Coscienza sporca e pericolosa

Maledizione è un brutto termine, ma potrebbe essere rivolto contro ciascuno di noi. Tale fenomeno avrebbe origine ogni qualvolta un individuo commette delle azioni malefiche verso qualcuno o qualche cosa; esso prende il nome di scrupolo di coscienza o di “coscienza sporca”.

Questa parola l’ho imparato da mio nonno che, di aneddoti (anékdotos), ne sapeva un’infinità. Quindi, se una persona ha fatto del male a qualcuno e questi rimane addolorato e offeso e apparentemente non reagisce verbalmente o giuridicamente, la sua memoria inconscia mantiene sempre aperto un canale vendicativo. Quest’ultimo andrà in direzione di quella lunghezza d’onda che si lega alla scheda della sua coscienza sporca che ne modifica, così, il sistema metabolico biologico, il quale andrà a riversarsi anche verso le proprie cose più care, più intime e innocenti. Tale situazione potrebbe sembrare diabolica, ma purtroppo, in seguito alle mie esperienze e alle ricerche effettuate in questo campo, credo che non ci sia alcun dubbio circa la sua esistenza. Se si pensa ai luoghi comuni tramandati dalle popolazioni passate, ma anche da quelle di oggi, si hanno una serie di figure: chiaroveggenti, maghi, indovini, fattucchiere, streghe e cosi via, tutte che mirano a fare del male o del bene (solo per soldi), che non possiedono alcuna formazione scientifica, ma che sono a conoscenza di fenomeni malefici e della loro esistenza senza però capirne l’intreccio di trasmissione psico-biologica tra gli esseri viventi.

Se qualcuno fosse interessato, leggendo questo mio capitolo su un argomento così difficile da credere, vorrei invitarlo a fare un’analisi della realtà: si accorgerà che fenomeni come quelli che ho descritto sopra, li potrà verificare nell’ambito delle proprie conoscenze perché ognuno di noi, nella propria vita, avrà sicuramente avuto dei momenti di abbassamento dell’umore o di miglioramento e che saranno stati o totalmente fastidiosi o a volte gradevoli e, in entrambi i casi, completamente inconsci da parte delle due persone contattate dal pensiero. Se poi un individuo dovesse trasmettere cattivi pensieri, chi li dovesse ricevere sarebbe sopraffatto dal dolore. Questo non è altro che la ricezione di un segnale di memoria diretta, come quella indiretta, che andranno a finire insieme in quella da archiviare.

Voglio precisare che quanto sopra esposto, essendo una materia delicata che può infastidire chi è particolarmente suscettibile, deve essere preso con le pinze poiché, anche se fosse un argomento scientificamente appurato, non dovrebbe essere considerato come definitivo e di fatto.

Darei un suggerimento importante: nella vita bisogna cercare di non fare cattive azioni contro nessuna creatura o specie (se non appartiene a quella umana), perché lo scrupolo di coscienza che rimarrebbe potrebbe fare dei brutti scherzi al proprio sistema biologico, persino contro i propri cari colpendoli quando meno se l’aspettano (mistero della vita).

Ancora tutto ciò è solo all’inizio della conoscenza e della consapevolezza degli esseri umani.

Santino Scuderi