a Santi Scuderi va il merito della perseveranza nella ricerca e della realizzazione dei multiled in vari voltaggi e quindi per ogni applicazione. Infatti, grazie all’ultima scoperta del semiconduttore da parte dei tre giapponesi e grazie all’incremento dei lumen sono stati prevalentemente impiegati, per via della piccola dimensione applicativa, nei componenti elettronici dei computer e dei telefonini.

Il sottoscritto Santi Scuderi, già accademico della Guglielmo Marconi di Roma, è impegnato sin dagli anni ’50 nella ricerca tecnologica (più varia e di successo) e nel campo dell’illuminazione, con il fine di poter raggiungere i costi di produzione e consumo più bassi possibili.
Per quanto riguarda l’illuminazione, ricordo con un po’ di rabbia che le lampadine a incandescenza di casa si esaurivano in poco tempo, e ciò avveniva perché erano a filamento ferroso semplice e non a filamento di tungsteno, cosa che, al contrario, avrebbe garantito una lunga durata.
Per questo motivo, all’inizio degli anni ’70 realizzai il primo prototipo della lampadina con multiampolle tipo led a normale avvitatura, per sostituire quelle a incandescenza e quelle tubolari, ma i lumen ottenuti non erano ancora sufficienti e i costi erano troppo elevati per un ampio inserimento sul mercato. Così resi pubblico quel prototipo, tanto che, dieci anni dopo, i tecnici di alcune
multinazionali lo realizzarono, rendendo una realtà su scala mondiale, nella versione “a fluorescenza a vite”, la cosiddetta lampadina a basso consumo, che vanta un buon numero di lumen, ma che presenta costi eccessivi di produzione, rispetto a quelle a diodi multiled che successivamente cominciarono a essere prodotte e di cui, cinque anni prima, avevo diffuso gratuitamente il progetto sui giornali: così fu possibile incominciare a sostituire le lampadine a incandescenza e quelle tubolari a neon. Solo negli ultimi anni, e in particolare intorno al 2010, i classici diodi led sono stati migliorati sia nell’intensità dei lumen sia nella chiarezza della luce emessa, grazie, nello specifico, all’invenzione dei tre ricercatori giapponesi.

Alla fine degli anni ’80 ho creato i primi prototipi, realizzando delle normali lampadine a diodi multiled, in serie e in paralleli luminosi a vite, a vari voltaggi (da 3 a 220 Volt), a corrente continua e alternata, certo che sarebbe giunto presto anche il successo mondiale, che avvenne con i diodi led luminosi, ma non di ultima generazione a luce chiara, cosa che si ottenne solo con i tre premi Nobel nel 2013, che ha portato un vantaggio al mercato e ai produttori.
Questo riconoscimento, in realtà, sarebbe andato a me se avessi potuto brevettarli e svilupparli personalmente, così da portare avanti anche altre ricerche, ma lo Stato, o chi lo amministra, ostacola chi vuole creare ricchezza di lavoro per il bene sociale, così come ha fatto con il sottoscritto.

Non avendo più denaro per la ricerca né per la salute, e a causa dell’età avanzata, ho deciso di diffondere gratuitamente diversi progetti, come quello delle lampadine di cui ho scritto.
Così, il 25 maggio del 2006, come già sottolineato, ho inviato all’Agenzia ANSA e al Corriere della Sera il progetto, allegando le immagini del campionario dei prototipi realizzati, con il fine di contribuire alla ricerca sull’illuminazione generale. Infatti, anche se non sono riuscito a brevettarle, è indubbio il merito di averne ceduto gratuitamente il progetto per il bene dell’umanità.
Detto questo, è fuori di dubbio che i tre scienziati hanno ricevuto meritatamente il premio Nobel per aver saputo aggiornare l’utilizzo dei diodi led già esistenti – “inventandone” di più piccoli sempre in formato singolo. È comunque doveroso ricordare che l’invenzione dell’illuminazione multiled va ricondotta esclusivamente a me, considerati i numerosi anni di lavoro spesi su questa ricerca.

I tre vincitori del Nobel hanno il grande merito di aver individuato un nuovo materiale in grado di aumentare i lumen, semplificando l’utilizzo e compiendo un passo avanti negli studi – che comunque va collocato sulla scia degli importanti miglioramenti già ottenuti in precedenza – e riuscendo anche a diminuire i costi. La loro invenzione va quindi considerata sotto il punto di vista del continuo miglioramento tecnologico, partendo dall’originale, che risale al lontano 1929. A quei tempi il diodo led esisteva solamente nel colore rosso. Solo in seguito vennero realizzati altri “miglioramenti”, come la sequenza di led (con led di vari colori e dimensioni), i led lampeggianti, i nuovi led colorati (giallo, verde e, negli anni ’90, blu). Negli ultimi tempi si è giunti a una maggiore luminescenza, che ha permesso un migliore sviluppo applicativo.

Ricapitolando, dunque, l’ampia diffusione industriale delle lampadine multiled è da attribuire esclusivamente a me, Santi Scuderi, pur riconoscendo i grandi meriti dei tre scienziati giapponesi, che sono stati in grado di ottenere un ulteriore “aggiornamento” nell’utilizzo di questa tecnologia. Infatti, come già accennato, la nuova invenzione non consiste nel sostituire la normale lampadina a incandescenza o quella a neon, ricerca che, moralmente e materialmente, già appartiene al sottoscritto. Sono stato infatti io a realizzare i prototipi con una serie di diodi led, utilizzando questa tecnologia nel campo dell’illuminazione e creando lampadine in vari voltaggi (sottolineo comunque che i diodi led erano già molto utilizzati – e lo sono ancora – nei circuiti fissi e saldati, in ambito industriale).

Ricordo anche che con i microled sono stati realizzati, oltre ai segnalatori, anche i televisori di ultima generazione, compresi parte dei telefonini.
Tra le mie invenzioni di successo divenut
e una realtà mondiale ci sono i telecomandi a onde radio per l’inversione delle luci delle auto, da abbagliante ad anabbagliante e viceversa, e che oggi è un’importante realtà, che ebbi modo di esporre al Patexpo di New York nel 1969.
Per quest’ultima ricerca, corredata di prototipi, ricevetti la medaglia d’oro e i graditissimi complimenti della Nasa, che esponeva nello stand accanto al mio.
Infine, utilizzando le nuove onde radio FM, si sono sviluppati tantissimi telecomandi (esclusi quelli a infrarossi), con un significativo impulso tecnologico dato all’industria del settore, per moltissime applicazioni su scala mondiale.

Voglio concludere sperando che tutti i giornalisti esperti di tecnologia e invenzioni, verso i quali nutro un profondo rispetto, considerino con attenzione quanto appena letto prima di elaborare commenti e attribuire meriti – naturalmente senza offendere nessuno, così come neanche io mi sento offeso –, e che, a questo punto, cerchino di conoscere più approfonditamente le mie ricerche, riportate in parte all’interno del mio sito web (www.autotelesos.it).

Santi Scuderi

Nuova scoperta per conservare gli alimenti

Un suggerimento da attuare

Quanto esporrò, riguarda i prodotti alimentari confezionati e freschi, la frutta e i vari ortaggi, per aumentarne le difese contro i batteri presenti nei cibi pronti per l’uso e a media conservazione.

Come per tutti gli esseri viventi, anche l’uomo percepisce odori che possono essere gradevoli o sgradevoli; in questo ultimo caso si ha quella che volgarmente viene definita “puzza”; per alcuni animali, invece, essa costituisce un vero e proprio profumo.
Vorrei così proporre, per il mantenimento più a lungo possibile delle derrate alimentari, frutta compresa, di aggiungere delle sostanze odorose, non pericolose per l’uomo, che contrastino quegli insetti, quei batteri e quei virus che, generalmente, si insinuano in un prodotto per divorarlo o farlo ammuffire. Insomma, consiglierei di utilizzare odori antagonisti per le singole specie. Oppure, dentro le confezioni alimentari presenti nei supermercati, si potrebbero inserire piccoli sacchetti con granelli dei prodotti più vari (spezie naturali) che possano contrastare quei piccoli divoratori dei nostri alimenti.

La scoperta in questione potrebbe sembrare cosa da poco o senza valore, ma al contrario rappresenta una trovata di immensa importanza e utilità per tutti. Essa è priva di risultati pratici, anche perché, come già avvenuto per altre mie ricerche, non possiedo i fondi necessari per realizzarla a causa del subdolo tentativo di bloccare la mia nobile e instancabile attività scientifica, procurando, così, anche un grande danno all’umanità e allo sviluppo del lavoro. Il tutto consiste nel realizzare e utilizzare degli appositi contenitori, sacchetti o vaschette di ogni genere e materiale che siano idonei per la commercializzazione e per la conservazione di prodotti alimentari; come sappiamo, conservare gli alimenti può avvenire in diversi modi: con il freddo, in ambienti trattati chimicamente ecc. Tanti altri prodotti che sono venduti al mercato, come per esempio la frutta fresca, sono aggrediti da microorganismi che cambiano a seconda dei diversi alimenti, che si insediano in un determinato tipo di cibo di cui poi si nutrono, organizzandosi in colonie per la loro sopravvivenza. Tutti i prodotti alimentari che l’uomo utilizza sono soggetti a deterioramento, specie se sono venduti freschi senza essere conservati: in particolar modo, la frutta e tutto ciò che contiene energia come gli zuccheri di cui sia gli uomini che i batteri hanno bisogno per sopravvivere. Tantissimi prodotti poi, come quelli caseari, sono a conservazione non protetta. Ma vi chiederete: qual è la scoperta a cui mi riferisco?

Come ben si sa, conservanti per antonomasia sono stati, da sempre, il sale, l’aceto, l’alcool e i sistemi di sterilizzazione per creare il vuoto d’aria e quelli ad alta concentrazione di zuccheri. Anche questi ultimi possono essere conservati sottovuoto per non essere aggrediti da insetti o microorganismi. Molti batteri sono ghiotti e si nutrono di determinati prodotti che sono utilizzati dall’uomo e perciò, per evitare che si insedino all’interno del prodotto stesso, che l’uomo raccoglie e poi commercializza, e per proteggerlo, bisogna che la conservazione, anche giornaliera, interagisca con i loro gusti, creando degli odori a loro graditi che li inducano ad avvicinarsi all’elemento inserito non intaccando il prodotto.

Perché si realizzi l’allontanamento o l’avvicinamento di uno sciame di api, da un’arnia all’altra, occorrono degli odori diversi: uno gradevole per attrarlo e uno sgradevole per respingerlo. In quest’ultimo caso, sarebbe sufficiente l’odore della stoffa bruciata, mentre per avvicinarlo basterebbe il profumo dei fiori e di piante che sono portatrici di zuccheri. Lo stesso avviene per tutti gli altri insetti. Anche in ambito medico, è facile notare che i disinfettanti, oltre a uccidere i batteri, allontanano quelli che si vogliono avvicinare. Per esempio: un importante antibatterico per le vie respiratorie è costituito dalle gocce di essenza di eucalipto che allontana i microorganismi; anche un famoso animale come il panda che vive mangiando carni si protegge con foglie di bambù di cui va ghiotto perché hanno proprietà antinfluenzali. Quindi, molti batteri non si avvicinerebbero agli uomini se si utilizzasse, ad esempio, dell’aglio. Tuttavia, come già evidenziato, la respirazione dell’uomo è tutelata da detta essenza d’eucalipto, che non va assunta per via orale, ma attraverso gocce per via nasale.

Insomma, ciò che bisogna fare è ricercare quei pochi batteri o insetti che sono allergici a determinati odori, a sostanze naturali che non generino tossicità nei prodotti alimentari. In conclusione, la scoperta in questione consiste nel realizzare dei prodotti confezionati con sostanze leggermente odorose che contrastino determinati batteri come lo stesso aglio, le foglie del basilico o altre tra le numerose spezie utilizzate in cucina. In molti prodotti che, per loro caratteristica sono “portatori” di batteri o di insetti, si potrebbero utilizzare detti odori che non sono pericolosi per l’uomo e hanno un prezzo assai contenuto.

Gli odori che andranno a contrastare gli insetti e i vari batteri saranno circa mezza dozzina e potranno essere impiegati per tutti gli alimenti, per salvaguardarli, per impedire che vengano danneggiati come spesso accade. Questa mia relazione non deve essere considerata una scoperta, ma un semplice contributo per la conservazione naturale degli alimenti freschi e confezionati, per eliminare la possibilità che siano intaccati da microorganismi tra i più vari; applicando la macrobiotica e avendo conoscenza dei vari insetti, dei batteri, dei protozoi e dei virus e quant’altro, bisogna individuare le loro preferenze alimentari e quali invece costituiscono un repellente. Pertanto, ricapitolando: una volta presi gli alimenti, sia freschi sia confezionati, sarà necessario inserire una sostanza aromatica naturale o soltanto odorosa non dannosa per l’uomo, che impedirà a quel determinato organismo di attaccare il cibo.

Un esempio empirico, come già detto, lo si può rinvenire nell’influenza umana: si pensi alla conseguente rinite virale, che si può curare con l’odore dell’eucalipto. Se l’uomo unge le proprie narici con tale prodotto è difficile che il batterio vi si introduca.

