Democrazia anarchica o istituzioni mafiose?

Come avvocati d’ufficio, mi furono indicati due fratelli del foro di Milano, d’origine calabrese. Con loro si è instaurato un rapporto di amicizia fraterna e questo non mi consente di dubitare della loro attività anche se, dopo tredici anni, non è stata fatta la revisione del processo così come si era stabilito sin dal primo giorno in cui si è presentato un funzionario (palermitano e amico) della stessa Corte d’Appello di Milano.

I presupposti per fare la revisione del processo ci sono tutti, anzi, ce ne sono alcuni non comuni: sono stato aggredito dal presidente del processo di primo grado e dalla segretaria della Corte d’Appello che mi procurò dieci giorni di prognosi al dito; c’è poi la sparizione del libretto di risparmio che all’epoca, 1987, conteneva £ 6.700.000. Poi, bisogna punire i vari magistrati che hanno commesso abusi di potere e continuate persecuzioni infami tramite il blocco di tutti i miei risparmi depositati presso varie banche, blocco che non mi ha permesso di pagare né gli avvocati di fiducia né quelli d’ufficio per essere stato difeso.

La Corte d’Appello di Milano tarda a disporre il dissequestro del mio libretto che le banche chiedono per la restituzione dei conti correnti con blocco conservativo; non esistono creditori, né alcuno che rivendichi nulla; si sono tenute due camere di consiglio e nessuno si è presentato. Quindi, i conti correnti andavano e vanno liberati. Stando così le cose, le banche rimangono in attesa della mia morte (vista l’età avanzata) per impadronirsi del denaro da loro detenuto. La Corte d’Appello di Milano continua a rifiutare la mia richiesta di dissequestro dei conti, perché sono nei guai avendomi rubato il libretto di risparmio al portatore e avendolo incassato. Per quanto riguarda la mia ditta, tutte le operazioni sono state sempre effettuate nella massima legalità, sia con la presenza di avvocati che di notai. Anche ammesso che io abbia potuto ricevere del denaro illecito o rubato, non va dimenticato che vi è stata una amnistia per i reati di truffa.

Altro punto: il personaggio (falso industriale) che si era avvicinato a me e ai miei affari è stato scoperto e ha dichiarato di essere stato lui a truffare diversi imprenditori, tra cui il sottoscritto. Quindi, se la matematica non è una opinione, e comunque in base a un semplice ragionamento logico, il sottoscritto – così come qualche altro individuo ingannato e truffato – va automaticamente liberato da ogni responsabilità, visto anche che la Cassazione, quale terzo grado di giudizio, ha annullato la sentenza pronunciata dalla Corte d’Appello di Milano, in precedenza, e senza rinvio. Altra negazione da me subita è stata quella di non essermi potuto rivolgere a un avvocato a pagamento per essere difeso come sarebbe invece stato giusto e legittimo; ogni volta che andavo da qualche legale (non d’ufficio), mi chiedeva se avevo degli immobili e, quando dicevo che non ne avevo, il suo interesse veniva subito meno. Qualche altro avvocato, che avrebbe dovuto difendermi, si è invece comportato da azzeccagarbugli (forse è stato corrotto) e, da infame, non ha continuato la difesa, pur sapendo che il denaro c’era ed era solo da dissequestrare. Aggiungo che mi sono rivolto alla Corte Europea di Strasburgo per i diritti dell’uomo e mi hanno risposto di far inviare al mio avvocato il materiale necessario per intervenire contro lo Stato italiano. Ma anche ciò è venuto meno perché gli avvocati cui mi rivolgevo chiedevano denaro immediato che non possedevo. Il difensore d’ufficio non interveniva, vuoi per non mettersi contro la Corte d’Appello, vuoi perché mi era stato assegnato dal funzionario della stessa Corte che io ritenevo persona corretta e legata al diritto e alla legalità (era anche mio corregionale). Forse, da persona perbene quale sono sempre stato, credevo troppo nella fraternità del mio prossimo. L’autobiografia dei fatti, che resi pubblica e che consegnai a parecchi esponenti politici appartenenti anche alle istituzioni, riporta quasi tutto ciò che successe. Non riporta, però, queste ultime situazioni inerenti la Corte d’Appello di Milano.

Democrazia anarchica o istituzioni mafiose?

