Eternit, la Cassazione ribalta la sentenza: “Reato prescritto, Schmidheiny assolto”

Il magnate svizzero Schmidheiny era stato condannato in Appello a 18 anni di reclusione, per disastro doloso ambientale. Adesso, con la decisione della Cassazione, i parenti delle vittime si ribellano, gridando vergogna al magistrato che ha annullato la sentenza precedente perché il reato commesso è caduto in prescrizione. Perciò non ci sarà alcun risarcimento o giustizia.
Chi dà questo giudizio sull’infame vicenda è uno scienziato che è stato vittima per trent’anni di una magistratura malata e corrotta, e che non è mai riuscito a far processare i magistrati e i politici che hanno perseguito solo il proprio interesse, dimenticandosi delle necessità del popolo.
Ai parenti delle povere vittime va tutta la mia solidarietà, sia per le sofferenze patite in passato, sia per questa ingiusta sentenza.
Per quanto riguarda il magnate svizzero Schmidheiny, devo riconoscere che le colpe vanno molto oltre e riguardano questioni che vengono tenute nascoste all’opinione pubblica.
Tutti ricordiamo il caso della diossina dell’Icmesa, l’azienda veneta della ditta svizzera Roche, e i numerosi operai morti per avvelenamento. Anche in questo caso, i veri responsabili sono stati tenuti all’oscuro.
Un altro esempio è quello di Milazzo, cittadina in provincia di Messina, che negli anni ’50 ha visto scomparire una riviera “paradisiaca” per far posto a una grande raffineria, in grado, sì, di dare lavoro a qualche centinaio di operai, ma sulla quale ci sarebbe da discutere.
Così, non bisogna dimenticare i morti di Priolo: anche lì, dove sorgeva una riviera da sogno, i politici dell’epoca, o per ignoranza o per corruzione, scelsero di realizzare una raffineria che, fino a pochi anni fa, era al centro dell’attenzione di testate giornalistiche internazionali a causa dei numerosi morti di cancro per via dell’inquinamento.
Di tutti questi fatti, i veri responsabili sono i politici, che mai hanno saputo intervenire in modo professionale, per salvaguardare la salute umana e l’ambiente. Alla base di tutto ciò, probabilmente ci sono stati voti di scambio per garantire un posto di lavoro che, in fondo, non era una “garanzia di lavoro”, ma una “garanzia di morte”.
Alla luce di tutto questo, dovrebbero essere condannati i politici delle Istituzioni, che non hanno mai segnalato la pericolosità di queste aziende, oltre a vari magistrati che, per incuria o corruzione, non hanno applicato le dovute pene in tempi utili, facendo cadere i reati in prescrizione, così com’è stato predisposto nelle leggi da chi desiderava solamente coprire le proprie malefatte.
Perciò, non dobbiamo scandalizzarsi se le cose non vanno per il verso giusto: ciò che bisognerebbe fare è “rottamare” molti politici del passato, che, essendo ancora attivi nella vita politica, continuano a causare danni a molti, non intervenendo in aiuto di chi ha bisogno, così come denuncio all’interno del mio libro autobiografico presente su questo sito.
Ribadisco ancora la mia solidarietà nei confronti dei parenti delle vittime dell’amianto e del giudice che ha dovuto annullare la sentenza per via della decadenza dei termini.

Voglio esortare tutti a combattere contro le ingiustizie umane, denunciando coloro che dovevano servire il Paese ma che non l’hanno fatto. Io lotterò per riuscire a creare la “Fondazione Scuderi”, un ente che avrà l’obiettivo di battersi contro le ingiustizie del passato, del presente e del futuro; se riuscirò nel mio intento, allora arriverà giustizia verso tutti coloro che fanno del servizio pubblico solamente una poltrona per ottenere uno stipendio garantito.

Santi Scuderi