Uomo e donna. Come alle origini

Lo sfaldamento del matrimonio tra uomo e donna è arrivato anche da noi

Questo è ciò che sta accadendo nel nostro Paese: il frantumarsi dell’unione matrimoniale delle coppie incominciò dalla metà del secolo scorso, con l’istituzione dei cosiddetti divorzi, che permettevano il venire meno del legame nuziale, qualunque fosse stato il tipo di matrimonio celebrato, civile o religioso. In altri Paesi occidentali, erano in atto già da tempo. In seguito a tale situazione, iniziarono ad aumentare i matrimoni che erano celebrati solo civilmente in comune. Ma non finisce qui: prese pian piano piede pure la convivenza, anche se quest’ultima non dava molte certezze circa la sua durata nel tempo. Tutto questo ha portato a un cambiamento; iniziarono così le separazioni, che portarono problemi che prima non si pensava minimamente potessero sorgere e che determinarono complicanze anche psicologiche, sociali, economiche e morale senza limiti. Se poi vi sono di mezzo dei bambini, avuti dalla presente coppia o frutto di unioni passate, la cosa diventa così complicata al punto che, se non vi sono sostanziali quantità di denaro, si può perfino perdere il senso della vita in quanto si verificano una serie di situazioni spiacevoli; bisogna rivolgersi a un legale, mantenere i bambini e persino uno dei due della coppia. Se poi non si ha nemmeno lavoro, non avendo un guadagno, la situazione diventa sempre più drammatica. A questo punto si potrebbe finire con il chiedere assistenza a quelle strutture sociali e religiose che, di solito, danno, ai più disperati della società, l’aiuto necessario per affrontare tali tipi di disagi. Insomma ha così inizio una odissea che non si sa quando avrà fine.

Tornado alle difficoltà che si vengono a creare a causa del venir meno della coppia, va detto che questo accade in Italia, in maniera massiccia, contemporaneamente con l’avvento del terzo millennio, che, a dispetto di quello che si pensa, non ha portato l’uomo a raggiungere quel benessere tanto desiderato, ma lo sta spingendo indietro, quasi alla preistoria, distruggendo tutti i progressi del vivere civile. Una cosa certamente  va ricordata: l’uomo primitivo come quello d’oggi, come pure gran parte degli animali, possiede, nel proprio DNA, per natura, un istinto per cui tende a utilizzare la donna per il solo accoppiamento, dando nel contempo a quest’ultima il compito di controllarsi e gestirsi fino al parto e di occuparsi, poi, dell’allevamento dei propri figli. Perciò, il concetto legato all’unione maschio-femmina, che sfocia nel matrimonio, era stata una importante e bella conquista per la donna, che otteneva maggiore sicurezza per lei e per i bambini ed anche per l’uomo. Quest’ultimo, per natura, ha sempre preso le decisioni, circa l’accoppiamento, guidato anche dall’istinto nel trovare quella donna che avrebbe potuto dargli, nel modo migliore, la sicurezza di una buona prole. In parole povere, l’attrazione, la gelosia si manifestano nei momenti e nelle situazioni riguardanti l’accoppiamento, e sono importanti per procreazione e per la determinazione del futuro DNA. Come tutti sappiamo, una brutta donna non ci attrae e nemmeno si è gelosi di lei; oggi lo stesso avviene in quella che non accetta di unirsi a un uomo che non sia piacente. Il senso della conquista è andato perso, perché è venuto meno l’amore per la vita umana con tutti i suoi valori, frutto di un cammino durato secoli. Allora, credo che, per recuperare quei valori perduti, bisogna in primo luogo che la donna ritorni a fare la mamma e la moglie, come avveniva nelle famiglie di un tempo; infatti, nonostante abbia tralasciato tali comportamenti, l’istinto materno è presente nel suo DNA. Spesso osservo l’attaccamento che hanno le donne nei confronti degli animali e soprattutto verso i cagnolini che tengono in braccio, facendo un torto alla natura, perché non si comportano così con i loro bambini, e altrettanto all’animale, poiché per incoscienza li sottraggono alle povere bestiole. Il DNA del maschio, invece, rimane quello improntato alla gelosia, non per ignoranza, ma per istinto naturale, proveniente da meccanismi cellulari ancora sconosciuti all’uomo moderno, pronti ad insediarsi in luoghi sicuri per poi manifestarsi. Insomma un po’ come dire: ci sono cose che piacciono e altre no; allora si scelgono le prime. Spero che le persone sensibili non me ne vogliano se ho toccato sentimenti umani e giovanili, ma purtroppo è la realtà della vita attuale; è per colpa dello sviluppo sociale errato che si è venuta a creare una confusione di vita sociale e famigliare. Comunque voglio dare un segnale ai giovani ben pensanti: spero possiate ritornare a pensare alla vita coniugale come un tempo, perché se ciò non avvenisse, non pensiate minimamente a unirvi; mancherebbe la consapevolezza del vero amore e sarebbe meglio non fare passi dannosi per un prossimo futuro. Se poi amici e parenti vi daranno dei consigli, prendeteli, ma senza trascurare le vostre idee. Questo è il suggerimento che vi posso dare.

Santino Scuderi