Pensiero filosofico: anima e spirito come entità

Dopo la morte la ricomposizione della vita

L’insieme delle cellule assomiglia a un esercito suddiviso in tanti scaglioni, a tanti  alveari di api, che amministrano la loro vita; ognuna di queste cellule è responsabile di un determinato organo che, collegato con la centralina principale e generale, il cervello, trasmette le informazioni sottoforma di microonde ultracorte, lunghezze talmente piccole ancora sconosciute all’uomo. Occorre ricordare che l’entità è unica per tutti gli esseri viventi (come fosse una scheda di memoria elettronica). Va esclusa la vegetazione che possiede altro tipo di entità, ma anche essa si basa sulla trasmissione d’informazioni su determinate lunghezze d’onda.

 

L’entità biologica del pianeta terra è unica e uguale per tutti gli esseri viventi; quest’ultimi la utilizzano a seconda delle necessità che ha la propria specie, siano essi uomini, cani, gatti, elefanti e se volete, anche insetti come formiche e per sino i batteri sicuramente avranno la stessa intelligenza degli altri esseri. L’entità potrebbe anche appartenere alla famiglia dell’antimateria: i neutrini.

Appropriazione della ricchezza prodotta con sudore da altri:

“sfrutta e rubacchia più che puoi, dopo la morte cosa farai?”

 

Il titolo scelto potrebbe sembrare un gioco di parole, ma in realtà vuole evidenziare l’egoismo, l’avarizia e l’ingordigia dell’uomo d’oggi che vuole incamerare ricchezza a più non posso, togliendola a chi l’ha prodotta con il sudore della fronte.

Seguirà, ora, il mio pensiero filosofico sull’entità della vita e la reincarnazione dell’anima e dello spirito in un’altra vita.

Sono trascorsi venticinque anni di atroci sofferenze, da quando, un certo genere di persone, particolarmente disumane, mi ha voluto vigliaccamente distruggere dopo un intera vita dedicata alla ricerca tecnologica in varie campi, con risultati importante e lusinghieri. Detta passione, nasce per il grande amore che provo verso l’umanità ed il rispetto nei confronti del mio prossimo. L’umanità ha ereditato una certa bontà d’animo, ma una parte nel suo DNA, presenta un’entità oscura, che l’ha spinta, con il tempo, verso la cattiveria. Proprio la parte malvagia di quest’umanità,  si è rivoltata verso di me senza motivo o, ancor peggio, forse per invidia, per non permettermi di sviluppare le mie qualità professionali ben risapute, intellettive, sociali e culturali. C’è riuscita e con la complicità di alcune persone della stessa viltà, cioè di coloro che appartengono alle Istituzioni. Ma io possiedo grande forza, come una pianta dal  legno altamente pregiato e resistente alle cattive azioni fatte dai vigliacchi. Fortunatamente ho ereditato da mia madre e da mio padre, una certa resistenza; un ringraziamento lo rivolgerò sempre a mia madre che mi ha saputo guidare fin dall’età della crescita e dello sviluppo, essenziali per la formazione della vita umana, economica e sociale. Credo che i genitori non siano tutti uguali;  quindi quei valori che ho acquisito, non sono posseduti da tutti. Lo stesso amore che ho ereditato io, non lo avranno sicuramente altre generazioni ed altri figli a causa di una lunga serie di problemi e di esigenze nuove, mentre le vecchie  sono andate perdute. Perché dico questo? Perché non sono più seguiti quegli importanti valori di un tempo, per cui la società, oggi, cresce e si moltiplica andando allo sbaraglio. In primo luogo la troppa attenzione al denaro e non a quello sufficiente per vivere; infatti ci sono persone che pur di arricchirsi, fanno qualunque cosa, facendo anche soffrire coloro che realmente lavorano e producono  ricchezza. Per mia fortuna,  non sono mai stato questo genere di persona, al contrario, quando potevo, investivo i miei risparmi per la ricerca tecnologica e lo facevo, non per raggiungere un arricchimento personale, ma per il benessere del mio prossimo, per lo sviluppo, per creare un futuro migliore per tutti. In tutti quei casi in cui si vuole raggiungere la ricchezza personale in poco tempo, si otterrà solo un allontanamento dal sentimento di umanità, e, a maggior ragione, se tale arricchimento verrà realizzato disonestamente, il proprio inconscio registrerà e al momento opportuno reagirà. Se il nostro “io” più profondo riceverà segnali positivi, li trasmetterà ed essi comunicheranno con tutte le altre cellule neurali che regolano i meccanismi di tutto il sistema biologico del corpo umano. Ciò che dico e ciò che continuerò a dire non è fantascienza, ma una modestissima filosofia di pensiero che ho sempre avuto, ma che solo in quest’occasione ho deciso di esternare.  Adesso parlerò della vita e della morte e del ritorno alla vita (la rinascita) che viene dall’immortalità dello spirito e dell’anima, che io chiamo “ENTITÀ”.

