Mania: vizio patologico, politico, silente e subdolo. Porta d’ingresso della psichiatria

LA NUOVA MALATTIA POLITICA, SOCIALE, SUBDOLA E CONTAGIOSA CHE PUÒ INTACCARE TUTTI I LIVELLI DELLA SOCIETÀ CIVILE, SI CHIAMA “VIZIO MANIACALE”; NON È MAI STATO SOTTO ACCUSA E NON È ANCORA CONOSCIUTO, MA CREDO DI AVER MESSO IN RISALTO QUESTO GROSSO PROBLEMA SOCIALE.

Tale ragionamento ho iniziato a farlo da una decina d’anni ma, in quest’ultimo periodo, ho potuto fare un’analisi più approfondita. Si tratta di comportamenti maniacali che ho appurato essere molto contagiosi perché questo stato è congenito nell’essere umano, nessuno escluso. Allora ci si domanda: è possibile che tutti ne siamo soggetti e tutti siamo dei maniaci? La risposta è molto semplice: non siamo tutti maniaci, ma tutti tendiamo ad esserlo senza volerlo sia pure in forma minima, senza che tale condizione sia dannosa o patologica. Con il termine maniacalità si può definire tutto ciò che non va nella direzione logica ma che, senza accorgersene, porta, con piccole cose apparentemente che non fanno male e che non danno fastidio ad altri, ad agire in maniera non normale. Per esempio: io ho la mania di  bere caffè, a volte, oltre la sua normale assunzione; sono un “maniaco leggero”, che non dà fastidio a nessuno. Ma se con me ci fossero altre persone, prima o dopo potrebbero essere inconsapevolmente contagiate. Subentra un manifesto imprinting visivo che si riversa nella vita pratica. Quindi, tutto ciò fa modificare il pensiero e l’aspetto psicologico all’individuo. Ciò è un piccolo esempio per farmi capire. Dunque, di vizi ve ne sono tantissimi, molti negativi, che vanno fuori dal proprio controllo fino ad un punto di non ritorno. Si diventa maniaci facilmente: basti pensare che si può diventare tali anche nell’ascoltare la musica in maniera esagerata, trascurando importanti impegni professionali come quelli della giustizia, che obbliga e impegna l’individuo allo studio della delicata materia della psicologica umana per il bene del diritto e della legalità, senza poter sbagliare le sentenze, senza rispetto per chi rimane vittima d’ingiustizie. La grande anomalia esistente nella magistratura è la mancanza della responsabilità; infatti, quando sbaglia, per errore o per cattivo servizio, con la sicurezza per la posizione che occupa, induce la società a giudicare male tutto il sistema, all’interno del quale, in realtà, le persone infami e corrotte sono poche. Tornado alla musica, essa, per antonomasia, fa molto bene allo spirito e al corpo, ma l’attenzione va concentrata sempre sull’attività che si svolge, specie se quest’ultima richiede rigorosità d’impegno per sé e per gli altri. Un esempio accaduto tanti anni fa: si verificò la morte di un personaggio maniacale fino all’esasperazione, che non perdeva nessun concerto di nessun tipo perché voleva essere continuamente aggiornato anche circa i direttori d’orchestra e i vari personaggi della Scala. Organizzava spesso festini e belle cene serali, a volte sembra anche in casa. Insomma, era un maniaco da dover curare, e avrebbe dovuto essere esautorato ed espulso dall’attività molto delicata di cui era responsabile per la società. Questo individuo occupava il ruolo di presidente della settima sezione penale di Milano. Dopo che era stato arrestato il presidente della Corte d’Appello, lui divenne Presidente della Corte d’Appello. Insomma tutta una famiglia che viveva nell’illegalità. Un nuovo presidente maniaco ed anche infame nello svolgimento dell’attività di tutela del diritto e della legalità, che sarebbe dovuta avvenire con molta correttezza e massima professionalità per il bene di tutti, gestendola con un’umiltà che in realtà non possedeva. Ha spesso abusato del proprio potere d’ufficio in maniera disumana e gestito il tutto con disattenzione. Si vociferava che non perdonasse nessuno, salvo coloro ai quali era interessato, forse in attesa di ricevere qualche “regalo”. Io, sottoscritto Santino Scuderi, scienziato, fui vittima di questo infame personaggio di nome Renato Caccamo; denunciai diversi personaggi della sua sezione penale e la stessa Corte d’Appello, per fatti tutti riportati nei miei libri autobiografici. Fatti infami e criminali; subii anche 10 giorni di prognosi a causa delle azioni di alcuni collaboratori del personaggio sopra menzionato, cioè Arnoldo Rubichi e la segretaria Angela Mancini della Corte d’Appello. In seguito mi è stata negata la restituzione del