L’intervista di Lilli Gruber a Di Maio e Marco Travaglio

Se non fossi certo del valore e della professionalità di Lilli Gruber, sicuramente l’avrei ritenuta una giornalista di parte, legata alla politica corrotta e ignobile, che si serve del termine “democrazia” nascondendo in realtà comportamenti dittatoriali e corrotti.
L’intervista si è svolta nel noto programma Otto e Mezzo, che va in onda su La7, una delle emittenti televisive più serie. Nella puntata in questione, la Gruber ha intervistato due personaggi non meno competenti di lei nella politica e dotati di una spiccata personalità.
I due ospiti non sono personaggi comuni, ma grandi professionisti rispettivamente della politica e del giornalismo (il secondo è anche uno scrittore di successo per le questioni legate alla politica). Il primo è Luigi di Maio, esponente del Movimento 5 Stelle e vice Presidente della Camera dei Deputati, l’altro è Marco Travaglio, direttore de “Il Fatto Quotidiano”. I due,con la loro abilità, sono riusciti a tenere testa alla conduttrice, nonostante lei li incalzasse con le sue domande.
Voglio fare alcune riflessioni frutto dell’analisi di dati di fatto, esperienze vissute personalmente e in quanto semplice cittadino e attento osservatore di ciò che mi circonda, nonché da inventore e scienziato che ha alle proprie spalle mezzo secolo di studi e ricerche che hanno contribuito ad arricchire l’evoluzione tecnologica mondiale, con brevetti nazionali e internazionali, e con numerosi riconoscimenti nel mondo.
Vorrei esortare tutti i politici, e soprattutto i giornalisti italiani, a essere più obiettivi e razionali, senza “parteggiare” per un politico o per una ideologia, ma ricercando sempre la politica come espressione della democrazia. Nessun giornalista, dunque, dovrebbe permettersi di sottolineare che un esponente politico, per essere tale, debba necessariamente aver svolto studi appropriati o aver fatto una lunga carriera in tal senso. Il politico che assume su di sé una responsabilità deve poter svolgere, se lo vuole e lo sa fare, solamente uno o due mandati – con stipendi adeguati, così come ci hanno “insegnato” gli esponenti del M5S –, senza essere costretto a diventare un “politico a vita”. Egli, infatti, al momento giusto potrà essere sostituito anche da un “comune” cittadino, dotato di nuove idee e con maggiori capacità.
Tutti ricordiamo l’esempio di Valesa, l’elettricista che in Polonia divenne Presidente della Repubblica Polacca. Egli era un normale cittadino che sapeva però come “fare politica” per il bene del popolo, attraverso il lavoro dei singoli ministeri che amministravano i vari settori. Infatti, i politici devono stare bene attenti a distinguere la buona dalla cattiva amministrazione, dando le giuste direttive affinché poi tutto l’entourage si occupi di svolgere il proprio ruolo. Sono convinto che loro debbano essere dotati di una grande intuitività per venire incontro ai bisogni delle persone e per comprendere il funzionamento dei vari settori (agricolo, economico, industriale, artigianale, etc.).
Proprio perché nutro nei confronti del M5S una profonda simpatia, mi rendo fin da subito disponibile per fornire loro consigli saggi e importanti, che certamente potranno risultare utili data la grande esperienza che ho accumulato nel corso della mia vita, nel bene e nel male di questo strano Paese.
Spero che gli esponenti del M5S con cui cerco di dialogare apprezzino la mia stima e la mia amicizia, che mi sono riconosciute ad esempio da molti personaggi delle istituzioni degli USA, come il Presidente Barack Obama, la moglie Michelle e altri dell’America che conta. Rappresentano una testimonianza le numerosissime e-mail che giornalmente ricevo anche da loro e le richieste di miei commenti in merito a tante circostanze.
Inoltre, ho avuto importanti scambi di opinione con vari personaggi italiani che potrebbero essere definiti “potenti” – termine che in realtà dovrebbe essere eliminato perché non legato alla democrazia, e anche perché tutti loro svolgono un “normale” servizio pubblico, che accomuna tantissime persone, dal semplice usciere al dirigente – e importanti, ma che in realtà non sono poi così rilevanti. Questi personaggi, nonostante presiedano grandi istituzioni, approfittano della loro posizione per rubare e commettere azioni dittatoriali facendosi scudo della parola “democrazia” e nascondendo, in realtà, la metastasi cronica che è ormai in stato di avanzamento da molti anni.
Spero che il rapporto di stima e di rispetto che ho con le istituzioni degli Stati Uniti possa crearsi anche con le persone che ho citato e, se possibile, con tutto il Movimento 5 Stelle, verso il quale nutro tanta fiducia.
D’altronde, la mia professionalità e le mie competenze hanno contribuito a portare in tutto il mondo una notevole ricchezza tecnologica nei campi più disparati.
Alcuni dei progetti che ho brevettato sono riportati sul mio sito (www.autotelesos.it).

Santi Scuderi