L’intelligenza universale, per tutta la durata della vita biologica, è terrestre e marina; non morirà mai e si congiungerà a tutte le altre entità vaganti tra di noi, nell’attesa di ritornare a una vita biologica nuova. Quest’ultima non sarà sicuramente della stessa specie di quella passata e sicuramente avverrà quando sarà il suo momento. Ciò non potrà avvenire prima di un mese dalla morte fisica. Dopo di che, l’entità vagherà nell’universo in attesa di ricongiungersi a un’altra. Per un mese l’entità rimarrà ancora attaccata alla vecchia vita (il cadavere), come una mamma che non vuole lasciare la barca con i corpi dei suoi figli morti (vedi casi di animali come le scimmie). Può anche essere che non voglia abbandonare  il luogo dove era nata. Questo fenomeno è evidente durante la vita di ognuno di noi, infatti l’attaccamento al luogo di nascita produrrà sempre il desiderio di ritornarvi, soprattutto in vecchiaia. Se si pensasse attentamente a questi fenomeni che la vita umana ci riserva, sicuramente lo scopo della vita stessa dovrebbe avere più valore. Se mancano questi presupposti la vita avrebbe poco valore, come del resto avviene all’interno della nostra specie biologica. Quindi, una vita migliore, più umana, con il rispetto del prossimo, farebbe capire ad ognuno come la vita stessa dovrebbe essere vissuta. In assenza di tali caratteristiche, essenziali per le fratellanze umane, subentrano gli egoismi umani, sviscerati, senza un motivo concreto, specie quando si va al di là di ciò che necessario: il fabbisogno per la vita di tutti i giorni. Questo modo di affrontare la vita, cercando di capitalizzare senza limiti, determinerà uno squilibrio economico e sociale. Non è semplice riuscire a capire questo modo di fare che sfiora appena la coscienza, e, senza farci caso, porta a credere che le cose andranno bene. Tuttavia non è così perché, la c.d. “iettatura”, che viene sentita da chi viene offeso nell’animo e nello spirito, genera una serie di problemi psicologici che vengono captati dall’inconscio e dal cervello. Si tratta di segnali che possono venir fuori nell’immediato, oppure potranno essere archiviati ed utilizzati al momento opportuno, anche dopo lungo tempo. Com’è facile capire, le cattiverie umane, le maldicenze, gli anatemi, le “iettature”, gli sfruttamenti umani, gli egoismi, le provocazioni e i soprusi, fanno parte della natura umana, sono dati di fatto, ma purtroppo ancora scientificamente non provati. Sta di fatto che, se tutte queste situazioni non procurano un danno nell’immediato, ciò accadrà nel futuro. Mi rendo conto che quanto dico è difficile da capire per la gente comune, e forse, solo quella di un certo livello accademico, con una certa apertura di pensiero, può rendersi conto che tutto ciò è possibile e esiste. Questi fenomeni vengono recepiti dalle cellule che così si alterano nel loro modo di vivere; si modifica perciò lo stato metabolico che di solito hanno