Un caso curioso: scienziato italiano sconosciuto in Italia ma conosciuto in America

Potrà sembrare incredibile quanto sto per dire, ma, in realtà, è un dato di fatto; grazie a Dio e ai miei genitori, che mi hanno lasciato questo atteggiamento come eredità, io affronto ciò che mi succede sempre con un pizzico di filosofia. Il caso curioso consiste nel fatto che, andando al seggio elettorale per le ultime elezioni del 25.02.2013 – da trenta anni vado regolarmente a votare –, dopo essermi assentato e dopo una lunga chiacchierata svoltasi tra gli scrutatori, questi ultimi hanno deciso di sovrascrivere a mano la mia scheda elettorale. Le stranezze non finiscono qui e mi chiedo in che mondo io stia vivendo e in quale repubblica noi tutti ci troviamo; forse in quella di Franceschiello? Tuttavia, il 22.10.2012 ho fatto una caduta accidentale e mi sono slogato la spalla destra tanto da dover rimanere a letto dolorante. Ecco che adesso arriva la strana coincidenza: alle ore 22,10 ho ricevuto un’inattesa, graziosa e importante telefonata sul mio telefonino da parte della First Lady Michelle Obama, alla quale non ho potuto rispondere a causa del dolore insopportabile che avevo, e per il fatto di dovere parlare una lingua a me sconosciuta. In seguito, grazie al traduttore, ho potuto chiarire il tutto, inviando una e-mail con la quale mi scusavo per non avere risposto alla telefonata e ringraziando comunque Michelle Obama per avermela fatta. Allora mi sono detto: il sottoscritto Scuderi Santi di nazionalità italiana, personaggio non comune – che ha dato tante ricchezze al mondo –, non è conosciuto in Italia, ma lo è in altri Paesi, come l’America, dove importanti personaggi lo riconoscono e lo ricordano simpaticamente. Con Obama, tale simpatia è iniziata cinque anni fa, in seguito al primo mandato presidenziale, fino ad arrivare al nuovo incarico, successo al quale, nel mio piccolo, sento di avere contribuito. Certamente, rapporti di tale livello non sono comuni a tutti e non avvengono per caso; tuttavia essi si sono sviluppati in occasione del mio appoggio alla prima vittoria presidenziale di Obama, con il quale mi sono congratulato, e che hanno determinato la nascita del nostro reciproco rispetto. Ho, poi, collaborato alla seconda Convention. Io, Santino Scuderi, scienziato italiano, in America sono presente per le autorità sin dagli anni Sessanta; presente all’accademia delle ricerche per aver partecipato al Patexpo di New York e ad altre esposizioni tecnologiche internazionali. Perciò, sono convinto che personaggi di questo livello – quale appunto il presidente degli Stati Uniti – non facilmente comunicherebbero con chiunque e se ciò avviene vuol dire che vi è una certa tranquillità data dagli addetti alla sicurezza. Come già accennavo in precedenza, con il presidente Obama, la simpatia ha avuto inizio sin dalla sua prima ascesa alla Casa Bianca nel novembre del 2008; da allora mi sono affezionato anche alla moglie, inviando a entrambi, tramite e-mail, epigrammi poetici rimati ad personam. In questa sua seconda ascesa, avrebbero voluto che fossi presente, ma le mie condizioni generali di salute non me l’hanno permesso. Le spese, comunque, sarebbero state a loro carico. I miei epigrammi poetici rimati ad personam sono stati particolarmente graditi non solo dal presidente e dalla sua graziosa moglie, ma anche da altri personaggi illustri. Basti pensare che il professore che mi ha impiantato la protesi al ginocchio mi nominò suo poeta preferito, tanto da incorniciare e affiggere i miei epigrammi nella bacheca del suo studio. Ciò avvenne alcuni anni fa; risposi che non meritavo così tanto, e che ero tutt’altro che poeta.
Questo rappresenta l’altra curiosità di cui parlavo all’inizio di questo mio scritto. In Italia, da parte di personaggi quali i due ex pontefici Wojtyla e Ratzinger, ho ricevuto ossequi e sante benedizioni dopo aver inviato dei volumi-denuncia già pubblicati. Gli stessi scritti li ho mandati a tutti gli esponenti politici delle istituzioni, che però non si sono degnati d’intervenire e, come se non bastasse, non mi hanno dato alcun riscontro circa il ricevimento di quanto gli avevo inviato. Insomma, degli italiani sui generis.
