Nuovo progetto per la Formula 1

Bozza del progetto rivoluzionario per monoposto di formula uno

Ho assistito al Gran Premio del Giappone 2012 e, con molta rabbia, seguita da un po’ di gioia, ho potuto costatare che siamo arrivati al limite circa la possibilità di continuare a praticare questo sport, che può diventare molto pericoloso per i piloti a causa dell’eccessivo agonismo. Per la seconda volta consecutiva, il povero Fernando Alonso è rimasto coinvolto, senza alcun motivo, in un incidente che, oltre a causargli danni morali, gli è anche costato i punti accumulati nelle precedenti gare. La scuderia Ferrari va molto bene, lo dimostra anche Felipe Massa che offre, ogni volta, un grande spettacolo grazie alla sua capacità di recuperare posizioni. Gli incidenti che Alonso ha subito non sono più accettabili; si pensi solo ai danni che si continuano a verificare, sia per i piloti che per le stesse case di formula 1, che devono investire molti soldi sugli sviluppi tecnologici delle loro autovetture. Adesso, le monoposto di f.1 hanno raggiunto potenze assai elevate, ma manca un sistema che garantisca maggiore sicurezza dato che ogni pilota crede di essere al sicuro e che gli incidenti accadano solo agli altri. Questo è il pensiero di ciascun pilota. Tale mentalità appartiene a molti giovani, che si lanciano in questo sport con un pizzico d’incoscienza, tipica della loro età. Fino a quando non sono coinvolti in prima persona, si sentono sicuri. Tuttavia, nel momento in cui accade qualcosa, subiscono un imprinting mentale che diventa indelebile e incancellabile. Questo accade anche quando, apparentemente, si dimostrano eccessivamente sicuri. Oggi le auto sono supportate da tecnologie particolarmente avanzate e quindi sono tutte potenti e velocissime, per cui è necessario che si effettuino delle correzioni di carattere tecnico per formulare nuovi sistemi per la qualificazione, il punteggio, la premiazione e la vittoria. Proprio in virtù di ciò, proporrò un mio progetto che potrebbe essere una vera e propria provocazione, ma che in realtà, prima o poi, si concretizzerà. Colui che presenta tale invenzione non è l’ultimo arrivato, bensì uno scienziato che ha, alle spalle, cinquant’anni di ricerche tecnologiche nel campo automobilistico. Ho iniziato, sessant’anni fa, con le frecce di direzione, quando le auto utilizzavano ancora quelle a banana che si alzavano lateralmente; poi è stata la volta dell’‘urto-smorza-polo’ (in caso d’incidente). Avevo proposto, all’ex ‘auto Innocenti’, una vettura elettrica a compensazione di recupero d’energia. Ricevetti grande apprezzamento, ma i tempi non erano maturi. Lavorai anche sul segnalatore automatico d’incidente stradale; su una serie di vari antifurti; su un antifurto speciale all’interno della batteria, proposto alla Volvo il 16.08.2010, ma non so se lo prese in considerazione. Inventai una lampada posteriore lampeggiante per f.1, divenuta una realtà mondiale e applicata anche su tutti i lunotti delle varie auto; non vanno dimenticati i vari telecomandi a radiofrequenze per il cambio degli abbaglianti e degli anabbaglianti; circa l’aerodinamica, le auto di f.1 adottarono quasi tutte le monoposto; ho proposto pure delle gomme bagnato-asciutto. Se il progetto sarà adeguatamente valutato, vi sarà uno sviluppo produttivo e commerciale sicuramente non comune.

Tra le altre cose, vi è anche la scoperta di un leggero stringimento automatico manovrato dal cruscotto della convergenza anteriore per il riscaldamento delle gomme. Sarebbe poi possibile adoperare tale dispositivo nelle curve – sempre azionato manualmente dal comando del cruscotto –, per ottenere una migliore determinazione sulla tenuta di strada e per diminuire la pericolosità della forza centrifuga, con conseguente guadagno, anche se minimo, in sicurezza e in alcuni centesimi sulla velocità rispetto alla normale convergenza di base. Certamente bisogna che prima vengano effettuati dei test. Se si utilizzerà tale accorgimento sulla convergenza al momento necessario, si potranno ottenere vantaggi validi e indispensabili. Il tutto potrà trovare applicazione solo dopo i risultati ottenuti dagli eventuali test effettuati, che accerteranno la sicurezza in merito alla realizzazione e all’impiego di questo dispositivo. La provocazione con cui ho dato inizio al mio discorso è data dalla mia continua ricerca per migliorare la sicurezza automobilistica. Come tutti noi sappiamo, le auto di f.1 raggiungono velocità altissime e i piloti vogliono, a tutti i costi, essere grandi protagonisti. Per ottenere questo, bisogna rischiare e, dopo il verificarsi di un incidente, l’imprinting mentale non permette più di farlo, anche se Felipe Massa riesce a rimontare dal decimo posto fino al secondo. Certamente, merita di ricevere grandi complimenti, ma in realtà non va sempre così. Allora, io propongo le mie idee solo adesso che la tecnologia della telematica è arrivata a importanti livelli che permettono di realizzarle. Per prima cosa, la pole position verrà eliminata, quindi vi sarà un risparmio di energie non da poco; non vi sarà più quella partenza pericolosissima di massa dove la possibilità che si verifichi un incidente è sempre in agguato, con conseguenze inimmaginabili sia per i piloti che per le case automobilistiche. Ecco cosa propongo: i piloti partiranno uno alla volta. Tutti dovranno percorrere il numero di giri prestabilito dalla federazione del Paese in cui si svolgerà la gara, che si dovrà concludere entro e non altre un determinato tempo (2 ore?) già deciso in precedenza. Se si presenteranno inconvenienti e momenti di fermo per via d’incidenti o per l’intervento della safety car, potrà variare il tempo della gara. Quest’ultima verrà vinta da chi avrà percorso il maggior numero di giri in base ai tempi e ai chilometri prestabiliti. Per compensare apparentemente i tempi delle singole partenze iniziali, non potrà essere superato il numero totale di giri deciso alla partenza. Quindi si terrà conto di: giri, tempi, chilometri. L’elaboratore centrale stabilirà in tempo reale la classifica generale di tutti i partecipanti. Se poi si volessero individuare formule diverse all’avvio, un’alternativa potrebbe essere quella del sorteggio della partenza, tenendo sempre conto di quanto sopra: numero obbligatorio di giri, tempi, chilometri. Il conto alla rovescia avverrà all’avvio per ogni singolo concorrente e ogni passaggio sarà registrato dall’elaboratore centrale situato alla griglia di partenza. Al termine della gara, chi avrà compiuto i giri stabiliti nel minor tempo avrà vinto il Gran Premio. Alla fine, inoltre, la centrale indicherà la graduatoria generale dei punti piloti e i punteggi delle auto partecipanti. Credo che questo modesto progetto possa diventare una realtà rivoluzionaria, sia per la sicurezza in Formula 1, sia per il grande risparmio economico che si otterrà con la sua applicazione.

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Santino Scuderi