Il dito della trasgressione

LINGUAGGIO DELLE DITA. GLI ANELLI E LE TRASGRESSIONI UMANE

 

Provengo dalla prima delle tre parti del diciannovesimo secolo, quando la vita, nel suo complesso, aveva dei valori, raccolti e tenuti come umani e sacri. Le usanze e le abitudini sociali erano diffuse in tutte le società civili che facevano parte dell’allora consorzio umano sociale. Coloro che venivano meno a queste abitudini di rispetto verso le usanze civili di allora erano una minoranza, appartenenti alla categoria che ammucchiava la ricchezza prodotta dal povero popolo, che non poteva ribellarsi data la situazione di povertà, mentre imperava l’onestà nel sapersi sacrificare, senza reagire contro chi voleva essere servito senza dare il minimo contributo alla società. Anzi, dettava leggi e se le confezionava a propria volontà e piacimento. Insomma erano i padroni dello Stato e quindi del popolo.

Con il ventesimo secolo e con lo sviluppo tecnologico, è aumentata la ricchezza per la sopravvivenza, ma non è diminuito l’accaparramento di tale ricchezza da parte di chi non l’ha prodotta. Anzi l’accaparramento di ricchezza, prodotta dalle masse e dalle tecnologie, sempre manovrate, ha dato un contributo minimo alla crescita del rispetto umano e sociale. Quindi, da tre quarti di secolo a oggi, non è cambiato nulla nella società, tranne l’andamento dei valori umani e sociali, andati verso la totale perdita; valori che il popolo, un tempo, custodiva come sacri.

Ricordo tanti aneddoti, o slogan, che dir si voglia.

Mio nonno ne raccontava tantissimi e uno di questi riguardava il linguaggio delle dita e quello degli anelli. Come sappiamo, le dita hanno un linguaggio significativo, utile anche per la lettura, specie quando la scuola non era per tutti e venivano insegnate le cose basilari, chiare e semplici, che oggi non si insegnano più, cose molto importanti. Voci basilari di un tempo e di buon andamento sociale, di cui l’umanità ha avuto bisogno per vivere civilmente, e delle quali necessiterà finché vorrà esistere. Purtroppo, stando a quanto dimostrano i fatti di questi ultimi decenni, pare che le cose non vadano per il meglio, ma peggiorino.

Ci sono stati momenti in cui politici senza valori sacri e popolari, pur commettendo illeciti e incivili comportamenti, non toccavano i valori del popolo, che rimanevano integri. Oggi le cose sono ben diverse. È il buon povero cittadino ad andare verso la distruzione dei valori, valori tramandati ed esistiti sin dal tempo della storia dell’uomo di Neanderthal.

Tornando al linguaggio delle dita, mio nonno parlava della legge del linguaggio degli anelli che cambiavano mano, dalla destra alla sinistra. Infatti, diceva che la mano sinistra era la mano del cuore e del massimo rispetto che si doveva portare. Il primo dito, il pollice, stava a significare che tutto era vincente e quindi buono; l’indice era quello dell’indicazione corretta. Il medio era quello della trasgressione umana. Purtroppo, molte ragazze disconoscono questi significati elementari di buon costume circa gli anelli, per cui molte li portano al dito medio, che è quello della trasgressione; certamente non per colpa loro ma di chi non gli ha insegnato gli usi e i costumi della vita, assurdamente ignorati, e così si sono perse le tradizioni. Inoltre, al dito sinistro va portato quando si è sposati, al destro da nubile. Se poi veniva portato al dito destro da una donna sposata, stava ad indicare che era disponibile ad avere un rapporto extraconiugale con un uomo. Infatti, se l’uomo conosceva dette regole, avrebbe potuto proporsi alla donna che mostrava tale segnale. Mentre, da sempre, il dito sinistro è quello della fedeltà al marito e viceversa; il mignolo è quello che indica che si è in attesa di fidanzamento.

Gli anelli, tra una miriade di forme e di significati, davano una lettura più completa alla regola, come il significato più classico è quello della fede del matrimonio e del fidanzamento. Tutto questo lo diceva mio nonno nella speranza che andasse a beneficio delle nuove generazioni. Questi erano i linguaggi che si sono sempre osservati. La mano destra era regolata da norme opposte a quella sinistra.

