Importante scoperta alimentare

Importante scoperta alimentare per i diabetici di tipo II: sarà notevole soprattutto a livello farmacologico, dato che è stata isolata la molecola attiva dell’orzo cereale della famiglia dei cariossidi.

Già negli anni 90’, su questo tema, ho fatto alcune importanti scoperte circa il regime alimentare di tutti quelli che sono affetti da diabete di tipo II, ossia il diabete mellito.  Dopo aver personalmente sperimentato queste scoperte per molto tempo, le ho nuovamente rese pubbliche, come già, d’altronde, avevo fatto in precedenza con altri risultati ottenuti attraverso le mie ricerche, per mezzo dell’Agenzia ANSA, in data 5.12.2005.  Ciò che ho scoperto grazie ai miei studi riguarda i diversi tipi di alimenti che, essendo ricchi di molecole, stimolano il pancreas abbassando la glicemia nel caso in cui questa risulti alta. Inizio a elencarli: 1° Sauerkraut, è un piatto nordico, conosciuto a livello internazionale e composto da crauti e carni affumicate. Questo cibo contiene delle molecole che agiscono sul pancreas permettendogli di produrre l’insulina necessaria. 2° Mais in scatola sicuramente di tipo Ogm transgenico: anche questo alimento genera lo stesso effetto già descritto sopra.  3° La catalogna, particolare della famiglia delle cicorie; quest’ultima è meno efficace rispetto agli altri alimenti, ma contribuisce ugualmente all’innalzamento della glicemia. La difficoltà nel proseguire non solo tali ricerche scientifiche, ma anche in altri campi totalmente diversi da quello in questione, è dovuta all’impossibilità di recuperare il mio denaro che si trova bloccato, ingiustamente, presso alcune banche. Quindi, a questo punto, posso affermare che le banche sono responsabili del danno arrecatomi. Tuttavia, grazie al web, ho potuto denunciare alla Procura di Milano e al mondo intero quanto mi sta accadendo, rimanendo sempre in attesa che la Procura faccia giustizia, condannando le banche al risarcimento per tutti i danni subiti. L’ultima importante scoperta da me fatta e che è risultata validissima è l’orzo, un cereale dalla famiglia delle cariossidi ricco di molecole attive che permettono al pancreas di produrre l’insulina sufficiente per il normale fabbisogno quotidiano. Questo cereale, del quale non ho accertato l’eventuale provenienza da Ogm transgenico, presenta tuttavia un’azione antiglicemica, contrariamente a quanto generalmente sappiamo circa tutti i cereali, che, contenendo farinacei, sono controindicati per i pazienti diabetici. Questo cereale, invece, è molto ricco di molecole attive e certamente sarà una bella speranza per tutti quelli che sono affetti da diabete di tipo II. Spero pure che possano intervenire tutti quei ricercatori di microbiologia molecolare, presenti in tutto il mondo, per poter isolare la molecola in questione e poter poi produrre, da parte delle industrie farmacologiche, un medicinale terapeutico valido per detta patologia, altamente invalidante. Ovviamente, pur essendo un alimento positivo per i diabetici, io non potrò imporre a nessuno il suo utilizzo, poiché non sono autorizzato clinicamente all’uso terapeutico dello stesso. Dovranno essere gli organi competenti ad omologarlo per poi usarlo a scopo curativo. Questa è, per me, l’ennesima scoperta scientifica, che va ad aggiungersi a tutte le altre fatte dopo decine d’anni di ricerche, realizzate con le mie forze e con tanti sacrifici, allo scopo di dare beneficio all’umanità.

Santino Scuderi

 

Pubblicità con scritte e stampe adatte per tutti i tipi di carta d’uso quotidiano: da tavolo, a strappi, fazzoletti, carta igienica etc.

CAPITOLO PUBBLICITÀ

Pubblicità rivoluzionaria a costo zero e senza ricarichi di valore aggiunto di nessun tipo che vadano a danno del produttore e del consumatore e che non gravano sullo stipendio alla quarta settimana

Pubblicità con scritte e stampe adatte per tutti i tipi di carta d’uso quotidiano: da tavolo, a strappi, fazzoletti, carta igienica, etc.

Questo progetto pubblicitario non è del tutto nuovo, nonostante io l’abbia programmato negli anni ‘70 e poi regalato, alla stesura, a una persona che per molto tempo mi aveva richiesto un’invenzione da brevettare, cosa che avvenne il 1 gennaio del 1997, quando gli consegnai la stesura del progetto “velina anti contagio tascabile per WC, indirizzata soprattutto alle donne per evitare possibili contagi batterici”.

