La schizofrenia

Da Neanderthal ai giorni nostri nessuno sviluppo terapeutico e nessuna cura

L’umanità si sta dirigendo verso la devastazione mentale, già in atto per non aver recepito l’insegnamento del cambiamento storico avvenuto con lo sviluppo industriale, che ha fatto perdere quei valori che ognuno di noi possedeva.

Sono molto arrabbiato e intendo scrivere una provocazione diretta ai grandi “studiosi” dei giorni nostri, specialisti nel campo della medicina psichiatrica e della psicologia, entrambe legate alla sociologia umana e non solo. Anche gli animali, infatti, vivono una loro vita, biologicamente simile a quella dell’uomo, e anche loro possono essere soggetti a patologie del tutto affini a quelle umane.
La mia provocazione – che faccio con cognizione di causa – riguarda il fatto che da sempre, e in particolare in questi ultimi anni, si verificano nel mondo episodi di violenza inauditi, che certamente tutti noi condanniamo, specialmente quando i protagonisti sono persone insospettabili, come accaduto per i fatti del tribunale di Milano, con la morte di tre persone innocenti.
Tutti rimangono impauriti da fatti così orrendi poiché ognuno di noi può essere vittima o avere uno squilibrio mentale, che si verifica da un momento all’altro, senza che nessuno riesca a darsi una spiegazione. Neanche gli studiosi sono arrivati a fornire una motivazione, anche perché sono tutti troppo legati alle teorie di Gustav Jang o di Freud, e di sociologi come Francesco Di Carlo, che furono dei grandi pionieri nelle loro discipline. I loro successori non solo non sono riusciti a eguagliarli, ma sembrano addirittura che abbiano smesso di far lavorare il cervello non riuscendo a comprendere i meccanismi di cambiamento della vita sociale. A tal proposito è fondamentale la mancata tranquillità e sicurezza nella vita di tutti i giorni: con la perdita della tranquillità, infatti, inizia a venire meno l’equilibrio mentale a tal punto che, in funzione della gravità delle condizioni, la persona inizierà a reagire in modo imprevedibile.
Come sappiamo, la schizofrenia è la più profonda “devastazione” psicologica a cui l’essere vivente possa andare incontro, assolutamente irreparabile. Il problema può solamente essere alleviato, trattando le persone interessate da questa patologia come se fossero bambini e senza contraddirli. La motivazione di questo disturbo va ricercato nelle cause di ordine economico, soprattutto quando le persone non sono in grado di trovare un’alternativa ai problemi di denaro, che così si aggravano, facendo sì che queste inizino ad andare “fuori di testa”, agendo in modo pericoloso.

Le università che insegnano queste discipline hanno il compito di permettere agli studenti, una volta terminato il corso di studi, di avviare una professione, contribuendo poi al progredire della disciplina stessa. Ma se lo studio della psicologia non viene sviluppato con l’apporto della propria intelligenza, questa disciplina rimarrà senza futuro.
Si diventa veri studiosi e professionisti se, partendo dalle conoscenze delle scuole già esistenti, si sviluppano nuove e personali riflessioni, che permetteranno un reale progresso scientifico.
Sono certo che molti studiosi che lavorano nel campo della sociologia e della psichiatria non siano a conoscenza che queste patologie sono di origine prettamente sociale. Lo affermo da cinquant’anni, fin da quando ho avuto un dibattito con il prof. Motta, messinese di fama mondiale, che non era d’accordo con questa mia posizione.
In realtà, ciò che io ritenevo corretto è stato poi “scoperto” dagli inglesi una decina di anni dopo. È quindi necessario che ognuno di noi prosegua in questa direzione e che gli specialisti suddetti si rendano conto che ogni persona (nessuna esclusa) ha un potenziale degenerativo psicologico e psichiatrico, che si mette in azione se vengono a mancare i presupposti per una vita socialmente serena. Da qui si originano le varie metamorfosi psicologiche che possono divenire anche irreversibili, con grandi pericoli per se stessi e per gli altri.

Se analizziamo le cose attentamente, ci renderemo conto che nessuno di noi, nella società, vive in una condizione di piena serenità psicologica e psichiatrica. Per comprendere questo è sufficiente osservare i giovani, ma anche i meno giovani: accanto a coloro che si abbigliano in modo “normale”, ne troveremo molti altri che utilizzano un abbigliamento bizzarro, spesso molto costoso e impossibile da acquistare in base al loro livello sociale. Faccio riferimento anche al taglio e al colore dei capelli, della barba e dei baffi, ai “disegni” realizzati con diverse lunghezze di taglio del rasoio, ai tatuaggi realizzati su tutte le parti del corpo – in merito ai quali talvolta ci si pente –, ai piercing, spesso in quantità esagerata, senza contare i numerosi e vari vizietti che purtroppo contribuiscono a deteriorare sempre più la personalità dell’individuo.
Anche la politica è un fenomeno prettamente sociale, all’interno della quale si dovrebbe avere cognizione che il denaro è un bene di tutti e che la ricchezza va impiegata possibilmente a vantaggio dell’intera società.
Il compito di chi governa è proprio quello di controllare in quale direzione politico-sociale vanno le nuove società, dando consigli utili per evitare di uscire fuori dalla linea di condotta ottimale, senza la quale sarà impossibile un vero sviluppo moderno.
In base a quanto sta accadendo in questi ultimi anni, vorrei sottolineare che quando si parla di chi compie azioni “terroristiche”, si deve ricordare che questo povero individuo ha superato la soglia dell’autocontrollo. Coloro che gli stanno vicino possono accorgersi in tempo delle motivazioni, facendole presente a chi di competenza, anche se spesso si tratta di problemi economici.
Se in Italia siamo sessanta milioni di persone, significa che ci sono sessanta milioni di differenti psicologie.

Se poi osserviamo alcune religioni, ci possiamo rendere conto che la vita sociale è talvolta calpestata e privata dei diritti naturali dell’uomo. Il conforto degli aderenti a queste fedi, compiendo attentati terroristici, è la convinzione “morbosa” nell’essere accolti da Dio dopo la morte. Questo è ciò che continua ad accadere con i terroristi dell’Isis, in quanto l’indice di gravità psicologica e psichiatrica è arrivato ai massimi livelli, che si possono definire irreversibili, con la ferma convinzione che dopo la morte andranno in Paradiso.
Concludendo, ciò che io propongo è di cercare le cause di questi squilibri e di rimuoverle – anche se la cosa è molto difficile –, per il bene nostro e dei nostri figli, evitando in particolar modo le ingiustizie umane e cercando di aiutare chi ha dei problemi, risolvendoli nella maniera più veloce e senza creare differenze sociali, così da poter vivere in un mondo più tranquillo, evitando le paure che tutti noi purtroppo abbiamo.

Santi Scuderi