Democrazia d’attesa

Scioperi italiani a condizioni limitate, o meglio, a cadenza settimanale. Ciò che mi chiedo è molto semplice: cosa si ottiene sprecando tante energie con gli scioperi? Si ottiene quanto segue:

1)    Disagio sociale per tutti coloro che non hanno mezzi privati per potersi spostare da un punto all’altro, specie se sono anziani e se, per potersi spostare, hanno difficoltà economiche per poter ricorrere al taxi. Al contrario, lo potranno fare coloro che hanno una retribuzione mensile sproporzionata all’esigenza della vita.

2)    L’economia del Paese peggiora sempre di più, sia pure che all’apparenza si arriva a conclusione delle trattative sindacali. Ma ciò di cui nessuno ha mai tenuto conto è che anche quando si ottengono positivi risultati economici sindacali, subito dopo aumentano i generi di necessità, senza che nessuno se ne accorga. Questo, in gergo popolare, è definito il cane che si morde la coda. Insomma, il popolo non ha mai pensato a questo fenomeno. È che gli accordi sindacali vanno risolti in ufficio, che gli scioperi popolari (in democrazia) sono l’ultima arma da utilizzare. Se così non avviene, significa che democrazia non ce n’è. C’è una confusione politica generalizzata, tanto che ogni istituzione non è capace d’esercitare e applicare le leggi dello Stato e, quindi, anche quelle definite DIN internazionali, credo che si trovassero a Francoforte, in Germania.

3)    Tutti gli articoli freschi commerciali, soprattutto alimentari, ma non solo, in particolare se sono di durata giornaliera, dovranno avere il cartellino riportante il tipo specifico di prodotto, per esempio le qualità delle fragole (Candonga, Camarosa, Pocahontas ecc.) devono riportare, oltre il prezzo finale al consumatore, anche, e soprattutto, quello iniziale del produttore. Così saranno evidenti gli abusi che qualcuno abitualmente fa a danno delle masse e degli stessi politici addetti, che dovrebbero controllare in funzione del proprio compito.

4)    Al contadino sarebbe giusto dare il dovuto valore, come pure alla natura e alla popolazione, per il fatto che il prodotto frutta va raccolta alla giusta maturazione. Così non offenderemo la natura e, soprattutto, i cittadini, che compreranno, anche a carissimo prezzo, prodotti che magari in parte saranno buttati per la mancata maturazione. Questa teoria dei prezzi va impiegata in tutto ciò che non è artigianale, ma non solo. Solo così la società potrà migliorare la razionalità degli stipendi, per poter arrivare alla fine della quarta settimana.

5)    Ogni cittadino dovrebbe avere la possibilità di poter denunciare tutto il denaro che spende, in modo tale che lo Stato possa sapere come e da chi è stato speso ciò che ha utilizzato. Insomma, ci potrà essere una buona ripartizione della spesa di denaro senza che nessuno ne potrà approfittare, con gli abusi dei grandi valori aggiunti ingiustificati.

Da molto tempo tutti i responsabili sindacalisti vanno alla riscossa: ricordano che l’articolo uno della Costituzione italiana sancisce che la nostra è una Repubblica fondata sul lavoro e che produce anche i servizi più vari.

A questo concetto si fa riferimento ogniqualvolta si presentano problemi politici e sociali, che di fatto hanno avuto inizio sin dal lontano 1948.

1) Io, sottoscritto inventore scienziato Santino Acc. Cav. Scuderi, sono d’accordo che la Costituzione non debba essere modificata; ma, al contrario, completata dai termini mancanti, come quelli relativi all’arricchimento rapido e sproporzionato, spesso discutibile. Poi quello sul lavoro (che produce ricchezza) e su tutti i servizi dei vari professionisti. Insomma la Costituzione non deve essere cambiata, ma migliorata nel rispetto dell’umanità e nei doveri di tutti e per tutti, nella responsabilità di ognuno di noi, nessuno escluso. Fuori dalla propria attività, ognuno di noi deve essere un cittadino comune, uguale a tutti gli altri, con il dovuto rispetto l’uno verso l’altro, annullando la tracotanza e la grandezza da qualcuno usata fino ai giorni nostri.

2) La ricchezza è un fatto positivo per chi la realizza, sempre che si tratti di giusto guadagno o di valore aggiunto commerciale. Se poi è realizzata da particolare creatività monopodica, a questo punto dovrà subentrare la coscienza personale.