Questo progetto poteva essere realizzato a costo zero per il consumatore, per via della pubblicità promozionale che si potevano effettuare su milioni di prodotti consumati giornalmente.

La pubblicità poteva essere realizzata per tutti gli articoli e prevedeva anche la scritta stampata del prodotto in questione, con un costo molto basso, considerati i centimetri quadri occupati. Inoltre, questa carta velina poteva essere profumata e disponibile nei colori più diversificati. La persona che ricevette il progetto rimase delusa, forse per via dell’impegno necessario per commercializzarla, una volta prodotta e sviluppata da una ditta appropriata come, ad esempio, l’azienda Tempo, che produce fazzoletti di carta.

Il mio sogno era partecipare agli utili che sarebbero derivati dalla commercializzazione del prodotto. Insomma, un progetto importante per l’uso e per il mercato. Ma questo mio sogno svanì.

Forse il brevetto è stato venduto per una manciata di milioni, per poi non essere mai prodotto su scala commerciale. In realtà il prodotto semplice da muro esisteva, ma non aveva né la praticità del mio né la visibilità pubblicitaria adeguata. Un anno dopo il brevetto, comparve sul mercato una busta di 13 x 11 centimetri quadri, con dieci veline, al costo di tremila lire, prezzo certamente esagerato e senza ciò che proponevo io. Insomma, il mio progetto non sarebbe costato più dei comuni fazzoletti.

Andiamo alla novità che va a beneficio del produttore e di tutte la aziende che, con una spesa molto bassa, possono pubblicizzare tutto ciò che vogliono a costo zero. Questa pubblicità, oltre a essere molto contenuta dal punto di vista dei costi, ha un effetto promozionale senza limiti , persino superiore ai mass media e alla stampa.

Questo importante progetto per una pubblicità efficace potrà essere realizzato a costo zero, salvo una minima somma da utilizzare.

L’applicazione della pubblicità rivoluzionaria su carta andrà a beneficio del produttore e, soprattutto, del consumatore, il quale è costantemente danneggiato dall’incremento dei prezzi degli articoli in commercio, che devono permettere il recupero delle spese pubblicitarie.

Questa è l’idea che tutte le aziende potranno utilizzare a ruota libera per il bene dell’intera collettività.

Le scritte o stampe pubblicitarie potranno essere effettuate su tutti i tovagliolini di carta bianchi, sui fazzoletti, sulla carta igienica, sui rotoli di carta a strappo da muro, sui pannolini (in questo caso, magari possono essere promossi prodotti legati al mondo dei neonati). Insomma, tutto ciò che è fatto di carta o polietilene e che viene utilizzato giornalmente può diventare supporto per una pubblicità a costo zero.

Questo progetto è liberamente utilizzabile.

Santino Scuderi

Come purificare l’aria dalle molecole di diossine

Le discariche mi fanno paura, mi fanno paura a 360°, insomma mi fanno paura in tutto e per tutto. Ma perché? È sufficiente pensare che la terra non respira più, non assorbe l’energia solare come invece, secondo natura, dovrebbe avvenire. Mi fa paura l’ammasso di rifiuti organici, chimici e d’ogni sorta, destinati a fermentare e produrre gas organico e chimico che finisce nell’atmosfera e che le persone respirano, fatto negativo soprattutto per i giovani d’oggi e per quelli delle future generazioni.

Se dette discariche venissero incapsulate ermeticamente, allora si potrebbe pensare a una raccolta di gas, energia utile per il fabbisogno umano. Il problema è che queste sostanze non vengono assorbite dal terreno, se non nel corso di molti anni o, addirittura, secoli.

I risultati li vedranno i posteri.

Allora, come poter risolvere il problema delle diossine dei fumi dell’inceneritore?

Nel 1969, una importante giornalista del New York Time, fortemente preoccupata, mi suggerì di fare qualcosa per lo smog e per i gas delle auto, implorandomi di studiare detto problema che incombe sull’umanità. Infatti, New York come Milano, era una città con una quantità di smog preoccupante, tanto che io, vivendo in Svizzera, non conoscevo questo problema.  Nonostante ci fosse un certo sviluppo, lo smog risultava alquanto raro. Infatti, pensando alla mia Sicilia e all’industria che avrei dovuto creare, che poi non maturò per l’impedimento di cattivi politici, allora non accettai importanti offerte di denaro e di ingaggio per la ricerca tecnologica negli Stati Uniti. Questo avvenne all’EXPO di New York alla fine degli anni Sessanta.

