Il Terrorismo e le sue cause. Perché esiste il terrorismo di matrice “islamica”?

Premetto che vorrei tanto che queste mie riflessioni venissero valutate dai grandi premi Nobel, compresi coloro che si occupano di discipline filosofiche e politiche, nonché di medicina e psichiatria, ambiti particolarmente rilevanti nella questione del terrorismo. Anche io mi ritengo un uomo di pensiero, e il motivo di tale “vanto” può facilmente essere dedotto leggendo i numerosi articoli presenti sul mio sito web (www.autotelesos.it), insieme alle numerose scoperte in merito alle malattie mentali come condizione di squilibrio causato da un turbamento provocato da soggetti esterni.
Il mondo sta vivendo nell’incubo quotidiano del terrorismo: molti valutatori ritengono che il rischio non sia così alto, prendendo tutto sottogamba, altri pensano di poterlo sconfiggere ricorrendo alle armi da guerra tradizionali, o, ancora peggio, all’utilizzo di quelle più potenti e micidiali.
Il problema del terrorismo è presente fin dalla metà del secolo scorso. Purtroppo chi di dovere non si è mai dedicato ad analizzare con attenzione le avvisaglie che periodicamente interessavano varie località del mondo.
L’umanità ha bisogno di una condizione di tranquillità, che può essere trovata se si trattano in modo umano tutte le persone, con grande rispetto per le ricchezze da loro prodotte per il bene del pianeta, e per la professionalità con cui impegnano il loro tempo per il fabbisogno comune. La ricchezza sociale è quindi da intendere come il PIL che ogni Paese possiede.
In realtà – fatto di cui nessuno ha mai parlato – esistono due PIL. Uno è quello che riguarda la vera ricchezza, l’altro invece riguarda solamente i beni materiali e non corrisponde alla ricchezza prodotta. Giusto per intenderci, potremmo paragonare i due differenti PIL ai due tipi di colesterolo: quello buono, HDL, e quello non buono, LDL. Entrambi sono utili all’organismo, ma quello rilevante è il colesterolo HDL, che equivale, nel nostro esempio, alla ricchezza materiale necessaria per il fabbisogno di tutta la società. L’altra ricchezza, che possiamo definire LDL, è una non ricchezza, edulcorata e pericolosa per la sopravvivenza sociale.
Possiamo trovare numerosi esempi di quanto detto nel campo commerciale. Il PIL buono, quello che misura la ricchezza vera, sta alla base della produzione, ad esempio, di un cappotto per la cui realizzazione sono stati spesi circa 200 €. Il discorso diventa differente quando quel cappotto viene venduto a 5.350 €, espressione, questa, della sola volontà di arricchirsi. Lo stesso vale per un paio di scarpe del valore di 10 €, venduto in alcuni negozi a 450 €, o di scarpe di coccodrillo che sono messe sul mercato a un costo di 4.100 €. Tutti questi prodotti sono stati da me fotografati, ma preferisco non pubblicare i nomi dei marchi per rispetto della loro “professionalità”.
Esempi di questo tipo ce ne sono a migliaia, da intendere come espressione di quel “colesterolo” (ricchezza) cattivo, una specie di falso PIL nazionale, che porta alla sottrazione della ricchezza da chi questa ricchezza l’ha prodotta realmente, come nel caso di chi acquista prodotti a un costo contenuto da coloro che li hanno realizzati (operai e industriali) per poi rivenderli a prezzi elevatissimi. A produrre la vera ricchezza, dunque, sono gli imprenditori e gli operai.
Quando detto si ricollega anche alle mie scoperte intorno alla schizofrenia e ai cambiamenti psicologici: quando ci si accorge della loro esistenza, ormai è troppo tardi.
Osserviamo ad esempio tutti i ragazzi e le ragazze che sfoggiano tatuaggi e piercing, delle volte anche esagerati, oppure il loro modo di vestire, spesso un insieme di “stracci” e brutti abiti che vengono fatti apparire come “moda”, confondendo menti labili che non hanno evidentemente ricevuto un’educazione che permettesse loro di perseguire il bene e non il male.
Mi sembrerebbe opportuno che nelle scuole, dalle elementari fino all’università, sia studiata una nuova disciplina, che potremmo chiamare “storia contemporanea della produzione e i suoi valori, dalla campagna all’industria di costruzione e trasformazione”. Questa disciplina avrebbe il fine di far conoscere il valore delle cose, cosicché i giovani possano avere una direzione che gli consenta di apprezzare ciò che possiedono.
Questa mia relazione, rivolta a tutti i premi Nobel, è molto importante perché nessuno ha mai compreso che è necessario ripensare i rapporti umani eliminando questo arricchimento sviscerato che produce conseguenze che tutti, in questi giorni, stiamo vedendo.
Voglio aggiungere che la ricchezza prodotta dall’umanità è talmente grande che potrebbe essere divisa facilmente tra tutta la popolazione del pianeta. E se poi ognuno di noi desse il proprio contributo, senza vivere da parassita sulle spalle degli altri, sicuramente sarebbero poche le ore di lavoro giornaliero necessarie per poter vivere tutti in una condizione di benessere. Tutto questo non è fantascienza, ma oggetto di studio.
Se tutti i Paesi interessati dal fenomeno del terrorismo iniziassero a seguire quanto suggerito in questa relazione, sono certo che si potrebbero risolvere tutti i problemi da esso causati. Al contrario, se non si procederà secondo questa linea, probabilmente non si riuscirà mai a uscire da questa situazione, in quanto il malessere prodotto dalla paura sociale non è facilmente arrestabile.

Santi Scuderi