Curriculum di Santi Scuderi, scienziato e ricercatore

Vorrei parlare delle mie conoscenze in ambito scolastico e come ricercatore, acquisite un po’ per passione e un po’ grazie al modesto DNA che ho ereditato dai miei genitori.
Le scuole da me frequentate sono state quelle dell’obbligo, conseguendo un semplice diploma di disegnatore tecnico. Poi ho frequentato per quattro anni il corso di avviamento professionale e di specializzazione all’istituto tecnico “Verona Trento” di Messina, che mi ha perfezionato, dandomi le basi per le avventure che mi avrebbero atteso in futuro. Non ho un diploma di scuola superiore, non ho una laurea, ma moltissimi riconoscimenti con medaglie d’oro consegnati da giurie internazionali, presenti in tutte le fiere dove ho esposto le mie ricerche tecnologiche. Spesso, non mi riconosco negli appellativi che molti mi attribuiscono, quali “ingegnere e dottore”, poiché non ho mai intrapreso gli studi universitari. Quindi, anche se qualità d’ingegneria ci possono essere, visto che i riconoscimenti internazionali li ho ricevuti, essi mi sono stati dati per le invenzioni e i progetti pronti per essere realizzati in serie. Il tutto rappresenta farina del mio sacco, ho sempre studiato grazie alle basi delle scuole tecniche. Perciò, le qualità pratiche da me possedute per le realizzazioni delle mie invenzioni, non ce l’hanno i freschi laureati, se non imparano a entrare in una materialità produttiva. Le ricerche e le innovazioni da me effettuate sono state tantissime e nei campi più vari, da invenzioni e progetti, alla scoperta di molecole in alcuni cibi per i diabetici in ambito farmacologico, dopo averle isolate. La definizione di scienziato è il termine più appropriato, essendo tantissime le cose da me scoperte e create, alcune tra le quali le presenterò più avanti.

Ho iniziato con piccolissime cose senza molta importanza, ad esempio il fazzoletto di carta camoscio, lo stuzzicadenti angolare, il filo per buste ad apertura rapida, la macchinetta rudimentale taglia tabacco da foglie a (capello d’angelo) per sigarette; quest’ultima quand’ero ragazzo, subito dopo la guerra. Questi sono state le prime invenzioni, fatte in giovinezza. Da lì in poi ho cominciato ad avventurarmi nella ricerca tecnologica, sulle ibridazioni dei vegetali come la realizzazione, negli anni ’50, dei primi esperimenti d’innesti vari: ad esempio il primo limone mignon al mondo, un vero e proprio successo in assoluto, fino all’inizio degli anni ’60, dandomi la forza di capire di andare avanti nelle ricerche più varie. L’incrocio d’ibridazione l’ho realizzata attraverso un limone innestato sul kumquat e nel giro di qualche anno, ritagliando continuamente le radici, e alcuni fuscelli, la pianta si è poi stabilizzata a circa 35 centimetri d’altezza fino a produrre limoni con 5 fioriture annue. Tutto questo l’ho potuto fare grazie a mio padre che era un grandissimo esperto circa gli innesti, la lavorazione e l’impollinazione degli agrumi.

All’inizio degli anni ’50, ho inventato e realizzato un’importante macchina che consentiva di separare la buccia delle arance, “cloro naturale e vitamine”, dall’albero, dopo aver tolto il succo contenuto all’interno del frutto. Detta macchina ha avuto grande successo, tanto che ne sono state costruite alcune dozzine. Per quanto riguarda l’alberello di limone mignon, all’inizio degli anni ’60 lo portai a Berna, dove ha vissuto due anni in casa, facendo cinque fioriture l’anno, con regolare produzione; è morto perché non è stato sostituito il piccolo vasetto che lo conteneva, in cui c’era pochissima terra. Una cosa che non ho approfondito è stato il fatto di aver visto un giorno afflosciarsi le foglie, dopo averla tenuta fuori per qualche ora all’aria fresca, sul balcone. In tale occasione ho subito un primo dispiacere perché pensavo che sarebbe morta. Dopo aver osservato la posizione di uno dei limoni, ho pensato che modificando quella dell’azimut, avrei ottenuto un effetto diverso. Fatto questo spostamento, si riprese. Tale fenomeno mi ha fatto pensare che, se lo stesso principio viene applicato all’uomo, si potrebbero ottenere importanti risultati. Coincidenza: un giorno ho avuto un mal di testa dalle cause incerte e ho dormito all’opposto di 180°; sarà pure uno strano fenomeno, ma l’indomani il malessere era sparito, (sicuramente una pura coincidenza). Ma pensandoci attentamente, potrebbe essere lo spunto per una importante ricerca medica: se i biologi andassero in questa direzione, sicuramente si scoprirebbero fenomeni di mutamenti d’assetti sul riposo notturno, semplicemente cambiando la posizione dello stesso letto; mutamenti dell’organismo umano, anche biologici, con il metodo azimut e sfruttando il magnetismo terrestre. Sono tuttavia convinto che quanto ho appena esposto, non debba essere trascurato ai fini di una possibile ricerca.