Ho riflettuto su quanto mi è stato suggerito, senza, però, sviluppare uno studio di ricerca in questa direzione, dal momento che avevo già molte spese, essendomi impegnato in altre ricerche non meno importanti per me e per la società. Nonostante ciò, avevo in mente un’idea da sviluppare. Si trattava di realizzare una macchina che potesse separare i veleni delle molecole di diossine da quelle dell’aria, dopo essere state prodotte dagli inceneritori. Normalmente, infatti, tutte quelle sostanze organiche e non organiche, una volta bruciate, producevano gas nocivi che si mischiavano con l’aria e che causavano problemi alla popolazione e non solo.

L’idea che avrei dovuto sviluppare consisteva nel preparare un’attrezzatura in miniatura, atta a poter effettuare delle prove, per poi presentarla alla stampa e diffonderla per il mondo, per il bene di tutti e, ancor di più, della natura.

L’idea rimase interamente ferma nell’attesa di maggiore disponibilità di tempo e soprattutto di denaro, proseguendo le ricerche generali che avevo in mente.

Come qualcuno può immaginare, la ricerca impegna molte risorse, in particolare quelle economiche, perché senza quest’ultime non si può sviluppare nulla. Le mie ricerche sono state tante, le ho realizzate tutte con i miei risparmi economici, dando impulso tecnologico mondiale con nuove e innovative tecnologie, senza che il sottoscritto abbia potuto ottenere alcun vantaggio di sviluppo economico né di royalty su dei brevetti effettuati. Se poi parliamo del budget che lo stato italiano investe per la ricerca tecnologica, questo va in minima parte a chi è già nei ranghi beneficiari per la ricerca, mentre non è chiaro dove vada il resto. Il sottoscritto, che ha prodotto tante tecnologie, non solo non ricevette nulla, ma addirittura venne messo in croce per non poterle rivendicare e senza poter usufruire di quanto, secondo diritto, avrebbe dovuto ricevere quale scienziato inventore e ricercatore, oltre che proprietario di prodotti intellettuali brevettati. Come se non bastasse, alcune delle istituzioni hanno persino operato un blocco per fare sì che non li rivendicasse. Perfino la ditta produttrice è stata bloccata, sia nell’ambito di ricerca sia in quello commerciale. In più è stato realizzato il fermo di ogni bene, in modo tale da farmi raggiungere la disperazione, per non permettermi di far rivalere il mio diritto d’autore, in virtù del quale nessuno avrebbe potuto produrre senza il mio esplicito consenso. Inoltre, lo Stato, che avrebbe dovuto tutelare secondo la legge il ricercatore “solitario”, è stata sempre assente, forse perché complice di illeciti e di possibili fatti di corruzione.

Adesso andiamo alla ricerca delle diossine dei vaporizzatori e dei “bruciatori” dei rifiuti urbani e non solo, cioè delle particelle che, unite all’aria, siamo tutti costretti a respirare, ammalandoci.

La prima fase, iniziata quarant’anni fa, è rimasta ferma senza poter fare passi in avanti, ma comunque di grande interesse, degna di attenzione.

Credo, in primo luogo, che sia necessario separare le molecole delle particelle di diossine – che tanto danno arrecano all’atmosfera e non solo – dall’aria, per evitare l’inquinamento.

Per realizzare questo progetto, secondo me si potrebbe agire tramite le centrifugazioni di tutti i fumi gassosi che escono dagli inceneritori “termovalorizzatori”, con l’aggiunta di più centrifughe automatiche delle particelle di diossina autoespellente, che la centrifugazione raccoglie e che il deviatore inclinato all’interno del separatore devia quando aumenta di quantità. La centrifuga deve essere inclinata o rovesciata, cioè posta in posizione contraria rispetto alle normali centrifughe classiche verticali con apertura in alto (quelle che separano l’olio o l’acqua dalle sue impurità).

Nel caso dell’aria, si potrebbe farla passare attraverso filtri di carboni attivi e un circuito di filtri ionizzati per renderla più salubre e pulita. Così, mediante uno studio approfondito e un investimento di ricerca, si potrebbe arrivare a risolvere questo problema d’interesse collettivo. In questo modo le diossine verrebbero separate dall’aria. Infatti, essendo la diossina una sostanza nociva per l’agricoltura e, quindi, per la salute umana, bisogna che venga fatta depositare in luoghi appositi, dove non rischi di minacciare la natura.

Spero tanto che questa mia vecchia e infantile idea possa risultare utile, non per me ma per il bene dell’umanità intera e della stessa natura.

Santino Scuderi