Il voto palese e l’eliminazione del voto segreto

La democrazia ha avuto origine nel mondo greco e romano. Allora, come anche nei concistori religiosi, si parlava di voto segreto e raramente di quello palese, come, al contrario, si continua a fare oggi in tutte le occasioni di riunione in cui stabilire un capo o approvare una legge.
Voglio quindi segnalare uno scandalo che coinvolge quasi tutte le votazioni alle camere e nelle istituzioni italiane, relative all’approvazione di leggi d’interesse sociale. Lo scandalo riguarda il tentativo di soppiantare il voto palese con quello segreto. Non riesco a capire, infatti, come nel terzo millennio si possa ancora parlare di voto segreto, come se il politico in questione dovesse organizzare una rapina e nessuno dovesse venirne a conoscenza. È anche per questo che in Italia – meno in molti altri paesi civili – esistono persone che non si fanno carico delle loro responsabilità così come dovuto.
Allora sarebbe necessario che i politici e i responsabili delle istituzioni amministrino una determinata attività sociale osservando le leggi vigenti e divenendo direttamente responsabili degli incarichi assunti. Nessun addetto alle istituzioni, infatti, dovrebbe pensare di fare a modo proprio, ignorando i doveri imposti dalla legge, senza rispondere quando sbaglia per i propri interessi o per favoreggiamento.
Tutti i politici, i magistrati e coloro che ricoprono incarichi di responsabilità nelle istituzioni pubbliche devono rispondere di ogni azione compiuta nell’esercizio delle proprie funzioni, fino al termine dell’incarico.
Un’altra cosa che andrebbe eliminata è la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio, cosa che vale anche per coloro che vengono colti in flagranza di reato. Purtroppo è accaduto molte volte che persone colpevoli, vuoi per la prescrizione, vuoi per l’applicazione di leggi ad personam, la facessero franca. Inoltre, bisogna ricordare che il primo magistrato a occuparsi del processo dovrebbe obbligatoriamente controllare gli sviluppi successivi alla sentenza, così da evitare fenomeni di corruzione o favoreggiamento. Purtroppo la tutela non è la stessa nei confronti di persone innocenti o che non possiedono il denaro sufficiente per gli avvocati, e così queste saranno destinate a morire di crepacuore, tanto che si potrà parlare di “innocenti con pena di morte lenta”.
Altra espressione spesso impiegata dai cittadini è “essere garantista”. Ma di quale garantismo si parla? È il magistrato che deve garantire che i cittadini onesti abbiano giustizia e che l’imputato venga condannato secondo quando previsto dall’ordinamento giudiziario. Anche il magistrato quando sbaglia dovrebbe risponderne alla giustizia e alla vittima della sua sentenza errata. Inoltre, è grave che il magistrato che ha commesso degli errori venga trasferito altrove, senza che possa prendere le sue responsabilità.
Lo stesso sottoscritto attende giustizia con il risarcimento dello Stato e il processo di quanti sono stati responsabili della mia triste vicenda e che hanno procurato ingenti danni a me e alla società, per il mancato sviluppo di numerose invenzioni e dei relativi posti di lavoro necessari per realizzarle.
In conclusione, ogni cittadino dipendente dello Stato deve rispondere di quanto fatto a tutti gli altri cittadini, e non deve esserci nulla di riservato, in quanto egli è un dipendente pubblico.

 Santi Scuderi