nell’ambito di una vita regolare. Quindi dico a tutti, nessuno escluso, di non cercare aiuto da chi non ne vuole dare, ma cercarlo da chi, l’aiuto, lo dà con gioia. Altrimenti tutto diventa pericoloso perché la persona cattiva, ipocrita, imbrogliona, che per suo falso interesse mette in atto azioni machiavelliche, danneggia la persona sincera, pulita, che è in buona fede, che viene colpita psicologicamente e capisce il segnale, ma che per il quieto vivere, fa finta di niente; però tutto quello che subisce, l’inconscio lo registra, e al momento opportuno verrà fuori, facendole perdere, in primis il sorriso, che è già tanto, e poi la gioia di vivere. L’inconscio comprende queste sofferenze e aspetta il momento in cui potrà rivalersi, per il danno subito. Generalmente, quando accadono tali cose, si parla di disgrazia in famiglia, ma nessuno chiarisce  se si tratta della famiglia passata presente o futura. Capisco che il discorso è molto lungo e complicato ma, se si fanno delle analisi sulle persone, sulle famiglie che si conoscono profondamente, si può benissimo constatare che, al loro interno, qualcosa di illecito, disumano, fatto a danno del prossimo, è avvenuto; quindi, la gioia e la felicità sono state affievolite. Questo stato di causa effetto, in tale ambito, non ha riscontri scientificamente conosciuti, ma io lo penso e lo dico, se non con certezza assoluta, almeno con certezza quasi matematica: anatemi fatti anche solo col pensiero, vengono recepiti dall’ inconscio e trasmessi alle cellule interessate che gestiscono il rapporto tra entità e che poi reagiscono di conseguenza. Il primo segnale è il venir meno del sorriso. Credo pure che qualunque cattivo comportamento verso il prossimo, anche se apparentemente chi lo mette in atto sembra tranquillo,  inconsapevolmente, viene registrato dalla memoria che ne risentirà quando verrà risvegliata. I meccanismi di trasmissioni del pensiero, in gergo dialettale si parla di “mala nova” quando si vuole mandare un anatema a chi a fatto del male, permetteranno la riuscita di tutto ciò. Arriverà anche indirettamente e andrà a intaccare la gioia di vivere, perché chi ha fatto del male ha la coscienza sporca e quindi i meccanismi cellulari non vivono nelle loro giusta organizzazione fisiologia, miracolosa, molecolare, ma vivono in uno stato di “antimiracolo”. Mentre il miracolo avviene quando le trasmissioni del pensiero non sono alterate, ma vanno nella direzione della gioia di vivere e nel credere profondamente che qualcosa  avverrà. Può accadere anche subito se la trasmissione del pensiero è decisamente forte e indirizzata in quella frequenza d’onda necessaria che lo staff cellulare abbia selezionato per creare il giusto collegamento, cioè attaccare o staccare un interruttore o, se volete,  aprire o chiudere uno dei rivoli sanguigni o nervosi, per rimetterli in giusta funzione: questo in gergo popolare e religioso si definisce “miracolo”.

