La Corte d’Appello di Milano e il Maresciallo Mario Baiona sono responsabili dei rinvii a giudizio e delle condanne sofferti dall’innocente galantuomo e scienziato Santi Scuderi, per probabile mercimonio d’interessi privati

La Corte d’Appello di Milano dovrà rispondere del sequestro conservativo del mio libretto di risparmio, così come il Maresciallo Mario Baiona risponderà del rinvio a giudizio presso la Procura di Crema, città nella quale non fui mai prima di questo episodio.
Sia la Corte d’Appello che la nobile Caserma della Polizia giudiziaria, coinvolti in scandali e arresti per corruzione, dovranno rispondere delle false accuse e del “massacro” psicologico alla mia dignità di galantuomo e scienziato. Dopo tanti anni di sofferenza, l’opinione pubblica, grazie al mio sito internet (www.autotelesos.it) può finalmente venire a conoscenza di quanto accaduto, nonché delle mie sofferenze.

La foto allegata mostra il sottoscritto il giorno del processo di Crema, dimostrando che il mio peso era intorno ai 77-78 kg, mentre è stato dichiarato, falsamente, che nel periodo della commercializzazione dell’assegno rubato pesavo molto di più rispetto al giorno del processo. Al contrario, come dimostra la fotografia, facendo un calcolo approssimativo in funzione di tutti i pesi periodici, devo aver pesato almeno 10 kg in meno e non di più, come da loro affermato per avermi visto durante i 10 minuti della durata del processo.
Il Maresciallo Baiona dovrà rispondere del rinvio a giudizio, poiché ha confermato volutamente (e non erroneamente) che l’assegno l’avevo trafficato io, pur non volendomi mostrare la firma dell’assegno stesso, firma che in realtà era inesistente. Le due persone da cui derivò l’assegno pare fossero commercianti: ma che cosa mi avrebbero mai venduto per un milione di lire? Nessuno specificò mai l’oggetto dell’acquisto, ma si disse solo che avevo comprato qualche cosa. E per comprare questo qualcosa, mi domando, sarei dovuto andare a Crema pagando con assegni falsi, quando avrei potuto pagare con il mio blocchetto di assegni o con la carta di credito in mio possesso o persino con il denaro in contanti?
È probabile che anche loro furono ingannati e, dopo aver letto sui giornali che io e il mio amministratore eravamo stati arrestati per assegni rubati alle Poste, pensarono di esporre denuncia intorno all’assegno, pensando che magari fosse stato girato da me.

Spero che questa breve relazione possa essere letta da queste persone, così che possano farsi un’analisi di coscienza, rendendosi conto del danno fatto a un innocente scienziato di valore internazionale e fonte di ricchezza per la creatività e per il bene umani.
Mi domando se anche l’avvocato d’ufficio di allora sarà stato comprato e perché non volle venire all’interrogatorio di Baiona né a Crema, quando era suo dovere presenziare. A Crema ebbi un’avvocatessa che volle 300.000 lire, che mi feci prestare da un amico, e lei stessa mi disse che, se non li avessi portati, avrei rischiato di tornare nuovamente in galera.
Nessuno mi fece vedere la firma su quell’assegno, nonostante il pianto di rabbia in cui mi lasciai andare, senza avvocati. I due brigadieri presenti, colleghi del Maresciallo Mario Baiona, si addolorarono molto per il mio pianto, tanto da rimanere incerti sulla mia colpevolezza.

Il Maresciallo dovrà rivelare quali sono stati gli interessi in gioco e perché tenne quel comportamento.
La stessa Caserma dell’ufficio giudiziario del Tribunale di Milano, di cui faceva parte il Maresciallo Baiona, così come la Corte d’Appello, sono state investite nel tempo da scandali, con indagini e arresti. Il Maresciallo dovrà dare spiegazione di questo mercimonio condotto ai miei danni, tanto che dovetti scontare 9 mesi e 10 giorni di affidamento senza aver commesso mai alcun crimine. Questa condanna pesa sull’Arma dei Carabinieri.

Santi Scuderi

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