Ricordo che ogni essere vivente “possiede” una gamma di odori: alcuni gli sono graditi altri invece no. Ad esempio, gli alimenti affumicati non sono attaccati dagli insetti. Vi è anche la botrytis cinerea che attacca e ammuffisce parecchi tipi di frutta fresca e verdura; per superare tale problema, occorrerebbe conoscere quella particolare essenza, non nociva per l’uomo, per allontanare simili batteri che procurano ingenti danni alle coltivazioni e agli orti. Sarebbe sufficiente conoscere, e non è difficile, le spezie adatte da inserire nelle confezioni dei vari prodotti destinati ai supermercati, per risolvere i problemi del rapido deterioramento degli alimenti che comporta costi elevatissimi per i produttori, per i commercianti e, soprattutto, per l’acquirente, che subirà il conseguente aumento del costo finale del prodotto di oltre il 50%. Se quanto esposto non sarà approfondito, continueranno a verificarsi ingenti danni agli alimenti e, soprattutto, all’economia, con la perdita di un risparmio che potrebbe ammontare a parecchi miliardi di euro e potrebbe andare a sfavore dell’intera collettività.

Santino Scuderi

Auto elettrica con batteria ricaricata pronta

In questi giorni, è stata messa in commercio una colonnina per la ricarica delle auto a batteria elettrica, che dovranno rimanere in sosta qualche ora prima di poter essere utilizzate. Posso quindi ritornare a parlare di quando ho esposto il mio progetto all’ex industria automobilistica Leyland Innocenti i cui ingegneri, Astori e Trinetti, ne avevano riconosciuto l’importanza, anche se non è stato poi messo in produzione. I tempi non erano maturi per investire in tali tecnologie, di cui parlo nel capitolo del mio sito Motore elettrico bivalente da traino, da me progettato nel 1974, ma che ho presentato all’Innocenti l’8 luglio del 1980.

Il progetto che intendo ora esporre sarà il più rivoluzionario nel campo automobilistico e per lo sviluppo del lavoro e del benessere sociale. Rivoluzionario perché vi saranno immensi sviluppi per le nuove auto grazie alle stazioni per il rifornimento elettrico anziché per quello a benzina; sarà sufficiente ricevere una batteria carica in cambio di quella scarica, che poi verrà ricaricata e consegnata ai successivi clienti.

Perciò, il classico gestore dei carburanti, anziché benzina, potrebbe vendere, per l’auto a batteria, la ricarica della batteria stessa ricevuta da un cliente precedente. Le batterie saranno standard, per esempio a 24/12 volt e di uguali dimensioni per ciascun veicolo. La sostituzione sarà rapida e facilitata come se si dovesse fare rifornimento in una normale area di servizio. Il meccanismo della sostituzione delle batterie sarà come quello che un tempo veniva effettuato per le carrozze delle ferrovie, solo che per le auto a batteria avverrà più velocemente essendo stati predisposti dei sistemi automatici che saranno gestiti dagli addetti delle stazioni di servizio. Queste ultime avranno delle centrali di ricarica elettrica per le diverse batterie da ricaricare.

Questo progetto sarà innovativo, tanto da poter aspirare al premio Nobel per lo sviluppo mondiale del lavoro e il benessere sociale che potrebbe portare, oltre al fatto di non immettere più tanto gas nocivo nell’atmosfera, causa dell’effetto serra. Lo sviluppo riguarderà l’industria automobilistica (oggi in crisi), il settore del lavoro e delle vendite. Avverrà un grande sviluppo industriale grazie alla produzione di accumulatori, uno sviluppo dell’elettronica e di tutto ciò che ad essa è connesso; si amplierà il mercato e il sistema delle demolizioni di tutte quelle auto che non saranno più utilizzate.

Santino Scuderi

Un’importante scoperta per diabetici di tipo II

La presente scoperta potrà sembrare banale o di poca importanza, ma leggendo attentamente il suo concreto impiego, si noterà che seppure apparentemente semplice potrebbe diventare rivoluzionaria per la sua efficacia e per il suo naturale utilizzo.

In fatto di scoperte tecnologiche, anche in campo medico-alimentare per determinate patologie, ho buone conoscenze. Credo che la scoperta di cui sto per parlare, anche se magari non importantissima per la ricerca in generale, sarà innovativa per le sue caratteristiche applicative da poter indirizzare a più patologie mediche. In primis, io non invito nessuno a usare detta scoperta come terapia avanzata perché non sono un medico e perciò non sono autorizzato a farlo, ma invito tutti i ricercatori in questo campo a isolare la molecola di cui si sta trattando. La scoperta cui faccio riferimento fa seguito a una serie di precedenti scoperte alimentari rivolte soprattutto a coloro che soffrono di diabete di tipo II. La “cura” consisterebbe nell’assunzione di succo di fragole, specie dopo aver cenato, ma anche in altri momenti della giornata (1/4 di chilo di fragole frullate con l’aggiunta di un po’ di liquido per poterle amalgamare; ad esempio, si potrebbe utilizzare mezzo arancio il cui succo renderebbe il composto di fragole meno denso. Qualcuno si domanderà: sì, ma le fragole si possono anche mangiare senza frullarle; è vero, ma non è la stessa cosa. Infatti, un liquido è immediatamente metabolizzato dall’organismo da cui è assorbito, mentre al contrario non avviene lo stesso se questi è allo stato solido poiché i succhi gastrici, che scompongono l’alimento, lo modificano e ne neutralizzano molte molecole, facendo perdere l’efficacia alle sue sostanze naturali. Esempio: qualunque sostanza attiva va assunta liquida o, se solida, va assunta con acqua o liquidi vari. Questo è il motivo dell’efficacia di alimenti come le fragole. Ma l’importanza di tale scoperta è ancora maggiore rispetto a quello che si potrebbe pensare: questo metodo può essere utilizzato anche per altre patologie, come la colesterolemia, visto che, come ben si sa, ci sono ortaggi, quale la cipolla, che contiene la molecola per curarla. Ma ritorniamo alle fragole; se queste vengono frullate con un po’ di liquido, l’effetto diventa prodigioso e immediato, cosa che non è mai successa assumendo un qualsiasi tipo di ortaggio allo stato liquido. Se si cuocessero, prima dell’assunzione, l’efficacia, se non pari zero, sarebbe sicuramente ridotta, perché disciolta nella massa. Questo metodo di frullata della frutta, modestamente, credo che sia un’importante svolta alimentare anche di prevenzione, perché si vanno a creare bevande a scopo benefico e terapeutico per parecchie malattie da curare o da prevenire. Vanno ricordate alcune verdure, quale la catalogna, il cui stesso cuore può essere assunto crudo portandolo allo stato liquido col metodo della frollatura sempre con un po’ di liquido, possedendo, quest’ortaggio, la molecola attiva che aiuta il pancreas a produrre l’insulina che dà equilibrio quando è presente molto zucchero nel sangue o, quanto meno, lo riduce. Vedi anche la valeriana usata come insalata: frullata agirebbe rapidamente come sedativo per tutto il corpo. Lo stesso vale per la carota che contiene dei carotenoidi utili per coloro che soffrono di vitiligini, mancanza di licopene o l’ipocromia come la melanina. Come si può notare, l’impiego di questo nuovo metodo curativo e preventivo per parecchie patologie è una importantissima scoperta che potrebbe, con la sua semplicità, risolvere situazioni patologiche difficili. Le ricerche effettuate, a mie spese, hanno prodotto grande successo. Per esempio: su me stesso ho eseguito la misurazione della glicemia più volte, assumendo sostanze altamente zuccherine (3-4 etti di cioccolata) per provocare un carico glicemico e portandola a 250 mg, verso le ore 16, mentre alla sera ho assunto un bicchiere di liquido di fragole frullate; man mano che la notte passava, alla mattina, la glicemia era tornata nella normalità dei 100 mg, abbattendo, così, il carico glicemico che avevo prodotto la sera prima. Se poi vi sono persone che assumono delle pillole contro il diabete, il miglioramento glicemico è assicurato. Perciò, la scoperta è importante ed è applicabile a varie patologie, con l’utilizzo di tutti quei frutti e ortaggi coltivati o selvatici che, per l’opinione collettiva, sono prodotti che fanno bene a determinati organi del corpo umano, ma che non si è mai pensato di assumere sotto forma di bevanda liquida per non perdere il potere del loro principio attivo. Questa mia nuova importante scoperta la voglio dedicare, come sempre, all’umanità per il suo bene e aggiungo anche l’IBAN: IT66R0311101632000000020641 per poter ricevere fondi per continuare a fare ricerche e per ottenere il risarcimento dei danni da parte dello Stato italiano, marcio al suo interno, per una somma di € 100.000.000 (le informazioni in merito a questa vicenda sono presenti sul sito web: www.autotelesos.it).

Mi hanno impedito di far ricerca, anche se è da sessanta anni che continuo ugualmente la mia attività di scienziato. In più, alla Corte d’Appello di Milano, è stata depositata una denuncia-querela contro diverse banche che abusivamente trattengono il mio denaro. Sul mio sito c’è, inoltre, una denuncia alla Corte d’Appello di Milano perché ancora non mi è stato restituito un libretto di risparmio al portatore che, nel 1987, conteneva la somma di £ 6.700.000 (e che temo che qualcuno di loro si sia abusivamente incassato); oggi, essendo cambiato il potere di acquisto, la somma sarebbe almeno dieci volte maggiore rispetto a quella del giorno in cui è stato eseguito il sequestro conservativo.

Santino Scuderi

Ricette valide per tre mesi da depositare in farmacia

Dopo cinquant’anni di repubblica democratica, i politici si sono dimostrati confusi, incapaci di governare e gestire le cose più semplici e banali che dovrebbero essere realizzate per il bene di tutti. Da sempre, si dice che la sanità non funziona, che si è sperperato tanto denaro, che i malati non sono curati e che, a ogni modo, sono “vittime” di amministratori delle A.S.L. che, per ridurre le spese sanitarie, effettuano tagli proprio su quelle medicine che potrebbero essere efficaci, scegliendo di prescriverne altre, magari contenenti lo stesso principio – come è capitato a me –, che però non solo non agiscono, ma addirittura possono causare vari problemi portando il paziente a dover andare in ospedale. Il problema non è dovuto solo al fatto che quella data medicina – della quale preferisco non rivelare il nome – mi ha fatto tanto male da costringermi a ricoverarmi per diversi giorni, procurandomi un disturbo all’intestino, ma anche al fatto che lo stesso fastidio è sparito nel momento in cui ho ripreso ad assumere il farmaco specifico, abolendo quello generico, evidentemente incompatibile con il mio fisico. Naturalmente, non tutte le medicine generiche fanno male; al contrario, ve ne sono delle altre che potrebbero essere più efficaci rispetto a quelle originali, magari perché il miglioramento dei metodi di ricerca e di lavorazione nella produzione le rendono più valide rispetto ai farmaci principali. Quindi, non sempre la medicina specifica è migliore rispetto a quella generica.Per quanto riguarda la mia esperienza personale, ho scoperto, grazie ad attente analisi, che la medicina che ho assunto mi creava dei problemi anziché curarmi. Ho dovuto insistere parecchio per rendere convincente la ricerca che ho effettuato direttamente sulla mia pelle. Tutti i farmacisti e qualche medico sostenevano che entrambi i farmaci, quello originale e il generico, avevano la stessa molecola, quindi, per loro, erano uguali.
Quanto ho esposto, dopo varie ricerche, aveva convinto parecchie persone; spiegavo loro che il pane è prodotto con farina, acqua e sale cotti insieme alla giusta temperatura, ma che non tutti sanno fare un pane di buona qualità. È stato questo il modo che ho utilizzato per convincere quanti contestavano la mia teoria pur vedendo i cambiamenti sulla mia stesse pelle. Insomma, non voglio denigrare tutti i nuovi prodotti compatibili con gli originali, ma nel momento in cui si fa una scoperta, deve essere la persona che l’ha fatta a poter continuare a lavorare sulla scoperta stessa.

Passiamo, ora, alla provocazione che voglio fare a tutti quei governanti che, da cinquant’anni, attuano una cattiva politica incapace di sistemare lo Stato italiano che possiede grandi ricchezze e risorse economiche, come molti altri stati del mondo, ma che non sa sfruttare come dovrebbe, se non sottraendole alla popolazione che, con fatica, le ha prodotte, lasciandola sempre in miseria. Non vi è la suddivisione del benessere e della ricchezza tra le persone, così come avviene negli altri Paesi occidentali.
Adesso vorrei parlare di tutti i governi e degli amministratori di vari enti, quali le A.S.L., che cercano di risparmiare risorse economiche e farmacologiche mai prodotte fino ad ora; i risparmi che stanno facendo non sono di grande efficacia, anche perché chi li dovrebbe gestire non ha la capacità di distinguere ciò che è buono da ciò che non lo è.
A questo punto cosa succede? Succede che le malattie si protraggono nel tempo, che la relativa terapia diventa lunga con conseguenti maggiori consumi di medicine a minor costo e ritardi nella guarigione. Insomma, spesso tutto quello che avviene, rappresenta un danno per lo Stato e anche per il paziente.

