Pensioni per tutti e recupero delle evasioni fiscali

Continuo a chiedermi in che mondo socio-economico-politico stiamo vivendo, con questi personaggi che da cinquant’anni continuano a non saper governare il povero popolo italiano.

Continuano a parlare di finanziarie, ma in realtà non riescono a definire i problemi del Paese e, soprattutto, le necessità e i bisogni che il popolo ha per poter vivere ai giorni nostri (anche se in realtà si trova in queste condizioni sin dall’inizio). Mai si è realizzata la tanta decantata democrazia, di cui parlano coloro che ricevono stipendi da extraterrestri. Bene, ne sto parlando con termini estremamente educati, mentre in realtà dovrei utilizzare un linguaggio più “consono” al loro comportamento: basti pensare che non riescono a risolvere i problemi veri della società.

In questa finanziaria, come del resto in tutte le altre, non parlano mai di regolare le pensioni, tagliando tutte quelle che superino cifre sproporzionate, a vantaggio di chi ne ha veramente bisogno, che sono in molti.

Il minimo delle pensioni ai giorni nostri non dovrebbe essere inferiore ai 1.000 euro mensili, mentre l’importo massimo non dovrebbe eccedere i 5.000 euro mensili per chiunque. Non è accettabile che, secondo quanto stabilito dai politici – e secondo quanto scrivono i giornalisti –, possano esistere pensioni che vadano oltre questa cifra. Perlomeno si dica che cifre di questa mole sono elargite dallo Stato e con indifferenza vengono percepite senza vergogna, anche quando – come in Italia – ci sono persone che devono frugare tra i rifiuti per mangiare. Quest’ultimo esempio non è un’invenzione, ma un dato di fatto, appurato, con molto dolore, personalmente.

Per quanto riguarda le evasioni fiscali, non c’è nessun interesse per combatterle, perché i primi a non essere interessati sono proprio coloro che dovrebbero fare le leggi. Non credete che possa essere così? A questo punto c’è da pensare o che non siano capaci di farlo o che non siano interessati e, di conseguenza, che siano coinvolti anche loro in questa sorta di saccheggio.

L’evasione fiscale, che andrebbe combattuta per il bene dell’intera Italia e non solo (in altri Paesi l’evasione fiscale esiste, ma in forma estremamente ridotta, tale da non accorgersene), da noi è sproporzionata, a tal punto da richiedere la realizzazione di leggi d’emergenza. Ma, di fatto, nessuno ci ha mai pensato e mai ci penserà, se qualcuno non provvede a mettere l’opinione pubblica a conoscenza di quanto accade.

Per realizzare una nuova disciplina sull’evasione fiscale, bisognerebbe fare una legge d’emergenza che permetta di comminare pene fiscali a seconda dell’entità del reato commesso, senza distinzione alcuna tra privati cittadini, industriali, politici. Fatto questo, si passerà alla pena pecuniaria, per poi arrivare a quella penale.

Esempio. Se un individuo per la sua vita sociale e professionale ottiene un utile di 50.000 euro annui, egli li potrà dichiarare senza alcuna sanzione pecuniaria da pagare, ma se supera questa cifra, non dichiarando correttamente quanto guadagnato, allora scatteranno le varie sanzioni, che potranno arrivare anche a quelle penali.

Per esempio, se viene nascosto il 10% del valore dichiarato, pagherà il doppio della cifra non dichiarata, mentre se le cifre vanno ad aumentare di larga misura, allora scatteranno quei meccanismi che potranno sfociare in condanne penali, a partire da un anno di reclusione fino all’ergastolo, buttando perfino la chiave del carcere nell’oceano.

Sono tutte percentuali da calcolare a seconda della gravità dell’evasione effettuata. Solo così l’Italia potrà risorgere dal disordine economico e sociale, e divenire un Paese di moderna civiltà, tale da essere preso a modello da altri Paesi che abbiano problemi di questo tipo.

Santino Scuderi