Politici che non sanno politicare

Piccolo vademecum per i giovani d’oggi

I problemi sociali dei giovani studenti: rivolto a uomini e donne

 

Politici che non politicano. O meglio che non sanno politicare e, ancor peggio, disconoscono le leggi naturali: per governare ci vuole la tranquillità, non i numeri; i numeri si danno al lotto. In democrazia non ci vogliono numeri, servono persone di valore, capaci di (assistere) e di occuparsi, in primis, della popolazione cercando di non arrecarle sofferenza, e, se le minoranze vogliono guidare il Paese, non devono sottoporsi a nessuno, saranno loro stesse le responsabili; se ciò non trova attuazione, vuol dire che ci troviamo in uno stato di “anarchia dittatoriale”. Quindi è giusto che il potere politico sia gestito da chi prospetta le migliori condizioni e sotto la propria responsabilità. Questa è una legge naturale, e anche ciò che è previsto dalla stessa Carta Costituzionale che evidenzia come ognuno debba prendersi la responsabilità delle proprie azioni. Quindi, le leggi, le regole naturali e le norme sancite in Costituzioni esistono; e allora perché nessuno ne parla mai, neanche i cittadini laici? Siamo in un periodo storico in cui non ci si riesce a gestire da soli; soprattutto nel nostro Paese, vi è sempre la mano tesa da parte dei genitori, senza tener conto che, in tal modo, i giovani non avranno mai un futuro, visto che non imparano nulla sulla loro pelle, così come le regole di natura impongono a tutti. Perciò, privi d’indipendenza, rimangono a loro legati senza riuscire a maturare. Se questo non cambierà, allora vorrà dire che l’uomo non avrà nessun futuro e sarà privo di effettive prospettive. È sufficiente leggere qualche romanzo dei paesi anglosassoni per capire come l’umanità, in fase di maturazione adolescenziale, viene lasciata libera di incamminarsi verso il proprio avvenire, nel quale dovrà iniziare a maturare in completa autonomia. Solo così quest’ultima può essere acquisita, non essendo più soggetti ai genitori e conquistando anche una certa indipendenza economica dopo aver trovato un impiego. Ho fatto l’esempio del popolo anglosassone, dove i giovani dal momento dell’adolescenza cominciano a rendersi autonomi dai genitori, volendo evidenziare che ciò accade non per mancanza di amore da parte di quest’ultimi nei confronti dei primi, ma perché vi è una mentalità sociale, appresa tramite l’insegnamento scolastico, che deve necessariamente indirizzare i giovani, permettendogli di acquisire una certa professionalità che li aiuterà poi, nel lavoro e, di conseguenza, ad avere la propria indipendenza economica. Certamente una cosa va detta: anche se in passato vi era un alto tasso di analfabetismo, per certi versi le cose andavano meglio. Oggi, nonostante la scolarizzazione, i conti non tornano; non tornano perché alla base mancano quei pastori che indirizzano il gregge verso fertili pascoli. Solo così le pecore potranno dare latte di qualità e con un certo valore sul mercato. Ragazzi e ragazze, ascoltate con attenzione quanto contenuto in questo mio laico vangelo: solo così potrete affrontare tutte quelle situazioni che potrebbero verificarsi nella vita a causa della realtà sociale, umana, economica e politica.

Santino Scuderi