3) Che la ricchezza sia da investire è indiscutibile, che non debba finire nei paradisi fiscali, ma essere, in qualche modo, investita nella stessa regione dove è stata prodotta, oppure in altre regioni dallo stesso Paese. È importante che il denaro entri nel circolo sociale per il bene di tutto lo Stato, senza tenerlo fermo perché tale situazione creerebbe povertà di lavoro sociale.

4) L’iniziativa privata va sostenuta. In questi casi dovrebbero essere lo Stato stesso a sostenerla, esonerandola dalle tasse che dovrebbe versare, così che si sviluppi e migliori la società tutta.

5) Acqua. Anche su questo tema spendo un po’ delle mie energie mentali, dicendo che il bene pubblico non deve essere toccato, da qualunque azienda provenga. Quello che bisogna fare è responsabilizzare gli addetti capi e sottocapi, affinché tutto funzioni alla perfezione; coloro che mancheranno a tale compito saranno puniti secondo la gravità di quanto commesso. Per quanto riguarda la privatizzazione dell’acqua, non ci capisco più niente; l’acqua è gia da diverse decine d’anni privatizzata, adesso io non capisco quale acqua vogliono privatizzare, forse quella degli scoli o addirittura l’urina che facciamo? Spero, invece, che sistemeranno una volta per tutte gli acquedotti di tutto il Paese e che il commercio di queste acque possano diminuire per risparmiare e per recuperare energie umane bruciate per nulla, non facendo più aumentare l’ozono nell’atmosfera.

6) Giustizia. Anche questo ambito è da rivedere; i giudici non dovranno essere sopra le parti, dovranno essere degli impiegati come in tutte le altre istituzioni che lavorano eseguendo quanto prescritto dalla legge. Infatti, sono tutti dei normali cittadini.

7) Politici. Ognuno di loro non può sentirsi superman, offensivo per la società. E questo vale per i politici di destra di centro o di sinistra. Non dovranno più avere né eserciti né singoli personaggi guardaspalle, che, oltre a rappresentare un costo elevato, sono anche d’offesa alla dignità umana e sociale.

8) Detenuti. Anche su questo argomento c’è molto da discutere. I detenuti presenti nelle carceri fanno comodo a tante persone delle istituzioni, fermo restando che sicuramente dovrebbero essere loro ad andare dentro e non tanta povera gente che per l’impossibilità di vivere con un minimo di dignità si ritrova a rubare un cartone di latte o smerciare una o più dosi di droga richiesta dal mercato. Certamente tutto questo è illecito, ma chi di dovere ha mai pensato a questa piaga sociale esistente nel nostro Paese, originata dal bisogno di sopravvivere? Inoltre, nessuno va a considerare la causa che crea l’effetto. I responsabili ci sono, e sono coloro che hanno lo Stato nelle loro mani, che non vedono o fanno finta di non vedere quanto disordine umano esiste nel nostro Paese. Loro, responsabili politici, hanno il dovere di prestare attenzione verso tutti i cittadini, di aiutarli nel migliore dei modi, nessuno escluso. Se poi dobbiamo andare con la mente al passato, non più augurabile dal punto di vista politico, ci si chiede: come mai in quei tempi, con la tanta povertà, in tutte le carceri italiane cerano soltanto 3700 detenuti, mentre oggi sfiorano i 60.000, senza contare che sono fuori i veri criminali che non andranno mai dentro, forse perché appartengono ai posti di comando? Questo è il nostro Paese. Ma temo che siamo in una democrazia che non c’è. Oppure in un bailamme… occulto e ancora di più.

Colui che scrive queste osservazioni sulla politica umana e sociale è un personaggio sicuramente sconosciuto alle masse, ma, senza essere mai stato legato politicamente con chicchessia, con la propria poliedricità sarebbe dovuto diventare il Bill Gate italiano per tutte le ricchezze tecnologiche, le decine d’invenzioni e i brevetti importanti e di successo internazionale svolti. Purtroppo ciò non avvenne, ostacolato da chi teneva e tiene il controllo di tutta l’economia e la ricchezza prodotta dal Paese. Comunque, nonostante gli ingenti danni infami ricevuti, sopravvivo lo stesso e lo faccio per il bene di una gioventù sofferente, in questo mondo politico in cui tutti noi stiamo vivendo, senza che nessuno si preoccupi di vedere da dove provenga il male. Ciao a tutti.

Santino Scuderi