Cos’è la gelosia? Un bene o un male?

La gelosia: il problema è capire se occorre considerarla un bene o un male. Credo che essa derivi dalla necessità di preservare i rapporti umani e la riproduzione che non è a favore di giochetti di carattere liberale.

Cos’è la gelosia? La gelosia rappresenta un grattacapo che l’umanità, da sempre, ha avuto e di cui non ha mai compreso, con certezza matematica, la causa e il perché. Ancora, dopo generazioni, non si spiega il vero motivo per cui l’umanità ne soffra; in molti ci hanno provato, semplici studiosi, professionisti specializzati nel pensiero umano come psicologi, sociologi, psichiatri e tanti altri in tutto il mondo. Questi specialisti, con le loro teorie freudiane e di altri studiosi, continuano a ripetere che la gelosia è una sorta di “mania” spesso utilizzata da persone poco civilizzate e incolte. Persone che vengono definite anche, da taluni, “malate d’inciviltà sociale”; persone non moderne, ma primitive e ignoranti.

Ci sono dei grattacapi a cui non si riesce a dare una spiegazione e che deviano il pensiero naturale; essi, generalmente, non possiedono fondamenti logici e scientifici, come nel caso della gelosia di cui adesso parlerò. Dimostrerò, in seguito a un profondo studio che ho condotto sin da ragazzo sul pensiero umano, che tale sentimento non si prova per un caso fortuito e che appartiene non solo alle persone ignoranti, ma anche a quelle di cultura. Vediamo, quindi, cos’è la gelosia.

Tutti gli esseri viventi, i mammiferi umani e non solo (animali, volatili, insetti, microorganismi e batteri), vivono in colonie, spesso di grandissime dimensioni. Si può dire che non esista un essere vivente che non viva in una comunità, salvo rari casi di creature abbandonate dalla madre o dalla famiglia. Tutti hanno, per istinto naturale, la necessità di vivere in una comunità sociale. Ciò vale anche per gli esseri acquatici che, oltre ad avere un senso del gruppo molto forte e organizzato, comunicano perfettamente tra loro tramite le basse frequenze radio che l’uomo non è ancora capace di controllare e misurare. Tuttavia, anche l’uomo comunica, in un certo qual modo, per mezzo di radio frequenze: basti ricordare la cosiddetta telepatia o trasmissione del pensiero. Spesso accade di sentirsi dire: “Ieri ti ho pensato” e di rispondere: “Anch’io l’ho fatto!”. Oppure si pensi allo sbadiglio che spesso ci si contagia (contaminazione da trasmissione) anche senza che si veda la persona che lo fa. Insomma, sono tutte delle energie che si accumulano nella memoria e che partono al momento del pensiero aperto.

Torniamo, però, al tema del mio scritto: cos’è la gelosia. Essa non appartiene solo agli uomini, ma a tutti gli esseri viventi, perché la natura vuole assicurarsi una sua continuità della specie e nel migliore dei modi.

In ogni comunità di qualunque specie biologica, e forse anche vegetale, esistono questi fenomeni presenti soprattutto nel capo, si tratta generalmente di un maschio se ci si riferisce agli esseri umani (femmina nel caso dell’ape regina e di qualche altra specie animale), che indica con il proprio pensiero come bisogna svolgere determinate attività. Le stesse formiche hanno una loro organizzazione simile a quella del nostro genio civile, grazie alla quale riescono a costruire ponti per passare da una sponda all’altra, anche se ovviamente si parla di pochi millimetri di percorso che permettono loro di evitare lunghi giri. Insomma, salgono l’una sull’altra ammucchiandosi, affinché, unite le sponde, possano trasportare il loro cibo. Per l’essere umano ciò fa parte dell’ingegneria civile.

Circa la gelosia, essa, a volte, può generare un comportamento anche cruento; va evidenziato che la civiltà umana, nel corso del tempo, ha fatto molti progressi sociali e tecnologici, con uno sviluppo spesso positivo, e di tanto in tanto negativo, in parecchi settori. Perciò, non sempre si è seguita la giusta direzione indicata dalla natura e dal creato e, sicuramente, in qualche caso, essa è stata offesa, non essendo state rispettate le sue leggi. L’egoismo umano l’ha trascurata quando invece avrebbe dovuto rispettarla, tutelarla e conservarla. Come si può notare, adesso la natura si sta ribellando (si pensi ai cambiamenti climatici, agli tsunami e ai tanti fenomeni che tutti i giorni si manifestano).

