Legalità e missione

Credo sia molto importante rilevare che, dopo la caduta del fascismo e l’avvento della Repubblica, i padri costituenti, nel processo di costruzione della nostra Costituzione – che apparentemente può sembrare senza difetti –, non si occuparono di inserire alcune importanti regole. Eccone alcune.

1) Tutti, concretamente, siamo uguali di fronte alla legge, dal più umile al Presidente della Repubblica.

2) Tutti i cittadini che rivestono ruoli pubblici, compresi i Presidenti, devono rispondere dei propri doveri direttamente alla cittadinanza, e in caso di mancanze devono essere allontanati o, se si tratta di una questione grave, subito processati secondo la legge.

3) Se un Presidente della Repubblica – com’è accaduto al sottoscritto – non risponde a delle lettere raccomandate in merito a questioni di massima urgenza, commette una violazione della Costituzione. Inoltre egli non può affermare di non poter intervenire sulla magistratura in quanto questa sarebbe autonoma, poiché il Presidente è anche a capo del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM). Colui che commette tali reati deve essere allontanato e sostituito da un cittadino all’altezza dell’incarico.

La mancanza di queste precisazioni hanno contribuito al disordine generale del paese. Ricordiamo tutti, infatti, la famosa compravendita dei voti sin dall’inizio della Repubblica, cosa che avveniva anche nell’ambito degli impieghi statali, ottenuti frequentemente per amicizia o parentela. Molti politici impiegavano – e impiegano – persone incapaci collocandole in posti di alta responsabilità (come barbieri in posti per elettrotecnico). Allo stesso modo venivano assunti – anche dietro concorso – persone prive delle competenze e delle capacità necessarie per svolgere il ruolo assegnatogli.

Alla luce di tutto questo, penso sia molto utile fornire alcune indicazioni ai politici che si occuperanno di “aggiornare” il dettato costituzionale. Alle regole sopraddette va aggiunto che tutti coloro che lavorano nell’ambito del Diritto e della Legalità, dai magistrati alle forze dell’ordine, compresi gli avvocati, entrano a far parte del cosiddetto “Tribunale Ospedale di giustizia”, di cui ho parlato in un precedente articolo. L’assunzione presso questo ente deve dipendere dalla vittoria di un concorso pubblico, e tenendo conto delle personali attitudini.

Dopo l’assunzione, tutti i nuovi dipendenti devono prendere parte a un corso obbligatorio finalizzato all’acquisizione di un profondo senso civico e di un grande rispetto nei confronti di tutti, dal momento che assumono un ruolo fondamentale, che può essere definito, senza timore di smentita, una “missione” umana, fondata sul rispetto dell’altro, compreso chi ha sbagliato o commesso crimini molto gravi. Non deve più essere presente l’arroganza manifestata da molti dipendenti all’interno delle istituzioni pubbliche.

Progetto di Santi Scuderi, vittima dell’ingiustizia.

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