 

ALTRI FATTI PERSONALI

Tra gli altri miei successi d’importanza mondiale (che sono diversi) c’è stato il brevetto della famosa siringa di plastica e del clisma monouso a perdere per evacuazioni intestinale e vaginale, compresa quella per il lavaggio del canale auricolare uditivo delle orecchie in caso di infiammazioni o disturbi vari, come per il cerume. In campo automobilistico, le ricerche sono state diverse tra cui il lampeggiatore posteriore dei monoposto di formula uno, che brevettai negli anni ’60 e che verso gli anni ’80 fu montato sui lunotti di tutte le auto di serie del mondo. Sulle vetture sono parecchie le tecnologie da me inventate ed è difficile elencarle tutte. Nel 2012 ho contribuito alle innovazioni tecnologiche della gloriosa Ferrari monoposto di F1, inviando quattro progetti; quello dello “scalino” è stato subito applicato e anche le altre ditte lo hanno utilizzato per un miglioramento sull’aerodinamica. Detto scalino, vista l’utilità, è stato inserito anche alle altre monoposto, pochi mesi dopo il mio invio. Poi, ci sono altri tre progetti di cui uno concernente gli scarichi dei due collettori – belli alla vista ma con leggere strozzature –, uno sulla convergenza automatica da utilizzare nelle curve per una maggiore sicurezza, e infine uno che riguardava la possibilità di realizzare un nuovo tipo di gomme per il “bagnato asciutto”.

Per quanto riguarda il titolo di Cavaliere, esso mi è stato assegnato come riconoscimento nel “Premio Internazionale Diritti Umani e Libertà”, intitolato a Madre Teresa di Calcutta, presso l’Accademia Guglielmo Marconi di Roma, il cui Presidente era il compianto Dott. Giorgio Mancini insieme altrettanto compianto Cardinale Pimpo. Questo titolo, se volete, è giunto in eredità da parte del Cavalierato Vittorio Veneto a mio padre, del quale è stato insignito per la partecipazione alla Seconda Guerra Mondiale.
Tutti questi riconoscimenti non sono giunti dall’Italia politica, democratica e repubblicana. Al contrario, questa Italia mi ha vigliaccamente addossato un infame peso, essendo ancora in attesa di poter vedere condannati i responsabili malavitosi, presenti in grassetto su mio sito web www.autotelesos.it, addetti alle istituzioni, che controllavano e controllano ancora tutta la ricchezza che il popolo produce e che avrei dovuto produrre anche io per allargare la ricerca e quindi il lavoro.
L’onorificenza di cui parlavo, mi è stata consegnata dall’Accademia Guglielmo Marconi di Roma negli anni ’80, su segnalazione dell’On. Giorgio Almirante e del compianto Presidente dell’Accademia Dott. Giorgio Mancini, inventore e scienziato, che divenne subito Accademico Benemerito, e successivamente Accademico d’Onore multidisciplinare nella stessa Accademia internazionale.

