Corrispondenza con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Nel linguaggio comune si è sempre utilizzata l’espressione “cadere dalla padella alla brace”. Questo è quello che mi è sempre accaduto, e adesso speravo che il nuovo Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, fosse diverso dai suoi quattro predecessori. Invece, è tale e quale a loro – dei veri azzeccagarbugli – poiché continua a ignorare i doveri che la sua carica gli impone nei confronti di tutto il popolo italiano.
Alle mie lettere, non ho mai ottenuto una diretta risposta né del Presidente né del vicepresidente, come richiesto dal protocollo e dalla democrazia. Infatti, in passato, con i Presidenti Scalfaro e Ciampi, le risposte vennero sempre da una tale signora Demartiis, che scriveva a nome del direttore. Per questo motivo, richiamai Ciampi mediante una raccomandata, indicandogli come si sarebbe dovuto comportare un Presidente nei confronti di tutti i cittadini e quale doveva essere il suo dovere. In quell’occasione, precisai di aver inviato una lettera al Presidente della Repubblica, e non a un’edicola. Ugualmente non ottenni risposta.
Insomma, si tratta di veri e propri mascalzoni, tutti legati in un’associazione per delinquere, in cui sembrano dimenticarsi di essere la massima autorità dello Stato e di ricoprire anche il ruolo di Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura; proprio la Magistratura, in realtà, dovrebbe sottostare agli ordini del Presidente.
Il popolo italiano non si rende conto sotto che tipo di persone abbia sempre vissuto, persone che rubano e compiono atti di rilevanza penale, come nel caso di Nicola Mancino, sotto il quale vennero distrutti dei tabulati telefonici.
I politici sono responsabili di tutta questa situazione e della mancanza di giustizia, in cui la perdita di controllo può portare a casi come quello del Tribunale di Milano, in cui un poveraccio, divenuto privo dell’equilibrio mentale, è finito col compiere atti che non avrebbe mai compiuto se non si fosse trovato in una condizione di assoluta disperazione.

Riporto di seguito la lettera da me inviata al Presidente della Repubblica on. Sergio Mattarella e la risposta ricevuta.


 Raccomandata
Illustre Presidente

della Repubblica Italiana
e Presidente della Magistratura
On. Sergio Mattarella
Palazzo del Quirinale
00187 R O M A

Milano, 02.07.2015

 

Illustre on. Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica Italiana e del Consiglio Superiore della Magistratura, mentre mi unisco al suo grave dolore per la perdita di sua sorella, approfitto per chiedere un suo urgente intervento presso la Corte d’Appello di Milano, affinché faccia ripristinare la legalità che con indifferenza è stata trascurata. Una delle mie istanze-lettera inviate ancora non ha avuto riscontro.
Sicuro del suo intervento, gradisca i miei più distinti ossequi.

Santi Scuderi


lettera mattarella