Dal “Tribunale penale” al “Tribunale ospedale di giustizia umana”

Il titolo di questa mia riflessione potrà sembrare sciocco e senza senso. In realtà, se ci si addentra nella logica dei fatti accaduti e che continuano ad accadere, si capisce che non è così. Infatti, in una democrazia vera e matura sarebbe giusto parlare di “Tribunale ospedale” in quanto il Tribunale è un luogo dove viene tutelato l’innocente senza mai formulare giudizi affrettati e applicando la logica e il Diritto. Anche nei casi in cui una persona viene condannata all’ergastolo non bisogna dimenticare che l’obiettivo principale dovrebbe essere il recupero della sua persona e il reinserimento nella società: questo è ciò che avviene nelle democrazie. Se non accade, allora significa che viviamo in un’orrenda dittatura, come quelle del passato, in cui magistrati e personaggi che esercitavano il potere provavano piacere nel comminare una condanna, ancor più se prevedeva la morte a causa delle bestie feroci, come nell’antica Roma.

Fortunatamente l’umanità ha quasi completamente debellato la pena di morte, vile forma di condanna, ad eccezione però della formula che si può definire “pena lenta e a lungo termine”, che viene praticata ancora con alcuni personaggi scomodi, come il sottoscritto galantuomo Santi Scuderi, protagonista di un caso curioso, in quanto famoso all’estero e in America, e sconosciuto in Italia. Nel nostro Paese, infatti, davo fastidio, rischiando di diventare l’uomo più ricco d’Italia.

Dunque, ci sono alcuni magistrati che possiedono lo stesso DNA presente nelle dittature dell’antichità, che svolgono il proprio lavoro privi di quella sensibilità che invece hanno molti loro colleghi, che non godono delle condanne comminate ai responsabili, che infatti dovrebbero risultare come delle cure psicologiche e mediche necessarie per il caso in questione.

Non molto tempo fa, ho proposto al Presidente degli Stati Uniti Barack Obama, per via degli ottimi rapporti di stima e di amicizia che intercorrono tra di noi, di intervenire contro la pena di morte poiché, anche se è da considerare un deterrente, non può essere presente in una democrazia: la condanna a morte dovrebbe essere subito convertita in condanna all’ergastolo, con conseguente cura finalizzata al recupero sociale.
Sono comunque convinto che io e il presidente Obama condividiamo lo stesso tipo di DNA, per via della condivisione di numerose idee sociali. Ottimi rapporti ho anche con diverse istituzioni americane che sono a conoscenza, grazie ai servizi segreti, degli infami fatti di cui sono stato vittima mio malgrado.

Sulla base di quanto detto, e traendo ispirazione dal diritto degli antichi Romani, il Tribunale non dovrà più essere definito “penale”, ma “Tribunale ospedale di giustizia umana”, in cui i condannati vengono curati come se fossero affetti da una malattia. Questo deve essere un modello per tutto il mondo, in quanto i rapporti umani vanno curati nel miglior modo possibile, considerando che ogni istituzione è legata alla giustizia e alla legalità umana. Nessuno, infatti, deve esercitare alcuna forma di autorità, né i semplici cittadini né, in particolare, coloro che collaborano con la magistratura, comprese le forze dell’ordine (Polizia, Carabinieri, Guardia di finanza). Sarebbe bene, inoltre, che tutti loro – compresi magistrati e avvocati – acquisissero, oltre alle competenze nei rispettivi ambiti di lavoro, anche una laurea in discipline psicologiche e umanistiche, avendo così la possibilità di comprendere molto meglio il colpevole, evitando il compiacimento nel vedere il male altrui e comminando una pena vera e giusta. Tutti coloro che lavorano in questo ambito dovrebbero agire con lo spirito missionario di un medico o un religioso. Allo stesso modo, le forze dell’ordine dovrebbero svolgere le indagini con estrema attenzione e cautela, affinché non si rallegrino mai del male altrui, ma comprendano le reali motivazioni alla base di ogni comportamento o reato, riferendo il tutto con estrema professionalità al magistrato che elaborerà i dati tenendo conto dello spirito e dell’animo dell’accusato, e delle dichiarazioni che forniranno gli inquirenti affinché venga creato un fascicolo veritiero.

Se tutto questo avvenisse con professionalità e umanità, allora molte sgradevoli situazioni dovute a problemi di asocialità verrebbero meno, e resterebbero soltanto quelle causate da disturbi di natura patologica.

Santi Scuderi