Motore elettrico bivalente da traino e da recupero d’energia elettrica per autoveicoli – progetto del 1974

Erano gli anni ’70 quando ho dato inizio a un progetto apparentemente ambizioso ma realizzabile per la creazione di una moderna nuova energia che potesse sostituire quella ricavata dal petrolio; un po’ perché, prima o poi, quest’ultimo si sarebbe esaurito, ma soprattutto per porre fine all’inquinamento atmosferico tanto infernale, da uccidere l’uomo e l’intero pianeta. Allora, ho pensato a un’energia alternativa per la trazione sostituendo il carburante generalmente usato; ho creato il piccolo prototipo di un motore elettrico bivalente da utilizzare per l’auto elettrica del futuro. La sua bivalenza consiste in questo: essendo tale, una parte produce energia meccanica (trazione) mentre l’altra produce energia elettrica nel trascinamento che va accumulata. Una centralina elettronica agisce in automatico quando il motore entra in trazione e, quando ne esce, entra in azione l’energia elettrica. Tutto questo si genera quando si passa dalla trazione all’essere trainato; avviene in quei momenti che si è nelle discese, oppure in città quando si lascia il pedale del potenziometro (acceleratore). Il motore è composto da uno statore ed un indotto ad avvolgimento, che hanno la doppia funzione di produrre energia meccanica da traino ed elettricità in momenti che non effettua traino. Per quanto riguarda l’autonomia dell’energia accumulata, avevo previsto, come soluzione, un rapido rifornimento mediante il gruppo batterie già preesistenti dai nuovi modelli d’auto: quando si scaricherebbero, le stesse pompe di benzina fornirebbero il nuovo gruppo già carico, in sostituzione di quello presente, con rifornimenti appositamente  predisposti all’interno di quelli normali che generalmente erogano carburante; in questo caso fornirebbero gruppi di accumulatori a litio carichi d’energia standardizzata che andrebbe così a sostituire quella quasi scarica. Insomma come se si facesse un normale rifornimento di benzina. Come si può evincere da questo progetto, il problema della batteria con accumulatore a litio si potrebbe risolvere con il fatto che il proprietario non sarebbe colui che compra l’auto, ma la società che fornisce l’energia; le batterie verrebbero così sostituite ciclicamente, quelle scariche con nuove batterie cariche. Un po’ come avviene ancora con la bombole di gas. Questo progetto, che ho ideato verso la metà anni ’70, è rimasto fermo a causa della mancanza di fondi necessari al suo sviluppo. Alla fine degli anni ’80, esattamente l’8 luglio del 1980, dietro appuntamento, ho avuto un lungo colloquio con due addetti alla progettazione e alla ricerca dell’industria automobilistica Lailand Innocente; si trattava degli ingegneri Astori e Trinetti, responsabili della medesima ditta. Dopo un’ora, forse qualcosa di più, mi dissero che la mia proposta era molto interessante dal punto di vista dello sviluppo industriale e sociale, ma che non avrebbe avuto seguito poiché sarebbero potuti nascere dei problemi a livello internazionale, visto anche la situazione che vide protagonista Mattei, il quale stava, senza dubbio, infastidendo i magnati del petrolio. Insomma in quel periodo storico, apparve impossibile fare investimenti in quella direzione. Tuttavia, voglio ribadire che il progetto espostogli, anche se non scesi nei particolari,  piacque molto ad entrambi; non riferii l’altra parte che riguardava i gruppi da quattro motori in parallelo, che avrebbero dovuto svolgere la medesima funzione con la particolarità che sarebbero stati chiusi possibilmente anche ermeticamente sotto vuoto per diminuire l’attrito, per aumentare, sia pure di poco, la resa a livello di potenza. Insomma l’auto elettrica, che oggi sta divenendo una realtà, io l’avevo progettata alla fine degli anni ’60. Però, sia questo che tantissimi altri progetti, tutti d’importanza industriale e sociale, non hanno potuto vedere la luce a causa della persecuzione verso Mattei; la stessa situazione, seppur su linee diverse, l’ho vissuta anche io, rendendomi impossibile agire per il benessere della società. Si tratta di avvenimenti ancora sconosciuti all’opinione pubblica che colpiscono chi si vuole occupare del benessere sociale per impedirgli di portare a compimento il proprio operato. Quanto ho accennato in questo mio breve scritto potrà sembrare incredibile; è stata mia premura, inoltre, ribadire quanto qui detto nei blog e nel mio sito presente sul web, trattando anche della creazione di parecchie invenzioni, progetti e brevetti vari e di molti successi a livello internazionale. Se sono rimasto bloccato, non è stato per una mia incapacità, come molti hanno insinuato, ma per i vari impedimenti che mi sono stati posti sul cammino; sicuramente, ed è un dato di fatto, tutto nasce in seguito ad una mia grande passione per l’Italia, per la Sicilia e soprattutto per quella sorta di campanilismo effervescente che avevo, non pensando che, proprio nel mio Paese, quella democrazia, tanto decantata, fosse così cieca e che soprattutto i suoi rappresentanti fossero così falsi e marci. Infatti, dalla fine degli anni ‘60 ho trascurato importanti proposte con grosse somme di denaro negli Stati Uniti, come anche richieste d’ingaggi alla General Motors, e altre importanti richieste, per l’amore che mi legava alla mia Italia e soprattutto alla Sicilia che avevo nel cuore. Ma oggi riconosco con amarezza di aver sbagliato e in particolar modo sono deluso dalle istituzioni: non ci sono stati premi, né l’Ambrogino di Milano, né lauree ad Honoris Causa, né mai verrò considerato cavaliere del lavoro. Nulla di tutto ciò; neanche il denaro che mi spetta di diritto, che mi sarebbe utile per vivere e che si ritrova bloccato presso diverse banche, senza alcun motivo, ho la possibilità di riprendere. Attendo ancora un avvocato che abbia il coraggio di difendermi dalle Istituzioni che mi hanno danneggiato. Insomma un’Italia dove tutti siamo oppressi, un po’ come avviene in certe zone dell’Africa; una forma di oppressione di cui non ci si rende conto perché sofisticata e sottile, che quando diventerà palese, sarà sicuramente troppo tardi porvi rimedio. Invito tutta la gioventù accademica universitaria, uomini e donne a leggere tutti i miei blog, i vari commenti presenti sul web e anche su facebook, così si potrà capire in che genere di società politica abbiamo vissuto. Attenzione a chi ci governa finché si è in tempo. Un saluto a tutti.

Santino Scuderi