Al nuovo Presidente della Corte d’Appello di Milano, Giovanni Canzio, ho mandato delle lettere, alcune delle quali su carta intestata; non l’ho fatto per grandezza (che non ho mai avuta), ma per modestia. Pensavo che questo presidente fosse una persona perbene, legata al diritto e alla legalità, ma purtroppo non è intervenuto e non si è degnato di dare alcun riscontro alla mia missiva. Ecco perché nel titolo di questo articolo è presente un punto interrogativo: si vede che molte associazioni sono, come in passato, ancora oggi dedite all’illegalità e alla corruzione, oppure sono spaventate dalle istituzioni. Le lettere allegate sono la testimonianza di ciò che chiedevo al presidente in carica Dr. Giovanni Canzio.
Anche in questo scritto voglio inserire l’IBAN per richiedere fondi per denunciare questi infami, disumani e illegali fatti, con lo scopo di riportare la democrazia italiana a funzionare, anche se in realtà, dopo l’ultima Guerra Mondiale, non è mai esistita veramente.

Santino Scuderi

Per le donazioni: IBAN: IT66R0311101632000000020641

“Io non ci sto”

Giudizio negativo nei confronti di Scalfaro; sarebbe stato un pregiudizio se io l’avessi espresso molti anni fa

Oggi è morto, a novantatré anni, il signor “non ci sto”; tale frase fu pronunciata dall’ex Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, nei confronti del popolo italiano in un momento particolare della storia della Repubblica Italiana.
Alcune persone, oggi, lo ricordano come un uomo corretto e umano, mentre chissà quante altre avrebbero qualcosa da dire in merito al suo comportamento politico durante la presidenza. Tra quest’ultime, ci sono io, lo scienziato Santino Scuderi, che avrei molto da dire. Come ho già scritto nel titolo. “Giudizio come pregiudizio”: si tratta dello stesso concetto che oggi esprimono molti giornalisti e non solo in seguito alla morte dell’ex Presidente Scalfaro. Ciò avviene solo adesso perché molti hanno la memoria corta circa il comportamento tenuto durante la sua presidenza; infatti, tutto era tenuto nascosto. Tante sono le cose che avrebbe dovuto esternare in qualità di presidente senza fare il finto tonto, e avrebbe dovuto farlo per il bene del Paese e quindi del popolo. Il 22 dicembre del 1998, mi sono rivolto a lui e a tanti altri esponenti politici, compresa Sua Santità Papa Giovanni Paolo II dal quale ho avuto riscontro immediato con la Santa Benedizione unitamente agli ossequi per aver inviato un libro denuncia contenente 150 pagine di lettere raccomandate riguardanti vili fatti posti in essere a danno del sottoscritto. Va ricordato che chiesi aiuto, anche al Presidente Cossiga, affinché intervenisse, ma non ottenni nulla. Insomma tutti mi risposero con il silenzio. Cossiga, in particolare, rispose alla mia richiesta di aiuto il 30 settembre 1991, assicurandomi di aver trasmesso la mia lettera alla Corte Suprema della Magistratura; lo stesso fece Scalfaro, ma senza alcun reale interesse per la mia disperata situazione. Insomma, erano i tempi degli ammanchi di denaro alla Banca d’Italia, quando il governatore era Carlo Azeglio Ciampi. Si andava a caccia di capri espiatori per nascondere quanto accadeva già dagli anni‘80. Tutto ciò l’ho riportato nella mia autobiografia, ma i politici non riuscirono ad accettare la situazione in cui versavo e della quale erano sicuramente a conoscenza. Vi è dunque un’enorme differenza rispetto all’attuale Presidente On. Giorgio Napoletano che, in diverse occasioni, oltre a oltre a ringraziarmi, mi ha subito risposto via posta telegrafica, con la sua umile e semplice firma. Lo ringrazio ancora per questo comportamento. Però non ho potuto mai capire perché, in quelle rare lettere ricevute da Scalfaro e da Ciampi, vi era la firma di De Martiis a nome del presidente, quando invece, io, mi ero raccomandato ai presidenti in persona di rispondermi, i quali così dimostrarono, oltre a non avere interesse verso il cittadino bisognoso del loro aiuto, il mancato adempimento dei loro doveri. Tornando alla morte del “non ci sto”, ossia dell’ex Presidente Scalfaro, oggi tutti lo onorano per ciò che fece, ma dimenticano il periodo relativo a tangentopoli che portò guai e coinvolgimenti, periodo in cui nessuno era interessato a fare chiarezza su quanto io denunciavo. Insomma imbrogli ce ne sono stati tanti. Io ho odiato Scalfaro quando era vivo, e vorrei vivere ancora molti anni per assistere alla morte di tanti altri personaggi che mi fecero del male. Vorrei sperare che, se esiste una giustizia divina, sarà quest’ultima a giudicare tutti quelli che mi hanno danneggiato, rispondendo anch’io, innanzi a Dio, per il bene sempre fatto all’umanità e all’universo in genere e per essere stato sulla linea del rispetto di tutto e tutti. Almeno io mi ritengo tale e sarò giudicato da chi sa della correttezza sempre impiegata. Spero pure che tra le persone non ci siano più abusi di potere perché altrimenti, se non pagheranno da vive, sicuramente lo faranno dopo la morte, rimanendo, le gravità commesse, nel tempo e nella storia. Scalfaro dovrebbe essere ricordato così.  Sono presenti sul web, tramite facebook e il sito, www.autotelesos.it, vari temi di carattere sociale, politico, economico, culturale, con cenni filosofici.