Altra cosa che va rimproverata alla politica condotta dallo Stato e dalle A.S.L., circa la salute, riguarda la distribuzione di quelle medicine, a volte più di una, che assumono coloro che soffrono di patologie croniche, che devono essere prese tutti i giorni e che il medico di base, tutte le settimane, deve prescrivere, facendo una o più ricette, ritrovandosi, poi, a combattere con i limiti posti dalle A.S.L. che sostengono che non può essere prescritto più di un certo quantitativo di farmaci. Ciò crea al paziente difficoltà assurde e inutili; quest’ultimo è così costretto a recarsi, tutte le settimane, dal medico – prima si poteva fare anche tramite telefono – per avere la ricetta della medicina di cui ha bisogno, che poi dovrà consegnare in farmacia. Quindi, c’è un continuo movimento di firme cartacee, impegnative del medico e continui fastidi per il paziente che deve andare a richiederle.
Adesso, confidando nelle novità della politica – speriamo bene –, io, scienziato – sconosciuto in Italia ma conosciuto all’estero –, invito tutti i nuovi rappresentanti del governo e gli amministratori delle A.S.L. ad autorizzare i medici di base e gli specialisti, che devono curare pazienti cronici con terapie della durata minima di tre mesi, a fare un’unica ricetta al paziente che dovrà, poi, consegnare alla sua farmacia, la quale, a sua volta, venderà allo stesso un primo blocco di farmaci – per dieci o venti giorni –; nel secondo mese il paziente si recherà nuovamente in farmacia per ritirare il secondo blocco e così via fino al terzo mese.

In seguito, sarà lo stesso medico a rilasciare un’ulteriore richiesta di medicine per altri mesi se la terapia dovesse continuare. Non va dimenticato che tutte le farmacie sono telematicamente collegate con le A.S.L. e che tutto può essere tenuto sotto controllo, dal consumo delle medicine fino ai costi sostenuti dal paziente. Mi auguro che, dopo quanto sopra descritto, tempo, denaro e burocrazia vengano snellite a beneficio della popolazione.
Spero tanto nella nuova politica, nella formazione di governi seri e nella correttezza dell’amministrazione delle varie A.S.L., per un loro miglioramento economico e gestionale, soprattutto per il bene del cittadino, affinché possa usufruire di cure in tempi ridotti con servizi veloci e sicuri.

Santino Scuderi

Cellule staminali derivanti dall’erotismo

Da alcune decine di anni, si parla delle cellule staminali per un possibile impiego in ambito medico. Esse sono presenti in grande quantità nei cordoni ombelicali, importantissimi per il nascituro e per la protezione e nutrizione del feto. Tutto questo avviene in ogni essere biologico vivente. I biologi conoscono molto bene le caratteristiche di tale cordone fin dall’inizio della fecondazione, dove un gruppo di cellule di gameti dell’uomo e della donna si fondano tra di loro dando vita al feto, indipendentemente da quello che sarà il suo sesso. Insomma, dette cellule staminali sembra siano ricche di sostanze altamente protettive, di enzimi oltre che di molecole organiche che dovranno essere protette durante le fasi di crescita del feto fino alla sua fuoriuscita dall’utero una volta maturo (nascita); sarà la madre poi a occuparsi del bimbo con il proprio latte contenente le sostanze essenziali per la sua crescita.
A questo punto, non sarà più alimentato dal cordone ombelicale, ma, come appena detto, dal latte umano che la mamma fornirà fino allo svezzamento. Tutto questo preambolo è necessario per dire che le famose cellule staminali si trovano soprattutto nei cordoni ombelicali, dopo l’uscita dal feto e, quindi, dopo la nascita del bambino o bambina che sia.
Il processo per arrivare alla gravidanza fa parte della natura, ma non si è detto abbastanza di ciò che avviene dal momento dello spostamento a quello del riposizionamento dello spermatozoo dall’inizio del suo percorso fino all’arrivo nell’utero, dove inizierà l’unione (gamete) e dunque la fecondazione. Ciò che si vuole far capire è come siano protetti gli spermatozoi una volta partiti dal testicolo dopo l’eiaculazione, dovendo passare per l’uretra che è un luogo non igienicamente sterile per via delle urine spesso infette, in seguito all’assunzione di sostanze chimiche o a causa di mali fisici di vario genere. Sappiamo che, durante la fase di desiderio erotico, sia nell’uomo che nella donna, esistono i cosiddetti impulsi sessuali, che possono avvenire anche in seguito a semplici discussioni. Per la donna ciò avviene molto più spesso, anche in maniera violenta; si tratta delle leucorree o perdite bianche, che sono sostanze di alto grado protettivo e nutritivo in grado di proteggere l’ospite, cioè lo spermatozoo, quando giunge a essere fecondato nell’ovaio destinatario. Quindi, in tutto il canale uterino fino alla vagina sono presenti tali sostanze che assicurano la vita all’ospite, affinché venga fecondato nella maniera più sicura possibile. Allo stesso modo, gli spermatozoi, prima di uscire dal testicolo, sono impregnati di liquido prostatico emesso dopo l’eccitazione erotica, anch’esso ricco di sostanze protettive e nutrizionali atte a proteggerlo nel percorso prima di entrare nella vulva; come ben si sa, gli spermatozoi riescono a sopravvivere per altri dieci minuti prima di arrivare nella vagina da dove poi proseguono verso l’utero. Si potrebbe dire: “vergine incinta”, quando l’eiaculazione avviene fuori della vagina e lo sperma, avvolto dalla sua sostanza di protezione, sopravvive ancora per un po’ prima di morire.
Conclusione: senza cercare di andare molto lontano, le cellule staminali potrebbero essere acquisite durante i momenti erotici dell’uomo e della donna; le sostanze prodotte in tali situazioni sono diverse tra il maschio e la femmina, ma sicuramente in esse si troverebbero quegli elementi basilari e importanti per l’essere umano da utilizzare per vari impieghi, anche se ancora non ben definiti, dopo averli prelevati in piccolissime parti e fatti crescere facendoli moltiplicare tra di loro al fine di poterli utilizzare per la ricerca e per il suo sviluppo. Sono certo di aver dato un modesto contributo circa le indagini biologiche per il futuro del mondo nel campo delle cure e della medicina moderna. Il progetto si potrà realizzare dopo che si inizierà a riconoscere l’importanza della ricerca biologica molecolare; solo così si potrà dare il via a studi sulle possibili applicazioni di tali sostanze biologiche.

Santino Scuderi

Nuovo progetto per la Formula 1

Bozza del progetto rivoluzionario per monoposto di formula uno

Ho assistito al Gran Premio del Giappone 2012 e, con molta rabbia, seguita da un po’ di gioia, ho potuto costatare che siamo arrivati al limite circa la possibilità di continuare a praticare questo sport, che può diventare molto pericoloso per i piloti a causa dell’eccessivo agonismo. Per la seconda volta consecutiva, il povero Fernando Alonso è rimasto coinvolto, senza alcun motivo, in un incidente che, oltre a causargli danni morali, gli è anche costato i punti accumulati nelle precedenti gare. La scuderia Ferrari va molto bene, lo dimostra anche Felipe Massa che offre, ogni volta, un grande spettacolo grazie alla sua capacità di recuperare posizioni. Gli incidenti che Alonso ha subito non sono più accettabili; si pensi solo ai danni che si continuano a verificare, sia per i piloti che per le stesse case di formula 1, che devono investire molti soldi sugli sviluppi tecnologici delle loro autovetture. Adesso, le monoposto di f.1 hanno raggiunto potenze assai elevate, ma manca un sistema che garantisca maggiore sicurezza dato che ogni pilota crede di essere al sicuro e che gli incidenti accadano solo agli altri. Questo è il pensiero di ciascun pilota. Tale mentalità appartiene a molti giovani, che si lanciano in questo sport con un pizzico d’incoscienza, tipica della loro età. Fino a quando non sono coinvolti in prima persona, si sentono sicuri. Tuttavia, nel momento in cui accade qualcosa, subiscono un imprinting mentale che diventa indelebile e incancellabile. Questo accade anche quando, apparentemente, si dimostrano eccessivamente sicuri. Oggi le auto sono supportate da tecnologie particolarmente avanzate e quindi sono tutte potenti e velocissime, per cui è necessario che si effettuino delle correzioni di carattere tecnico per formulare nuovi sistemi per la qualificazione, il punteggio, la premiazione e la vittoria. Proprio in virtù di ciò, proporrò un mio progetto che potrebbe essere una vera e propria provocazione, ma che in realtà, prima o poi, si concretizzerà. Colui che presenta tale invenzione non è l’ultimo arrivato, bensì uno scienziato che ha, alle spalle, cinquant’anni di ricerche tecnologiche nel campo automobilistico. Ho iniziato, sessant’anni fa, con le frecce di direzione, quando le auto utilizzavano ancora quelle a banana che si alzavano lateralmente; poi è stata la volta dell’‘urto-smorza-polo’ (in caso d’incidente). Avevo proposto, all’ex ‘auto Innocenti’, una vettura elettrica a compensazione di recupero d’energia. Ricevetti grande apprezzamento, ma i tempi non erano maturi. Lavorai anche sul segnalatore automatico d’incidente stradale; su una serie di vari antifurti; su un antifurto speciale all’interno della batteria, proposto alla Volvo il 16.08.2010, ma non so se lo prese in considerazione. Inventai una lampada posteriore lampeggiante per f.1, divenuta una realtà mondiale e applicata anche su tutti i lunotti delle varie auto; non vanno dimenticati i vari telecomandi a radiofrequenze per il cambio degli abbaglianti e degli anabbaglianti; circa l’aerodinamica, le auto di f.1 adottarono quasi tutte le monoposto; ho proposto pure delle gomme bagnato-asciutto. Se il progetto sarà adeguatamente valutato, vi sarà uno sviluppo produttivo e commerciale sicuramente non comune.

Tra le altre cose, vi è anche la scoperta di un leggero stringimento automatico manovrato dal cruscotto della convergenza anteriore per il riscaldamento delle gomme. Sarebbe poi possibile adoperare tale dispositivo nelle curve – sempre azionato manualmente dal comando del cruscotto –, per ottenere una migliore determinazione sulla tenuta di strada e per diminuire la pericolosità della forza centrifuga, con conseguente guadagno, anche se minimo, in sicurezza e in alcuni centesimi sulla velocità rispetto alla normale convergenza di base. Certamente bisogna che prima vengano effettuati dei test. Se si utilizzerà tale accorgimento sulla convergenza al momento necessario, si potranno ottenere vantaggi validi e indispensabili. Il tutto potrà trovare applicazione solo dopo i risultati ottenuti dagli eventuali test effettuati, che accerteranno la sicurezza in merito alla realizzazione e all’impiego di questo dispositivo. La provocazione con cui ho dato inizio al mio discorso è data dalla mia continua ricerca per migliorare la sicurezza automobilistica. Come tutti noi sappiamo, le auto di f.1 raggiungono velocità altissime e i piloti vogliono, a tutti i costi, essere grandi protagonisti. Per ottenere questo, bisogna rischiare e, dopo il verificarsi di un incidente, l’imprinting mentale non permette più di farlo, anche se Felipe Massa riesce a rimontare dal decimo posto fino al secondo. Certamente, merita di ricevere grandi complimenti, ma in realtà non va sempre così. Allora, io propongo le mie idee solo adesso che la tecnologia della telematica è arrivata a importanti livelli che permettono di realizzarle. Per prima cosa, la pole position verrà eliminata, quindi vi sarà un risparmio di energie non da poco; non vi sarà più quella partenza pericolosissima di massa dove la possibilità che si verifichi un incidente è sempre in agguato, con conseguenze inimmaginabili sia per i piloti che per le case automobilistiche. Ecco cosa propongo: i piloti partiranno uno alla volta. Tutti dovranno percorrere il numero di giri prestabilito dalla federazione del Paese in cui si svolgerà la gara, che si dovrà concludere entro e non altre un determinato tempo (2 ore?) già deciso in precedenza. Se si presenteranno inconvenienti e momenti di fermo per via d’incidenti o per l’intervento della safety car, potrà variare il tempo della gara. Quest’ultima verrà vinta da chi avrà percorso il maggior numero di giri in base ai tempi e ai chilometri prestabiliti. Per compensare apparentemente i tempi delle singole partenze iniziali, non potrà essere superato il numero totale di giri deciso alla partenza. Quindi si terrà conto di: giri, tempi, chilometri. L’elaboratore centrale stabilirà in tempo reale la classifica generale di tutti i partecipanti. Se poi si volessero individuare formule diverse all’avvio, un’alternativa potrebbe essere quella del sorteggio della partenza, tenendo sempre conto di quanto sopra: numero obbligatorio di giri, tempi, chilometri. Il conto alla rovescia avverrà all’avvio per ogni singolo concorrente e ogni passaggio sarà registrato dall’elaboratore centrale situato alla griglia di partenza. Al termine della gara, chi avrà compiuto i giri stabiliti nel minor tempo avrà vinto il Gran Premio. Alla fine, inoltre, la centrale indicherà la graduatoria generale dei punti piloti e i punteggi delle auto partecipanti. Credo che questo modesto progetto possa diventare una realtà rivoluzionaria, sia per la sicurezza in Formula 1, sia per il grande risparmio economico che si otterrà con la sua applicazione.

www.autotelesos.it

Santino Scuderi

 

Olimpiadi universali per tutte le età

Progetto III Millennio

Recupereremo la salute fisica con gli esercizi e senza disperdere la nostra energia: quest’ultima potrà essere convertita in risorse energetiche e in ricchezza materiale utile per tutti.
Quanto esporrò sotto potrebbe sembrare un progetto utopistico, fantascientifico, ma non è impossibile la sua realizzazione per lo sviluppo del lavoro e del benessere sociale di ciascuno.

