Finita la Presidenza di Giorgio Napolitano

ALCUNE RIFLESSIONI SUI PRECEDENTI PRESIDENTI E LA PROPOSTA DEI MIGLIORI NOMI PER IL QUIRINALE

Uno dei Presidenti della Repubblica di cui certamente si può parlare in termini molto positivi è Sandro Pertini, che dimostrò un atteggiamento di grande umanità persino durante la vicenda di Alfredino Rampi, il bambino caduto nel pozzo nel 1981.
L’apprezzamento politico nei suoi confronti all’epoca era disturbato dalla “direzione” politica della “banda” di Gerardo Craxi, del pupillo Martelli e di tutto il gruppo craxiano, che teneva l’Italia in pugno, sia dal punto di vista economico sia da quello politico.
Erano gli anni di Azeglio Ciampi Governatore della Banca d’Italia – carica che svolse fino al 1993, quando sostituì alla Presidenza della Repubblica Luigi Scalfaro –, sotto la cui direzione ci fu una emorragia di denaro che andò a incrementare notevolmente il debito pubblico lasciato dal Governatore Paolo Baffi, con il quale il debito arrivò a 42mila miliardi di lire, mentre con Ciampi arrivò a 2600mila miliardi; infine aumentò di altri 600mila miliardi durante la Presidenza di Antonio Fazio. Tutto questo durante le seguenti Presidenze: Sandro Pertini, Francesco Cossiga, Luigi Scalfaro,Carlo Azeglio Ciampi e Giorgio Napolitano. Purtroppo, nessun giornale o televisione parlò mai del grave ammanco di denaro dalla Banca d’Italia. Solo io iniziai a parlarne dopo essere stato coinvolto in alcune questioni giudiziarie, pur senza aver commesso alcunché di illegale, ma per via dei grandi esponenti politici che cercavano capri espiatori per motivare l’incremento vertiginoso del debito (tutti i dettagli sono riportati nella mia autobiografia, sul sito: www.autotelesos.it).
I giornalisti parlano di questi esponenti politici solo quando muoiono o vengono investiti da polemiche, ma mai fanno alcun riferimento alle questioni in cui furono immischiati nel passato, o al loro mancato rispetto della Costituzione.
Ad esempio, negli ultimi anni, a causa degli infami fatti di cui sono stato vittima, ho inviato richieste di aiuto alle più alte cariche dello Stato, come i Presidenti della Repubblica, i magistrati, i Ministri di Giustizia, senza però ottenere alcun riscontro.
È interessante sapere che, quando scrivevo lettere al Presidente Scalfaro o a Carlo Azeglio Ciampi, sistematicamente non ricevevo la risposta da loro – né dalla segretaria –, ma da una certa Signora De Martiis.
Con il Presidente Giorgio Napolitano, al contrario, ci fu un buon rapporto fin dal primo giorno del suo insediamento; a tutte le email che inviavo all’indirizzo dell’Ufficio di Presidenza, ottenevo risposta con ringraziamenti e lettera telegrafica firmata solamente con il suo nome e cognome, senza l’indicazione di alcun titolo, cosa che ammiravo molto e contribuì a far nascere in me un sentimento di affetto nei suoi confronti.
Il rapportò purtroppo cambiò quando chiesi il suo intervento per fare chiarezza tra i personaggi istituzionali che già avevo segnalato all’interno del libro presente sul mio sito. Presuppongo che il nome di Nicola Mancino abbia causato l’interruzione dei rapporti, anche in virtù del fatto che in seguito parlarono di lui in riferimento allo scandalo Capaci e alle telefonate che avrebbe ordinato di cancellare.
L’ultima omissione del Presidente Napolitano nei miei confronti è stata la mancata risposta alla mia raccomandata, in cui sollecitavo un intervento contro la Corte d’Appello di Milano, chiedendo di esaminare con estrema urgenza la denuncia alle banche che hanno trattenuto abusivamente il mio denaro.

Spero che il nuovo Presidente della Repubblica possa essere una persona di profondo spessore politico e umano, tale da essere in grado di fare chiarezza su quanti ricevano, pur non meritandoli, grandi apprezzamenti per il loro lavoro istituzionale, e di riabilitare chi, come il sottoscritto, è stato vittima di infami accuse.
Tra i nomi che maggiormente ritengo validi per ricoprire la più alta carica dello Stato ci sono: Stefano Rodotà, Raffaele Cantone, Ferdinando Imposimato, Antonio Ingroia. Se fosse una donna, andrebbe bene Milena Gabanelli.
Mentre in questi ultimi anni sono stato molto vicino alle idee e al sentire degli Stati Uniti, credo che finalmente, con uno di questi uomini alla Presidenza del Consiglio, potrò tornare, anche nel profondo del cuore, a sentirmi di nazionalità italiana.
Gli Stati Uniti, grazie ai servizi segreti, conoscono perfettamente tutto ciò che mi riguarda e quanto sono stimato nelle loro accademie tecnologiche, a partire dal Patexpo ’69, quando presentai alcune mie invenzioni per il benessere mondiale.
Negli ultimi tempi ho intrapreso un affettuoso e fraterno scambio di comunicazioni con la Presidenza degli USA, con Barack Obama e la moglie Michelle, con iquale c’è un intenso rapporto di stima e amicizia. Medesimo rapporto esiste anche con altre importanti istituzioni estere, che talvolta chiedono anche delle mie note di commento.
Insomma, negli Stati Uniti ho trovato un atteggiamento e un’umanità singolari, che in Italia mancano a molti.

Santi Scuderi