Santino Scuderi

Scienziato siciliano infamato dalle istituzioni nonché dalla cattiva politica

Fermo restando che da ventiquattro anni aspetto giustizia, non solo a me negata, ma addirittura vigliaccamente violata, in particolare da parte di numerosi esponenti politici che delle mie richieste di ottenere giustizia hanno fatto soltanto orecchie da mercante, violando la legge che è a tutela dei cittadini, a questo punto vorrei sapere quali sono i politici mascalzoni: quelli di ieri o questi di oggi? Oggi, per alcuni di loro, i problemi si sono risolti con un processo breve.
Nessuno, compresi i precedenti Presidenti della Repubblica Italiana, ha voluto rendermi giustizia, violata da infami e perversi personaggi. Di seguito, riporto i nomi di coloro che dovranno rispondere del loro silenzio e della loro inerzia, per il mancato impegno nell’intervenire, nonostante siano stati informati da quanto scritto e denunciato nei libri che gli sono stati consegnati.

Le persone delle istituzioni che non sono intervenute sul mio caso sono da condannare. Devo dare ragione a coloro i quali spesso si lamentano, dicendo che nei vari sistemi ci sono spesso personaggi corrotti e criminali, che bisognerebbe affrontare anche con la forza. Io rimango allibito quando sento giudizi di questo tipo provenire dal popolo ed essere riportati sui mezzi d’informazione, ma, a mente serena, credo che siano corretti, poiché le loro osservazioni rispondono alla realtà dei fatti. Questi soggetti, infatti, dovrebbero essere processati ed esautorati, perché grandi sono stati i danni che mi hanno arrecato anche adesso che sono giunto alla vecchiaia e mi avvio alla fine del mio percorso di vita.

Faccio un urgente appello agli uomini del mondo politico capaci di assumere l’amministrazione e la conduzione socio-politica del paese, culla del diritto e dei valori oggi mancanti perché distrutti.
Politici stranieri potranno essere presi anche in prestito per un breve periodo, affinché la nostra gioventù possa avere il tempo di apprendere modi e usi rispettosi delle istituzioni democratiche e socio-repubblicane della nostra nazione.
Solo così si potrà recuperare questo paese saccheggiato e distrutto nel diritto, nei valori della politica, nella sua legalità e, quindi, nell’economia, stravolta dalla vergognosa metamorfosi presente.

Gli italiani s’illudono di vivere in una democrazia repubblicana, mentre, al contrario, vi è, da parte dei politici, disinteresse nei confronti del popolo, poiché presi soltanto dalle loro conquiste personali. In conclusione, si tratta di uno stato totalmente “ballerino” a danno di tutti i cittadini.
Chi vi parla conosce i vili fatti subiti e gli esponenti politici cui si è rivolto, denunciando tali fatti per la loro gravità. Si tratta di persone che sarebbero dovute intervenire per il bene del paese. Persino in sede parlamentare tutto è stato tenuto nascosto, mentre io, solo adesso, li ho potuti smascherare, grazie ad internet, mentre continuo a piangere di rabbia dal lontano 1987. I nomi degli esponenti politici che si sono macchiati di tale colpa, presenti in grassetto, solo adesso li ho potuti rendere pubblici.

Scienziato siciliano infamato dalle Istituzioni querela lo Stato italiano per gli infami fatti che ha dovuto ignobilmente subire. I danni causati su tutti i fronti sono stati ingenti: professionali, economici, morali, psicologici e civili, soprattutto da parte di alcuni esponenti politici i cui comportamenti risultano ancora sconosciuti al grande pubblico.

