Le dimissioni di Sua Santità Papa Benedetto XVI

Grande sgomento ha causato, in tutta la comunità cattolica e non solo, la notizia delle dimissioni di Papa Benedetto XVI, studioso, uomo di altissima cultura, di fede religiosa e spiritualità, oltre che filosofo della laicità umana. La scelta di abbandonare il suo ruolo di capo della Chiesa Cattolica non è avvenuta per caso o solo per problemi legati alla sua salute, ma soprattutto perché la sua grande spiritualità non concorda più con quello che la Chiesa oggi è diventata. Il Papa è di origine tedesca, con una mentalità per la quale è fedele alle regole delle norme DIN, ISO e ad altre che fanno parte del gruppo UNI e che rappresentano una specie di vademecum di tutte le attività umane presenti nei Paesi sviluppati. Che cosa voglio dire con questo? Che ogni cosa deve essere omologata per poter essere utilizzata e consumata: senza delle regole precise tutto diventerebbe fuori legge e nulla potrebbe essere prodotto e venduto. Non a caso, tutte le norme di cui sopra sono state studiate in Germania, poiché la disciplina e l’educazione sono nel DNA dei Tedeschi e rappresentano l’orgoglio di questo popolo. Diceva mio nonno: un posto per ogni cosa e ogni cosa al suo posto. Con ciò intendo dire che un Papa deve a qualunque costo rappresentare la Cristianità nella sua divinità umana e che non potrebbe stringere la mano ad alcuno se ciò venisse meno. Lo stesso vale per chi si arricchisce in maniera sproporzionata ed esagerata, spesso senza aver prodotto alcunché, sulle spalle di coloro che hanno effettivamente lavorato. Per non parlare, poi, dei casi d’immoralità inconcepibili per un Papa consacrato alla divinità. Quindi, Benedetto XVI non poteva fingere di non sapere e di non vedere, senza intervenire nei confronti dei deboli bisognosi di aiuto. Vi sono tante persone che saccheggiano la povera gente che produce ricchezza, sperperando tutto per infami capricci a danno di chi lavora con sudore e non riesce a vivere dignitosamente. Se poi parliamo di scelleratezza umana, anche nell’ambito della Chiesa essa è stata presente: basti pensare al caso di alcuni preti che non solo si sono indebitamente arricchiti, ma hanno anche compiuto azioni terribilmente immorali verso tanti bambini.

Conclusione: tutte queste vili vicende le doveva portare il Papa sulle proprie spalle in maniera inaccettabile. I suoi occhi e le sue orecchie non potevano evitare di vedere e di udire certe cose. Farò un esempio: il Papa rappresentava in Italia, e specialmente nelle zone rurali, Dio in terra, mentre Dio in realtà era solo in cielo. Così molti consideravano il Papa; era questa l’importanza (sia pure esagerata) che si dava al capo della Chiesa Cattolica, in Italia e nel mondo. Oggi il Papa non può più vivere, come avveniva in passato, senza uscire pubblicamente dal Vaticano; tutti i viaggi iniziati per merito di Papa Pacelli, chiamati “uscite internazionali”, dovranno necessariamente continuare e quindi occorrerà che ci siano le forze fisiche e mentali perché ciò avvenga. Se, a causa della vecchiaia, tali viaggi non potessero più essere realizzati, un altro Papa dovrebbe vigilare sulla continuità dei rapporti internazionali, una volta effettuati.

Ciò che mi permetto di suggerire alla Santa Chiesa Cattolica è che, dopo aver svolto la dovuta “pulizia” all’interno della stessa Chiesa per le vicende che tutti conosciamo, o ritorni ai tempi in cui il Papa non usciva dalle mura vaticane e non aveva rapporti né economico-sociali né di altra natura con l’esterno, oppure vari una legge di diritto canonico che permetta al Pontefice di andare in pensione a una età stabilita, poiché altrimenti, venendo a mancare le forze, potrebbe essere impossibilitato a svolgere viaggi e impegni internazionali. In questa ipotesi, raggiunta l’età suddetta, verrà svolto il Conclave, così come la Chiesa ha sempre fatto.

Nella Chiesa Cattolica e nel sistema politico italiano c’erano, e in parte ancora ci sono, gli insegnamenti dei Vangeli, fondamentali per una buona convivenza civile e sociale, per lo sviluppo e quindi per la fratellanza umana. Oggi tutto questo non ricopre più alcuna importanza a causa della confusione socio-politica e umana. A questo punto, il Papa, uomo amante dei Vangeli, del diritto e dell’amore fra gli individui, ha giustamente fatto una riflessione responsabile quale primo religioso della Chiesa Cattolica, che conta oltre un miliardo di fedeli nel mondo e, anche considerando gli altri miliardi di laici e chi appartiene a una fede diversa, ha dovuto prendere la dolorosa decisione di abbandonare la propria carica papale per non essere criticato e per non subire battute ironiche da parte di tutti. Credo che non occorrano molti altri commenti, se ci si riflette attentamente. Il Papa, Sua Santità Benedetto XVI, deve rappresentare tutta l’umanità e la fede nel mondo insieme con tutti i suoi ministri che dovrebbero dare un buon esempio di rettitudine all’uomo guidandolo durante la sua vita. Tutto questo è venuto meno a causa delle situazioni che tutti noi conosciamo. Tutte quelle necessarie premesse sono venute a mancare, generando una forma d’anarchia scostumata e selvaggia che non poteva concordare con la spiritualità di un Papa d’origine tedesca, con un DNA di un Paese che vive di leggi, regole e discipline. Se Papa Giovanni Paolo II ha potuto, nel bene e nel male, trasformare l’Unione Sovietica da uno stato comunista in uno repubblicano-democratico, è pur vero che non è riuscito a risolvere la piaga degli scandali nella stessa Chiesa Cattolica. Non è potuto intervenire sui fedeli in merito ai malcostumi e alle cattive azioni tenute anche dai laici. Papa Ratzinger, con la sua grande disciplina tedesca, avrebbe dovuto risolvere anche i problemi legati alla morale dei fedeli italiani a tutti i livelli. Ora, le tante difficoltà presenti sono divenute più grandi e difficili da risolvere e rappresentano uno dei motivi che hanno condotto il Papa alla decisione di abbandonare la sua carica, unitamente, come ho sopra esposto, a tutte quelle situazioni non più concordanti con il grande spirito di fede cui è fortemente legato da buon tedesco quale egli è.

Concludendo, vorrei esprimere un mio pensiero: probabilmente il mondo del capitalismo sviscerato tra pochi anni sarà alla conclusione, e ognuno di noi, nessuno escluso, dovrà contribuire alla partecipazione della ricchezza sociale. Questo segnale credo che l’abbia ben recepito Papa Benedetto XVI, e quindi, assieme a tutte le altre cose, forze mancanti comprese, ha deciso di ritirarsi.

Santino Scuderi