Progetto “Autotelesos” di Santino Scuderi

Le tradizionali olimpiadi sono sicuramente un evento nell’ambito degli sport agonistici, che sicuramente uniscono i vari popoli del mondo. Va ricordato pure che, per organizzare tutte le varie discipline sportive e non solo, bisogna investire parecchie risorse economiche e fisiche per poi giungere alla premiazione per il primo, secondo e terzo posto sul podio; per il resto, la grande maggioranza degli sportivi rimarrà delusa: non tutti possono vincere. Chi rimarrà maggiormente deluso sarà il meno privilegiato dal punto di vista economico, anche se magari avrà investito parecchio nonostante le esigue possibilità.
Il progetto di “Olimpiadi universali” per tutte le età, dall’adolescenza alla relativa vecchiaia, consiste nello svolgere esercizi “sportivi” con apparecchiature adatte che possano produrre elettricità tramite il movimento. Tra i diversi attrezzi ci potrebbe essere una specie di “bici da camera” che al pedale abbia collegata una dinamo per la produzione elettrica che verrà, poi, convogliata nella rete elettrica nazionale attraverso appositi contatori di registrazione. Una seconda dinamo sarà collegata a una parte del manubrio che in realtà non è un vero e proprio manubrio ma due braccia che, esercitando movimenti “sportivi”, faranno girare un’altra dinamo, che produrrà, anch’essa, energia come quella dei pedali e che sarà convogliata nella rete nazionale. Grazie a questo “sport di massa” per tutte le età, i vantaggi saranno immensi: benessere fisico, produzione di energia elettrica (anche se non in grandi quantità), quasi nessun costo per la partecipazione, se non un’eventuale piccola quota d’iscrizione in caso di spostamenti. Il podio sarà sempre costituito da primo, secondo e terzo posto, ma i “sopravvissuti” che non avranno vinto potranno ripetere la gara partecipando più volte, sulla base della capacità di resistenza fisica, per produrre energia. Nell’articolo “Olimpiade del III Millennio”, viene trattato, più o meno, lo stesso tema, con delle considerazioni sugli alti costi per la partecipazione a favore solo di poche persone, che accumulano ricchezze prodotte in seguito ai sacrifici altrui. Il vantaggio reale che porterebbe un certo benessere sociale e lavorativo riguarderebbe anche l’abbattimento di parecchie abitazioni come villette e palazzine varie. Anche per queste si potrebbero creare forme d’associazioni olimpioniche che possano abbattere tutti i costi dell’edilizia e che soprattutto permettano la creazione di nuove abitazioni sicure a basso costo e di miglior qualità. Tutto ciò sarebbe di grande utilità, soprattutto per il nostro Paese, oramai divenuto quasi interamente sismico e quindi meno sicuro per ciascuno di noi. La realizzazione del progetto avverrà in diversi spazi dove creare un certo numero di villette a schiera con maggiore attenzione alle norme antisismiche, con prezzi fissati dallo Stato a diverse imprese appaltatrici che, con i loro operai-collaboratori, le realizzeranno. Lo Stato ringrazierà, con dei riconoscimenti, chi riuscirà a terminare prima la villa o la palazzina, assegnata per la costruzione, a ciascuno dei dieci piccoli gruppi. I primi tre gruppi riceveranno importanti premi: ci saranno medaglie e trofei che daranno loro popolarità per la qualità del lavoro svolto e dei costi. Se poi saranno effettuate operazioni di rottamazione, con le vecchie abitazioni non antisimiche, allora si faranno, circa la premiazione, dei conteggi ulteriori rispetto l’attività di costruzione. Sicuramente le richieste di lavoro, dopo aver acquisito così tanta popolarità, non mancheranno, arrivando sia dal proprio Paese che dall’estero e ciò anche grazie alla pubblicità che riceveranno dalla stampa e dai mass-media. Se quanto sopra esposto potrebbe sembrare difficile e complicato da realizzare, al contrario è nei fatti più semplice di quanto si possa immaginare; dipende tutto dal governo che un Paese avanzato possiede.

Santino Scuderi

Stesura del brevetto della velina igienica tascabile

Regalare un’invenzione con il progetto da brevettare è un gesto simbolo di straordinaria umanità e fraternità; però, se chi la riceve dopo richieste insistenti, ne farà un uso non improntato allo sviluppo tecnologico e commerciale, certamente sarà stato un gesto inutile e infame. Se poi nell’ambito della richiesta non vi è l’intenzione di dividere la partecipazione agli utili di produzione, effettuando, persino, la vendita del brevetto a terzi per una manciata di quattrini, rispetto a quanti se ne sarebbero potuti realizzare, anche quest’ultimo finirebbe con l’essere un gesto infame e non da compiersi da parte di un amico considerato “fraterno”. Inoltre se tale comportamento servisse per camuffare altre ricchezze mai dichiarate, ciò che per taluni è normale, per altri sarebbe da vigliacchi. Risultato: il mio dolore è stato, come sempre, quello di trattare il mio prossimo senza alcuna diffidenza, cosa che purtroppo, nel nostro Paese, non avviene da parte di tanta gente che non possiede civiltà umana e sociale.

Santino Scuderi

1° Relazione circa la stesura del brevetto della velina nella sua forma originaria

Il brevetto sotto riportato è la copia di una trascrizione estratta da false fotocopie, ricevute dalla persona a cui io diedi la stesura completa di un importante progetto: un oggetto igienico-sanitario tascabile per uso giornaliero, pensato soprattutto per le donne, da utilizzare più volte al giorno, in tutti i luoghi diversi dalla propria casa.

Detta stesura l’avevo progettata già all’inizio degli anni ’70, scoprendo poi che era stata già realizzata e commercializzata per il mondo, anche se non so chi lo avesse fatto.

Preme sottolineare che il sottoscritto, quale scienziato, ha alle spalle molte importanti ricerche tecnologiche. In detto articolo, parlo di una rilevante novità circa la mia invenzione che avrebbe avuto grande successo sul mercato; si doveva richiedere il brevetto industriale data l’importanza delle novità tecnologiche aggiunte al progetto iniziale. Inoltre il brevetto non sarebbe stato tutelato dieci anni ma diciotto essendo un brevetto di tipo industriale, grazie anche ai suoi miglioramenti d’ammodernamento e di grande utilità tecnologica e commerciale. All’epoca, mi trovavo in una fase della mia vita particolarmente impegnativa per poterlo sviluppare e brevettare, anche perché era necessario un investimento che non avrei potuto affrontare. Inoltre occorreva attendere la scadenza del progetto di base per la realizzazione di quello nuovo. L’importanza della novità d’apportare era, direi, rivoluzionaria. In primis diventava tascabile, come i fazzolettini di carta da tenere, appunto, in tasca o in borsetta per essere utilizzati al momento opportuno e ovunque, senza la presenza di un dispenser fisso al muro. Tutte le veline da utilizzare potevano essere profumate con vari aromi, potevano prestarsi per la realizzazione di diversi tipi di pubblicità, vendendo le superfici delle confezioni in base alle loro dimensioni, per pubblicizzare diversi prodotti. Dette pubblicità non solo sarebbero state scritte nelle lingue più disparate, ma sarebbero state accompagnate da ogni genere di stampe. Il tutto vendibile, come già accennato, a centimetri quadri e, grazie all’immensa pubblicità visibile in tutte le ore del giorno, in virtù del bisogno e dell’utilizzo, si sarebbero raggiunti risultati impensabili a dispetto dei milioni di euro che vengono bruciati di continuo da parte dei mass-media per le varie pubblicità. Tutto ciò non è assolutamente paragonabile a questa mia idea rivoluzionaria, di grande interesse sociale e di risparmio economico per il cittadino e per l’imprenditore che avrebbe anche grossi vantaggi in merito ai costi delle stesse pubblicità, con risultati efficacissimi. Quanto sopra scritto, l’ho tenuto segreto per ben venticinque anni e non l’avrei comunicato se non si fosse presentata una persona, che io consideravo “amica fraterna” e che, dopo continue richieste e insistenze circa la cessione del progetto di brevetto, mi avesse promesso che avrebbe brevettato l’invenzione interessandosi della produzione; una volta avviata quest’ultima mi avrebbe aiutato a uscire fuori dal momento di stallo in cui, purtroppo, mi trovavo. Detto “amico”, così lo ritenevo anche perché apparteneva alle Istituzioni delle quali faceva parte anche il mio caro fratello, amaramente non più tra noi, dopo aver brevettato la mia invenzione, non me ne diede la copia originale ma mi fece pervenire una copia, illeggibile e confusa. Tutto ciò solo in seguito a mia insistenza, ma mi ritrovo a non riuscire nemmeno a trascriverla sul file presente di seguito, poiché mancano intere parti che fanno riferimento a oggetti e soggetti, facendo ovviamente venir meno il valore della stesura stessa rivendicata sopra e descritta nella sua importanza. Il sospetto circa la malafede del mio “amico” è determinato da una serie di fatti: il mancato interessamento in merito ai contatti con le ditte di produzioni e con quelle commerciali; le sue risposte vaghe ed evasive alle mie domande, dicendo che non aveva più voglia di parlare del brevetto; la copia di quest’ultimo che non mi è stata data in originale ma in un formato illeggibile e non rispondente alle caratteristiche della mia stesura iniziale. Dette veline tascabili apparvero sul mercato due anni dopo il deposito del brevetto. Chi le ha messe sul mercato ha cercato di nascondere tale azione non realizzando il sistema pubblicitario che io avevo ideato sulla stesura originale. E se così non fosse, possibile che il brevettante non rivendicasse il suo diritto di paternità del brevetto? E perché? Non mi riesco a spiegare queste e altre cose. Insomma la stesura del brevetto datogli era come sopra descritta: avrebbe rivoluzionato anche il sistema pubblicitario, apportando un grande bene sociale ed economico con costi bassi e con una commercializzazione efficacie per tutti. In virtù di quanto esposto fino a ora, il brevetto sotto presente non è tenere in considerazione perché mi fu consegnata una copia falsa della stesura di deposito, che non rispecchia i canoni di quella originale da me sopra citata e neanche i dati, che sono infatti diversi, e non se ne conosce il motivo: forse per ragioni di riservatezza, poiché mancano anche quelli relativi alla sede in cui sarebbe avvenuta la registrazione del brevetto.

2° Brevetto depositato ma non esatto

MINISTERO DELL’INDUSTRIA, DEL COMMERCIO E DELL’ARTIGIANATO

DIREZIONE GENERALE PER LO SVILUPPO PRODUTTIVO E LA COMPETITIVITÀ

UFFICIO ITALIANO BREVETTI E MARCHI

BREVETTO PER MODELLO INDUSTRIALE

UTILITÀ

00230007394

 

TITOLO ART.: ???

(RAPPR.TE): ???

INDIRIZZO: ? MILANO

TITOLO: DISPOSITIVO IGIENICO PARTICOLARMENTE STUDIATO PER GARANTIRE UNA AGEVOLE E SICURA UTILIZZAZIONE DELLE TAZZE DI WATER E DI ANALOGHI APPARECCHI SANITARI.

ROMA 13 SETTEMBRE 2000

DESCRIZIONE DEL MODELLO DI UTILITÀ AVENTE PER TITOLO:

“DISPOSITIVO IGIENICO PARTICOLARMENTE STUDIATO PER GARANTIRE UNA AGEVOLE E SICURA UTILIZZAZIONE DELLE TAZZE DI WATER E DI ANALOGHI APPARECCHI SANITARI”.

DEL SIGNOR

DI NAZIONALITÀ ITALIANA, RESIDENTE XXXXXXX – (MILANO) – ED ELETTIVAMENTE DOMICILIATO PRESSO L’UFFICIO BREVETTI DI MILANO XXXXXXXXX

DEPOSITATA IL ?

AL N.

DESCRIZIONE

L’oggetto del presente modello di utilità è costituito da un dispositivo igienico, particolarmente studiato per garantire un’agevole e sicura utilizzazione del water e di analoghi apparecchi sanitari, in special modo quando gli stessi sono utilizzabili da diverse persone, come avviene, ad esempio, in ospedali, caserme, comunità di vario tipo, mezzi di trasporto collettivo, alberghi e locali pubblici in generale. Com’ è noto, va sempre di più diffondendosi, e aggravandosi, il rischio di contrarre infezioni di varia natura, sia per l’aumentare, nei vari ambienti, del numero di persone con possibile carenza d’igiene, sia per la maggiore mobilità delle stesse, che si spostano con grande frequenza e facilità da un luogo all’altro e anche da paesi diversi, usando, sovente, i mezzi pubblici di trasporto. A questo proposito, è evidente che, a parte ogni altro possibile ed eventuale modo di trasmissione di microbi e batteri, il più grave e inevitabile, deriva dall’uso promiscuo dei servizi igienico-sanitari da parte di numerosi utenti. Quanto sopra può particolarmente verificarsi nelle comunità di ogni tipo, come ospedali, caserme, alberghi e simili, in cui numerose persone si trovano a convivere per un certo periodo.

Inoltre, il suddetto rischio, è sempre presente in ristoranti, bar e altri locali di breve permanenza ma che però forniscono servizi igienici comuni ai clienti, e infine, soprattutto nei vari mezzi pubblici di trasporto come treni, pulman, navi, aerei e relative stazioni, che sono frequentati dalle persone più diverse e che, molto spesso, utilizzano i servizi igienici frettolosamente e con scarsa attenzione alle norme igieniche. Esistono e sono noti, attualmente, alcuni tipi di mezzi, come ad esempio, coperture cartacee, più o meno opportunamente conformate, atte a consentire una certa tutela e prevenzione da eventuali rischi di contrarre infezioni, ma tali protezioni non sono sempre disponibili in numero sufficiente per la clientela e, soprattutto, esistono solo in locali e ambienti, nonché in mezzi di trasporto, di un certo livello. Inoltre, tali mezzi di protezione, generalmente realizzati in carta o simili, sono posizionabili con difficoltà e molta imprecisione sul bordo dei servizi sanitari, oltre a essere del tutto instabili e, quindi, non sicuri da un punto di vista igienico.