Ora, non credete a quanto scritto sopra? Vi posso capire. Però vi chiedo: vi sono mai capitati le cosiddette coincidenze? Certamente sì. Bene, adesso vi posso raccontare dei fatti che non sono semplici coincidenze ma episodici che, per i comuni mortali, potranno essere incredibili, ma che sono fatti personalmente accaduti e conservati nella mia memoria come fatti di scienza vera e propria, ancora sconosciuta alla ricerca. Si tratta di trasmissione di pensiero, in questo caso d’amor materno: frequentavo le scuole professionali a quattro chilometri da casa mia; mia mamma mi amava tanto come d’altronde amava tutti e quattro i suoi figli, nonostante io fossi quello particolare. In me riscontrava il dono del canto e perciò c’era un legame ancora più profondo con lei, visto che da ragazza era stata il soprano nel coro dei laici cantori, adorata da tutti gli altri per la sua bravura. Tornado al discorso della trasmissione di pensiero, mia mamma, con  il suo inconscio, mi inviava dei segnali di grande amore, capiva, col pensiero, ciò che io avrei voluto trovare per pranzo o per cena. Non solo trovavo quel cibo raro ma tanto desiderato da me, ne potevo sentire persino l’odore intenso già sul tram, dove viaggiavo. Non avrei mai potuto ricevere nessun tipo di odore nella posizione in cui il tram si trovava. Io, ragazzo, pensavo che fosse un mistero, ma quando arrivavo a casa e trovavo quei cibi di cui avevo sentito il profumo, allora capivo che c’era qualcosa di particolare. Questi fenomeni, e ve ne sono stati tanti, li ho avvertiti e conservati nella memoria celebrale fino ad oggi; fino a quando li ho potuto manifestare affinché la nuova generazione accademica potesse studiare anche tutto questo. Sicuramente ci sarà un nuovo futuro di gloria per la ricerca con nuove conoscenze per una migliore società culturale e professionale. Si è sempre detto, ogni volta che avveniva un fatto come quello che ho descritto, che era una semplice coincidenza. Questi segnali li captavo spesso, in tutte le direzioni e in tutte le cose apparentemente strane ma che, di fatto, si presentavano nella realtà. Sono trascorsi sessant’anni e continuano a manifestarsi questi e tantissimi altri episodi, ne potrei citare a centinaia, fenomeni veri e naturali ancora sconosciuti al mondo scientifico. Al grande pubblico vorrei far conoscere fatti ed episodi reali, anch’essi accaduti. Per esempio, tutte quelle forme definite coincidenze quali lo sbadiglio, la telepatia, gli starnuti, gli incontri inaspettati ma pensati, lo stesso desiderio di una determinata cosa da mangiare o di una bevanda e tante altre cose. Tutti questi segnali vengono captate dall’inconscio ed elaborati perché il cervello, tramite le cellule di guardia, aziona o meno i dovuti meccanismi. Perciò, posso affermare che, sicuramente, non sono semplici coincidenze, ma dei segnali provenienti da quei meccanismi di trasmissione che attraverso forme cellulari ottiche e onde radio ultracortissime,  vengono indirizzati verso la centralina del cervello, recepiti da quelle cellule di guardia che curano le attività da eseguire e sono destinate al controllo. Infatti, come dicevo all’inizio del mio scritto, l’essere umano, e non solo, è biologicamente composto, per lo svolgimento delle sue funzioni, da miliardi di cellule corrispondenti a ciascun singolo organo di cui fanno parte; queste cellule sono costituite in gruppi biologici come gli alveari che, in una comunità di api, hanno il compito di far funzionare quel determinato organo in cui sono nate e preposte, esattamente come avviene in un’industria produttiva. Così tutelano quell’organo a cui sono state assegnate e controllano che tutto vada bene, scongiurando anche eventuali malattie in arrivo. Un esempio pratico lo si può individuare nelle industrie: i produttori di miele con 100 alveari, poiché ogni alveare contiene alcune migliaia di api e dove si trova anche l’ape regina, tutte quante lavorarono per la stessa comunità come se si trattasse di un’unica famiglia. Tutte quante raccolgono lo stesso nettare per lo stesso alveare. Questo fenomeno accade in tutte le comunità. Insomma anche la biologia dell’uomo come tutte gli altri essere viventi, come appunto avviene negli “alveari”, è organizzata in modo tale da tutelare quegli