Nuova scoperta per conservare gli alimenti

Un suggerimento da attuare

Quanto esporrò, riguarda i prodotti alimentari confezionati e freschi, la frutta e i vari ortaggi, per aumentarne le difese contro i batteri presenti nei cibi pronti per l’uso e a media conservazione.

Come per tutti gli esseri viventi, anche l’uomo percepisce odori che possono essere gradevoli o sgradevoli; in questo ultimo caso si ha quella che volgarmente viene definita “puzza”; per alcuni animali, invece, essa costituisce un vero e proprio profumo.
Vorrei così proporre, per il mantenimento più a lungo possibile delle derrate alimentari, frutta compresa, di aggiungere delle sostanze odorose, non pericolose per l’uomo, che contrastino quegli insetti, quei batteri e quei virus che, generalmente, si insinuano in un prodotto per divorarlo o farlo ammuffire. Insomma, consiglierei di utilizzare odori antagonisti per le singole specie. Oppure, dentro le confezioni alimentari presenti nei supermercati, si potrebbero inserire piccoli sacchetti con granelli dei prodotti più vari (spezie naturali) che possano contrastare quei piccoli divoratori dei nostri alimenti.

La scoperta in questione potrebbe sembrare cosa da poco o senza valore, ma al contrario rappresenta una trovata di immensa importanza e utilità per tutti. Essa è priva di risultati pratici, anche perché, come già avvenuto per altre mie ricerche, non possiedo i fondi necessari per realizzarla a causa del subdolo tentativo di bloccare la mia nobile e instancabile attività scientifica, procurando, così, anche un grande danno all’umanità e allo sviluppo del lavoro. Il tutto consiste nel realizzare e utilizzare degli appositi contenitori, sacchetti o vaschette di ogni genere e materiale che siano idonei per la commercializzazione e per la conservazione di prodotti alimentari; come sappiamo, conservare gli alimenti può avvenire in diversi modi: con il freddo, in ambienti trattati chimicamente ecc. Tanti altri prodotti che sono venduti al mercato, come per esempio la frutta fresca, sono aggrediti da microorganismi che cambiano a seconda dei diversi alimenti, che si insediano in un determinato tipo di cibo di cui poi si nutrono, organizzandosi in colonie per la loro sopravvivenza. Tutti i prodotti alimentari che l’uomo utilizza sono soggetti a deterioramento, specie se sono venduti freschi senza essere conservati: in particolar modo, la frutta e tutto ciò che contiene energia come gli zuccheri di cui sia gli uomini che i batteri hanno bisogno per sopravvivere. Tantissimi prodotti poi, come quelli caseari, sono a conservazione non protetta. Ma vi chiederete: qual è la scoperta a cui mi riferisco?

Come ben si sa, conservanti per antonomasia sono stati, da sempre, il sale, l’aceto, l’alcool e i sistemi di sterilizzazione per creare il vuoto d’aria e quelli ad alta concentrazione di zuccheri. Anche questi ultimi possono essere conservati sottovuoto per non essere aggrediti da insetti o microorganismi. Molti batteri sono ghiotti e si nutrono di determinati prodotti che sono utilizzati dall’uomo e perciò, per evitare che si insedino all’interno del prodotto stesso, che l’uomo raccoglie e poi commercializza, e per proteggerlo, bisogna che la conservazione, anche giornaliera, interagisca con i loro gusti, creando degli odori a loro graditi che li inducano ad avvicinarsi all’elemento inserito non intaccando il prodotto.

Perché si realizzi l’allontanamento o l’avvicinamento di uno sciame di api, da un’arnia all’altra, occorrono degli odori diversi: uno gradevole per attrarlo e uno sgradevole per respingerlo. In quest’ultimo caso, sarebbe sufficiente l’odore della stoffa bruciata, mentre per avvicinarlo basterebbe il profumo dei fiori e di piante che sono portatrici di zuccheri. Lo stesso avviene per tutti gli altri insetti. Anche in ambito medico, è facile notare che i disinfettanti, oltre a uccidere i batteri, allontanano quelli che si vogliono avvicinare. Per esempio: un importante antibatterico per le vie respiratorie è costituito dalle gocce di essenza di eucalipto che allontana i microorganismi; anche un famoso animale come il panda che vive mangiando carni si protegge con foglie di bambù di cui va ghiotto perché hanno proprietà antinfluenzali. Quindi, molti batteri non si avvicinerebbero agli uomini se si utilizzasse, ad esempio, dell’aglio. Tuttavia, come già evidenziato, la respirazione dell’uomo è tutelata da detta essenza d’eucalipto, che non va assunta per via orale, ma attraverso gocce per via nasale.

Insomma, ciò che bisogna fare è ricercare quei pochi batteri o insetti che sono allergici a determinati odori, a sostanze naturali che non generino tossicità nei prodotti alimentari. In conclusione, la scoperta in questione consiste nel realizzare dei prodotti confezionati con sostanze leggermente odorose che contrastino determinati batteri come lo stesso aglio, le foglie del basilico o altre tra le numerose spezie utilizzate in cucina. In molti prodotti che, per loro caratteristica sono “portatori” di batteri o di insetti, si potrebbero utilizzare detti odori che non sono pericolosi per l’uomo e hanno un prezzo assai contenuto.

Gli odori che andranno a contrastare gli insetti e i vari batteri saranno circa mezza dozzina e potranno essere impiegati per tutti gli alimenti, per salvaguardarli, per impedire che vengano danneggiati come spesso accade. Questa mia relazione non deve essere considerata una scoperta, ma un semplice contributo per la conservazione naturale degli alimenti freschi e confezionati, per eliminare la possibilità che siano intaccati da microorganismi tra i più vari; applicando la macrobiotica e avendo conoscenza dei vari insetti, dei batteri, dei protozoi e dei virus e quant’altro, bisogna individuare le loro preferenze alimentari e quali invece costituiscono un repellente. Pertanto, ricapitolando: una volta presi gli alimenti, sia freschi sia confezionati, sarà necessario inserire una sostanza aromatica naturale o soltanto odorosa non dannosa per l’uomo, che impedirà a quel determinato organismo di attaccare il cibo.

Un esempio empirico, come già detto, lo si può rinvenire nell’influenza umana: si pensi alla conseguente rinite virale, che si può curare con l’odore dell’eucalipto. Se l’uomo unge le proprie narici con tale prodotto è difficile che il batterio vi si introduca.

Ricordo che ogni essere vivente “possiede” una gamma di odori: alcuni gli sono graditi altri invece no. Ad esempio, gli alimenti affumicati non sono attaccati dagli insetti. Vi è anche la botrytis cinerea che attacca e ammuffisce parecchi tipi di frutta fresca e verdura; per superare tale problema, occorrerebbe conoscere quella particolare essenza, non nociva per l’uomo, per allontanare simili batteri che procurano ingenti danni alle coltivazioni e agli orti. Sarebbe sufficiente conoscere, e non è difficile, le spezie adatte da inserire nelle confezioni dei vari prodotti destinati ai supermercati, per risolvere i problemi del rapido deterioramento degli alimenti che comporta costi elevatissimi per i produttori, per i commercianti e, soprattutto, per l’acquirente, che subirà il conseguente aumento del costo finale del prodotto di oltre il 50%. Se quanto esposto non sarà approfondito, continueranno a verificarsi ingenti danni agli alimenti e, soprattutto, all’economia, con la perdita di un risparmio che potrebbe ammontare a parecchi miliardi di euro e potrebbe andare a sfavore dell’intera collettività.

Santino Scuderi