Alle predette considerazioni, tendo a rispondere in modo soddisfacente e funzionale: il dispositivo perfezionato in oggetto è acquistabile sia dalle varie comunità, che si occupano della cura della salute degli ospiti, sia dalle singole persone, che possono utilizzarlo ogni volta che occorre, potendo disporne dovunque con una grande facilità, in quanto è riducibile a dimensioni minime, paragonabili a quelle dei comuni fazzoletti di carta da tenere in tasca o in borsa. Inoltre, il presente dispositivo perfezionato è provvisto di una particolare conformazione, nonché di mezzi atti a garantire la sua stabilità e la perfetta copertura, rispetto al bordo dell’apparecchio sanitario. Infine è possibile prevenire che la carta o altro supporto costituente il dispositivo s’impregni, tramite opportune sostanze disinfettanti e/o battericide e combattere ed eliminare eventuali microorganismi e batteri, lasciati in precedenza sul bordo dell’apparecchio sanitario da altri utenti.

Questa e altre caratteristiche, di natura pratica e realizzativa, del dispositivo perfezionato per la protezione da eventuali contagi e che costituisce l’oggetto del presente modello di utilità, potranno essere meglio comprese con l’ausilio delle figure allegate in cui: le figure 1, 2 e 3 rappresentano, schematicamente, una prima possibile realizzazione e utilizzazione del dispositivo igienico. Le figure 4, 5, 6 e 7, mostrano una seconda eventuale realizzazione e utilizzazione di tale dispositivo igienico. La figura 0 illustra un contenitore a bobina, a parete, da inserire nel locale in cui si trova l’apparecchio sanitario e supporta una pluralità di dispositivi igienici in oggetto, prelevabili uno alla (…) volta.

Facendo specifico riferimento alla figura 1, si osserva che il dispositivo igienico perfezionato (1), realizzato preferibilmente in materiale biodegradabile a base cartacea oppure in qualsiasi altro materiale adatto o provvisto di opportune caratteristiche fisiche, meccaniche ed eventualmente chimiche, presenta, visto in direzione della faccia esterna superiore, un  contorno (2), rettangolare o quadrato, ed è provvisto, nella zona centrale, di due lunghe linee di fustellatura, (2) e (4), che si incrociano, lasciando integra una piccola porzione, in corrispondenza del loro punto di incrocio (5). L’utente, dopo avere appoggiato e ben posizionato, sul bordo dell’apparecchio sanitario, il dispositivo igienico, eventualmente stabilizzandolo sullo stesso con mezzi autoadesivi, previsti sulla sua faccia posteriore, rompe, esercitando una leggera pressione, il punto centrale (5) delle fustellature, facendo ricadere i quattro lembi (6), (7), (8) e (9), nella cavità dell’apparecchio sanitario; ovviamente, le suddette porzioni di elementi autoadesivi, sono protette da opportune coperture, facilmente asportabili al momento dell’uso del dispositivo.

Nelle figure 4, 5, 6 e 7, il dispositivo (10) mostra una fustellatura o, preferibilmente, un sottile intaglio (11) che segue una linea ovale, delimitante un’ampia porzione interna, che rimane attaccata al resto del dispositivo attraverso piccole zone, (13), (14), (15), (16), e (17), finchè l’utente non le strappa spingendo verso il basso la porzione ovale (12): questo dispositivo è adatto, in modo particolare, per essere utilizzato su un bidet. Infine, la figura 5 illustra, in modo del tutto esemplificativo, un supporto (15) atto a contenere un rotolo di dispositivi igienici (19), da strappare uno a uno per l’uso. Rimane da specificare e sottolineare il fatto che la conformazione, il dimensionamento, nonché le eventuali piegature del dispositivo igienico per ridurne l’ingombro e renderlo tascabile, possono essere diversi. Inoltre, il dispositivo igienico in oggetto può essere realizzato in materiale antiscivolo, almeno in corrispondenza della superficie che deve essere applicata all’asse del vaso igienico.

Il dispositivo in oggetto potrà, inoltre, recare stampate figure o scritte pubblicitarie. Anche le effettive caratteristiche del materiale, costituente il dispositivo e i suoi diversi elementi battericidi, disinfettanti ed eventualmente profumati, possono variare, di volta in volta, secondo i diversi casi d’impiego. Com’è ovvio, il dispositivo è stato in precedenza descritto e rappresentato in modo del tutto esemplificativo, rimandando alle seguenti rivendicazioni il compito di evidenziare e illustrare alcuni casi di conformazione e composizione fisica e chimica del dispositivo igienico perfezionato, anche questi non limitativi delle infinite possibilità di realizzazione pratica. Dalle suddette figure e da quanto in precedenza esposto, è facile rilevare i notevoli pregi igienici e funzionali che caratterizzano il dispositivo perfezionato per la protezione da eventuali contagi, applicabile sul bordo del water e di analoghi apparecchi sanitari, costituente l’oggetto del presente modello di utilità.

RIVENDICAZIONI

  1. Dispositivo igienico perfezionato, atto a garantire un’agevole e sicura utilizzazione del water e di analoghi apparecchi sanitari, in particolare se installato per uso promiscuo, in comunità di vario tipo, in mezzi di trasporto collettivo e relative stazioni, in locali pubblici in genere, caratterizzato dal fatto di essere applicabile sul bordo dei predetti apparecchi sanitari, in modo rapido e stabile.
  2. Dispositivo igienico, come alla rivendicazione precedente, caratterizzato dal fatto che il sicuro e stabile posizionamento, rispetto al bordo del sottostante apparecchio sanitario, è garantito da porzioni di elementi autoadesivi previsti sulla sua faccia posteriore e protetti da opportuna copertura, facilmente asportabili al momento dell’utilizzazione del dispositivo igienico.
  3. Dispositivo igienico, come alle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto di essere realizzato in opportuno materiale a “perdere”, preferibilmente biodegradabile e a base cartacea, oppure in qualsiasi altro materiale adatto e provvisto di adeguate qualità fisiche, meccaniche, ed eventualmente chimiche e batteriche.
  4. Dispositivo igienico, come alle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto di presentare, in una prima possibile realizzazione, la forma di un sottile foglio, rettangolare o quadrato, provvisto, nella zona centrale, di due lunghe linee di fustellatura che s’incrociano, lasciando integra una piccola porzione in corrispondenza del loro punto d’incontro.
  5. Dispositivo igienico, come alla rivendicazione precedente (4), caratterizzato dal fatto che per l’impiego del predetto primo tipo di dispositivo igienico l’utente, dopo averlo appoggiato e ben posizionato sul bordo dell’apparecchio sanitario, stabilizzandolo con gli eventuali mezzi autoadesivi previsti sulla sua faccia posteriore, rompe, esercitando una leggera pressione, il punto centrale della dentellatura facendo cadere i quattro lembi, in tale modo formatisi, nella cavità dell’apparecchio sanitario sottostante.
  6. Dispositivo igienico come nelle precedenti rivendicazioni (4) e (5), caratterizzato dal fatto di essere adeguato, in special modo, per essere utilizzato, applicandolo, sul bordo del water e di servizi sanitari simili.
  7. Dispositivo igienico come alle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto di poter essere realizzato anche con la forma di un sottile foglio, rettangolare e ovale, provvisto, nella zona centrale, di una listellatura o, possibilmente, di un sottile intaglio, che segna una linea ovale, delineando una porzione interna che rimane attaccata al resto del dispositivo igienico attraverso alcune piccole zone integre, opportunamente posizionate e fra loro distanziate.
  8. Dispositivo igienico, come a una e più rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che, per l’impiego del predetto secondo tipo di dispositivo igienico, l’utente, dopo averlo appoggiato e ben posizionato sul bordo dell’apparecchio sanitario, stabilizzandolo con gli eventuali mezzi autoadesivi previsti sulla sua faccia posteriore, spinge verso il basso, con una certa pressione, l’ampia zona ovale interna, provocando lo strappo delle piccole porzioni integre di tenuta perimetrale e rendendo il dispositivo igienico adatto, in modo particolare, per essere utilizzato per il bidet.
  9. Dispositivo igienico, come a una e più rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto di essere utilizzabile, sia come elemento singolo, reso tascabile mediante particolari sistemi di ripiegatura (…).
  10. Dispositivo igienico, come a una e più rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto di prevedere l’impiego di un distributore da parete (…). Piccoli contenitori di limitate dimensioni, racchiudenti 5, 10 o più dispositivi igienici.
  11. (…).

 

  1. (…).

13. Dispositivo igienico, come a una e più rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che, oltre alle opportune sostanze disinfettanti e battericide, può essere eventualmente impregnato di profumi, colorato o stampato a colori.

14. Dispositivo igienico, come a una e più rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che può essere prevista la sua confezione in busta singola, allo stesso modo di un pannolino.

15. Dispositivo igienico, come a una e più rivendicazioni, caratterizzato dal fatto di essere realizzato prevedendo, come materiale di base, carta oppure carta idrorepellente, oppure sottile spugna sintetica idrorepellente.

16. Dispositivo igienico, come a una e più rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto di essere realizzato, prevedendo, come materiale di base, carta accoppiata con alluminio o stagnola.

17. Dispositivo igienico, come a una e più rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto di essere realizzato prevedendo, come materiale di base, carta accoppiata con film plastici impermeabilizzati.

18. Dispositivo igienico, come a una e più rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che è qui descritto e rappresentato in modo del tutto esemplificativo e non limitativo delle innumerevoli possibilità di realizzazione pratica, per cui si deve considerare compreso nel (…), per estensione come altro e analogo dispositivo igienico, comunque dimensionato, ripiegato e confezionato.

19. Dispositivo igienico, come a una e più rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto di prevedere la sua realizzazione per usi analoghi, avendo come elemento di base una composizione fisica e chimica adatta allo scopo e con l’eventuale associazione di materiali idrorepellenti, disinfettanti, battericidi, profumati, che possono, di volta in volta, variare, secondo i prevedebili casi d’impiego del dispositivo igienico stesso.

20. Dispositivo igienico, come a una e più rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che sullo stesso possono essere stampate figure o scritte pubblicitarie.

21. Dispositivo igienico perfezionato, atto a garantire una sicura utilizzazione di water e analoghi apparecchi sanitari, installati per uso promiscuo, dotato di notevoli pregi pratici e funzionali, secondo una o più rivendicazioni precedenti, il tutto, in sostanza, come più ampiamente descritto e illustrato nella precedente relazione e nei disegni allegati alla persente domanda di brevetto per modello di utilità.

Stesura del brevetto su stampe difficoltose da trascrivere a causa dell’illeggibilità; essa non è quindi corretta.

Santino Scuderi

 

Schede telefoniche ricaricabili con sorpresa

Tutti conosciamo il grande mercato e la grande concorrenza esistente nel campo delle schede telefoniche e non solo: siamo anche consapevoli che spesso, una volta scoperto il pin, dette schede diventano inutilizzabili e vengono buttate via.
Questa mia nuova invenzione, frutto di una ricerca tecnologica e commerciale, rientra fra le più semplici invenzioni da me effettuate, ma purtroppo non realizzate; non è meno importante rispetto a quelle maggiormente complesse dal punto di vista tecnico e meccanico o, se si vuole, anche elettronico, fisico o di altro genere. Molte di queste ultime scoperte tecnologiche sono state realizzate nel mondo per lo sviluppo del lavoro sociale, per il miglioramento della vita e per l’arricchimento industriale, contribuendo, così, al benessere complessivo di tutti. Renderò pubblica la mia invenzione attraverso il web potendosi considerare come “brevettata”: pur lasciando libertà circa la produzione delle schede telefoniche o di altri tipi di schede, la mia innovazione consiste nell’inserire sulle schede stesse un ulteriore pin segreto da grattare, con l’abbinamento a esso di un premio, partendo da un valore minimo di € 5,00, fino a giungere a un televisore o anche un’auto. Certamente tutto questo sarebbe realizzato nell’ambito di una forte concorrenza che già esiste e che potrebbe, con la mia nuova idea, aumentare. Insomma, un progetto bomba che io permetterò di utilizzare, sulla base di un preventivo accordo a livello legale, a chiunque lo volesse realizzare.

Santino Scuderi

Aquiloni e palloncini a elio per vari usi

Aquiloni e palloncini monouso, gonfiabili con microbombolette a gas di elio oppure a ossigeno, utili per orientamento di comitive, visibili a 360°, utili anche per giochi dei bambini e per multipubblicità, con e senza stampe.