Per tutti questi danni arrecatimi si veda sotto l’“Autobiografia”. Mi rivolgo e faccio appello a tutto il mondo dei navigatori del Web e di Facebook, affinché possano dare un sostegno economico, anche con un semplice dollaro, da versare sul seguente conto corrente:

IBAN: IT66R0311101632000000020641

Il ricavato servirà a denunciare lo Stato italiano per aver affidato le istituzioni a persone incapaci di gestirle secondo le leggi del Diritto e secondo la legalità e i doveri verso il cittadino. Sarà lo Stato a rispondere dell’ammontare dei danni.
Così potrò denunciare tutte quelle persone delle istituzioni che tanti danni mi hanno volutamente arrecato. Inoltre invito le associazioni appartenenti al mondo del Diritto e della Legalità a intervenire. Saranno gli stessi legali ad agire, quelli che conoscono da ben undici anni tutta l’infame faccenda, senza essere riusciti a ottenere giustizia e senza aver potuto conoscere i motivi dell’oscura riservatezza esistente nei meandri della Corte d’Appello di Milano. I motivi sicuramente ci sono, anche se si dice di non sapere dove andò a finire il mio denaro. Saranno gli stessi legali che conoscono bene i vili fatti accaduti, a intervenire, al contrario di quelli precedenti, imbroglioni e “azzeccagarbugli”, oltre che, probabilmente, corrotti, i quali mi fecero perdere tempo e salute. Forse interessati a non difendermi per non far conoscere al grande pubblico cosa mi era accaduto. Tutto dovrà essere chiarito in modo da arrivare al punto che fatti di questo tipo non si verifichino più. Tutti i danni che lo Stato e le banche dovranno risarcire, e sono tanti, saranno utilizzati dall’associazione che si occuperà di fare chiarezza circa la giustizia mancata e dagli avvocati che prenderanno parte ai processi per ragione riguardo a tutti i danni subiti.

QUERELA CONTRO TUTTI QUEI PERSONAGGI, POLITICI E NON SOLO, CHE NON SONO INTERVENUTI DOPO LA LETTURA DEL LIBRO-DENUNCIA “AUTOBIOGRAFIA” INVIATAGLI, PER CERCARE DI FARE CHIAREZZA CIRCA I FATTI ACCADUTI.

Il sottoscritto Santo Scuderi, nato a Barcellona Pozzo di Gotto, il 13.04.1931, residente a Milano, C.so San Gottardo, n° 13

ESPONE

Che il tribunale di Milano, settima sezione penale, presieduta dal Dott. Renato Caccamo, oggi Presidente della Corte d’Appello, durante il processo in primo grado n°2045/89, presieduto dal Dott. Arnaldo Rubichi, con il PM Dott. Carlo Maria Maiga, ha volutamente condannato il sottoscritto, Santo Scuderi. Si pregano gli addetti al Diritto e alla Legalità affinché si apra un’inchiesta per gli infami fatti ingiustamente subiti da parte di poteri criminali e mafiosi che si nascondono all’interno di alcuni organi giudiziari e istituzionali, con interessi di parte, colpevoli del furto del libretto di risparmio e di altri reati consumatisi nei suoi confronti.

Chiede che siano indagati, per essere processati, i sopra e sotto citati personaggi, per associazione a delinquere e abuso di potere, unitamente agli stessi inquirenti della Polizia Giudiziaria che hanno indagato sul processo di cui sopra, per aver commesso, contro il sottoscritto Scuderi Santino, fatti illeciti, con imbrogli machiavellici, più simili a un’associazione a delinquere che non a onesti organi giudiziari, alterando volutamente la realtà dei fatti ai danni dello stesso.
Inoltre, gli sono stati bloccati tutti i beni economici con un provvedimento di sequestro conservativo, con il fine di non potergli dare la possibilità di avere un legale di fiducia per essere difeso. Infatti, numerosi legali non furono interessati a difenderlo proprio perché non possedeva il denaro per pagarli. Non aveva soldi, né beni immobili per soddisfare la loro ingordigia.

La denuncia di querela alla Corte d’Appello di Milano avviene per i seguenti reati:
Ventiquattro anni d’infami ricatti e persecuzioni.
Omissioni d’atti d’ufficio.
Abuso di potere.
Violazione dei diritti dell’uomo.
Furto di libretto di risparmio di £. 6.700.000.
Aggressioni fisiche e psicologiche con dieci giorni di prognosi.
Accuse infamanti e inesistenti.
Ingente perdita economica unitamente alla propria compromessa salute fisica.

Segue relazione di denuncia e querela contro lo Stato italiano per aver affidato le Istituzioni a personaggi corrotti, incapaci di gestire le leggi del Diritto e della Legalità secondo l’ordinamento giudiziario. Criminali, personaggi che hanno causato ingenti danni a cittadini onesti e perbene, come il sottoscritto. Quindi, chiede, per i danni ricevuti, l’arresto dei responsabili e il risarcimento di tutti i danni che gli sono stati recati, da quelli professionali, economici e fisici, a quelli morali.