Per spiegare cos’è la gelosia, vorrei far comprendere come essa possa generarsi e come possa essere considerata un bene o un male a seconda delle situazioni. Nel ragionamento appena esposto, ho parlato delle varie comunità degli esseri viventi che, come l’uomo, sono naturalmente portate a condividere la loro vita con i propri simili. Per esempio, ogni creatura si può paragonare a un’arnia che contiene tante comunità al suo interno. Comunità che sono tra di loro organizzate e gestite, sia all’interno che all’esterno, dalla carcassa chiamata appunto “arnia” e che, quando ricevono un segnale trasmesso tramite il trigemino, entrano in azione e reagiscono sia in positivo che in negativo. Ma l’incapacità e l’incoscienza umana, che non è consapevole dell’origine di questo fenomeno, parla genericamente di gelosia, di ignoranza; insomma, un uomo geloso è incivile, perché non conoscendo la realtà e la vera provenienza di tale sentimento, non comprende che esso deriva dalla comunità biologica cellulare presente all’interno dell’arnia che è, in questo caso, “il corpo umano”. Tutto avviene attraverso il trigemino che controlla e trasmette gli impulsi alle centraline delle diverse comunità biologiche che costituiscono nell’uomo tutto un insieme comunitario che elaborerà producendo una reazione. Quindi, l’uomo è un essere vivente con una “entità” nella quale esiste una memoria che verrà mantenuta quando si ritornerà a vivere in un altro corpo biologico.

Spero che, dopo aver descritto tutto questo, qualcuno possa capire l’importanza della gelosia, da dove essa provenga e perché esista; che comprenda il perché si ritrovi in grandi quantità nella donna e soprattutto nell’uomo, che ne ha bisogno per la sua nascita, per far sì che, dal punto di vista biologico, non vi siano inquinamenti, e per essere allevato come la natura impone. Un esempio: si pensi all’impasto del pane; se la madia non è igienicamente perfetta, può produrre chiazze di mollica infetta, ricca di batteri sporigini del genere Bacillus, quindi ciò che si formerà non sarà puro, ma con particelle basali extra. Quindi con impurezze non naturali che in questi casi possono comportare patologie congenite, a volte anche vistose. Come si può vedere, la donna, essendo la madia dove si genererà la vita, dovrà essere più pura possibile per l’impasto e la creazione del pane. Quindi, la gelosia viene recepita dal trigemino umano; in esso si trovano tante comunità microbiologiche presenti nella parte corpuscolare del sangue che riceveranno i segnali dal trigemino stesso (vista, odori e udito) e che li elaboreranno per poi accogliere quei germi che dovranno essere ospitati nell’utero per lo sviluppo della nuova futura vita. Alla luce di quanto sopra, la natura è perfetta, mentre l’uomo è un essere imperfetto che trova spesso spiegazioni mediche alle varie cose che accadono credendo di saperne di più della natura. Perciò, tutti i comportamenti che si tengono, anche quelli inconsci, possono essere dominati nonostante il fatto che modificare la volontà non è facile, perché gli impulsi al sistema biologico nervoso centrale arrivano da comunità cellulari che il mammifero e altri animali non sempre possono cambiare rispetto a quanto hanno predisposto i rispettivi gruppi microbiologici, dopo aver elaborato ciò che il trigemino deve trasmettere, e se questi ultimi vengono contrastati, possono subire traumi con conseguenti malesseri. Va inoltre ricordato che l’uomo, per vivere bene, deve vivere più tranquillamente possibile, perché altrimenti potrebbe ammalarsi e le comunità delle cellule subirne le conseguenze.

Così, la medicina umana tampona da sempre con i farmaci. Tuttavia, in un prossimo futuro si potranno utilizzare le famose cellule staminali che, come ho già scritto in altre mie relazioni, contengono le basi rigenerative di quelle cellule ammalate o parzialmente morte (basti pensare ai tumori, alle malattie  degenerative dell’arnia o carcassa di ogni essere biologico e, in particolare, dell’essere umano).

Santi Scuderi