Gli oggetti in questione, i cosiddetti palloncini e aquiloni, sono di forme diverse, vanno realizzati in lattice, prodotti lattiginosi vari, e possono essere gonfiati con elio o con ossigeno per essere spinti verso l’alto e fare divertire i bambini.
Questa semplice novità potrebbe avere un sbocco commerciale di largo interesse, grazie ai suoi usi applicativi. Potrebbe essere anche brevettabile, vista la possibile commercializzazione di tali oggetti. Infatti, essi possono essere utilizzati anche per scopi pubblicitari con o senza stampe. Si possono utilizzare per scopi elettorali personalizzati; per gruppi di turisti che non si vogliono smarrire, poiché un palloncino, tenendo legata l’estremità del filo al braccio o alla giacca a una certa altezza, può essere riconosciuto dalle persone della stessa comitiva, anche trovandosi nella folla e a diverse decine di metri.
Usandolo come aquilone, sarà guidato e manovrato da terra, una volta salito verso l’alto, con un rocchetto di filo legato all’estremità del palloncino. La lunghezza del filo, di cotone, che il ragazzo manovrerà sarà di poche centinaia di metri, mentre, se di nailon, la lunghezza sarà minore, onde evitare che possa disperdersi a terra, una volta caduto, e dare fastidio, essendo resistente e non biodegradabile.
Come si vede, detta novità potrebbe avere molti sbocchi commerciali, sia dei palloncini come giocattoli per i bambini, sia per la pubblicità più varia, come quella politica o turistica.
Va aggiunta una piccola (anche monouso) bomboletta di elio per gonfiare il palloncino (monouso per il turismo), che potrebbe essere acquistata (un kit: palloncino e bomboletta) direttamente nei luoghi turistici. Detto kit avrà una dimensione un po’ più grande di un pacchetto di sigarette e avrà un costo molto basso, essendo la bomboletta in materiale plastico, tipo quelle che ricaricano gli accendini delle sigarette.
Questa idea fa parte delle tante elementari e semplici invenzioni da me fatte, ma che, nella sua semplicità, ha con certezza una sua applicazione, anche brevettale, e una commercializzazione interessante per chi lo produrrà in serie e a basso costo.

Santino Scuderi

Catechismo laico, comico e culturale

Per bambini su piccoli schermi e per CD commerciali

 

Il giorno 4.06.2007, ho reso pubblico questo importante progetto per farlo realizzare a chi sarebbe stato disponibile a farlo. Tale idea l’avevo comunicata al mondo attraverso l’Agenzia ANSA, disinteressato a qualunque tipo di pubblicità personale che avrei potuto ricavare e senza volontà di lucro economico, ma per il bene sociale e culturale, soprattutto per i giovani e i bambini nella loro fase iniziale della vita, per far capire e apprendere la differenza tra il bene ed il male, tra ciò che bisogna e non bisogna fare. Non so se questo mio progetto sia stato realizzato industrialmente e sia stato commerciato.

Oggetto: Catechismo laico- culturale di formazione civico- sociale per bambini ed adolescenti, in serie per TV e CD commerciali con argomenti trattati in maniera ironica.

Il nostro Paese è attraversato da una grande emergenza. Non è solo quella politica in generale, ma soprattutto quell’economico- e socio-popolare.
La “ripresa” del Paese è qualcosa da cui dipende anche quella delle varie parti politiche. Credo che tutto questo si chiami “educazione”. Riguarda ciascuno di noi, a ogni età, perché è attraverso l’educazione che si costruisce la persona, e quindi la società. Tutto ciò non è dovuto solo alla mancanza di istruzione nelle prime fasi della vita;
il problema non è solo determinato dalla cultura o dall’avviamento al lavoro, ma dalla carenza di quei valori chiamati “morali” e, soprattutto, da quelle minime regole che la vita umana richiede, nei confronti del prossimo, e soprattutto verso se stessi. Questi sono stati totalmente trascurati.
È diventato normale pensare che tutto sia uguale, che nulla, in fondo, abbia un valore se non i soldi, il potere e la posizione sociale. Si vive come se la verità non esistesse, come se il desiderio di felicità, di cui è fatta l’anima dell’uomo, fosse destinato a rimanere senza risposta.
È stata negata la realtà, la speranza di un significato corretto della vita e, per questo, si rischia di far crescere una generazione di ragazzi e ragazze, facendoli sentire orfani da parte delle istituzioni, dei maestri e degli stessi genitori.
C’è una gioventù che vive come nelleventù  dagli stessi genitori. richiede, per il prossimo è sopratutto  sabbie mobili, bloccata, annoiata di fronte alla vita.
Le grandi manifestazioni sportive o quelle delle canzonette, non potranno mai dare insegnamenti di gioia e permettere elaborazioni di pensiero, poiché la mente, così, viene distratta e ragiona su strane cose che sono fuori dei valori umani.
Basti pensare che esistono persone con poche qualità, ma con enorme popolarità e gran quantità di denaro. Qui inizia la perdita della speranza nella vita e ci si lascia andare a dei sogni che non si realizzeranno mai.
Risolvere tale problema sociale, oggi, credo che sia molto difficile; è arduo correggere i giovani, andrebbe fatto prima dei loro vent’anni, cercando di modificare l’etica del comportamento sociale e ciò richiede tempo.
Sin dall’inizio degli anni Ottanta, ho eleborato una mia modestissima formula socio-culturale: si tratta della realizzazione di filmati per la televisione e CD da commercializzare per bambini ed adolescenti di tipo “ comico-catechistico-culturale” cercando d’istruire con le risate, generando l’imprinting tramite l’ascolto del piacere e della gioia alla vita.
Questo mio semplicissimo progetto si basa sulla spiegazione della differenza tra il bene e il male, con l’aiuto d’importanti comici che faranno fantastiche smorfie e ghigni vari. Questi ultimi saranno sempre eseguiti, tramite le correzioni della linguistica e della saggistica del pensiero, da letterati, giornalisti e altri esperti del settore. Senza falsa modestia, sono sicuro che si rivelerà un successo culturale, economico e sociale.
Tra i tantissimi comici che abbiamo in Italia, a memoria d’uomo, ricordo: Enrico Beruschi, Maurizio Crozza, Enrico Montesano, Antonio Albanese ed anche quelli del Teatro il “Bagaglino” di Roma
Se pensate di poter realizzare questa mia idea, si determinerebbe un’innovazione che si potrebbe rivelare di un certo interesse sociale e per lo sviluppo industriale come sopra citato. Tengo a precisare che sono interessato solo e soltanto al raggiungimento di scopi sociali e non ho alcun interesse economico o di tipo pubblicitario.
Mentre ringrazio invio cordiali saluti.

Santino Scuderi

 

Idea per pneumatici

Pneumatici con battistrada a mescola dura e mescola morbida a strisce trasversali da due centimetri l’una dall’altra, non circolari. non fusi tra di loro ma appoggiati come lama di coltello. per le moto, possono essere costruiti anche a scacchiera quadrati, particolarmente utili per la tenuta nelle curve.

A qualcuno potrà sembrare un progetto da fantascienza, ad altri un progetto infantile per lo strano tipo di battistrada da realizzare. Comunque mi rendo conto della reazione che può suscitare questo progetto nell’uomo comune o in chi non abbia consapevolezza del senso logico che sta alla base dell’aderenza e della trazione del battistrada sull’asfalto. Ma, in realtà, gli addetti del settore si renderanno conto che, una volta portata a compimento la realizzazione dei prototipi, sarà possibile capire l’importanza dell’utilità del prodotto finito per il mercato.

Essi dovranno essere destinati alle auto di formula uno e a quelle commerciali, oltre che alle moto. Il vantaggio che si otterrà sarà di poterli utilizzare nelle quattro stagioni dell’anno: dall’estate all’inverno, anche sul suolo bagnato.

La composizione dovrà essere composta da due mescole di gommatura sul battistrada, che avrà anche il vantaggio di diminuire lo scivolamento alla partenza e portare a un’aderenza maggiore sull’asfalto. Come si può ben capire, la mescola dura farà da traino e da resistenza sull’asfalto, mentre quella molle si aggrapperà a quest’ultimo. Quindi avranno anche il vantaggio di adattarsi in tutte le situazioni climatiche e meteorologiche.

Mi rendo conto delle difficoltà che si potranno incontrare nella loro realizzazione, ma sicuramente, dopo un attento studio, sarà possibile realizzarli. Altri tipi, per il mercato generale, possono essere prodotti per moto con battistrada a scacchiera quadrata, composta da mescole dure e morbide che potranno avere anche una forza centrifuga, traducendosi in una maggior tenuta e sicurezza per il pilota. Sulle curve si avrà maggior aderenza e minor scivolo di slittamento per l’effetto centrifugo.

Sono presente da cinquant’anni nei campi più diversi della ricerca tecnologica, con successi di fatto indiscutibili.

Negli anni ‘60 realizzai e brevettai uno strumento automatico multifunzione per la sicurezza, chiamato “Autotelesos”, includendo nel brevetto anche il telecomando a distanza con l’abbagliante-anabbagliante, l’arresto del motore in caso d’incidente e l’antifurto, grande successo internazionale. Da questo brevetto sono nati tutti i vari telecomandi in uso oggi, utilizzati in parecchi settori. Altro brevetto da me realizzato negli anni ’60 è stato il lampeggiatore posteriore per le auto di formula uno, che è utilizzato da una decina d’anni da tutte le auto esistenti sul mercato mondiale di serie, con la luce rossa presente sul lunotto posteriore che s’accende alla frenata.

Inoltre, devo dire che già nel gennaio del 1977 ho avuto un contatto con l’ing. Enzo Ferrari, proponendo un apparecchio per la sicurezza stradale che piacque non solo a lui, ma anche a Ferruccio Lamborghini, come pure alla Fiat (apprezzamenti ricevuti in date differenti). L’oggetto parve a tutti interessante, ma la produzione non era di loro interesse. Solo in seguito compresi che l’oggetto sarebbe stato negativo per loro. Il perché è stato facile capirlo.

 

Spero di aver fatto cosa gradita alla ricerca e che la mia idea sia di buon auspicio produttivo industriale e commerciale. In fatto d’esperienza motociclistica e d’auto, durante gli anni della mia gioventù, sono stato uno di quei rari ragazzi pronti a rischiare nel provare la grossa moto Guzzi 500, esperienza che, a quell’epoca, era una rarità. Infatti, solitamente, l’avventura stava, per chi aveva la fortuna di possederla, nell’utilizzare la bicicletta.

Insomma, dalla metà degli anni ‘40, iniziai l’esperienza con le moto, mentre con le auto, dal 1962 al 1978, avrò percorso circa 2.000 chilometri, viaggiando per tutta l’Europa, con qualunque condizione meteorologica, senza mai aver causato nessun incidente stradale.

Concludendo, di esperienze stradali ne ho fatte in abbondanza per poter esprimere quanto sopra scritto, avendo avuto anche diverse auto di media cilindrata.

Santino Scuderi. In Autotelesos

 

Allo staff di progettazione corse dell’azienda di formula 1 Ferrari.

Vorrei segnalare o suggerire qualcosa che possa essere di miglioramento e di recupero tempi di velocità dell’auto da corsa, sia pure se di pochi decimi rispetto a quelli attuali. Mi riferisco alla dinamica della resistenza d’attrito all’aria di penetrazione in velocità. Io suggerirei di apportare un’importante piccola modifica sul muso della vettura. Questa deve avvenire almeno nei primi cinquanta centimetri che dovrebbero avere una superficie più livellata possibile con l’uscita degli ultimi dieci centimetri, inclinata leggermente verso l’alto, in modo che l’aria, scivolando verso su, non vada a investire il pilota e le parti a lui adiacenti. Infatti, la superficie attuale è curva e non devia l’aria verso l’alto, ma scarica l’attrito sulle superfici che incontra.

Vorrei, inoltre, proporre una novità: il progetto dei pneumatici per tutte la stagioni, a strisce trasversali o a scacchi gomma tenera, con il compito di aderire pienamente all’asfalto e risultare, quindi, antiscivolo, mentre la gomma dura farebbe da traino e avrebbe effetto di resistenza di durata.

Grazie per l’attenzione. Faccio presente che la parte superiore è già stata inserita nel mio sito web: www.autotelesos.it.

Distinti saluti Santino Scuderi.

Democrazia: vero bene del popolo del terzo millennio

Ciò che cercherò di esprimere rappresenta qualcosa di rivoluzionario circa le elezioni politiche e i vari referendum nel nostro paese ma non solo, essendo questo un progetto totalmente innovativo. Sicuramente per alcuni sarà un importante cambiamento, mentre, per altri, una provocazione politica che non potrebbe essere applicata sulla base dei vecchi canoni riguardanti la procedura elettorale.

Capitolo 1

Inizialmente, giova evidenziare che, grazie alle nuove tecnologie, è possibile che il popolo possa riappropriarsi della politica del paese attraverso metodi che permettono di scegliere il sistema politico che si vuole e i personaggi che l’amministreranno; ciò con la massima perfezione e con la massima trasparenza. Ogni errore verrà reso pubblico a tutti i cittadini.

In merito alle due Camere, la Camera dei Deputati e quella dei Senatori, non esisteranno più, sia per gli elevatissimi costi, sia per la mancata funzionalità politica di cui il popolo, invece, avrebbe bisogno. Non parliamo poi della corruzione, delle compravendite politiche accompagnate dagli accordi poco leciti fatti all’interno dei partiti.

Capitolo 2

Abbiamo una Costituzione che, nel suo insieme, è completa e funzionale alla democrazia; non ha bisogno di essere sostituita ma, forse, potrebbe essere migliorata con l’aggiunta di qualche elemento mancante e maggiormente attinente al momento storico che stiamo vivendo, pur, però, mantenendola integra circa il suo spirito. Fondandosi sulla democrazia, dovrebbe accadere che il potere dovrebbe essere esercitato solo da parte di quei cittadini che hanno particolari capacità e riescono ad assumere le responsabilità inerenti i vari ministeri, mantenendo un certo spirito e possedendo una mentalità politica tale da non creare alcun problema, poiché basata solo sui principi essenziali della carta costituzionale. Lo stesso dovrebbe valere per tutti i collaboratori e per gli impiegati presenti nello stesso ministero. Quest’ultimi, come anche i vari ministri, svolgeranno funzioni da impiegati civili dello Stato e potranno essere esautorati e persino licenziati se dovessero venir meno ai doveri costituzionali.