Su “Blogacolori”, presente sul Web, denuncio gli strani comportamenti di molti esponenti politici, con denuncie fatte tramite il libro autobiografico inviato ai politici sotto elencati, per chiedere giustizia per l’infame fatto accaduto ai danni del sottoscritto, ma al quale non si sono degnati di dare alcun riscontro. Il libro è stato inviato all’On. Gianfranco Fini che, onestamente, per la sua posizione politica, non era nella possibilità di poter intervenire, ma avrebbe, perlomeno, potuto rispondermi circa l’avvenuto ricevimento del libro. Tra gli altri politici, l’On. Nicola Mancino, cui chiedevo un aiuto, che non solo non intervenne, ma non si degnò nemmeno di dare riscontro del libro ricevuto. Lo stesso comportamento fu tenuto, dopo l’invio del libro, dai seguenti politici: On. Veltroni, Marco Pannella, Umberto Bossi, Fausto Bertinotti, così come da diversi avvocati; insomma, un muro di gomma. Stesso discorso è valso per Vittorio Sgarbi e per il Presidente Scalfaro, che se ne lavò le mani dicendomi di essersi rivolto alla Corte Suprema; anche in questo caso con un nulla di fatto. Ancora, il Presidente Ciampi che, dopo avergli inviato il libro di denuncia dei fatti, non intervenne e non rispose, se non con delle lettere in nome del direttore De Martiis, che poi non ho mai capito di cosa fosse direttore. Lo stesso avvenne con il Presidente Scalfaro, la cui risposta era data sempre a nome di De Martiis. Io pensavo che sarebbe stato giusto che avessero risposto o la segreteria del Presidente oppure il Presidente del Consiglio, ma così non è stato. Tutte le mie missive erano personalizzate e, secondo il buon senso, ciascun destinatario avrebbe dovuto tenere conto del contenuto presente nelle stesse. Mentre, al contrario, sia pure senza intervenire, ho apprezzato l’On. Luciano Violante. Mentre tutti gli altri esponenti politici riportati in grassetto non solo non sono intervenuti, ma non si sono nemmeno degnati di dare riscontro alla mia missiva che recava il libro autobiografico, denunciato con raccomandata A/R.
Al contrario, in questa mia infame vicenda, tra tutti i personaggi politici e soprattutto tra i Presidenti precedenti, devo dire che ho avuto dei rapporti epistolari con l’attuale Presidente della Repubblica, l’On. Giorgio Napolitano, che si è distinto per la sua impeccabile correttezza nelle missive e nelle signorilità, cosa che tanti altri suoi predecessori negli ultimi trent’anni non hanno mai avuto.

L’onorevole Scalfaro non intervenne, ma disse di aver inviato la mia denuncia alla Corte Suprema della Magistratura. A sua volta, quest’ultima mi rispose che non era possibile poter agire per sanzioni disciplinari. In date diverse mi sono rivolto anche a tantissimi altri personaggi del mondo del diritto istituzionale e politico, chiedendo il loro aiuto per l’infame torto subito. Anche questi furono come un muro di gomma. Tra gli altri, mi sono rivolto anche ai Presidenti della Corte d’Appello di Milano, il Dott. Piero Paiardi, come pure al Dott. Ignazio Micelosopo, al Prof. Giuliano Vassalli, al Consiglio Superiore della Magistratura per le sanzioni disciplinari dei giudici, all’On. Bettino Craxi, all’On. Claudio Martelli, allora Ministro di Grazia e Giustizia. Inoltre ho fatto avere tre miei libri al giudice Edmundo Bruti Liberati. In altre diverse occasioni contattai vari altri personaggi: il Presidente di Amnesty International, la Dott.ssa Franca Sciuto, il giudice Dott. Anzani, che conduceva su Radio Rai 1 “I Giorni”, trasmissioni di Giustizia. Con quest’ultimo ho avuto modo di svolgere una conversazione telefonica e uno scambio di lettere. Conclusione: nulla di fatto, perché, dispiaciuto, mi disse di non poter intervenire circa i miei fatti di giustizia.