organi importanti per il lavoro produttivo destinati in natura. Quindi, con un pizzico di filosofia, si può capire che tutti gli esseri viventi, hanno meccanismi che funzionano per via di tantissimi varie comunità di cellule, biologicamente viventi, che danno e ricevono probabili microsegnali con onde ultracortissime elettrobiologiche e che tutti insieme fanno vivere l’essere umano o animale. Ancora non mi pronuncio sui vegetali,  anche se credo  che anch’essi diano e ricevano radiosegnali come l’essere biologico vivente. Questi segnali potrebbero anch’essere microelettromagnetici e possono causare malattie come anche guarigioni. Quest’ultime, dal punto di vista religioso, vengono definiti “miracoli”, o “casi miracolati”dai laici, mentre in realtà fenomeni di questo tipo ogni tanto si manifestano e sono, in realtà, dei meccanismi che portano alla guarigione o alla malattia più o meno grave. La guarigione si può realizzare anche con l’assunzione di sostanze medicinali, naturali, compatibili o incompatibili e ciò incide sul fatto che si possa parlare di “miracolo di guarigioni”. Detti fenomeni possono manifestarsi in positivo, come pure in negativo. In negativo quando sono mandati da chi abbia ricevuto del male, quindi la bestemmia arriverà di sicuro, quando uno meno se l’aspetta; sono meccanismi scientificamente non provati, ma hanno fondamenti verosimili. Tutto parte dalla triade: vedere, sentire odorare. Da questi tre elementi partono tutte le sensazioni che verranno percepite  dal sensore, cioè l’inconscio, che manderà il segnale all’entità, la quale, al momento opportuno, entrerà in contatto. Come si può notare ogni cosa nella convivenza umana, è elaborata e registrata su una specie di memoria elettronica come quella dei telefonini. Perciò dalla triade partono e arrivano tutti i segnali, positivi o negativi, diretti ad una certa persona. Voglio chiedere all’intera umanità di non seguire le grandi ricchezze generate dallo sfruttamento umano; ricchezza sì, ma con saggezza e umano rispetto, come è stato sempre nelle mie intenzioni. Le proposte ricevute sono state immense, ma io sono sempre stato attratto dalla ricchezza del lavoro umano e dal benessere del lavoro sociale. L’accumulo di ricchezze immense potrebbe portare infelicità e anche ingiustizia se non prodotto con le proprie braccia. Infatti, è possibile che, anche a lungo termine, tutte quelle energie malefiche derivanti dall’invidia umana, inviate all’entità, possano portare sfortuna nel tempo. Un vecchio detto pur sempre valido dice: non fare male che male non avrai, se l’amore muore, vuol dire ch’era malato. Quindi per non farlo morire bisogna non farlo ammalare, per non farlo ammalare bisogna vivere la vita amando tutti come noi stessi. Se si fa riferimento a questi aneddoti e modi di vita, che sono molto semplici, sicuramente si starà meglio socialmente e fisicamente. Soprattutto bisogna mantenere la coscienza fresca e pulita; mai bisogna ricorrere all’utilizzo delle menzogne e dell’inganno, perché le maledizioni arrivano senza mezzi termini colpendo fisicamente è psicologicamente, non solo la persona a cui sono dirette, ma anche i suoi cari. Non ci credete? Bene, guardatevi un po’ intorno: non vedrete come le persone vivono la vita lasciandosi andare solo alle gioie umane e sociali? Non scambiateli con le cosiddette coincidenze! Inoltre, non si deve saccheggiare la ricchezza prodotta da altri perché, oltre a causare danno facendo soffrire chi ha tanto lavorato per quel risultato, soffrirà anche chi se ne sarà appropriato rubandola senza averla prodotta. Ma il danno maggiore sarà quello della mente, poiché l’inconscio reagirà al momento opportuno, quando uno non se l’aspetta, per sé e per i suoi cari, magari innocenti. Dunque, state attenti, perché la creatura biologica è più complessa e più organizzata di quanto l’umanità possa credere. Per poter raggiungere la gioia nella vita, è necessario che ognuno di noi non pensi solo è soltanto a se stesso, ma abbia rispetto per tutto l’universo che ci circonda perché ogni  essere è uguale agli altri e nessuno è superiore all’altro. Bisogna pensare gli altri come si pensa a se stessi, senza approfittare del dolore altrui, perché tutti hanno diritto di vivere in egual modo.

Santino Scuderi