“Io non ci sto”

Giudizio negativo nei confronti di Scalfaro; sarebbe stato un pregiudizio se io l’avessi espresso molti anni fa

Oggi è morto, a novantatré anni, il signor “non ci sto”; tale frase fu pronunciata dall’ex Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, nei confronti del popolo italiano in un momento particolare della storia della Repubblica Italiana.
Alcune persone, oggi, lo ricordano come un uomo corretto e umano, mentre chissà quante altre avrebbero qualcosa da dire in merito al suo comportamento politico durante la presidenza. Tra quest’ultime, ci sono io, lo scienziato Santino Scuderi, che avrei molto da dire. Come ho già scritto nel titolo. “Giudizio come pregiudizio”: si tratta dello stesso concetto che oggi esprimono molti giornalisti e non solo in seguito alla morte dell’ex Presidente Scalfaro. Ciò avviene solo adesso perché molti hanno la memoria corta circa il comportamento tenuto durante la sua presidenza; infatti, tutto era tenuto nascosto. Tante sono le cose che avrebbe dovuto esternare in qualità di presidente senza fare il finto tonto, e avrebbe dovuto farlo per il bene del Paese e quindi del popolo. Il 22 dicembre del 1998, mi sono rivolto a lui e a tanti altri esponenti politici, compresa Sua Santità Papa Giovanni Paolo II dal quale ho avuto riscontro immediato con la Santa Benedizione unitamente agli ossequi per aver inviato un libro denuncia contenente 150 pagine di lettere raccomandate riguardanti vili fatti posti in essere a danno del sottoscritto. Va ricordato che chiesi aiuto, anche al Presidente Cossiga, affinché intervenisse, ma non ottenni nulla. Insomma tutti mi risposero con il silenzio. Cossiga, in particolare, rispose alla mia richiesta di aiuto il 30 settembre 1991, assicurandomi di aver trasmesso la mia lettera alla Corte Suprema della Magistratura; lo stesso fece Scalfaro, ma senza alcun reale interesse per la mia disperata situazione. Insomma, erano i tempi degli ammanchi di denaro alla Banca d’Italia, quando il governatore era Carlo Azeglio Ciampi. Si andava a caccia di capri espiatori per nascondere quanto accadeva già dagli anni‘80. Tutto ciò l’ho riportato nella mia autobiografia, ma i politici non riuscirono ad accettare la situazione in cui versavo e della quale erano sicuramente a conoscenza. Vi è dunque un’enorme differenza rispetto all’attuale Presidente On. Giorgio Napoletano che, in diverse occasioni, oltre a oltre a ringraziarmi, mi ha subito risposto via posta telegrafica, con la sua umile e semplice firma. Lo ringrazio ancora per questo comportamento. Però non ho potuto mai capire perché, in quelle rare lettere ricevute da Scalfaro e da Ciampi, vi era la firma di De Martiis a nome del presidente, quando invece, io, mi ero raccomandato ai presidenti in persona di rispondermi, i quali così dimostrarono, oltre a non avere interesse verso il cittadino bisognoso del loro aiuto, il mancato adempimento dei loro doveri. Tornando alla morte del “non ci sto”, ossia dell’ex Presidente Scalfaro, oggi tutti lo onorano per ciò che fece, ma dimenticano il periodo relativo a tangentopoli che portò guai e coinvolgimenti, periodo in cui nessuno era interessato a fare chiarezza su quanto io denunciavo. Insomma imbrogli ce ne sono stati tanti. Io ho odiato Scalfaro quando era vivo, e vorrei vivere ancora molti anni per assistere alla morte di tanti altri personaggi che mi fecero del male. Vorrei sperare che, se esiste una giustizia divina, sarà quest’ultima a giudicare tutti quelli che mi hanno danneggiato, rispondendo anch’io, innanzi a Dio, per il bene sempre fatto all’umanità e all’universo in genere e per essere stato sulla linea del rispetto di tutto e tutti. Almeno io mi ritengo tale e sarò giudicato da chi sa della correttezza sempre impiegata. Spero pure che tra le persone non ci siano più abusi di potere perché altrimenti, se non pagheranno da vive, sicuramente lo faranno dopo la morte, rimanendo, le gravità commesse, nel tempo e nella storia. Scalfaro dovrebbe essere ricordato così.  Sono presenti sul web, tramite facebook e il sito, www.autotelesos.it, vari temi di carattere sociale, politico, economico, culturale, con cenni filosofici.

Santino Scuderi