All’On. Roberto Castelli, allora Ministro di Giustizia, inviai tre libri, ma anche in questo caso non ottenni alcuna risposta. Stessi libri li mandai all’On. Antonio Di Pietro, con il quale intrattenni un rapporto epistolare di un paio d’anni. Mentre con l’assessore Giuliana Carlino, della stessa linea di Di Pietro, ho interrotto i rapporti perché non corretta nel suo comportamento, dopo aver ricevuto una serie di libri vari, tra cui quelli di denuncia dei vili fatti da me subiti. Altri libri autobiografici di denuncia li consegnai anche all’Ufficio dei diritti del cittadino e a tanti altri personaggi, tra cui ad avvocati “azzeccagarbugli” che hanno tradito il Diritto e la Legalità sancite dalla Costituzione. Forse la revisione del processo sarà ciò che mi permetterà di avere giustizia e che mi farà ritornare in possesso del denaro sui conti correnti, fermi per motivi ancora non meglio specificati, ma che, alla fine, dovranno venire fuori, compresi tutti gli altri danni recatimi. La strana cosa che ho potuto notare è stata la risposta da parte di due marescialli della Polizia di Stato di due sedi diverse, dopo avergli regalato i libri autobiografici e un curriculum professionale. Dopo qualche settimana casualmente li incontrai e mi dissero che non credevano a nulle di tutto ciò che avevano letto, affermandolo senza un minimo di decoro e di dignità. A questo punto, mi sono chiesto: se in Italia nelle istituzioni abbiamo persone di questo tipo, quali garanzie potrà avere il popolo italiano? Certamente nessuna, poiché sono sempre pronti a fornire alla Magistratura indagini informative totalmente false e distruttive. Quindi è anche colpa di coloro che eseguono queste indagini in maniera falsa ed errata, oppure per interessi di parte o per una forma d’invidia vigliacca, che possono riuscire ad eliminare una persona scomoda, intenta a produrre ricchezza sociale con le proprie ricerche tecnologiche. Non lo dico per falsa modestia; con un pizzico d’intelligenza avrebbero dovuto essere orgogliosi per i risultati ottenuti con la mia ricerca tecnologica. Altri tre libri autobiografici li ho dati alla chiesa di San Gottardo. Anche il prete disse che tutto quanto era scritto non era vero e che non credeva a niente di quella vicenda.

Se queste persone preposte alle varie istituzioni si comportano così e non rispondono ai loro doveri verso i cittadini e verso le istituzioni stesse delle quali si occupano, io, sottoscritto Santino Scuderi, di chi posso fidarmi? Di nessuno certamente. Allora bisogna denunciarli alle autorità competenti e all’opinione pubblica nazionale e mondiale anche attraverso il Web. Allo stesso tempo, bisogna denunciare anche le più alte cariche istituzionali perché hanno tenuto l’opinione pubblica all’oscuro dei fatti. A questo punto, chiedo a tutti di esprimere un proprio pensiero di condanna verso quei personaggi riportati in grassetto, e quale condanna dovranno subire oltre i danni economici che saranno tenuti a risarcire. Da condannare anche tutti quelli presenti nella denuncia del libro autobiografico. Secondo quanto detto, forse cercavano dei capri espiatori per coprire il gran debito pubblico con una emorragia di denaro da 43.000 miliardi di lire, lasciata dal Governatore Paolo Baffi alla fine del 1979, poi aumentata a 2.600.000 miliardi nel 1993, mentre fino a tale data governò Azeglio Ciampi. Dove sia finito tutto quel denaro, non si sa. Credo che per coprire questo grande ammanco, cercassero di occultare tutto, scaricandolo su delle vittime inconsapevoli. Non si spiegano diversamente fatti di tale gravità accaduti sotto la Presidenza di Azeglio Ciampi. Se poi parliamo dell’appellativo che assumono rivestendo tale carica, “deputato” o “senatore”, c’è da dire che non ne rispettano o non ne conoscono nemmeno il significato. Non sanno che vuol dire esercitare detta attività per onore, considerando che dovrebbero persino farlo gratuitamente, senza percepire alcuno stipendio. Non parliamo, poi, delle retribuzioni da nababbi che prendono: quello che guadagnano in un anno, un operaio che produce reddito reale potrà — se fortunato — ottenerlo durante l’intera vita; i politici arrivano ad accumulare oltre i cinquantamila euro mensili, in confronto all’operaio che guadagna la “misera” somma di mille euro al mese. Poi esistono anche quelli che non arrivano a cinquecento euro di stipendio mensile. Questa è l’Italia socio-politica in cui tutti noi viviamo.