Questo è stato ed è il potere politico d’oggi: se è sano, insegna civiltà sana, come del resto dovrebbe essere, ma se è corrotto e privo di civiltà di massa, insegnerà il nulla, equivalente a cose immorali e incivili, che il popolo, inconsapevolmente, a sua volta, copia. Insomma, allora il piccolo potere non promulgava leggi che imponeva al popolo, ma era il popolo che se le stabiliva secondo le tradizioni.

Oggi, i politici, al contrario, creano leggi a uso e consumo proprio, spesso senza alcun insegnamento di buone maniere, né di positiva convivenza civile e culturale. Tutto avviene al contrario della corretta convivenza sociale e civile. I valori tradizionali della vita, anziché essere preservati e insegnati alle nuove, future generazioni, sono stati demoliti. Incapacità, degenerazioni o che altro? Non saprei esprimermi.

Ciò che scrivo scaturisce da una punta di rabbia e di vergogna, perché sono notizie ascoltate, e che riporto come vox populi, di persone che chiacchieravano sul tram, dove io ero seduto. Ero addolorato per ciò che sentivo, anche se lo conoscevo bene. La discussione che ascoltavo era tremendamente critica e  riguardava il trasgressivo e vile monumento, anonimo, posto nella stessa Piazza della Borsa, a Milano. Il monumento è anonimo, senza alcuna scritta e senza senso di natura artistica, ma di sicuro senso immorale. Questo era il commento fatto dalle persone sul tram. Io non vorrei crederci, ma che esistano giochi e giudizi perversi su certi arti è sicuramente vero. Tutto questo per giochi di speculazioni economiche e per grandi giochi di passaggi non trasparenti di denaro. E per quanto riguarda il costo? Non si sa quanto sia stato il denaro pubblico speso per detto monumento. Sicuramente molti quattrini, quelli del popolo; mentre il popolo soffre per i servizi pubblici, il caldo irrespirabile dell’estate e per i freddissimi inverni. Questo è il Paese che butta i quattrini pubblici, mentre il popolo soffre. Questo è il Paese che tutti ci invidiano? Qualcuno indicava due personaggi – di cui hanno fatto anche i nomi – personaggi politici che hanno avuto la sfrontatezza di esprimersi con gesti di bassa lega, che si sono sentiti autorizzati a offendere il buon costume degli italiani, come pure la stessa bella Piazza Della Borsa.

Cittadini che esigono di voler vivere nella maniera umana e civile in questo Paese!

Su detto “monumento” nessuna scritta su chi fosse l’ideatore e il realizzatore, tantomeno da quale razza d’assessore alla cultura fosse stata data l’autorizzazione alla sistemazione di un simile vergognoso “monumento”. Io personalmente non voglio pronunciare alcun giudizio; al contrario, sono i cittadini che lo considerano non gradevole. Conclusione: l’assessore ai beni culturali l’ha definito un’opera di scultura e di cultura. In una piazza importante e di alto livello dell’economia del Paese! Questi cittadini che viaggiavano sul tram, altamente critici e con gesti avvelenati, concludevano che l’assessore ai beni culturali ha dato l’approvazione alla “scultura-monumento”, considerandola opera di grande importanza culturale e monumentale. Queste stesse persone fortemente critiche hanno finito per affermare che se quel dito rappresenta una cultura, una cultura potrà essere anche un fallo o una vagina che si preparano a fare cose che non si fanno e che non si dovranno mai fare all’aperto, né fisicamente né su stampe; ancora meno con monumenti che trasmettono insegnamenti negativi, specie da parte di coloro i quali hanno il dovere di trasmettere un modello di buon costume civico, umano, educativo e, se volete, anche religioso.

Senza offesa per nessuno, quanto ho voluto scrivere proviene dalla vox populi e ciò l’ho scritto per dimostrare che esistono ancora persone che vogliono sentire e ricevere insegnamenti di buona civiltà educativa e di valori di pensiero umano, da tempo violato a causa di una confusione totalmente degenerata.

Il poeta Santino Scuderi