libretto di risparmio, contenente una somma con la quale avrei potuto comprare un monolocale di almeno 10 metri quadrati in una zona di Milano dove già da qualche tempo vivevo. Perciò, la maniacalità contagiosa è una malattia subdola e silente che può avere forme pericolose. Le benigne, se sono controllate, consistono in manie, vizi o semplici abitudini di vita. Un esempio relativamente corretto è il mio: a qualunque costo, tutti i giorni non doveva mancarmi il caffè al bar, e per questo usavo sempre il mio autocontrollo. Poi vi sono quelle negative che sono tantissime e che possono essere contagiose per altri; non avendo altri vizi benigni, molti accolgono, come avviene nella politica d’oggi, forme di manie subdole senza riuscire a controllarsi, che si esternano inconsapevolmente. Fermo restando che io queste situazioni le osservo da molto tempo, il comportamento di un personaggio in particolare, posto ai vertici  politici, che ha agito come non avrebbe dovuto, mi fa affermare che, piuttosto, si sarebbe dovuto sottoporre ad un periodo di esercizio tecnico socio-politico per poter affrontare quanto era necessario. Questa mia relazione e stata importante, anzi direi importantissima se si pensa che di essa si parla nell’intero Paese. La condanna adatta non la darei a chi è affetto patologicamente da manie, che sono tante, ma all’intero clan di individui che rappresentano il nostro Paese con grosse patologie di maniacalità subdole più gravi e pesanti di quanto si possa immaginare. Essi non fanno nulla per alleggerire il fango che tutti noi conosciamo. Soprattutto perché attaccati alla sedia e al malloppo mensile che si arraffano. Allora, a questo punto, bisogna che il processo vada fatto contro tutti coloro cui è stata data fiducia senza meritarlo. Sia la persona che aveva il comando, sia coloro i quali avrebbero dovuto aiutarla a cambiare il comportamento, essendo contaminata dalle patologie subdole, e non si sono mai preoccupati di suggerire quanto si sarebbe dovuto fare, anzi l’aizzavano, danneggiando sempre più la sua vita unitamente all’immagine del nostro Paese. Così ho potuto capire che vi è una malattia molto contagiosa. La stessa aveva determinato che i suoi sociologi, psicologi e psichiatri, oltre tutta la banda di politici insieme ai tanti suoi avvocati, non lo avessero consigliato saggiamente, spingendolo, invece, verso l’ingiustizia, con l’aggiunta dell’immoralità che non avrebbe dovuto avere in quanto responsabile, al fine di dare il buon esempio. Adesso, a mio giudizio, non è lui da condannare, ma tutti i suoi collaboratori, gli specialisti della medicina in generale, come pure gli avvocati, comprese le persone a lui più fidate, perché avrebbero dovuto, già da anni, consigliarlo nella maniera dovuta, cosa che non è mai avvenuta. Insomma, possibile che nessuno abbia avuto quel senso d’intelligenza per capire che qualcosa di anormale si stava compiendo? Era avvenuto il contagio di una mania che in realtà era più di una e che si erano insinuate un po’in tutti, compresa una parte dei mass-media, poiché i conduttori e non solo loro hanno proprosto, con quei programmi casalinghi, socio-famigliari, tutte quelle cose che, entrando nelle case, hanno spinto la popolazione verso una cattiva direzione. La mia rabbia non è dettata dalla distinzione tra destra o sinistra, ma dal fatto che  i politici non hanno mai capito che bisogna comunque stare uniti. Se poi la vogliamo dire tutta, l’infiltrazione creata dai mass-media raggiunge almeno l’80%; poi in mezzo ci sono gli accumuli di ricchezze d’ogni tipo, ed ecco come avviene la grande avanzata politico unidirezionale di destra o di sinistra che sia. Il troppo denaro genera troppi vizi che danno alla testa e hanno portato un certo individuo a livelli complicati per lui e soprattutto per la politica tutta e per una parte del popolo, anch’esso contaminato. Spero che tutto questo mio discorso sia compreso con riferimento alla realtà dei fatti illustrati, e il rispetto lo mantengo per chiunque sia stato coinvolto, sperando che ognuno possa rientrare nella giusta dimensione umana dopo il trauma subito della contaminazione che definisco malattia del secolo, sconosciuta e subdola, che deve essere fermata e curata. Solo così potranno essere evitati tanti danni, lasciando stare quanti ce ne sono già stati. Da non dimenticare il vecchio ma sempre saggio proverbio che dice: “chi pratica lo zoppo nell’anno zoppicherà”.

Santino Scuderi