Questo che segue è il libro autobiografico “Autobiografia” che mandai ai personaggi sopra elencati in grassetto e a numerosi altri personaggi sparsi per il mondo. Le stampe non sono tutte presenti ma sono nella matrice del libro. Questa storia, per la sua importanza, sarà destinata a diventare un best seller, e poi, un film cinematografico.
Lo realizzerà un/a giornalista, scrittore/trice che sarà disponibile a lavorare sulla creazione del personaggio poliedrico di

Santino Scuderi

Democrazia d’attesa

Scioperi italiani a condizioni limitate, o meglio, a cadenza settimanale. Ciò che mi chiedo è molto semplice: cosa si ottiene sprecando tante energie con gli scioperi? Si ottiene quanto segue:

1)    Disagio sociale per tutti coloro che non hanno mezzi privati per potersi spostare da un punto all’altro, specie se sono anziani e se, per potersi spostare, hanno difficoltà economiche per poter ricorrere al taxi. Al contrario, lo potranno fare coloro che hanno una retribuzione mensile sproporzionata all’esigenza della vita.

2)    L’economia del Paese peggiora sempre di più, sia pure che all’apparenza si arriva a conclusione delle trattative sindacali. Ma ciò di cui nessuno ha mai tenuto conto è che anche quando si ottengono positivi risultati economici sindacali, subito dopo aumentano i generi di necessità, senza che nessuno se ne accorga. Questo, in gergo popolare, è definito il cane che si morde la coda. Insomma, il popolo non ha mai pensato a questo fenomeno. È che gli accordi sindacali vanno risolti in ufficio, che gli scioperi popolari (in democrazia) sono l’ultima arma da utilizzare. Se così non avviene, significa che democrazia non ce n’è. C’è una confusione politica generalizzata, tanto che ogni istituzione non è capace d’esercitare e applicare le leggi dello Stato e, quindi, anche quelle definite DIN internazionali, credo che si trovassero a Francoforte, in Germania.

3)    Tutti gli articoli freschi commerciali, soprattutto alimentari, ma non solo, in particolare se sono di durata giornaliera, dovranno avere il cartellino riportante il tipo specifico di prodotto, per esempio le qualità delle fragole (Candonga, Camarosa, Pocahontas ecc.) devono riportare, oltre il prezzo finale al consumatore, anche, e soprattutto, quello iniziale del produttore. Così saranno evidenti gli abusi che qualcuno abitualmente fa a danno delle masse e degli stessi politici addetti, che dovrebbero controllare in funzione del proprio compito.

4)    Al contadino sarebbe giusto dare il dovuto valore, come pure alla natura e alla popolazione, per il fatto che il prodotto frutta va raccolta alla giusta maturazione. Così non offenderemo la natura e, soprattutto, i cittadini, che compreranno, anche a carissimo prezzo, prodotti che magari in parte saranno buttati per la mancata maturazione. Questa teoria dei prezzi va impiegata in tutto ciò che non è artigianale, ma non solo. Solo così la società potrà migliorare la razionalità degli stipendi, per poter arrivare alla fine della quarta settimana.

5)    Ogni cittadino dovrebbe avere la possibilità di poter denunciare tutto il denaro che spende, in modo tale che lo Stato possa sapere come e da chi è stato speso ciò che ha utilizzato. Insomma, ci potrà essere una buona ripartizione della spesa di denaro senza che nessuno ne potrà approfittare, con gli abusi dei grandi valori aggiunti ingiustificati.

Da molto tempo tutti i responsabili sindacalisti vanno alla riscossa: ricordano che l’articolo uno della Costituzione italiana sancisce che la nostra è una Repubblica fondata sul lavoro e che produce anche i servizi più vari.

A questo concetto si fa riferimento ogniqualvolta si presentano problemi politici e sociali, che di fatto hanno avuto inizio sin dal lontano 1948.

1) Io, sottoscritto inventore scienziato Santino Acc. Cav. Scuderi, sono d’accordo che la Costituzione non debba essere modificata; ma, al contrario, completata dai termini mancanti, come quelli relativi all’arricchimento rapido e sproporzionato, spesso discutibile. Poi quello sul lavoro (che produce ricchezza) e su tutti i servizi dei vari professionisti. Insomma la Costituzione non deve essere cambiata, ma migliorata nel rispetto dell’umanità e nei doveri di tutti e per tutti, nella responsabilità di ognuno di noi, nessuno escluso. Fuori dalla propria attività, ognuno di noi deve essere un cittadino comune, uguale a tutti gli altri, con il dovuto rispetto l’uno verso l’altro, annullando la tracotanza e la grandezza da qualcuno usata fino ai giorni nostri.