Capitolo 3

Le leggi fondamentali per l’amministrazione dello Stato sono tutte presenti nella carta costituzionale, e dovranno essere applicate senza alcuna difficoltà, in base ai principi che reggono il nostro ordinamento. Quando si presenteranno novità politiche, sarà lo stesso governante responsabile della sua amministrazione a valutare l’applicazione, secondo costituzione, di determinate norme, valutando anche l’aspetto sociale ed umano di determinate situazioni.

Capitolo 4

I deputati all’amministrazione dello Stato saranno i “ministri” responsabili, impiegati a gestire le necessità con i loro collaboratori facendo così funzionare tutto il settore di loro competenza. Ogni settore amministrativo sarà autonomo e indipendente e quindi dovrà eventualmente rispondere di ciò che porrà in essere; ogni abuso e ogni errore, come il mancato adempimento dei vari doveri, comporteranno un richiamo all’ordine, non solo dal proprio diretto superiore, ma anche dai cittadini comuni, che potranno denunciare fatti a chi ne è predisposto per la salvaguardia istituzionale.

Capitolo 5

I politici della NUOVA DEMOCRAZIA dovranno essere scelti tra professori universitari, scienziati, individui con alte conoscenze culturali e morali; quest’ultime sono molto importanti e utili. Così, la scelta di chi ci dovrebbe governare dovrebbe cadere su giovani e meno giovani, uomini e donne, personaggi di alto grado di pensiero filosofico e politico, specialisti del settore di cui si dovranno andare a occupare, gestendo l’amministrazione con buon senso e amore per l’Italia (insomma, dei patrioti, come avveniva in passato). Tutto ciò è necessario per far sì che ogni cittadino segua quanto di buono e morale manifestano tutti gli esponenti istituzionali del paese. Questo aiuterà anche le esportazioni dei nostri prodotti nazionali; aumenterà il lavoro e la ricchezza economica rimarrà nello stato. Solo con questo tipo di organizzazione il popolo si potrà affezionare di nuovo alla politica, assaporandone la ricchezza umana, sociale, culturale e morale.

Capitolo 6

Adesso esporrò l’aspetto rivoluzionario delle mie idee, considerato tale per il semplice fatto che le votazioni per le elezioni e i referendum con la classica formula cartacea, che davano spazio a imbrogli accidentali o voluti, cambieranno volto: i brogli del passato non avverranno più e ciò grazie alla tecnologica avanzata che permetterà di azzerare gli elevati costi, rendere più veloci le votazioni, eliminare tutti i possibili raggiri, rendere più semplici gli scrutini ecc. Tutto andrà a finire in un centro di raccolta dati che lo Stato gestirà in maniera stabile e, subito dopo l’ora stabilita, si avranno le proiezioni ed i risultati circa le scelte fatte dai cittadini. Questo sistema sarà utile anche per i referendum ma ciò verrà descritto in seguito.

Capitolo 7

Ecco le novità che permetteranno di votare con la massima sicurezza e senza imbrogli di sorta. Il tutto verrà eseguito tramite mezzi di comunicazione avanzati, che consentiranno di raccogliere tutte le informazioni che il popolo darà, arrivando in un centro di raccolta dei dati, gestito dalla finanza. Questo varrà per le votazioni nazionali, regionali e locali. Lo stesso avverrà per il referendum.

Capitolo 8

Le votazioni si compiranno tramite sistemi mediatici e andranno raccolti tutti in un solo cervello elettronico, stabilendo soltanto un margine di tolleranza di un paio di giorni, per la conclusione del voto. Il voto sarà effettuato con la posta elettronica propria o quella del Comune, per chi non la possiede. Sono consapevole che la casella di posta elettronica ancora non tutti l’hanno, ma in un futuro non molto lontano, sarà per tutti come un vero documento di riconoscimento che non sarà possibile contraffare. La preferenza al candidato sarà data tramite un numero assegnato dal Comune. L’altra forma di votazione è quella tramite il proprio telefonino; anche questo, oltre all’immediata partecipazione, darà anche la massima garanzia e trasparenza, poiché i dati personali di ciascun cittadino sono registrati insieme al proprio numero telefonico. Infine, altra forma di riconoscimento dei dati che dà la garanzia della partecipazione al voto, è quella del proprio codice fiscale, inviando i dati o addirittura copia di essi, a mezzo posta elettronica o attraverso il proprio cellulare. Insomma le possibilità di utilizzare nuovi mezzi moderni, sicuri e rapidi, per partecipare al voto esistono e sono parecchi. Bisogna solo organizzarsi.

Capitolo 9

La nostra Costituzione vuole che il voto sia segreto e ciò deve essere garantito per evitare che ci siano imbrogli effettuati da chi vuole mantenere la poltrona e non perdere il potere. Bisogna difendere la libertà del voto.

Capitolo 10

I politici non avranno l’assoluta indipendenza, ma saranno responsabili e, come tutti i cittadini, saranno al servizio dello Stato come normali impiegati mandati dal popolo; quando non risponderanno ai doveri istituzionali saranno sostituiti con altri cittadini capaci di assumere detto ruolo politico. Lo stesso si intende per i collaboratori all’interno dei ministeri.

Capitolo 11

I costi per tutti i delegati politici non saranno più stratosferici; essi saranno pagati in base a parametri diversificati, in virtù delle qualità e delle responsabilità in generale. Tutto ciò, fatta eccezione del Capo dello Stato che rappresenta tutto il popolo italiano e che è l’unico e solo garante delle istituzioni e della moralità, il quale cerca di trasmettere un segnale positivo che sarà anche recepito da altri paesi; solo così si può sviluppare una società più ricca di lavoro e di benessere sociale. Senza tali accorgimenti, il nostro paese andrà a rotoli, come già oggi sta accadendo, ma con un pizzico d’orgoglio sicuramente potremmo vivere meglio ed anche di più. Le istituzioni non dovranno mai essere modificate; semmai dovrebbe esserci l’aggiunta di qualche aggiornamento per migliorare tutto l’ordinamento.

Santino Scuderi

Motore elettrico bivalente da traino e da recupero d’energia elettrica per autoveicoli – progetto del 1974

Erano gli anni ’70 quando ho dato inizio a un progetto apparentemente ambizioso ma realizzabile per la creazione di una moderna nuova energia che potesse sostituire quella ricavata dal petrolio; un po’ perché, prima o poi, quest’ultimo si sarebbe esaurito, ma soprattutto per porre fine all’inquinamento atmosferico tanto infernale, da uccidere l’uomo e l’intero pianeta. Allora, ho pensato a un’energia alternativa per la trazione sostituendo il carburante generalmente usato; ho creato il piccolo prototipo di un motore elettrico bivalente da utilizzare per l’auto elettrica del futuro. La sua bivalenza consiste in questo: essendo tale, una parte produce energia meccanica (trazione) mentre l’altra produce energia elettrica nel trascinamento che va accumulata. Una centralina elettronica agisce in automatico quando il motore entra in trazione e, quando ne esce, entra in azione l’energia elettrica. Tutto questo si genera quando si passa dalla trazione all’essere trainato; avviene in quei momenti che si è nelle discese, oppure in città quando si lascia il pedale del potenziometro (acceleratore). Il motore è composto da uno statore ed un indotto ad avvolgimento, che hanno la doppia funzione di produrre energia meccanica da traino ed elettricità in momenti che non effettua traino. Per quanto riguarda l’autonomia dell’energia accumulata, avevo previsto, come soluzione, un rapido rifornimento mediante il gruppo batterie già preesistenti dai nuovi modelli d’auto: quando si scaricherebbero, le stesse pompe di benzina fornirebbero il nuovo gruppo già carico, in sostituzione di quello presente, con rifornimenti appositamente  predisposti all’interno di quelli normali che generalmente erogano carburante; in questo caso fornirebbero gruppi di accumulatori a litio carichi d’energia standardizzata che andrebbe così a sostituire quella quasi scarica. Insomma come se si facesse un normale rifornimento di benzina. Come si può evincere da questo progetto, il problema della batteria con accumulatore a litio si potrebbe risolvere con il fatto che il proprietario non sarebbe colui che compra l’auto, ma la società che fornisce l’energia; le batterie verrebbero così sostituite ciclicamente, quelle scariche con nuove batterie cariche. Un po’ come avviene ancora con la bombole di gas. Questo progetto, che ho ideato verso la metà anni ’70, è rimasto fermo a causa della mancanza di fondi necessari al suo sviluppo. Alla fine degli anni ’80, esattamente l’8 luglio del 1980, dietro appuntamento, ho avuto un lungo colloquio con due addetti alla progettazione e alla ricerca dell’industria automobilistica Lailand Innocente; si trattava degli ingegneri Astori e Trinetti, responsabili della medesima ditta. Dopo un’ora, forse qualcosa di più, mi dissero che la mia proposta era molto interessante dal punto di vista dello sviluppo industriale e sociale, ma che non avrebbe avuto seguito poiché sarebbero potuti nascere dei problemi a livello internazionale, visto anche la situazione che vide protagonista Mattei, il quale stava, senza dubbio, infastidendo i magnati del petrolio. Insomma in quel periodo storico, apparve impossibile fare investimenti in quella direzione. Tuttavia, voglio ribadire che il progetto espostogli, anche se non scesi nei particolari,  piacque molto ad entrambi; non riferii l’altra parte che riguardava i gruppi da quattro motori in parallelo, che avrebbero dovuto svolgere la medesima funzione con la particolarità che sarebbero stati chiusi possibilmente anche ermeticamente sotto vuoto per diminuire l’attrito, per aumentare, sia pure di poco, la resa a livello di potenza. Insomma l’auto elettrica, che oggi sta divenendo una realtà, io l’avevo progettata alla fine degli anni ’60. Però, sia questo che tantissimi altri progetti, tutti d’importanza industriale e sociale, non hanno potuto vedere la luce a causa della persecuzione verso Mattei; la stessa situazione, seppur su linee diverse, l’ho vissuta anche io, rendendomi impossibile agire per il benessere della società. Si tratta di avvenimenti ancora sconosciuti all’opinione pubblica che colpiscono chi si vuole occupare del benessere sociale per impedirgli di portare a compimento il proprio operato. Quanto ho accennato in questo mio breve scritto potrà sembrare incredibile; è stata mia premura, inoltre, ribadire quanto qui detto nei blog e nel mio sito presente sul web, trattando anche della creazione di parecchie invenzioni, progetti e brevetti vari e di molti successi a livello internazionale. Se sono rimasto bloccato, non è stato per una mia incapacità, come molti hanno insinuato, ma per i vari impedimenti che mi sono stati posti sul cammino; sicuramente, ed è un dato di fatto, tutto nasce in seguito ad una mia grande passione per l’Italia, per la Sicilia e soprattutto per quella sorta di campanilismo effervescente che avevo, non pensando che, proprio nel mio Paese, quella democrazia, tanto decantata, fosse così cieca e che soprattutto i suoi rappresentanti fossero così falsi e marci. Infatti, dalla fine degli anni ‘60 ho trascurato importanti proposte con grosse somme di denaro negli Stati Uniti, come anche richieste d’ingaggi alla General Motors, e altre importanti richieste, per l’amore che mi legava alla mia Italia e soprattutto alla Sicilia che avevo nel cuore. Ma oggi riconosco con amarezza di aver sbagliato e in particolar modo sono deluso dalle istituzioni: non ci sono stati premi, né l’Ambrogino di Milano, né lauree ad Honoris Causa, né mai verrò considerato cavaliere del lavoro. Nulla di tutto ciò; neanche il denaro che mi spetta di diritto, che mi sarebbe utile per vivere e che si ritrova bloccato presso diverse banche, senza alcun motivo, ho la possibilità di riprendere. Attendo ancora un avvocato che abbia il coraggio di difendermi dalle Istituzioni che mi hanno danneggiato. Insomma un’Italia dove tutti siamo oppressi, un po’ come avviene in certe zone dell’Africa; una forma di oppressione di cui non ci si rende conto perché sofisticata e sottile, che quando diventerà palese, sarà sicuramente troppo tardi porvi rimedio. Invito tutta la gioventù accademica universitaria, uomini e donne a leggere tutti i miei blog, i vari commenti presenti sul web e anche su facebook, così si potrà capire in che genere di società politica abbiamo vissuto. Attenzione a chi ci governa finché si è in tempo. Un saluto a tutti.

Santino Scuderi

Dimagrire producendo energia elettrica

Cyclette e tutti gli attrezzi sportivi muniti di elettrodinamo

Recupero dell’energia umana inconsapevolmente bruciata

Ho ricevuto ingenti danni dallo Stato e dalle Istituzioni che sono  gestite da alcuni personaggi che di mestiere non fanno altro che vivere nell’attesa di lauti stipendi non considerando che, spesso, sono soggetti a corruzione quando ci sono in gioco importanti interessi. A me hanno volutamente fatto del male. Tutto ciò è avvenuto per  impedirmi di proseguire le mie importanti ricerche tecnologiche per lo sviluppo del lavoro e del benessere sociale. Da vent’anni esiste un gran numero di libri autobiografici, ancora non pubblicati, sugli infami fatti che ho subito; libri che evidenziano posizioni opposte rispetto a quelle delle istituzioni che dovrebbero invece agire a garanzia del cittadino. Si tratta di libri di natura sociale,  politica, culturale, con il piacere di belle e numerose rime: qualcuno le definisce molto carine e anche molto poetiche. In cinquant’anni di ricerche tecnologiche nuove, innovative e di successo, tante sono state brevettate a livello internazionale, tante altre sono state rese semplicemente pubbliche non potendo effettuare i brevetti a causa del raggiungimento di una avanzata età. Dopo questo mio breve preambolo, parlerò dell’energia elettrica alternativa che potrebbe essere prodotta da pannelli solari fotovoltaici, che dovrebbero essere installati sulle autostrade come copertura. L’energia prodotta si potrebbe convogliare alla rete Enel. Detta energia non impegnerebbe nessun terreno vergine; questi ultimi potrebbero essere utili per la costruzione di altre cose.