Non possiedo titoli universitari, come detto in precedenza, ma ho ricevuto riconoscimenti da commissioni internazionali, che hanno onorato l’impegno e il sacrificio di un ricercatore come me. Altri importanti riconoscimenti mi furono dati sempre come scienziato e ricercatore, e come commendatore. Ho ricevuto tanti complimenti, tra cui quelli della Nasa negli anni ’60, quando fu esposto il famoso telecomando, presso il PATEXPO 69 di New York, che determinava il cambiamento delle luci da abbaglianti ad anabbaglianti, a distanza tra le auto.
Tanto per essere più chiaro, devo dire che nel mio curriculum sarò senza un titolo universitario, ma sono orgogliosamente autodidatta, poiché ho studiato da ragazzo, per tre anni, musica e canto, interrompendo il tutto a causa della malattia di mia madre, cui ero molto legato; mi sono dedicato alla pittura, alla scultura, alla grafica, a modesti progetti industriali, ho scritto otto libri vari, autobiografici, di cui uno contenente degli epigrammi rimati con molte migliaia di rime. Dalla scuola tecnica ho conseguito il diploma di disegnatore tecnico.
Purtroppo – e la riporto come un’occasione persa per arricchire ulteriormente il mio curriculum –, non mi è stato possibile incontrare il Re Baldovino di Svezia nel lontano aprile del 1986, quando fui segnalato dal Presidente di allora tra gli inventori di alto merito; questo a causa degli impegni relativa alla ditta 3.S.r.t. che in passato possedevo.

La cosa più curiosa che sto per dire è la seguente: questo Paese in cui sono nato, dopo le tante cose importanti che ho creato e cercato di fare, mi ha sempre impedito, insieme a chi avrebbe dovuto difendermi e accogliermi con onore e gioia, di avere una vita serena. Questo non solo in Sicilia, ma in tutta l’Italia. Troverete tutto questo, sul web sotto la voce: “scienziato italiano sconosciuto in Italia, conosciuto in America”. L’articolo indica come questo Paese, l’Italia, sia un Paese formato da persone invidiose e incoscienti a tutti i livelli, che sanno solo fare del male. Infatti, i rapporti di stima e di civiltà umana e sociale esistenti in America, in Italia nemmeno si riescono a immaginare. Qui si scrive a esponenti delle istituzioni, come il Presidente della Corte d’Appello di Milano, ponendo domande importanti tramite lettere raccomandate; questi, non solo non intervengono, ma non si degnano nemmeno di rispondere. Dimenticano il loro dovere oppure fanno prepotentemente i mafiosi dello Stato? Lo stesso vale per il Presidente della Repubblica: lui che dovrebbe dare l’esempio, non lo fa; quando ho scritto cose di suo interesse, mi ha ringraziato, quando ho citato alcuni tra i tanti onorevoli quali, Nicola Mancino, entrambi non si sono degnati né d’intervenire, né di rispondere. Come dice qualcuno: i politici, in politica, sono per conto proprio. Conclusione: l’Italia è un Paese incivile e mafioso.

Da qualche tempo, ho intrapreso rapporti di simpatia con il Presidente Barack Obama e persino con la sua dolce moglie, la First Lady Michelle; la simpatia e il rispetto è nato fin dal primo giorno dell’ascesa alla presidenza, al punto tale che, oltre a interloquire con loro tramite e-mail, ci scambiamo gli auguri di Natale e di Capodanno. Come se non bastasse, ho i numeri dei loro telefonini e il numero verde della Casa Bianca, con l’autorizzazione a poter chiamare quando voglio. Il mio unico problema è quello di non conoscere la lingua inglese, pertanto ci sentiamo tramite la posta elettronica, grazie al traduttore linguistico. La dolce signora Michelle Obama, alcuni mesi fa, mi ha anche telefonato sul mio telefonino, ma io, stando molto male, non ho potuto dialogare con lei. Gli ho poi risposto tramite sms. Allo stesso modo, per mezzo delle e-mail, comunico con molti personaggi politici e delle istituzioni americane, anche importanti, inviando commenti, dopo aver letto e tradotto i vari articoli, e pareri su ciò che dovrebbero fare.
Mi sento, dunque, molto più vicino alla civiltà americana, rispetto a quella italiana; non nascondo che lascerei questo Paese, per andare a trascorrere gli ultimi anni della mia vita lì in America.
Tuttavia, c’è una certa età, le patologie, oltre l’attesa che la giustizia faccia urgentemente il suo corso con la restituzione del denaro delle banche denunciate l’8.02.2011, presso il tribunale di Milano, con numero di registrazione: 937719509 9 9, insieme alla restituzione del mio libretto di risparmio al portatore con la somma di £. 6.700.000, sicuramente impiegata negli scandali avvenuti e che continuano ad accadere presso la Corte d’Appello di Milano; forse sarà questo il motivo per cui il Presidente Giovanni Canzio non risponde alle mie urgenti lettere raccomandate! Credo che questo comportamento evidenzi come tangentopoli continui ai giorni nostri.

 

Santi Scuderi