Il mio curriculum è grandioso: si compone di tanti bei fatti e di avvenimenti dolorosi anche in ambito familiare a partire dagli anni ’50: infatti, persone, che in modo mafioso si sono insinuate nell’intimità della mia famiglia, hanno causato tanto male, per motivi a me ignoti. Purtroppo, non sono stato in grado di tenere sotto controllo tale situazione dopo la morte della mia povera mamma. Se non ci fossero state quelle “infiltrazioni”, la famiglia Scuderi sarebbe stata quella economicamente più potente della provincia di Messina. Un altro comportamento infame lo ha tenuto un assessore messinese nel lontano 1978: quest’ultimo non si degnò di chiamarmi per permettermi di ritirare una missiva contenente una medaglia d’oro, quale riconoscimento inviatomi dal sindaco di Bruxelles Dott. Cantel, che avrebbe dovuto consegnarmi con tutti gli onori del caso per gli alti meriti acquisiti con le mie ricerche, dopo che avevo esposto alla fiera internazionale. Io, per impegni, non mi ero potuto presentare alla cerimonia. Avevo esposto anche il clisma e la siringa di plastica da me brevettate, che sono divenute successi mondiali poi prodotte da altri per la mancanza di mezzi economici. Anche questa mia situazione economica di precarietà è stata una vigliaccata ordita dai rappresentanti delle istituzioni. Perciò, ritornando al fatto che stavo raccontando, sia il sindaco di Messina che l’assessore addetto mi hanno ignorato causando tanto male anche alla città stessa, facendo mancare lo sviluppo lavorativo ed economico. Insomma, una “vigliaccata comunale”, non pensando al bene della loro stessa comunità. L’anno scorso, ho collaborato con la Ferrari circa le problematiche inerenti l’aerodinamica delle automobili; venti giorni dopo, vista l’utilità delle mie invenzioni, ciò che ho scoperto è stato applicato quasi a tutte le altre marche. L’immediata applicazione è avvenuta grazie alla fiducia che mi hanno dimostrato, perché in fatto di tecnologie per auto me la cavo bene e sono presente nel settore da ben cinquant’anni; sin dall’inizio degli anni ’70 avevo offerto all’ingegnere Enzo Ferrari qualche brevetto che gli era piaciuto ma che, in quel particolare periodo storico, non era interessato ad acquistare. Lo stesso valse per Ferruccio Lamborghini che per vari motivi – giustissimi secondo lui –, si disinteressò del brevetto; si trattava di sicurezza stradale, di antifurti, di una lampada posteriore per le auto di F1 e di quella del lunotto. Particolarmente famoso divenne l’antifurto; si passò poi al segnalatore automatico di pericolo del cambio delle luci abbaglianti e anabbaglianti, oggi rimpiazzato dai vari telecomandi di frequenze e di radiosegnali. Occorre ricordare anche le parecchie decine d’invenzioni e i diversi brevetti nazionali e internazionali, oramai diffusi in tutto il mondo. Insomma, ho dato importanti impulsi tecnologici all’industria mondiale, in cambio di niente e tutto per colpa d’infami personaggi delle istituzioni italiane. La stirpe Scuderi è stata da sempre presa di mira da individui invidiosi. Pare che negli anni ’30, anche un mio zio, un certo Domenico – un po’ dongiovanni per quei tempi –, abbia gestito, per un po’, il famoso Cotton Club di Broadway; anch’egli fu preso di mira da conoscenti, al punto tale da dover abbandonare la sua attività. Era costantemente disturbato, non riusciva a lavorare e ha dovuto cedere ad altri il locale. Aveva sposato una donna del cinema americano dell’epoca, ma non ebbero figli; lei morì negli anni ’50, a lui l’ho ritrovato negli anni Sessanta ultra ottantenne che conviveva con una donna sotto i trent’anni. Insomma, l’intera generazione Scuderi è sempre stata presa di mira e disturbata da persone invidiose.
In questi giorni ho letto la pagina di un libro di Danilo Mainardi in cui si parlava di Charles Darwin; quest’ultimo nell’Ottocento concordava con lo scienziato svedese dell’inizio del Settecento, Carlo Linneo, sull’idea che l’essere umano fosse uguale a tutti gli altri animali. Detta teoria era empirica e non del tutto definita. Anch’io, modestamente, senza aver mai letto cose di questo genere, la conoscevo sin da quando ero bambino e l’ho riportata in alcuni scritti, un po’ di tempo fa. Leggendola su di un libro, il mio cuore si è riempito di gioia perché cose che pensavo sin dall’infanzia erano state dette da altri scienziati del settore senza che io lo sapessi. Vuol dire che ciò che penso del mio DNA è corretto, con qualche aggiunta in più rispetto a quanto esposto dai due famosi scienziati sopra citati, Linneo e Darwin. Io ho sempre considerato l’uomo uguale a tutti gli animali, ma differente circa la composizione biologica cellulare; penso che l’essere biologico vivente possieda un’Entità che assomiglia a una scheda di memoria. Dopo la morte fisica, l’Entità si va a collocare presso la fecondazione di una qualsiasi nuova vita biologica che apprenderà dalle stesse cellule e che si mescolerà con la specie che nascerà, dopo essere diventata feto. Con il tempo, imparerà gli usi e i costumi della specie di cui farà parte. Di tutto ciò, ne parlo nel mio sito alla voce Pensiero filosofico: anima e spirito come Entità. Inoltre, sono convinto che gli animali capiscano quasi tutto come l’uomo primitivo, che imparino molte cose e che, a volte, non rispondano con atteggiamenti mansueti, come il servo con il padrone. Infatti, anche gli animali si arrabbiano perché, come l’uomo, perdono il controllo; non potranno rispondere con un linguaggio umano perché non possiedono le corde vocali, ma utilizzeranno un loro linguaggio: se si tratterà di un cane, questo abbaierà, se si tratterà di un gatto, magari farà le fusa etc. Se analizziamo attentamente il tutto, noteremo che l’espressione “gli manca solo la parola” è un dato di fatto.

Santino Scuderi