2) La ricchezza è un fatto positivo per chi la realizza, sempre che si tratti di giusto guadagno o di valore aggiunto commerciale. Se poi è realizzata da particolare creatività monopodica, a questo punto dovrà subentrare la coscienza personale.

3) Che la ricchezza sia da investire è indiscutibile, che non debba finire nei paradisi fiscali, ma essere, in qualche modo, investita nella stessa regione dove è stata prodotta, oppure in altre regioni dallo stesso Paese. È importante che il denaro entri nel circolo sociale per il bene di tutto lo Stato, senza tenerlo fermo perché tale situazione creerebbe povertà di lavoro sociale.

4) L’iniziativa privata va sostenuta. In questi casi dovrebbero essere lo Stato stesso a sostenerla, esonerandola dalle tasse che dovrebbe versare, così che si sviluppi e migliori la società tutta.

5) Acqua. Anche su questo tema spendo un po’ delle mie energie mentali, dicendo che il bene pubblico non deve essere toccato, da qualunque azienda provenga. Quello che bisogna fare è responsabilizzare gli addetti capi e sottocapi, affinché tutto funzioni alla perfezione; coloro che mancheranno a tale compito saranno puniti secondo la gravità di quanto commesso. Per quanto riguarda la privatizzazione dell’acqua, non ci capisco più niente; l’acqua è gia da diverse decine d’anni privatizzata, adesso io non capisco quale acqua vogliono privatizzare, forse quella degli scoli o addirittura l’urina che facciamo? Spero, invece, che sistemeranno una volta per tutte gli acquedotti di tutto il Paese e che il commercio di queste acque possano diminuire per risparmiare e per recuperare energie umane bruciate per nulla, non facendo più aumentare l’ozono nell’atmosfera.

6) Giustizia. Anche questo ambito è da rivedere; i giudici non dovranno essere sopra le parti, dovranno essere degli impiegati come in tutte le altre istituzioni che lavorano eseguendo quanto prescritto dalla legge. Infatti, sono tutti dei normali cittadini.

7) Politici. Ognuno di loro non può sentirsi superman, offensivo per la società. E questo vale per i politici di destra di centro o di sinistra. Non dovranno più avere né eserciti né singoli personaggi guardaspalle, che, oltre a rappresentare un costo elevato, sono anche d’offesa alla dignità umana e sociale.

8) Detenuti. Anche su questo argomento c’è molto da discutere. I detenuti presenti nelle carceri fanno comodo a tante persone delle istituzioni, fermo restando che sicuramente dovrebbero essere loro ad andare dentro e non tanta povera gente che per l’impossibilità di vivere con un minimo di dignità si ritrova a rubare un cartone di latte o smerciare una o più dosi di droga richiesta dal mercato. Certamente tutto questo è illecito, ma chi di dovere ha mai pensato a questa piaga sociale esistente nel nostro Paese, originata dal bisogno di sopravvivere? Inoltre, nessuno va a considerare la causa che crea l’effetto. I responsabili ci sono, e sono coloro che hanno lo Stato nelle loro mani, che non vedono o fanno finta di non vedere quanto disordine umano esiste nel nostro Paese. Loro, responsabili politici, hanno il dovere di prestare attenzione verso tutti i cittadini, di aiutarli nel migliore dei modi, nessuno escluso. Se poi dobbiamo andare con la mente al passato, non più augurabile dal punto di vista politico, ci si chiede: come mai in quei tempi, con la tanta povertà, in tutte le carceri italiane cerano soltanto 3700 detenuti, mentre oggi sfiorano i 60.000, senza contare che sono fuori i veri criminali che non andranno mai dentro, forse perché appartengono ai posti di comando? Questo è il nostro Paese. Ma temo che siamo in una democrazia che non c’è. Oppure in un bailamme… occulto e ancora di più.

Colui che scrive queste osservazioni sulla politica umana e sociale è un personaggio sicuramente sconosciuto alle masse, ma, senza essere mai stato legato politicamente con chicchessia, con la propria poliedricità sarebbe dovuto diventare il Bill Gate italiano per tutte le ricchezze tecnologiche, le decine d’invenzioni e i brevetti importanti e di successo internazionale svolti. Purtroppo ciò non avvenne, ostacolato da chi teneva e tiene il controllo di tutta l’economia e la ricchezza prodotta dal Paese. Comunque, nonostante gli ingenti danni infami ricevuti, sopravvivo lo stesso e lo faccio per il bene di una gioventù sofferente, in questo mondo politico in cui tutti noi stiamo vivendo, senza che nessuno si preoccupi di vedere da dove provenga il male. Ciao a tutti.

Santino Scuderi