Adesso vorrei proporre qualcosa che riguarda la produzione dell’energia alternativa tramite il recupero di quell’energia fisica inutilmente bruciata nelle palestre pubbliche e private con lo scopo del miglioramento fisico del corpo. Questo accade attraverso gli esercizi alle pedane, bici da camera e tutti quegli accessori che servono a bruciare energie fisiche e perfezionare il proprio aspetto. Con un accorgimento tecnico, si può recuperare quell’energia fisica, trasformandola in energia elettrica mediante l’aggiunta di un alternatore elettrico. L’alternatore, di potenza e dimensioni adeguate al tipo dell’attrezzo da utilizzare, che è composto da un nucleo elettrico rotante, basato sul fenomeno dell’induzione elettromagnetica, che trasforma energia meccanica in energia elettrica sotto forma di corrente alternata, assume la funzione di trasduttore. In pratica svolge l’azione inversa rispetto al motore sincrono che presenta la stessa struttura di base. In altri termini, questo tipo di meccanismo può funzionare da motore e come alternatore. Infatti, l’avevo proposto, circa trent’anni fa, alla ex Innocenti, industria automobilistica di Milano, per l’auto elettrica a compensazione di recupero energetico nel trascinamento. Tuttavia, i tempi non erano maturi per rendere fattibile tale impresa produttiva.

Questa mia breve relazione riguarda il recupero di quell’energia fisica utilizzata nelle palestre pubbliche e private e di quella generata dai vari attrezzi usati anche dai privati. L’industria che produce detti attrezzi potrebbe porre l’attenzione non solo sulla loro produzione, ma anche sull’energia che dal loro utilizzo potrebbe essere realizzata. Vorrei evidenziare, ai giovani in generale e a chi svolge attività accademica e universitaria, quanto ho appena illustrato, affinché possano approfondire le relative ricerche, con tutti quei calcoli matematici e fisici tra costi e benefici. Questo per poter aiutare la gioventù d’oggi a creare quelle condizioni di lavoro necessarie che con difficoltà cerca di raggiungere. Perciò, tutto ciò lo affido ai giovani, poiché le mie condizioni economiche, di salute e l’avanzata età non mi permettono di proseguire l’approfondimento completo del sopra enunciato progetto.

Cav. Santino Scuderi

Questo progettino l’avevo preparato alcuni anni fa ma l’impossibilità di presentarlo mi aveva costretto ad archiviarlo. Qualche giorno fa si è parlato proprio di questo  in una scuola e, all’interno della sua palestra, sono stati montati i su menzionati attrezzi per sfruttare l’energia dei ragazzi, producendo così energia elettrica.

 

 

 

Energia elettrica prodotta sulle autostrade con pannelli solari da convogliare nella rete Enel

Le grandi opere da realizzare in Italia: il ponte sullo stretto di Messina. Io dico di no: il capitale da investire per il ponte, proporrei d’investirlo per lo sviluppo dell’energia elettrica alternativa, fatta con pannelli fotovoltaici installati lungo le autostrade. L’energia così prodotta verrebbe convertita in energia alternata mediante convertitori e sarebbe inserita nella rete di distribuzione nazionale di energia elettrica, gestita dall’Enel. Tutto ciò comporterebbe vantaggi anche per le regioni in cui verrebbero installati gli impianti.

Infatti, sappiamo bene che il territorio riservato alle autostrade è divenuto zona neutra e improduttiva adibita solo al traffico e al trasporto di merci. Quindi, risulta un “terreno morto”, non utilizzabile per altre cose. La somma da investire per il ponte è molto elevata, ma si potrebbe investire per produrre energia alternativa, impiantando pannelli solari fotovoltaici al germanio, o ancora meglio, al silicio policristallino o amorfo. Ciascuno di questi elementi chimici varia circa il suo rendimento. Una cifra pari a 6 miliardi di euro, che dovrebbe essere investita per il ponte, sarebbe più utile investirla per l’energia alternativa con pannelli fotovoltaici al fine di produrre l’energia elettrica necessaria sfruttando il sole. I generatori fotovoltaici potrebbero essere installati sopra e lungo le autostrade del Paese; anche lungo le ferrovie, e in luoghi utilizzati per altre attività umane che permettono il posizionamento di pannelli solari. La produzione d’energia elettrica per m² varierebbe da nord a sud. Comunque avremmo una media nazionale di circa 1000 kWh annui a m². Il costo del pannello ammonterebbe a circa 100 euro al m², quindi ci vorrebbero 10.000 m² di pannelli per 100 chilometri di autostrada. Mentre per un totale di 1000 Km d’autostrade occorrono 1.000.000 m² di pannelli da installare. Se si aggiungessero l’impalcatura di copertura e la manodopera, potremmo dire che con una media di € 2.500.000 per km² potremmo avere una pannellatura di 1000 Km di autostrada sul territorio nazionale. Insomma con questi calcoli molto empirici, con 2.500 miliardi di euro, potremmo avere una certa autonomia circa la produzione elettrica, grazie al sole. Questi calcoli sono, tuttavia, molto empirici, e andrebbero verificati con studi scientifici ed ingegneristici. Come si può notare, con la metà della cifra che si vuol investire per il ponte sullo stretto, si potrebbe produrre elettricità con celle fotovoltaiche lungo le autostrade. Tutto questo, senza danneggiare alcunché e tenendo intatti i terreni per altre esigenze umane.

In realtà, del ponte sullo stretto se ne parla dal lontano 1886; a quell’epoca, dopo lunghi dibattiti politici sull’impossibilità di realizzarlo, si decise per l’utilizzo dei cosiddetti Ferri boat. Infatti, la paura in merito ad una realizzazione concreta del ponte, è sempre esistita, considerando il fatto che ci si trova in zone altamente sismiche e mancando le elementari garanzie di sicurezza sia prima che durante che dopo la costruzione dello stesso ponte. Tutto per il pericolo reale che, da un momento all’altro, potesse verificarsi l’imprevisto. Nessuno ha dimenticato il terremoto e conseguente maremoto del 1908 tra Messina e Reggio Calabria,  che causò migliaia di morti e danni incalcolabili a persone e cose.

Credo che il turismo potrebbe svilupparsi lo stesso se le società locali avessero maggiore tranquillità economica, politica e sociale; questa, in realtà, da tanti anni è venuta meno, creando un danno a tutte le bellezze del meridione d’Italia. Un dato certo, sicuramente da non sottovalutare, sarebbe che, se il ponte  riuscisse ad avere fortuna e ad essere costruito, la ricchezza proveniente dall’energia eolica sarebbe un’importante realtà, visto che sullo stretto il vento non mancherebbe quasi mai. Tantissime pale eoliche si potrebbero istallare ai lati dello stesso ponte. Comunque la costruzione del ponte, ne sono sicuro, sarà complicata sia per il grande pericolo che ci potrebbe essere, data la zona altamente sismica, e sia per il tempo che ci vorrà, otto anni, per costruirlo. Vi sono molte incognite e pericoli per la sua costruzione. Perciò un investimento valido sarebbero l’installazione di pannelli fotovoltaici sull’autostrada, senza impegnare, così, terreni che potrebbero essere utilizzati per altre esigenze.

I pannelli fotovoltaici attuali sono prodotti con germanio, mentre quelli di nuova generazione saranno prodotti con il silicio che costerebbero molto meno rispetto a quelli fatti con il germanio. Con quelli al silicio, perciò, i costi diminuirebbero comportando una maggior applicazione  rispetto a calcoli sopra fatti. Per quanto riguarda le ore d’energia solare, nel nostro Paese abbiamo una media giornaliera di circa 30% di sole togliendo i giorni invernali e le notti. Credo che il progetto sia di una certa importanza se si pensa all’energia pulita che si potrebbe ricavare e all’aumento di posti di lavoro con diminuzione di costi e tempo.

Un altro interessante progetto l’avevo iniziato a sviluppare già all’inizio degli anni 80, ma ne conservo solo un prototipo empirico anche se comunque valido. Mi riferisco all’auto elettrica che funzionerebbe con la trazione di un blocco motore multiplo di più motori a C/C,  tutti in parallelo con un solo albero motore d’uscita. I motori sono a C/C, con campi magnetici e indotti che possono funzionare con motori, se ricevono energia elettrica, con la dinamo se vengono fatti rotare o trascinati, per esempio in una discesa oppure se si lascia il pedale dell’accelerazione. Tutto questo meccanismo si regola in automatico attraverso una centralina elettronica e con un relais che possa recuperare energia nei momenti passivi di trascinamento. Nell’estate del 1980, ho avuto un incontro presso la famosa “Innocenti”, industria d’auto Milanese; ci fu un lungo colloquio con due ingegneri ricercatori, Astori e Trinetti: la mia proposta e l’idea gli piacque molto. Però, dopo un’ora di simpatica conversazione, tutto finì con un nulla di fatto, semplicemente per fattori politici, economici e internazionali legati a quel periodo storico. Basti ricordare l’attentato all’Ingegner Enrico Mattei e la paura per il mancato utilizzo di benzina che erano sufficienti per scuotere un’industria di questo tipo. I motori di cui parlavo  sarebbero stati alimentati con corrente continua con una semplice dinamo, costruita attivamente e identica ad un motore DC. Nella sua forma più semplice, consisteva in una spira conduttrice (statore) immersa in un campo magnetico (generato ad esempio da una coppia di magneti permanenti, i quali formano il motore) e messa in rotazione da un albero. Per la legge di Faraday, per induzione, un conduttore che si muove in un campo magnetico, se s’inverte la trazione in trascinamento, si ricava energia elettrica dallo stesso gruppo e un motore diventa dinamo. Una centralina elettronica, agendo da relais, manda energia alla batteria. Se poi il gruppo multiplo dei motori è a tenuta stagna, sotto vuoto, diminuiscono gli attriti, aumentando l’energia dal mancato attrito degli stessi movimenti meccanici rotanti.

I pannelli fotovoltaici che potrebbero essere installati sulle autostrade, il motore elettrico a C/C determinerebbero anche recupero energetico e sono progetti importanti da attuare per il benessere del Paese. Mio malgrado, non potrò completare nei minimi particolari tutti gli studi e le ricerche in merito a tali progetti, a causa di problemi economici e alla mancanza dei mezzi necessari allo sviluppo totale dei vari prototipi. Questo, oltre al fatto che le forze fisiche non sono delle migliori, poiché verso in un stato precario di salute, e ci sono state tante situazioni che mi hanno indebolito anche psicologicamente. Lascerò completare gli studi dei mie progetti a quelle persone, soprattutto giovani, che s’impegneranno a realizzarli con professionalità. Solo così si potrà avere un riconoscimento circa la validità dei progetti stessi.

Una volta completati gli studi nei minimi particolari con una loro attendibilità scientifica, sarà chi di dovere a valutare e a dare il via alla loro concreta realizzazione. Una volta superato positivamente il processo tecnico e burocratico, col tempo si potranno iniziare i lavori veri e propri.

Nelle Istituzioni ho sempre avuto molta fiducia. Come del resto ho fiducia del mio DNA, ereditato dai miei genitori e dalla buona natura. La gioia di vivere era sempre presente in ogni momento e in ogni luogo. La virtù, sempre avuta sin dalla nascita, fu all’improvviso turbata da persone orgogliose che credevano che ciò fosse necessario.

Tutto questo è avvenuto non solo a causa di quei “pochi” infami personaggi addetti alle Istituzioni, ma anche a causa di persone insospettabili che, volutamente, mi hanno tradito, fatto del male, essendo pronti a distruggere un’intera vita di ricerca tecnologica e professionale. Ma un giorno ne dovranno rispondere. Persino le banche dovranno risarcirmi per gli ingenti danni recatomi per essersi trattenute il mio denaro impropriamente e abusivamente per lungo tempo. Spero che atti delinquenziali di questo tipo non debbano più accadere a nessuno perché, nella vita, nessuno ha il diritto di distruggere l’altro. Se questo però si verifica, vuol dire che bisogna agire di conseguenza, dato che le Istituzioni dello Stato sono inaffidabili; tali inconvenienti li ho provati sulla mia pelle. Adesso passo la palla dello studio ad amici, giovani accademici, uomini e donne universitari, sia a livello nazionale che internazionali, affinché possano proseguire nelle ricerche necessarie per l’attuazione completa dei miei progetti. Partiranno dalle mie basi empiriche che spero, nel prossimo futuro, possano diventare di reale interesse, per determinare l’attuazione del progetto. Sicuramente se tutto andrà a buon fine, ciò farà onore a tutti coloro che si saranno occupati dello sviluppo e dello studio del progetto stesso.

Se poi volete conoscere parte del mio passato, le glorie internazionali ottenute e gli ignobili trattamenti riservatomi da diversi personaggi dello Stato Italiano, basta andare sul mio blog: “Autotelesos Blogacolori”. Lì, troverete una “querela allo Stato” e 50 anni di ricerca tecnologica. Sono presenti un’autobiografia e tanti riconoscimenti internazionali, unitamente alle mie invenzioni, con progetti, brevetti nazionali ed internazionali; molte invenzioni sono state rese pubbliche a mezzo stampa.

Santino Scuderi