Dimagrire producendo energia elettrica

Cyclette e tutti gli attrezzi sportivi muniti di elettrodinamo

Recupero dell’energia umana inconsapevolmente bruciata

Ho ricevuto ingenti danni dallo Stato e dalle Istituzioni che sono  gestite da alcuni personaggi che di mestiere non fanno altro che vivere nell’attesa di lauti stipendi non considerando che, spesso, sono soggetti a corruzione quando ci sono in gioco importanti interessi. A me hanno volutamente fatto del male. Tutto ciò è avvenuto per  impedirmi di proseguire le mie importanti ricerche tecnologiche per lo sviluppo del lavoro e del benessere sociale. Da vent’anni esiste un gran numero di libri autobiografici, ancora non pubblicati, sugli infami fatti che ho subito; libri che evidenziano posizioni opposte rispetto a quelle delle istituzioni che dovrebbero invece agire a garanzia del cittadino. Si tratta di libri di natura sociale,  politica, culturale, con il piacere di belle e numerose rime: qualcuno le definisce molto carine e anche molto poetiche. In cinquant’anni di ricerche tecnologiche nuove, innovative e di successo, tante sono state brevettate a livello internazionale, tante altre sono state rese semplicemente pubbliche non potendo effettuare i brevetti a causa del raggiungimento di una avanzata età. Dopo questo mio breve preambolo, parlerò dell’energia elettrica alternativa che potrebbe essere prodotta da pannelli solari fotovoltaici, che dovrebbero essere installati sulle autostrade come copertura. L’energia prodotta si potrebbe convogliare alla rete Enel. Detta energia non impegnerebbe nessun terreno vergine; questi ultimi potrebbero essere utili per la costruzione di altre cose.

Adesso vorrei proporre qualcosa che riguarda la produzione dell’energia alternativa tramite il recupero di quell’energia fisica inutilmente bruciata nelle palestre pubbliche e private con lo scopo del miglioramento fisico del corpo. Questo accade attraverso gli esercizi alle pedane, bici da camera e tutti quegli accessori che servono a bruciare energie fisiche e perfezionare il proprio aspetto. Con un accorgimento tecnico, si può recuperare quell’energia fisica, trasformandola in energia elettrica mediante l’aggiunta di un alternatore elettrico. L’alternatore, di potenza e dimensioni adeguate al tipo dell’attrezzo da utilizzare, che è composto da un nucleo elettrico rotante, basato sul fenomeno dell’induzione elettromagnetica, che trasforma energia meccanica in energia elettrica sotto forma di corrente alternata, assume la funzione di trasduttore. In pratica svolge l’azione inversa rispetto al motore sincrono che presenta la stessa struttura di base. In altri termini, questo tipo di meccanismo può funzionare da motore e come alternatore. Infatti, l’avevo proposto, circa trent’anni fa, alla ex Innocenti, industria automobilistica di Milano, per l’auto elettrica a compensazione di recupero energetico nel trascinamento. Tuttavia, i tempi non erano maturi per rendere fattibile tale impresa produttiva.

Questa mia breve relazione riguarda il recupero di quell’energia fisica utilizzata nelle palestre pubbliche e private e di quella generata dai vari attrezzi usati anche dai privati. L’industria che produce detti attrezzi potrebbe porre l’attenzione non solo sulla loro produzione, ma anche sull’energia che dal loro utilizzo potrebbe essere realizzata. Vorrei evidenziare, ai giovani in generale e a chi svolge attività accademica e universitaria, quanto ho appena illustrato, affinché possano approfondire le relative ricerche, con tutti quei calcoli matematici e fisici tra costi e benefici. Questo per poter aiutare la gioventù d’oggi a creare quelle condizioni di lavoro necessarie che con difficoltà cerca di raggiungere. Perciò, tutto ciò lo affido ai giovani, poiché le mie condizioni economiche, di salute e l’avanzata età non mi permettono di proseguire l’approfondimento completo del sopra enunciato progetto.

Cav. Santino Scuderi

Questo progettino l’avevo preparato alcuni anni fa ma l’impossibilità di presentarlo mi aveva costretto ad archiviarlo. Qualche giorno fa si è parlato proprio di questo  in una scuola e, all’interno della sua palestra, sono stati montati i su menzionati attrezzi per sfruttare l’energia dei ragazzi, producendo così energia elettrica.